i cento lavori più orrendi del mondo

13 settembre 2012 ore 00:15 segnala
L’accatastatore di libri religiosi è un lavoro. Se siete interessati rivolgetevi alle librerie cristiane: verrete pagati sei euro l’ora. Il selezionatore di pillole è un lavoro, anche se non ci avete mai pensato, e non esiste un curriculum preciso: ma anche le pillole vengono male, e con quello che costano le case farmaceutiche esigono pacchetti intonsi e perfetti. Anche il controllore nelle fabbriche di patatine fritte è un lavoro, anche se non ci sono annunci sui giornali. Viene pagato 8 euro l’ora, e consiste nel togliere da un rullo trasportatore tutte le patatine macchiate o difettose.

La rivista inglese “The Idler” ha tenuto per anni una rubrica, aperta ai lettori, in cui si potevano descrivere i propri lavori, orridamente normali o straordinariamente terrificanti. Ora cento di quelle storie sono state raccolta nel libro “Cento lavori orrendi”, in uscita per l’Einaudi (11 euro). Il libro racconta gli sforzi e la miseria, le gag e la ribellione di chi, per un mese o un anno, ha lavorato come “perforatore di torte”, come “postino”, come “telefonista hard”, come “ammazza salmoni”, come “benzinaio di notte”, come responsabile di una fabbrica di cerini, come “sterminatore di roditori”, come controllore di carte di credito o editore di mail spazzatura. Se credete che il vostro lavoro sia frustrante, comprate questo libro.

“Con qualche piccola eccezione, il mondo del lavoro” spiega Tom Hodgkinson, direttore di “The Idler”, “è caratterizzato da noia esasperante, invidie ridicole, molestie sessuali, solitudine, arroganza, stress”. Le storie che abbiamo raccolto possono essere una lettura esilarante: vi faranno ridere, vi faranno piangere. Forse vi consoleranno”.

Racconta l’allevatore di larve: “Il primo giorno di lavoro lo passai nella fosse dei vermi: una specie di piscina olimpionica, piena di carcasse marcescenti di animali e pesci, su cui crescevano le larve. Indossavo una tuta e gli stivaloni, e il mio compito era stare dentro la vasca, e girare ogni tanto con il badile le larve”. Racconta l’esaminatrice di sperma: “tutti i giorni esamino, più o meno, quattrocento campioni di sperma, per diagnosi o varie. A parte la coltura, che è già abbastanza disgustosa, l’esame che più detesto è ‘l’analisi del seme’. Risucchio tutto con una pipetta e lo risputo più volte nel contenitore: l’odore che ne esce è nauseabondo”.

Il telefonista hard lavora da mezzanotte alle sei del mattino, per 14 euro l’ora, e questa è la sua storia: “il posto era squallido, ricevetti un manuale d’istruzioni e una postazione telefonica. Il manuale conteneva delle perle di saggezza tipo la “lista delle cose che un uomo vuole sentirsi dire” e nelle prime dieci spiccava: “sto aprendo le natiche per te”. Ho resistito qualche settimana, ma ci sono ragazze che lavorano lì da sei anni”.

Secondo il Dipartimento dell’Industria il 16 per cento di tutti i lavoratori a tempo pieno, lavora più di sessanta ore alla settimana. E’ quella che in Giappone viene chiamata la “Karoshi Zone”, la zona della morte da super lavoro. Secondo un sondaggio inglese, due lavoratori su tre preferirebbero una riduzione dell’orario di lavoro ad una vincita alla lotteria. Più che il gratta e vinci, insomma, vale il caro vecchio sciopero.
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L’accatastatore di libri religiosi è un lavoro. Se siete interessati rivolgetevi alle librerie cristiane: verrete pagati sei euro l’ora. Il selezionatore di pillole è un lavoro, anche se non ci avete mai pensato, e non esiste un curriculum preciso: ma anche le pillole vengono male, e con quello che...
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13/09/2012 00:15:52
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Commenti

  1. Quell.ola 14 settembre 2012 ore 19:08
    a Milano cercavano gente che volesse contare i tombini.Regolarmente retribuiti ed "ingaggiati" da una ditta esterna appaltata dal comune
  2. giulia711 14 settembre 2012 ore 19:13
    forteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

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