IL PICCOLO PRINCIPE

04 gennaio 2016 ore 17:55 segnala
Il film il Piccolo Principe di Saint-Exupery e a mio parere migliore del libro.
Il film è un inno alla purezza, uno dei tanti casi in cui è il cuore dei bambini a ricordare agli uomini che anche loro “sono stati bambini una volta”, quando erano forse migliori, di sicuro più veri.L’originalità della sceneggiatura sta nel parallelismo tra la storia del principe exuperiano e quella di una bambina senza nome, che potrebbe effettivamente essere chiunque di noi, combattuta tra la necessità di pensare da bambina, comportarsi da bambina e l’obbligo di diventare adulta. La voglia di andare oltre la cieca ambizione che logora lo spirito, oltre il calcolo, fuori da degli schemi predefiniti imposti da un contesto sociale in cui siamo immersi, la spinge con la fantasia a seguire le “follie” del vecchio pilota che la catapulterà nel mondo fantastico del piccolo principe. C’è un vecchio detto ebraico che recita: “Mentre l’uomo pianifica, Dio ride”. Il senso della vita inserito nell’opera è in effetti tutto qui: vivere è tutto ciò che ti accade mentre pianifichi altro.

Una serenità dietro la quale si celano tutti i meccanismi che costringono l’uomo moderno a inseguire sogni che spesso non fanno altro che renderlo cinico, arrivista ed egoista. Incapace di percepire l’”essenziale”. Già, essenziale, il termine che più d’ogni altro ricorre all’interno del film. E per essenziale Exupery intendeva proprio non perdere la capacità di “sentire”, di non ridurre il ruolo dell’uomo a un mero ingranaggio. Emblematica la figura dell’affarista del libro, che la bambina incontra anche nella pellicola, e che è ormai diventato così avaro da contenere tutte le stelle del cielo in una teka, e così incapace di comprenderne la magnificenza da utilizzarle come lampadine per illuminare il lavoro dei suoi operai.

Anche l’incontro col “vero” piccolo principe è tanto affascinante quanto angosciante, poiché quello che tutti noi che abbiamo letto la storia credevamo essere invincibile, e che per questo ci infuse speranza, non si è ridotto a un incompiuto, uno spazzacamino di scarso successo che si è completamente dimenticato della sua natura e del suo passato, proprio come ogni adulto dimentica troppo spesso cosa vuol dire essere “bambini”.

Dal punto di vista della fotografia, nessuna scena fa scaturire più emozioni come quella in cui il principe, al cospetto del suo più grande amore, la “sua” rosa, ormai mezza appassita come tutto il paesaggio del suo vecchio pianeta, riesce ancora ad illuminargli il cuore, grazie alla polvere dei suoi petali che produce un meraviglioso tramonto. Meraviglia, una parte decisiva di quell’ “essenziale” che non siamo più in grado di apprezzare.






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Il film il Piccolo Principe di Saint-Exupery e a mio parere migliore del libro. Il film è un inno alla purezza, uno dei tanti casi in cui è il cuore dei bambini a ricordare agli uomini che anche loro “sono stati bambini una volta”, quando erano forse migliori, di sicuro più veri.L’originalità della...
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BUON COMPLEANNO BABBO

30 novembre 2015 ore 02:32 segnala
Attraverso il dolore si comprende il vero valore della vita,poiché se tutto fosse facile e lineare non ci accorgeremmo mai del miracolo.
Siamo stati fatti per poter essere utili gli uni verso gli altri e tendere una mano verso chi ha bisogno…siamo stati fatti con un cuore per poter vedere anche oltre noi stessi
ed essere perciò altruisti e capaci di immedesimarci nei problemi altrui e non solo nei nostri.Navigando su internet ho letto che la disabilità peggiore è quella del cuore,infatti non c’è dolore che si possa provare senza cuore e non c‘è cuore se non si riesce a provare dolore.I sentimenti fanno parte della vita.Non si è forti perché non si piange, non si è forti perché si sta zitti.Non si è veri e speciali perché ci si mette una maschera e si ride sempre.Si pensa così,che la gente ti vorrà più bene,bene…che “errore” del secolo:
nascondere le cicatrici del cuore per non farle vedere alla gente,non è forza:è solo debolezza,la debolezza di chi sa,che se non fai ridere la gente,rimani sola.
Quante volte mi sono sentita “sbagliata” di fronte agli altri:
che hai?perché non parli? perché non ridi? ecc. ecc… Ora so,che non sono io la persona sbagliata.
Io vivo ogni singolo momento della mia vita,la mia vita fatta di:gioia, tristezza, paura, ansia, forza, coraggio e non mi nascondo dietro niente e nessuno …
Sono semplicemente me stessa,sono vera,punto…
Soffrire non è una vergogna come non è una “vergogna “gioire…per me i problemi non si risolvono perché’si accantonano in un angolo facendo finta che non esistano …la vita va goduta fino all'ultimo respiro.
Caro babbo questo mio pensiero va a te, a te che mostri sempre la parte migliore del tuo cuore,a te che riesci ad immedisimarti nei problemi altrui,a te che sai sempre mantenere il controllo,a te che cerchi di non essere di peso per gli altri,a te che ti preoccupi per la mamma,a te che cerchi di rimediare,a te che ti emozioni ascoltando Mina,a te che ti sforzi di scrivere,a te caro babbo che sai assaporare il profumo del nuovo mattino che inizia dico grazie perchè da adesso anche per me sarà cosi.


BUON COMPLEANNO BABBO.
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Attraverso il dolore si comprende il vero valore della vita,poiché se tutto fosse facile e lineare non ci accorgeremmo mai del miracolo. Siamo stati fatti per poter essere utili gli uni verso gli altri e tendere una mano verso chi ha bisogno…siamo stati fatti con un cuore per poter vedere anche...
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Sono donna e che donna!

29 novembre 2015 ore 16:53 segnala
Sono donna...e che donna!
Mò ti dico,mò ti conto
Due risate metti in conto...
Sono donna ma non metto mai la gonna
E il cu.....or quel che mostro.
Ho due gambe stortarelle
Su due tacchi da tremarella
Sono alta un mentro e cinquanta:un pò poco?
Meglio di niente!
Sono mora!Sono rossa!Colorata!
Un pò riccia,un pò liscia.
Arruffata?Cotonata?Beh,non so,è alla giornta.
Su gli occhi ho un pastrocchio,
se si scioglie in nero fumo
metto in fuga più di uno!
Sono donna...e che donna!
....E che dire poi del seno
che mi rende si attrente e
quel tanto un pò avvenent,
ma e il cu....or quel che mostro.
Sono donna un pò....di peso
Ma non stare a soppesare quel chiletto,
Che ho di troppo, quando entro dentro al letto
E il cu...or quello che mostro
Lo dice anche il mio moroso.
So 'na donna, straordinaria?
Io mi sento milionaria
Una donna come tante, sol col vizio di strafare
Gonfia qua,gonfia là e con la voglia di cambiare.
Pi mi guardo nello specchio,
mi sorrido e poi mi dico:
Sono donna....e che donna
Solo il cu...oe quel che mostro
e se vi piace o no questa sono io.
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Sono donna...e che donna! Mò ti dico,mò ti conto Due risate metti in conto... Sono donna ma non metto mai la gonna E il cu.....or quel che mostro. Ho due gambe stortarelle Su due tacchi da tremarella Sono alta un mentro e cinquanta:un pò poco? Meglio di niente! Sono mora!Sono rossa!Colorata! Un pò...
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A MIA NONNA

08 novembre 2015 ore 18:14 segnala
Cara Nonna,

ti leggo questa lettera e spero che le mie parole giungeranno fino a te attraverso un alito di vento.
Non importa se ci saranno le nuvole, se tenderai un po’ l’orecchio, le potrai sentire.

Ti chiedo scusa.

Scusa di tutto, scusa se non ti ho salutata, scusa se non sono venuta a trovarti.
Come ogni anno ti scrivo questa lettera, anche se dall'ultima volta sono cambiate tante cose anzi come sai nonna ho stravolto la mia vita.

Ho paura, Nonna, ho paura della vita, ho paura di quello che sarà, ho paura di dimenticare la tua voce e le tue parole che già un po’ si sono sfocate nella memoria.

Tu me lo dicevi sempre che la felicità si trova nelle piccole cose e di non arrendermi mai perchè ho gli occhi della tigre.
Io lo so che non riuscirò mai a raggiungere tutti gli obiettivi che mi sono fissata, ma spero almeno di riuscire in quelli più importanti, quelli in cui credevi anche te. Voglio continuare ad amare la semplicità, voglio sorprendermi ogni giorno della vita, voglio vivere cercando la felicità.
Voglio emozionarmi,voglio amare.

Sono innamorata, Nonna, e mi dispiace che tu non lo possa sapere, che tu non lo possa capire guardandomi negli occhi o ascoltando il mio cuore come facevi quando mi stringevi forte forte.

Anche adesso vorrei stringerti forte,chissà se senti freddo,dovunque io andrò tu sarai con me.

Ho perso tutte le nostre fotografie e me ne dispiace molto... non potrò mai dimenticarmi di te,ricordo ancora la tua pelle chiara,i tuoi occhi verdi,il tuo neo sul naso,i tuoi capelli bianchi e il tuo sorriso spontaneo che regalavi a tutti nonostante la sofferenza.

Sono passati 16 anni nonna e io sono diventata donna,adulta e forse questa è l'ultima lettera che ti scrivo..tu sai ho da pensare alle cose della vita mia...ora sono cresciuta e vorrei raccontarti delle mie difficolta, ma le vedi già scritte sul mio viso.

Vorrei abbracciarti nonna e portare per sempre il calore del tuo abbraccio nel mio cuore, vorrei stringere le tue mani rugose tra le mie e sentire la tue energia postiva...a volte mi ritorna utile il tuo ricordo perchè mi aiuta a distinguere in questo mondo il vero dal falso amore.

Il tuo cara nonna è sempre stato vero amore e ora che lo so lo custodisco gelosamente nel mio cuore.

Ti voglio bene nonna.

Tua nipote.
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Cara Nonna, ti leggo questa lettera e spero che le mie parole giungeranno fino a te attraverso un alito di vento. Non importa se ci saranno le nuvole, se tenderai un po’ l’orecchio, le potrai sentire. Ti chiedo scusa. Scusa di tutto, scusa se non ti ho salutata, scusa se non sono venuta a...
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Siamo tutte creature di DIO

22 agosto 2015 ore 17:19 segnala


























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Flüchtlinge willkommen

22 agosto 2015 ore 16:18 segnala



In Germania e Austria da nove mesi un gruppo di ragazzi ha lanciato un sito per offrire accoglienza nella loro casa ai richiedenti asilo. Si chiama Flüchtlinge willkommen (Benvenuto rifugiato).

Finora 107 persone hanno aperto le porte delle proprie case: 74 in Germania, a Augsburg, Berlino, Bonn, Darmstadt, Dortmund, Dresda, Francoforte, Amburgo, Hannover, Costanza, Lipsia, Marburgo, Monaco di Baviera, Munster, Norderstedt, Offenburg e Wolfratshausen.

“I nuovi inquilini arrivano da Afghanistan, Algeria, Bangladesh, Burkina Faso, Camerun, Gambia, Ghana, Kenya, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Iraq, Iran, Pakistan, Russia, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Siria e Tunisia”, si legge nel sito. Molti di più però sono coloro che hanno dato disponibilità a ospitare e che aspettano di trovare chi cerca casa proprio nella loro città.

“Qualcuno sta in casa per tre mesi, altri per sei, altri per un anno, altri per un periodo illimitato. Dipende da quanto tempo si lascia disponibile una camera”, spiega Mareike Geiling, una delle fondatrici del sito. L’idea per Flüchtlinge willkommen le è venuta quando stava al Cairo, nel novembre del 2014. Insieme al suo coinquilino Jonas Kakoshcke ha deciso di accogliere un migrante in casa. Così hanno cominciato a chiedere donazioni per sostenere il loro progetto.

Da gennaio 2015 il progetto è arrivato anche in Austria. L’accoglienza in casa non è ufficialmente sostenuta dalle istituzioni, né a Berlino, né a Vienna. Ma in alcuni länder, le regioni autonome tedesche, i governi locali prevedano una forma di sussidio a chi accoglie un profugo a casa.

“Ma non c’è grande preparazione sull’argomento, spesso i servizi sociali che se ne dovrebbero occupare non sono di grande aiuto”, prosegue Geiling. Le donazioni statali per l’accoglienza dei profughi rientrano nei parametri del sistema di welfare per disoccupati tedesco.

Come sostegno al canone d’affitto, è previsto un contributo di circa 300 euro al mese. Altrimenti Flüchtlinge willkommen aiuta Martin Patzelt, ha ospitato in casa, contro la volontà del resto del partito due eritrei di 24 e 19 anni. Il parlamentare ha dichiarato di ricevere dall’amministrazione del Brandeburgo cento euro al mese per ogni ospite.
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22/08/2015 16:18:12
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Il male, quello vero, è solamente uno: il non amore.

27 maggio 2015 ore 14:23 segnala
Egli rispose: Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!

Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito.

provo vergogna, profonda vergogna, quando la Chiesa, che ha molto di cattolico ma poco di cristiano, tramite i suoi portavoce rasenta la follia con tali affermazioni.

adesso capisco perché tanti miei amici, colleghi, conoscenti, sono "lontani" dalla ricerca della fede...ed hanno ragione, piena, direi.

affermare che la scelta di due persone, adulte e consenzienti, davanti ad uno Stato, di passare la vita assieme, sia una sconfitta per l'umanità è qualcosa che mi fa rabbrividire.

ribadisco il concetto:
il male, quello vero, è solamente uno: il non amore.


quello che manca, in tanti dottori della legge contemporanei.

http://www.huffingtonpost.it/2015/05/26/nozze-gay-sconfitta-umanita_n_7444066.html
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Egli rispose: Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete...
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MI PIACE CREDERE

18 aprile 2014 ore 15:12 segnala
Mi piace credere
che a volte mi pensi
come capita a me,
che a tratti ti manco e
che se non ci sei è solo
perché non puoi.

Che ti appartiene
lo stesso desiderio,
che il tempo che ci divide
a volte è un tormento
a volte nostalgia,
un dipinto fatto di noi.

Che la notte a volte ti manco,
che appartengo ad un sogno,
che se nulla avviene
è solo perché non puoi.
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Mi piace credere che a volte mi pensi come capita a me, che a tratti ti manco e che se non ci sei è solo perché non puoi. Che ti appartiene lo stesso desiderio, che il tempo che ci divide a volte è un tormento a volte nostalgia, un dipinto fatto di noi. Che la notte a volte ti manco, che...
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LA FORZA DEL CAMPIONE

18 aprile 2014 ore 00:33 segnala
S:TUTTI DICONO COSA FARE E COSA E BENE PER TE,NON VOGLIONO CHE TROVINO LE TUE RISPOSTE,VOGLIONO CHE TU CREDA ALLE LORO.
D:FAMMI INDOVINARE TU VUOI CHE CREDA ALLE TUE.

S:NO,IO VOGLIO CHE TU SMETTA DI RACCOGLIERE INFORMAZIONI DALL'ESTERNO E INIZI A TROVARLE DENTRO TE STESSO.

D:FAI PARTE DI UNA SPECIE DI SETTA PER CASO?

S:LA GENTE TEME QUELLO CHE HA DENTRO,MA E' L'UNICO POSTO DOVE TROVERA TUTTO QUELLO CHE SERVE...PERCHE' NON RIESCI A DORMIRE? FORSE PERCHE' A NOTTE FONDA QUANDO I RUMORI SI PLACANO E SEI LI SDRAIATO NEL LETTO E NON C'E' NESSUNO TRANNE TE ALLORA FORSE HAI UN PO' PAURA,PAURA PERCHE' D'IMPROVVISO SEMBRA TUTTO COSI VUOTO.DIMMI CHE NON VUOI ESSERE SOLO QUALCUNO CHE SALTA SU QUELLI ANELLI E ESEGUE DUE O TRE ACROBAZIE BEN FATTE, DIMMI CHE VUOI ESSERE QUALCUNO CHE USA TUTTA LA SUA MENTE, IL SUO CORPO IN MODI CHE NEMMENO GRAN PARTE DELLA GENTE OSEREBBE MAI FARE E IO TI ALLENERÒ DAN.



UN FILM DA NON PERDERE
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S:TUTTI DICONO COSA FARE E COSA E BENE PER TE,NON VOGLIONO CHE TROVINO LE TUE RISPOSTE,VOGLIONO CHE TU CREDA ALLE LORO. D:FAMMI INDOVINARE TU VUOI CHE CREDA ALLE TUE. S:NO,IO VOGLIO CHE TU SMETTA DI RACCOGLIERE INFORMAZIONI DALL'ESTERNO E INIZI A TROVARLE DENTRO TE STESSO. D:FAI PARTE DI UNA...
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18/04/2014 00:33:10
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IO SONO PERCHE' NOI SIAMO.

18 aprile 2014 ore 00:21 segnala
Un antropologo in Africa studiava gli usi e i costumi della tribù Ubuntu.
Un giorno, mentre aspettava l’auto che lo avrebbe riportato all’aeroporto, decise di proporre un gioco ad alcuni bambini...
Mise un cesto pieno di frutta sotto a un albero, poi chiamò i bambini dicendogli che chi avesse raggiunto il cesto per primo, avrebbe vinto tutta la frutta.
I bambini aspettarono tranquilli il segnale e quando fu dato il via si presero per mano e corsero insieme verso il cesto.
Arrivati al traguardo si sedettero felici, dividendosi il premio e godendone insieme.
L’antropologo sorpreso domandò loro perché si fossero uniti quando uno solo avrebbe potuto prendersi tutto ciò che si trovava nel cesto.
Essi risposero semplicemente: “Ubuntu, zio! Come potrebbe essere felice uno solo, se tutti gli altri sono tristi?”.
Ubuntu, nella cultura africana sub-sahariana, significa “Io Sono, perché Noi Siamo!”

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Un antropologo in Africa studiava gli usi e i costumi della tribù Ubuntu. Un giorno, mentre aspettava l’auto che lo avrebbe riportato all’aeroporto, decise di proporre un gioco ad alcuni bambini... Mise un cesto pieno di frutta sotto a un albero, poi chiamò i bambini dicendogli che chi avesse...
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