4. Il pesce gatto

27 giugno 2020 ore 01:49 segnala

La "donna" che qui denuncio ha più o meno lo stesso modus operandi di ogni pesce gatto sparso per il web. Questi esserini non hanno un’individualità definita, sono mentitori seriali: quando i loro gusti, fin anche le loro convinzioni e le modalità stesse del ragionamento hanno la specifica esigenza di aderire il più possibile a quelle dell’interlocutore designato a vittima, si può di conseguenza stabilire come i pesci gatto non siano mai in grado di mantenere coerenza e fedeltà a loro stessi: sono un inevitabile smentirsi nel tempo. E giustamente una delle primissime assicurazioni che vorranno concederti è quella della loro assoluta sincerità. Come per un Dio, sacrificato all’altare della verità, pretenderanno (e chiederanno) di essere il tuo unico riferimento in terra.

Tutti abbiamo mentito, nella nostra vita. Per convenienza, opportunismo, o anche in buona fede, per difesa personale o di una persona a noi cara. La coscienza è in grado di identificare la bugia e, eventualmente, elaborarne un senso di colpa. La compulsione del bugiardo patologico, però, consiste nel giocare in continuazione sui confini di verità e finzione, finendo egli stesso per credere alla realtà parallela elaborata, sfidandone la confutazione. Le sue capacità di dissimulazione sono di un livello superiore, e non vi è limite all’inventiva: questa incessante conciliazione tra realtà e fantasia ha il basico scopo di generare stati d’animo tanto potenti quanto contrastanti e finisce inevitabilmente per creare incongruenze che solo un occhio attento e distaccato può riconoscere e pesare. Un “gioco” che in una chat diviene molto più semplice conservare nel tempo e che diviene perverso quando calpesta e macina sentimenti, affetti, fiducia e dignità, senza il minimo riguardo.

Il suo intento primario è quello di piacerti. Ti studia per giorni, prima di approcciare, e coglie le debolezze che non si fa alcuno scrupolo ad utilizzare per lo scopo finale: la caratteristica che più spiazza e che lo rende di fatto imprevedibile è proprio la sua totale assenza d’empatia e umanità; non gli importa di farti del male, purché serva ad attrarti a sé.
La sua transizione non finisce al primo approccio, è come un liquido viscoso gradualmente versato nel contenitore della mente, ad essa si adatta nel tempo. È un maniaco del controllo e usa ogni mezzo per insinuarsi nella tua testa: assomigliarti come un riflesso sarà solo uno step preliminare. Dai continui stucchevoli e smisurati complimenti, passando per una metodica provocazione di varia natura, ai pretesti più subdoli e crudeli legati a fantomatiche patologie, lutti in famiglia, aggressioni subite e ogni genere di vittimismo ostentato. Lo scopo è quello di suscitare le emozioni più possibile intense e contrastanti: è così che crea profonde connessioni emotive come vere e proprie fonti di “nutrimento”. Le stesse fantasmagoriche disavventure che dice di attraversare e con le quali intorta la preda verranno riproposte di volta in volta come insormontabile ostacolo ad un eventuale incontro al di fuori del virtuale. La sua continua esigenza di attenzioni e attestati di stima saranno ulteriori pretesti per offendere e accusare senza fondamento, giocando di allusioni e psicologia inversa.

Si rifiuta di rapportarsi sullo stesso piano dell’interlocutore, come farebbe chiunque scoprendosi naturalmente per gradi; il motivo principale sta nell’esigenza di mantenere una durevole posizione di vantaggio sull’altro. L’onestà presupporrebbe uno scoprirsi realmente fragile, cosa che non può assolutamente permettersi: non solo questione esclusiva di controllo, ma connaturate vigliaccheria e incapacità di assumersi proprie responsabilità.

Il pesce gatto è sempre in vantaggio sulla “vittima” perché ogni sua mossa è dettagliatamente programmata per tempo, funzionale a quella successiva e abbastanza stratificata da contemplare (per potervi reagire) ogni possibile conseguenza.

È un individuo piuttosto astuto, abbastanza da sapere come emergere dalla mediocrità diffusa senza mai davvero esporsi. La chat gli permette di camuffarsi attraverso un numero d’identità pressoché infinito, una di queste “ufficiale”, coadiuvata poi da tante altre, ciascuna delle quali utilizzata con il medesimo intento: controllo e manipolazione, anche solo per rendere più credibile la frode dell’identità primaria. Usa le generalità più disparate e diverse fra loro per genere, cultura, aspetto e preferenze, e le utilizzerà sia per avvicinarti direttamente, che per familiarizzare con altri utenti – vittime o strumenti che siano –, soprattutto coloro con i quali la vittima viene in contatto, seppur marginalmente. Riesce a mantenere credibilità fin quando ha la sensazione di mantenere il polso della situazione: porgli condizioni e richieste mette in moto su di voi strumenti di ricatto psicologico… e quindi sì, è molto facile giungere a screzi: nel migliore dei casi questi chiudono il rapporto, nel peggiore si tratterà di litigi nei quali il tuo aguzzino finirà sempre per farti sentire dalla parte del torto. Mai, mai un’assunzione di responsabilità.

L’assurdità in crescendo della trama in cui finirete travolti porterà inevitabilmente a richiedere conferme sulla veridicità dei fatti, o sulla sua stessa identità: respingerà allo sfinimento la propria infondatezza, minimizzerà di fronte a prove inconfutabili, come ad esempio foto fake prese dal web per dimostrare un finto viaggio; arriverete al punto in cui gli indizi fin lì ricevuti non potranno bastarvi, e l’unica prova regina che potrà definitivamente smascherarne l’imbroglio rimarrà quella del riscontro in webcam, la cui richiesta finirà sempre in un nulla di fatto e avrà la medesima conseguenza di tutte le altre: la collera.

Una volta lasciato aperto uno spiraglio, dal pesce gatto non ci si difende; primo, perché se non sei sgamato o adeguatamente preparato non puoi riconoscerlo, non importa quanto sveglio tu sia, e secondo perché se ti ha scelto allora sei una persona sensibile e quindi terreno fertile, e la diffidenza in questo caso non basta, non vi è nessun grado abbastanza adeguato. Poiché diffidenza e indole arrivano comunque a conflitto, prima o poi, e il pesce gatto sa esattamente come stuzzicarne la curiosità.



Io sono stato profondamente ingenuo. L’ingenuità che mi ha sempre caratterizzato mi porta inevitabilmente alla nobile seppur indimostrata persuasione per cui, una volta abbassate le proprie difese, prestato il fianco alle confessioni e donandomi senza filtri – nel bene e nel male –, l’altra persona faccia di pari passo altrettanto.
Ero sicuro, mi ritenevo in grado di mantenere le giuste distanze per concedermi i tempi necessari a comprendere se questa disponibilità fosse presente e sincera, o non vi fosse affatto. Mi fidavo di me e delle mie capacità di ‘lettura’.
Col senno del poi, oggi so che ero rimasto completamente solo sotto un enorme lente, accecato da luce riflessa, col pesce gatto alle spalle nell’ombra, spietata in agguato.


Voglio augurarmi che questo brevissimo blog possa aprire gli occhi di chi, adescato, non si rende minimamente conto di ciò a cui sta andando incontro. Non potrei mai augurare a nessuno di vivere ciò che ho mio malgrado vissuto io.
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La donna che qui denuncio ha più o meno lo stesso modus operandi di ogni pesce gatto sparso per il web. Questi esserini non hanno un’individualità definita, sono mentitori seriali: quando i loro gusti, fin anche le loro convinzioni e le modalità stesse del ragionamento hanno la specifica esigenza...
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27/06/2020 01:49:05
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