Una storia

29 luglio 2020 ore 12:12 segnala

La "pedalina", macchina tipografica immortalata nel film "La banda degli onesti".

La Storia si studia sui libri, le storie si leggono nei libri.
Questa invece è una storia, un percorso di vita piccolo a piacere, non proprio di vita minima che tuttavia tale sarebbe potuta essere. Se non fosse per le persone protagoniste.
La signora Gloria riceve i visitatori sulla porta a vetri del Museo.
Lei non è una guida turistica, è una testimone.
Testimone di una vita intera passata a svolgere, con il marito ora non più, un lavoro artigianale, fatto anche con le mani, ma soprattutto con tanta passione e dedizione, come fosse la ricerca di un Santo Graal.
Il Museo espone una serie di macchine tipografiche, cioè di quelle invenzioni che da Gutenberg in poi hanno permesso di stampare idee e parole su carta, in tante copie tutte uguali, in tanto meno tempo di quando venivano trascritte a mano, e a distribuirle per il mondo.
In una parola quelle macchine che hanno permesso la cultura di massa, unico strumento prima dell’invenzione delle tecnologie di trasmissione a mezzo segnali elettromagnetici. Quelle macchine che ci hanno portato alla conoscenza diffusa e al progresso di oggi.
Ma la signora Gloria, in questo scenario, anzi in questa epopea della stampa, si è ritagliata un ruolo diverso, di spalla del protagonista vero. Di quell’uomo che quel Museo l’ha costruito, pezzo per pezzo andando a cercare le macchine in giro per l’Italia del nord, che le ha restaurate quando vecchie ed obsolete, le ha operate quando nuove e produttive.
Un tipografo che ha fatto di un semplice mestiere per vivere un’arte e una ricerca appassionata dai metodi di produzione ai prodotti, agli stili artistici usati nelle grafiche, alle testimonianze storiche incarnate dai documenti ufficiali, pubblici e privati, stampati nell’arco di una vita.
Una vita non solo autoreferenziale, non di solo se stesso raccontano le pareti piene di stampe, manifesti e cartoline, ma della vita di un luogo, di un paese e di una valle e di un territorio. Circa un cinquantennio di tracce di memoria e al tempo stesso di tecnica della sua registrazione.
Perché scrivere e stampare non serve solo a comunicare, è anche una forma di memoria.
E come ancella della memoria, la signora Gloria vuole continuare l’opera iniziata dal marito, mantenendo viva la conoscenza professionale e il ricordo personale del suo ex “capo”, quello che le ha fatto cambiare vita e lavoro, convertendola da sarta a tipografa all’età di 18 anni quando si spostò da una parte diversa del territorio al paese dove ancora vive.
Poteva essere una vita minima, senza l’immaginazione di orizzonti lontani.
Invece è stata una avventura ancora non finita, quasi fermi in un posto ma con lo sguardo e la volontà a costruire, nel lì dello stesso posto e nell’oggi di ogni giorno, una storia.
Un piccolo miracolo di eroismo quotidiano, quando sei capace di non vedere la gabbia ma solo il paesaggio fuori.
In quella valle, più giù di Porretta, si trovano altri paesi, alcuni noti altri meno. Alcuni come Marzabotto sono entrati nella Storia, tristemente ma eroicamente. Con un eroismo di gente semplice ma determinata a seguire una visione.
Potrebbe essere una caratteristica delle genti di quei posti essere così. Non accettare quello che viene loro detto se c’è un orizzonte migliore da raggiungere, nei piccoli come nei grandi momenti della vita.
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29/07/2020 12:12:46
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Ultimo saluto

28 luglio 2020 ore 18:19 segnala


Dal sito A.N.P.I. di oggi


"Ciao Gianrico... che dolore"

28 Luglio 2020

La morte di Gianrico Tedeschi, grande attore e antifascista. Per aver rifiutato di aderire alla criminale e abusiva Repubblica di Salò fu internato in un campo di concentramento. Il testo della sua lettera del 26 aprile 2020 all'ANPI

Il 20 aprile 2020 Gianrico Tedeschi compiva 100 e l'ANPI gli inviò i suoi auguri affettuosi. 6 giorni dopo, giunse alla nostra Associazione una lettera di ringraziamento. Pubblichiamo di seguito il testo:

"...quel no è oggi 25 aprile lo stesso e anche più forte e consapevole di fronte al pericolo che si tenti di annacquare o dimenticare i valori fondanti della democrazia di cui voi, ANPI, siete una colonna"

Gianrico Tedeschi - 26 aprile 2020



Nella foto: Gad Lerner con Gianrico Tedeschi dopo l'intervista realizzata per l'Archivio digitale ANPI delle testimonianze partigiane
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« immagine » Dal sito A.N.P.I. di oggi "Ciao Gianrico... che dolore" 28 Luglio 2020 La morte di Gianrico Tedeschi, grande attore e antifascista. Per aver rifiutato di aderire alla criminale e abusiva Repubblica di Salò fu internato in un campo di concentramento. Il testo della sua lettera del...
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IL RESTO DI ME

02 luglio 2020 ore 19:05 segnala
Ester Moidil. È un anagramma, vero, dottore? Ester Moidil, "il resto di me". "Il resto di me" vuol dire che lei ...