Storia di vita dedicata a tutti i papà come il mio.

27 settembre 2012 ore 18:20 segnala
Vi vorrei raccontare questa breve storia di vita:
mio papà ha 50 anni, lavora presso le Ferrovie Statali da ormai più di 30 anni; ha cominciato come porta bagagli appena maggiorenne, fino a diventare macchinista per treni passeggeri e merci.
In tutti questi anni non è arrivato in ritardo al lavoro una sola volta.
Svolge turni massacranti che prevedono alzatacce nel cuore della notte o all'alba, turni che spesso vanno ben oltre le 8 ore previste per legge.
Non ha orari, non puoi avere stabilità, spesso i turni cambiano quando già è in auto per recarsi al lavoro, le festività non esistono, in ferrovia si lavora sempre, 365 giorni all'anno.
A 50 anni non è poco, specialmente dopo oltre 30 anni di servizio.

Mio papà non mi ha mai fatto mancare niente, mi ha sempre assecondata in tutto e con i suoi soldi ha sempre permesso a me e a mia mamma di vivere più che dignitosamente dandoci ben più del necessario.
La casa sicura, il mutuo per il mio futuro, il mantenimento dei vizi miei e di mia mamma, regali, viaggi, tutto. Sempre da solo. Quante volte si è infilato lo zaino in spalla e ha imboccato la porta di casa per uscire, mentre magari io ero ancora a letto o ero spaparanzata sul divano a guardare la tv.
E aggiungiamoci pure che in casa è sempre stato presente, non ha mai alzato le mani su nessuno e si è fatto davvero una vita del cavolo. La sua timidezza e la sua insicurezza l'hanno portato tante volte a screditarsi e sentirsi inferiore rispetto agli altri.

Di recente gli è stato comunicato che entro il 2017 tutti i ferrovieri dovranno adattarsi alle normative europee e conseguire un nuovo tipo di patente necessaria per poter guidare i treni.
Per conseguire questa patente indispensabile per continuare a lavorare occorre un diploma di scuola secondaria superiore.
Mio papà ha solamente la licenza media
Nel corso della sua vita, tra l'altro, ha incontrato non poche persone che gli facessero pesare questa sua "mancanza", sebbene specifico che mio papà sia una persona intelligentissima, con un grande senso logico, e parli un italiano più che corretto senza contare i suoi innumerevoli interessi nei confronti della tecnologia, della scienza e la sua grande sensibilità nei confronti di persone disagiate. Insomma, non è certo un buzzurro.
Forse proprio per questo motivo quando abbandonai la scuola si disperò. Fu l'unica volta che ricordo mio padre piangere, oltre a quando mi diagnosticarono la leucemia nel 1991.

Appresa la notizia delle nuove normative inizialmente si è disperato, era nervosissimo, intrattabile, poichè non avere il diploma e quindi non poter conseguire questa patente europea, sarebbe significato licenziamento sicuro o spostamento a lavori d'ufficio. Lui non ha mai voluto svolgere lavori d'ufficio, lo fece solo quando nel 1991 io mi ammalai, in modo da poter avere orari più regolari e potermi venire a trovare in ospedale.
Ieri sera, con mia sorpresa, mi ha comunicato che vuole intraprendere un percorso di studi per conseguire il diploma e mi ha chiesto di aiutarlo nella ricerca.

Forse vi chiederete perchè stia scrivendo qui queste cose,
ma mentre lo faccio ho le lacrime agli occhi perchè ammiro davvero tanto mio papà e tutte le persone come lui.
:cuore
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Vi vorrei raccontare questa breve storia di vita: mio papà ha 50 anni, lavora presso le Ferrovie Statali da ormai più di 30 anni; ha cominciato come porta bagagli appena maggiorenne, fino a diventare macchinista per treni passeggeri e merci. In tutti questi anni non è arrivato in ritardo al lavoro...
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27/09/2012 18:20:36
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Commenti

  1. boy80na 27 settembre 2012 ore 18:28
    bellissimo racconto mi ha molto emozionato!
    un abbraccio a te ed il tuo papa'
    :staff
  2. toni15 27 settembre 2012 ore 21:00
    :rosa :clap :bye
  3. BehindMyMind 27 settembre 2012 ore 21:20
    Non ho parole so soltanto che sto piangendo! grande uomo!
  4. c.arter 27 settembre 2012 ore 22:13
    27.09.2012
    Leggere questo post mi ha fatto tornare alla memoria una serie di film o romanzi da cui poi hanno tratto delle serie ma che avevano tutte in comune l'ingiustizia e soprattutto l'oppressione dei piu' deboli, se così si puo' dire... in una società falsa basata sulle apparenze e non su cio' che piu' conta e che sono i sentimenti le emozioni.
    Cosa potremmo lasciare o portare con noi quando non ci saremo più non certo gli status symbol che ci vogliono propinare, ma le emozioni che abbiamo provato i sentimenti che siamo riusciti a suscitare negli altri cose ben piu' importanti e che consentiranno il ricordo.
    Dire che mi sono emozionato è riduttivo.
    Con le tue parole sei riuscita a rappresentare come un quadro ma un quadro che si evolveva a partire come esempio da quello di Van Gogh a lato dove alla disperazione inziale, subentra la voglia di riscatto la voglia di riprendersi ciò che ci hanno tolto in virtù di non so quale astratta norma che non tiene conto dell'esperienza maturata, delle capacità che superano di gran lunga un diploma un pezzo di carta, oltre alla giusta consapevolezza di essere arrivati con i propri sforzi con sacrificio in una posizione di altissima responsabilità sforzandosi di migliorare ed arricchendosi anche al di fuori con interessi diversi che altri magari neppure hanno.
    Un'alta bella immagine è quella della famiglia la tua dove ecco che il mutuo impegno entro le proprie possibilità offre dapprima ascolto poi conforto, poi collaborazione come dovrebbe essere anche nella vita.
    Ciò che ne viene fuori inoltre è la figura di un padre responsabile, amorevole, attento più che a sè stesso alle proprie mbizioni, ai bisogni, anche emotivi dei propri familiari, un padre,presente quando ce ne era bisogno.
    Ma sempre presente anche quando si alzava presto per recarsi al lavoro perchè sicuramente vi portava con se'.
    Un'altra cosa che mi ha emozionato, che fa sì che io ti stimi ancora di più come persona è il tuo amore di figlia che traspare nella difesa, quasi come un'eroina d'altri tempi, di quest'uomo che ti ha educato direi alla consapevolezza dei veri valori della vita,e che non nascondi i tuoi sentimenti, ma anzi dai libero sfogo alle tue emozioni rendendocene partecipi e per un attimo facendoci emozionare con te e per questo sentirci per un attimo vivi.
    L'augurio e sono sicuro che sarà così che il tuo babbo riesca a sbattere in faccia a chichessia questo famoso pezzo di carta che sicuramente riuscirà a prendere, perchè ha la sua grande forza di volontà ma anche il supporto di una famiglia unita intorno a lui.
    un'abbraccio ad entrambi in un'epoca in cui siamo tanto bravi a lesinare questi mori d'empatia per retrosia vergogna, mancanza d'abitudine
    wiki
  5. unamorettyna 28 settembre 2012 ore 13:51
    mi sono commossa tuo padre è e sara' sempre un grande uomo, devi esserne orgogliosa.vorrei dirti tante cose,,,,, ma non sono in grado di andare oltre!
  6. mitch3068 15 ottobre 2012 ore 18:22
    :ok ...Bravissima......hai un grande Babbo...!!!
  7. aritmi.a 31 ottobre 2012 ore 17:41
    bel racconto.
  8. apemaya1977 03 novembre 2012 ore 18:16
    hai un meraviglioso papà
  9. Marco.65 04 marzo 2013 ore 19:10
    Splendida lettera d' amore, splendido papà
  10. red999 02 maggio 2013 ore 15:02
    mi hai coinvolto in modo strano ho visto il tuo profilo ho intuito alcune cose poi ho letto a ritroso il tuo blog fino a questa dichiarazione splendida di amore e orgoglio per tuo papà , uomo eccezionale ,proprio perchè nella sua normalità ha dimostrato che l'eroismo di una vita sta nel fare cose normali ma con amore a dedizione per le persone a cui vogliamo bene e che ci vogliono bene.
    un abbraccio.
  11. BOB.O444 19 maggio 2013 ore 15:10
    Bellissima questa storia, l'ho vissuta anch'io. Ho fatto lo stesso lavoro di tuo padre per quasi quaranta anni.
  12. c.ricco 08 giugno 2013 ore 22:30
    molte persone scrivono racconti x esibizionismo, ma il tuo non è un racconto ma é una storia vera lo si capisce da come scrivi
  13. crenabog 12 giugno 2013 ore 06:21
    sai qual'è la cosa davvero triste? rendersi conto che un giorno i nostri figli potrebbero dover scrivere cose del genere. la realtà ci ammazza a tutti, prima o poi.
  14. nelmionome 05 luglio 2013 ore 18:15
    Hai evidenziato una grossa capacità, davvero poco comune; quella di apprezzare in tempo ciò che molti non riescono a fare: rendersi conto del valore delle persone quando sono ancora accanto a noi. Sì, Tuo padre è uno dei tanti grandi uomini che credono nel valore della Famiglia e nel lavoro, e sono disposti a sacrificare la loro vita per la felicità di questa. Spesso i figli non si rendono conto di questo, o se ne rendono conto quando ormai è tardi. Purtroppo sono stato uno di questi. Gli hai fatto un bellissimo regalo nel raccontare pubblicamente il suo modo di essere e di vivere (per Voi). Non è un elogio gratuito, quanto una riflessione personale che mi riporta indietro nel tempo. Quanto avrei voluto capirlo e dimostrarlo come hai saputo fare tu!

    Ciao
    Franco
  15. parker67 30 aprile 2014 ore 01:31
    TI ABBRACCIO FORTE SPLENDIDA E DOLCE CREATURA.
  16. cheyenne.51 12 maggio 2017 ore 06:42
    per me era un'eroe penso sia lo stesso per te :-)

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