Ritratto di un rossetto ferroviario

12 luglio 2012 ore 15:08 segnala
Nell’indice dei miei ricordi lei sta alla voce “ragazza con le labbra sbiadite”
perché la notai, all’inizio, per quella tonalità di rossetto messo al mattino
che non ne vuol sapere di sparire. E mi ci fissai.
Anche mia madre spesso tornava a casa dopo una giornata di lavoro con quella bocca
e avevo imparato a riconoscerla.

Dopo qualche attimo mi decisi a spostare lo sguardo:
se qualcuno mi avesse sorpreso a fissare le labbra carnose di una sconosciuta troppo a lungo
ci avrebbe messo un attimo ad etichettarmi come maniaco e a guardarmi storto;
magari non lo avranno fatto subito,
ma di certo se si sono accorti dell’ossessione con cui l’osservavo dopo
non avranno esitato a farsi strane idee…

Era incantevole, nel senso che mi sono proprio incantato a guardarla, a volerla conoscere:
l’ho sorpresa a sorridere quando il volo di un uccello le ha tagliato il paesaggio,
a chiedersi dove fosse caduto l’insetto di cui stava seguendo l’arrampicata a lato del finestrino,
ho studiato il modo che aveva di rallentare il battito delle sue piccole ciglia scure
prolungandone la chiusura, quando qualcosa la affascinava,
si soffermava su particolari che io scoprivo seguendo il suo sguardo:
lo scheletro di quel ponte sul ruscello, l’arbusto fiorito nella stazione successiva…

Il suo ritratto è in assoluto il peggio riuscito di tutta la mia storia di disegnatore di passanti,
gli occhi non volevano saperne di staccarsene per controllare quello che prendeva forma sul foglio.
Se fosse stato un film mi sarei alzato, avvicinato silenziosamente con passo deciso ma delicato e glielo avrei regalato, accompagnando il gesto con una qualche frase ad effetto,
l’avrei lasciata senza parole e lei avrebbe perso il sonno a chiedersi chi mai fossi.
Invece sono rimasto al mio posto ed ho continuato a tracciare linee solo vagamente sue.

“Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
E magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere
senza seguirla
senza averle sfiorato la mano”
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Nell’indice dei miei ricordi lei sta alla voce “ragazza con le labbra sbiadite” perché la notai, all’inizio, per quella tonalità di rossetto messo al mattino che non ne vuol sapere di sparire. E mi ci fissai. Anche mia madre spesso tornava a casa dopo una giornata di lavoro con quella bocca e...
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12/07/2012 15:08:41
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