Take On Me

17 febbraio 2018 ore 11:44 segnala



Take On Me


We're talking away
I don't know what I'm to say, I'll say it anyway
Today isn't my day to find you
Shying away
I'll be coming for your love, okay?

Take on me
(Take on me)
Take me on
(Take on me)
I'll be gone
In a day or two

So needless to say, I'm odds and ends
But I'll be stumbling away
Slowly learning that life is okay
Say after me
It's no better to be safe than sorry

Take on me
(Take on me)
Take me on
(Take on me)
I'll be gone
In a day or two

Oh, things that you say
Is it live or just to play my worries away?
You're all the things I've got to remember
You're shying away
I'll be coming for you anyway

Take on me
(Take on me)
Take me on
(Take on me)
I'll be gone
In a day
(Take on me, take on me)
(Take me on, take on me)

I'll be gone
(Take on me)
In a day
(Take me on)



Prendimi


Stiamo chiacchierando
Non so cosa devo dire ma lo dirò lo stesso
Oggi non è una bella giornata per trovarti
Stai rifuggendo
Tornerò per il tuo amore, va bene?

Prendimi
(Prendimi)
Prendimi
(Prendimi)
Me ne andrò
Tra un giorno o due

Non c'è bisogno di dire che sono confuso
Ma barcollerò lontano
Imparando piano piano che la vita non è male
Tu dici dopo di me
Non c'è alcun "prevenire è meglio che curare"

Prendimi
(Prendimi)
Prendimi
(Prendimi)
Me ne andrò
Tra un giorno o due

Oh le cose che dici
Sono vere o le dici solo per tenere le mie paure lontane?
Tu sei tutto ciò che devo ricordare
Stai rifuggendo
Tornerò lo stesso per te

Prendimi
(Prendimi)
Prendimi
(Prendimi)
Me ne andrò
Tra un giorno

(Prendimi, prendimi)
(Prendimi, prendimi)
Me ne andrò (prendimi)
Tra un giorno



Take On Me
a-ha
Hunting High and Low (1985)






Take On Me è la prima canzone della band norvegese a-ha, pubblicata sull'omonimo singolo del 1984, successivamente rimasterizzata e commercializzata tra il 1985 e il 1986.
Il brano anticipa l'album Hunting High and Low (1985).

Il titolo originale Lesson One, era un brano ideato, con diverso sound, dai "Bridges", prima band dei due a-ha Paul Waaktaar-Savoy e Magne Furuholmen.

Il singolo inizialmente stentò a decollare (fu un flop per due tentativi di pubblicazione), ma ebbe poi un notevole successo, diventando un classico della musica anni ottanta.

Pur essendo un brano impegnativo vocalmente è stato eseguito dal gruppo in ogni concerto (fino al dicembre 2010, data dello scioglimento) con l'inconfondibile e adatta voce di Morten Harket.

Il celebre e pluripremiato video musicale, al terzo posto della classifica dei video più importanti della storia dopo Thriller e Sledgehammer, fu trasmesso inizialmente da un'emittente locale di Boston e successivamente da MTV: l'innovazione risiede nello stile simil-rotoscopico delle immagini che mescolano persone del mondo reale e del mondo dell'animazione.

Una ragazza bionda, interpretata dall'attrice Bunty Bailey (all'epoca accreditata come la compagna del leader degli a-ha Morten Harket), seduta in una caffetteria (il Kim's Cafe, ora Savoy Cafè, di Londra, al 390 di Wandsworth Road, angolo Pensbury Place), sta leggendo un fumetto su una gara motociclistica.
Dopo aver vinto la competizione, Morten Harket, durante la premiazione, la guarda, le fa l'occhiolino e tende la sua mano in bianco e nero che lentamente fuoriesce dal fumetto, invitandola nel suo mondo. Dopo un attimo di sbalordimento, la ragazza accetta, prende la mano e si lascia trasportare nel mondo animato.

Attraverso uno specchio presente in questa realtà virtuale, Morten mostra alla ragazza come sia possibile diventare alternativamente ora una persona in carne ed ossa ora un cartone animato a seconda che ci si trovi davanti o dietro lo specchio.

Intanto la cameriera del locale, non vedendo più la ragazza seduta al tavolo e pensando che sia andata via senza pagare, accartoccia furiosa il fumetto e lo getta nella spazzatura.
Come conseguenza di tale azione nel mondo animato irrompono due motociclisti inferociti per la sconfitta che, brandendo un giratubi, distruggono lo specchio e si mettono a inseguire i due che scappano lungo un corridoio senza via d'uscita.
Lentamente e minacciosamente i malintenzionati si avvicinano alla fine del corridoio: Morten ricava un buco nella parete consentendo alla ragazza di tornare nel mondo reale e di mettersi in salvo mentre lui rimane nel mondo animato alle prese con i due motociclisti.

La ragazza, che improvvisamente si ritrova a terra nella caffetteria circondata dai clienti stupefatti, raccoglie il fumetto dalla spazzatura e fugge a casa.
Una volta in camera da letto continua ansiosamente a leggere il racconto: scopre che Morten giace a terra incosciente e comincia a piangere.

Ma d'un tratto lo vede animarsi dentro il fumetto e dare dei colpi al riquadro in cui si trova nel tentativo di uscirne fuori. Contemporaneamente, girandosi, lo vede apparire nel corridoio che porta alla sua camera mentre sfonda a spallate la barriera del mondo di animazione trasformandosi così in una persona in carne ed ossa: lei gli sorride e si dirige verso di lui per abbracciarlo.

Quest'ultima scena si ispira al film Stati di allucinazione di Ken Russell.
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