Odio i blog.
Mi correggo.
Odio i blog delle donne. Specialmente quelle belle.
Non tanto per quello che scrivono. Tendenzialmente qualsiasi blog mi uccide di noia e lo stesso mio non è fra le mie letture preferite. Quello che mi toglie davvero l'aria sono i commenti maschili.
Ci sono quelli che lasciano interminabili poesie, melense e incomprensibili, che già al semplice guardarne la consistenza ti fa venire subito in mente che non puoi perderti il documentario sulla coltivazione di caucciù nel guatemala meridionale. Figuriamoci a leggerle.
Lo zerbinismo imperante poi è da primato. Ora... se una donna alta un metro e venti e della stazza della tua panda (parlo della macchina), e che non sarebbe neanche male se l'escrescenza sul naso non le avesse provocato quel certo strabismo, se una donna così ti chiede se la trovi bella... beh insomma una piccola bugia bianca non guasta dai. Non è necessario essere sinceri in questi casi, purché la cosa finisca lì. Ma se benedettiddio nessuno te l'ha chiesto, per quale motivo devi lasciare un commento alle sue foto del tipo "stupenda" o "bellissima"???
Questo quando la donna è, diciamo così, simpatica e intelligente.
Ma quando è decisamente bona, apriti cielo. E' tutto un fioccare di partigianerie in favore di autentiche cagate presentate come questioni vitali e irrinunciabili. E se poi qualcuno (di solito questa parte tocca a me) viene colto da un raptus (eh qui ci vuole però) di franchezza... apriti cielo! Bombardamenti a martello di manifestazioni palesi di ostilità qualunque cosa tu dica. E non perché questi puledri telematici ce l'abbiano con te, no, in linea di massima non hanno idea di cosa cazzo tu stia dicendo. Stanno solo facendo a gara per vedere chi è più dalla parte di lei. Per far vedere ognuno a suo modo che lui sì che se la intende con lei, mica come voialtri. Ovviamente in questi contesti l'oggetto della disputa passa in secondo, terzo e anche quarto piano. Magari con attico annesso. La cosa fondamentale è saper formulare l'insulto più colorito e fantasioso, possibilmente esteso ai tuoi familiari più prossimi.
E che dire poi dei profeti delle massime? Ci sono dei siti apposta. Ne apri uno, copi quello che non ricordi di avere letto altrove negli ultimi due o tre giorni e poi lo incolli auspicando che nel contempo l'oscuro oggetto dei tuoi desideri sia al massimo una accanita lettrice del retro del biglietto del tram. E molto spesso è proprio così. Il risultato è un sicuro successo. Un figurone anzi. Se poi lo condisci con foto in cui hai un'aria assorta e pensosa e con quel certo luccichio negli occhi, chi ti ferma più?
Ora intendiamoci. Non prima di tre o quattro giorni fa condannavo d'altro canto lo snobismo fariseo di chi pensa che i blog siano il futuro della diffusione della cultura indipendente e che chiunque ne curi uno senza partorire puro genio ogni giorno (come Grillo è convinto di fare) sia assolutamente da condannare e lapidare sulla pubblica piazza telematica.
Non ho niente in contrario nei confronti dei copia e incolla e via discorrendo.
Quello che mi trasmette il vero e proprio umor nero è quando ti rivolgi a qualche frequentatrice dei vari "social network" con una frase normalissima, come faresti nella realtà di tutti i giorni incontrando qualcuna che non conosci ancora, e ti senti mettere in croce perchè hai commesso l'imperdonabile errore di essere banale.
Molto spesso questa banalità (anzi quasi sempre) è costituita da un semplice complimento sull'aspetto della fine letterata. Senza nemmeno troppi fronzoli. Verbo e aggettivo. Punto.
No
"quanto sei banale"
"ah che delusione, anche tu come tutti"
"non potresti essere meno scontato"?
Ecco io questo davvero non lo sopporto.
Anzitutto non è che se scrivi un cazzo di "grazie" ti cascano le dita.
E nemmeno semplicemente evitare di rispondere provoca dei guai all'ipotalamo
E poi diciamolo... vogliamo per favore far cadere questa ipocrisia che vuole nascondere che al 90 per cento queste signore sono su questi siti per rimediare quella libbra di carne, reale o virtuale, che magari qualche marito o fidanzato distratto ha fatto mancare loro?
"ma io sono qui per fare amicizie". Sì ok ma poi?
Guarda caso quando entri in confidenza, chiacchiera di qua, chiacchiera di là, salta fuori sempre la papocchia, quella storiella di chat finita male, quell'amico che si era fatto delle illusioni magari in seguito a una videochattata un po' piccante ("ma lo avevo fatto per provare e poi mi son lasciata convincere. non mi è nemmeno piaciuto. anzi mi son messa a ridere" non senza rimirare quella spanna d'amore che ti veniva ostentata), quell'altro che chissà cosa si era messo in testa solo perché ci era finita una volta a letto... ma prima di allora occorre ostentare spessore. Spessore mentale e culturale. Spessore umano.
Lo spessore mentale non è un problema. Purché l'aspetto e quel certo nonsoché facciano sognare, il cervello del maschio può tranquillamente avere le dimensioni di una nocciola di chivasso, lei lo troverà comunque arguto sensibile e misterioso. Lo spessore culturale viene tranquillamente sopperito dai siti di cui parlavo prima, e il copia e incolla mette al riparo dagli orrori grammaticali di cui parlerò prossimamente in un altro blog. Sempre che in ogni caso la intellettuale sappia coglierli
Lo spessore umano non deve preoccupare. Qualunque cosa tu dica o faccia, fino al momento in cui i varii mariti e fidanzati non torneranno a occuparsi delle corrispettive, queste signore/ine saranno sempre pronte a dirti "che bella persona sei".
Mi correggo.
Odio i blog delle donne. Specialmente quelle belle.
Non tanto per quello che scrivono. Tendenzialmente qualsiasi blog mi uccide di noia e lo stesso mio non è fra le mie letture preferite. Quello che mi toglie davvero l'aria sono i commenti maschili.
Ci sono quelli che lasciano interminabili poesie, melense e incomprensibili, che già al semplice guardarne la consistenza ti fa venire subito in mente che non puoi perderti il documentario sulla coltivazione di caucciù nel guatemala meridionale. Figuriamoci a leggerle.
Lo zerbinismo imperante poi è da primato. Ora... se una donna alta un metro e venti e della stazza della tua panda (parlo della macchina), e che non sarebbe neanche male se l'escrescenza sul naso non le avesse provocato quel certo strabismo, se una donna così ti chiede se la trovi bella... beh insomma una piccola bugia bianca non guasta dai. Non è necessario essere sinceri in questi casi, purché la cosa finisca lì. Ma se benedettiddio nessuno te l'ha chiesto, per quale motivo devi lasciare un commento alle sue foto del tipo "stupenda" o "bellissima"???
Questo quando la donna è, diciamo così, simpatica e intelligente.
Ma quando è decisamente bona, apriti cielo. E' tutto un fioccare di partigianerie in favore di autentiche cagate presentate come questioni vitali e irrinunciabili. E se poi qualcuno (di solito questa parte tocca a me) viene colto da un raptus (eh qui ci vuole però) di franchezza... apriti cielo! Bombardamenti a martello di manifestazioni palesi di ostilità qualunque cosa tu dica. E non perché questi puledri telematici ce l'abbiano con te, no, in linea di massima non hanno idea di cosa cazzo tu stia dicendo. Stanno solo facendo a gara per vedere chi è più dalla parte di lei. Per far vedere ognuno a suo modo che lui sì che se la intende con lei, mica come voialtri. Ovviamente in questi contesti l'oggetto della disputa passa in secondo, terzo e anche quarto piano. Magari con attico annesso. La cosa fondamentale è saper formulare l'insulto più colorito e fantasioso, possibilmente esteso ai tuoi familiari più prossimi.
E che dire poi dei profeti delle massime? Ci sono dei siti apposta. Ne apri uno, copi quello che non ricordi di avere letto altrove negli ultimi due o tre giorni e poi lo incolli auspicando che nel contempo l'oscuro oggetto dei tuoi desideri sia al massimo una accanita lettrice del retro del biglietto del tram. E molto spesso è proprio così. Il risultato è un sicuro successo. Un figurone anzi. Se poi lo condisci con foto in cui hai un'aria assorta e pensosa e con quel certo luccichio negli occhi, chi ti ferma più?
Ora intendiamoci. Non prima di tre o quattro giorni fa condannavo d'altro canto lo snobismo fariseo di chi pensa che i blog siano il futuro della diffusione della cultura indipendente e che chiunque ne curi uno senza partorire puro genio ogni giorno (come Grillo è convinto di fare) sia assolutamente da condannare e lapidare sulla pubblica piazza telematica.
Non ho niente in contrario nei confronti dei copia e incolla e via discorrendo.
Quello che mi trasmette il vero e proprio umor nero è quando ti rivolgi a qualche frequentatrice dei vari "social network" con una frase normalissima, come faresti nella realtà di tutti i giorni incontrando qualcuna che non conosci ancora, e ti senti mettere in croce perchè hai commesso l'imperdonabile errore di essere banale.
Molto spesso questa banalità (anzi quasi sempre) è costituita da un semplice complimento sull'aspetto della fine letterata. Senza nemmeno troppi fronzoli. Verbo e aggettivo. Punto.
No
"quanto sei banale"
"ah che delusione, anche tu come tutti"
"non potresti essere meno scontato"?
Ecco io questo davvero non lo sopporto.
Anzitutto non è che se scrivi un cazzo di "grazie" ti cascano le dita.
E nemmeno semplicemente evitare di rispondere provoca dei guai all'ipotalamo
E poi diciamolo... vogliamo per favore far cadere questa ipocrisia che vuole nascondere che al 90 per cento queste signore sono su questi siti per rimediare quella libbra di carne, reale o virtuale, che magari qualche marito o fidanzato distratto ha fatto mancare loro?
"ma io sono qui per fare amicizie". Sì ok ma poi?
Guarda caso quando entri in confidenza, chiacchiera di qua, chiacchiera di là, salta fuori sempre la papocchia, quella storiella di chat finita male, quell'amico che si era fatto delle illusioni magari in seguito a una videochattata un po' piccante ("ma lo avevo fatto per provare e poi mi son lasciata convincere. non mi è nemmeno piaciuto. anzi mi son messa a ridere" non senza rimirare quella spanna d'amore che ti veniva ostentata), quell'altro che chissà cosa si era messo in testa solo perché ci era finita una volta a letto... ma prima di allora occorre ostentare spessore. Spessore mentale e culturale. Spessore umano.
Lo spessore mentale non è un problema. Purché l'aspetto e quel certo nonsoché facciano sognare, il cervello del maschio può tranquillamente avere le dimensioni di una nocciola di chivasso, lei lo troverà comunque arguto sensibile e misterioso. Lo spessore culturale viene tranquillamente sopperito dai siti di cui parlavo prima, e il copia e incolla mette al riparo dagli orrori grammaticali di cui parlerò prossimamente in un altro blog. Sempre che in ogni caso la intellettuale sappia coglierli
Lo spessore umano non deve preoccupare. Qualunque cosa tu dica o faccia, fino al momento in cui i varii mariti e fidanzati non torneranno a occuparsi delle corrispettive, queste signore/ine saranno sempre pronte a dirti "che bella persona sei".
La libbra di carne
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