La verità è che ti amo già.

04 ottobre 2017 ore 23:42 segnala
(Aprile 2017 e successive modifiche)

Da quando ho saputo di averti dentro di me, un pensiero ricorrente ha accompagnato le mie giornate: il fatto che per 29 anni le mie relazioni affettive siano state un disastro, non implica che sarò una cattiva mamma.
L’amore materno è qualcosa di diverso: è un amore differente, non è un amore sofferto, da evitare perché opprimente, l'amore per te non è da temere, ma si libererà con una forza prorompente, nel modo più naturale e puro possibile. Nascerai da me ma non ti considererò mai qualcosa di "mio"; sappi però che io sarò tua, sempre.

Ti racconterò delle fiabe bellissime per farti fantasticare, addormentarti dolcemente e sognare cose stupende, ma bugie non te ne dirò mai e ti metterò in guardia da chiunque lo faccia, nelle molteplici forme possibili in cui noi umani siamo abili bugiardi.

Se sarai femmina ti dirò che è una balla quando dicono che la principessa deve aspettare il principe azzurro che la salvi: la principessa può alzarsi da sola dal suo giaciglio e andare in giro per il mondo a prendersi ciò che vuole. Non ti vestirò come una bambolina dicendoti che sei bella crescendoti con l'idea che se sei femmina l'unica qualità che potrai avere e sulla quale potrai puntare sarà la tua esteriorità...ti dirò che sei bella, certo, ma ti dirò anche che sei intelligente, ironica, e cercherò sempre di elogiare tutte le tue altre qualità. Quando sarai grande potrai anche non desiderare di crearti una famiglia e fare dei figli, ma potrai trovare il tuo senso in tantissime altre cose e non per questo significa che sarai sbagliata: ricorda che nessuno può dirti o importi quale sarà il tuo senso, il tuo senso te lo creerai solamente tu e non dovrà necessariamente essere il senso di tutti gli altri.

Se sarai maschio ti dirò che è una balla quando dicono che le emozioni sono cose "da femmine". Le emozioni sono cose "da umani" e che nel bene e nel male ci attribuiscono l’umanità che dovrebbe contraddistinguerci in meglio, ci rendono peculiari ed unici, ma ti dirò anche che una buona dose di razionalità è necessaria a compiere scelte sensate che ripaghino a lungo termine e non nell'immediato, ma che se vorrai fare un pianto liberatorio non dovrai nasconderti. Non ti dirò mai frasi come:"Un vero uomo deve fare così", perché sono tutte scemenze che noi adulti, poveri ignoranti, inculchiamo a voi creature pure ingabbiandovi nei nostri stessi schemi mentali che ci impediscono di essere felici e che impediranno a voi di esserlo a vostra volta. Vero uomo è chi è capace di essere libero di essere se stesso, nei limiti imposti dal dovuto rispetto per gli altri che non deve mai venir meno.

Mi piacerebbe raccontarti tante cose di me e anche del tuo papà, o perlomeno ciò che ora di allora la mia memoria ricorderà con immagini offuscate e vaghe, e che purtroppo non sarà quanto vorrei poterti dire né quello che vorrei dire.

Ti racconterò di come tu sia nato da un atto d'amore nuovo, acerbo, insicuro, instabile e impaurito, ingenuo, ma comunque amore o forse un tentativo d’amore, tra due persone che di amore ne sapevano gran poco, due persone forse anche un po' vigliacche ed immature, ognuna a modo proprio.
Inizialmente pensavo che fossi stato concepito sotto un cielo notturno costellato, tra il silenzio delle distese delle campagne e degli uliveti, i giorni precedenti il termine dell'inverno. Solamente dopo, ragionandoci, realizzai che sei stato concepito nel letto della mia camera, quello in cui, tra qualche mese dormiremo insieme io e te.
E poi ti racconterò del principio di tutto, di come dal puro caso e senza doppi fini, io mi innamorai del tuo papà, ad un tavolo di un bar, una sera mite d'autunno, in quello che era il momento più sereno ed intenso della mia esistenza dopo anni di dolore e di tormento.
Poi ti spiegherò anche che noi esseri umani siamo creature complicate, timorose e fuggiasche, e a volte basta poco che i legami, quelli non solidi ancora fragili, si sfaldino, e purtroppo l’orgoglio e la paura talvolta vincono anche sull’amore, perché la vita non sempre è come vediamo nei film. E tutto crolla, vigliaccamente si dimentica, si rimuove, e neppure una piccola vita che si sviluppa è sufficiente a placare i rancori degli animi più fragili ed egoisti. A volte mi sento colpevole, recrimino le mie mancanze e sono portata a pensare che se tu non avrai un padre sia colpa mia ma così non è e spero che anche tu lo capirai. Ad ogni modo io ti amerò per entrambi, colmerò qualsiasi mancanza.

Per te vorrei che tu amassi la vita, il mondo e gli altri esseri umani come io talvolta non sono stata capace di fare. Quando sarai grande ti racconterò di come e perché la mia vita non sia stata per niente grandiosa ma di come sia stata anzi triste, misera, scialba, vuota, ma adesso tutto quel dolore e quella dissolutezza acquisiscono un senso perché tutta la sofferenza che ho vissuto io non sarà tua, non ti permetterò di rovinarti come ho fatto io con me stessa scomparendo giorno per giorno di fronte agli occhi inermi di chi mi circondava; gioirò nel sapere che per te sarà diverso e farò qualsiasi cosa affinché la tua vita sia qualcosa di spettacolare. Forse è più corretto dire che sarai tu ad insegnare ad amare a me.

Ho deciso poi che cambierò moltissime mie abitudini, non ti abituerò a vedermi perennemente con la testa china al cellulare, lo lascerò a casa, spento, e ti terrò per mano, insegnandoti a non bruciarti gli occhi con il display del telefonino ma a riempirti gli occhi di tutta la bellezza circostante. Guarderemo le persone, tutte, nella loro unicità, nella loro stramberia, nella loro insensatezza, senza mai giudicarle ma apprezzando la diversità di ciascuno e cercherò di rispondere nel modo più limpido possibile a tutti i tuoi perché. Cercherò di trasmetterti che la diversità non è da temere ma è qualcosa di unico, un punto di forza e chi ha una diversità che lo distingue dagli altri dovrebbe esserne orgoglioso e non intimidito. L'unicità di ogni essere umano è qualcosa di prezioso e se la società nella quale viviamo fosse realmente sensibile e avanzata, renderebbe quelle diversità qualcosa di irripetibile e non qualcosa del quale vergognarsi e per il quale soffrire.

Ti mostrerò l'arcobaleno e ti spiegherò che esso è un fenomeno ottico che si crea quando il fascio di luce bianca trapassa le gocce d'acqua sospese nell'atmosfera dopo un temporale, e così facendo si scompone in tutti i colori che tu vedrai e che varcheranno il cielo.
Non ti dirò mai che sulle nuvole ci sono gli angeli che ci guardano ma, nei limiti delle mie possibilità e delle mie conoscenze ti parlerò degli astri, dei pianeti e dell'infinito, delle grandi menti della scienza che ci hanno permesso, grazie alle loro scoperte sensazionali, di ricordarci ogni giorno quanto siamo grandiosi e piccoli al contempo, sperando di stimolare la tua curiosità e la tua voglia di sapere, il tuo desiderio umano di esplorazione e non quello di rassegnazione o passiva accettazione. Quando un essere umano smette di porsi domande e non prova curiosità per nulla accettando verità comode, parziali, irrealistiche e assurde, smette di essere vivo. Non ti insegnerò il senso di colpa e l'attesa del paradiso o di una vita prossima migliore, ma cercherò di trasmetterti l'amore per questa unica vita della quale disponiamo.
Vorrei insegnarti come pensare e non cosa pensare; vorrei che non ti assoggettassi ad una divinità alla quale rendere conto ma che ti appellassi unicamente alla tua coscienza, alla tua morale e buon senso di individuo, ma qualora sentissi l'esigenza di farlo, non mi resterebbe altro che accettarlo. Io sono io, tu sarai tu, sei il mio bambino ma potrai essere diverso da me, anzi, dovrai essere diverso da me, e ti amerò anche quando ci scontreremo e non ci capiremo.

E se ti capiterà di avere paura, di non capire chi sei e cosa vuoi e magari mi interrogherai circa il senso delle cose che non sarai in grado di comprendere, io ci sarò. Vorrei trasmetterti nei limiti delle mie capacità ad amare, ad essere curioso, razionale ma empatico e umano, vorrei che sviluppassi il tuo senso critico, che non temessi le diversità e che sapessi affrontare le avversità, che andassi orgoglioso della tua unicità rendendola un punto di forza senza che sfoci mai nell'arroganza e nella superbia. Non c'è forma d'amore più grande che insegnare ad una persona ad amarsi, pur sempre umilmente, e amare. Adesso sto capendo il senso della mia vita di inferno: il senso del mio vissuto acquisisce motivo d'essere da quando ci sei tu, affinché quelli che sono stati i miei limiti si tramutino nella tua forza, il mio inferno e le mie pene non dovranno neppure sfiorarti. La mia sofferenza trova giustificazione: ho dovuto soffrire così tanto per capire come non fare soffrire te.

Leggo di tanti giovani che scrivono che non vorrebbero essere nati, io stessa l'ho detto tante volte e quando lo dicevo ci credevo perché in alcune fasi della vita la sofferenza era tanto grande da essere insopportabile, e mi piacerebbe invece che tu non pensassi e non dicessi mai questo, ma qualora lo dicessi, farò di tutto per farti capire che sbagli, perché io per la tua vita ho lottato andando contro tutto e tutti, non ho mollato nemmeno quando la situazione si è tramutata in tragedia e mi sembrava di non avere più un briciolo di forza per andare avanti, eppure mentre mi disperavo, continuavo a perseguire la mia scelta e di conseguenza ad andare avanti.

Non mi dovrai mai ringraziare perché ogni cosa ti sarà donata in modo incondizionato, ma permettimi che io rivolga un ringraziamento quotidiano a me stessa per aver affrontato la mia paura, l'altrui ostilità, poi la cattiveria e la solitudine più feroce, e aver permesso che quest'esperienza straordinaria non avesse fine. Ringrazio anche in questo preciso istante, perché ti sento muovere e scalciare dentro la mia pancia ed è qualcosa di commovente perché è la vita che si manifesta e sprigiona tutta la sua bellezza, io ti ringrazio per ogni volta in cui lo fai perché è come se tu mi dicessi:"Mamma, sono qui.", e mi dai tanta forza.

Mi sono sempre vergognata immensamente del mio corpo e nello specifico della mia pancia e adesso mi piace accarezzarla e guardarla, non riesco più a vederla brutta, lo considero un elemento di bellezza perché ospita te, è la tua dimora, la tua protezione, tutto il tuo mondo.

L'ultimo pensiero, alla sera prima di dormire, quello che si dissolve sfumando leggermente, lasciando posto al sonno, appartiene a te, e così il primo, quello del risveglio.
E anche se il papà ci ha lasciati, come potrei mai serbare rancore nei confronti di chi, pur non sapendo amare, ha donato a me l’occasione di farlo nel modo più puro ed intenso?

La verità è che ti amo già.

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(Aprile 2017 e successive modifiche) Da quando ho saputo di averti dentro di me, un pensiero ricorrente ha accompagnato le mie giornate: il fatto che per 29 anni le mie relazioni affettive siano state un disastro, non implica che sarò una cattiva mamma. L’amore materno è qualcosa di diverso: è un...
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04/10/2017 23:42:06
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Commenti

  1. Pot93 07 ottobre 2017 ore 15:45
    Spettacolare !!!! Bellissimo
  2. superlativa1987 08 ottobre 2017 ore 15:57
    Sarai una Grande Mamma!

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