Dunkirk di Christopher Nolan

15 settembre 2017 ore 12:31 segnala



Nolan difficilmente delude e questo Dunkirk ne è l'ennesima prova,costruito quasi come un thriller grazie anche alla musica trascinante e avvolgente di Hans Zimmer.
Una fetta di storia ricostruita fedelmente,senza eccessiva retorica o enfasi,che emoziona e ci catapulta dentro l'orrore della guerra.
La spiaggia di Dunkirk è come un limbo infernale in cui i soldati inglesi e francesi attendono quasi inerti il loro destino ineluttabile,che sia la vita o l'oblio.
Costruito alla perfezione, con flashback sui differenti punti di vista che si concatenano a formare probabilmente uno dei migliori film bellici di sempre.

Film corale in cui non spicca un vero protagonista,un pò come avvenne nel capolavoro di Malick La sottile linea rossa,ma se là complice anche i tempi dilatati il regista americano virava verso l'introspezione filosofica nella rielaborazione personale del dramma della guerra,Nolan sceglie l'essenzialità,la precisione storica (o almeno più plausibilmente precisa) e confeziona in soli 107 minuti una pellicola circolare,all'inizio dispersiva forse,ma al termine del film si capisce il disegno generale del regista in un crescendo di pathos che emoziona e non può lasciare indifferenti.

Fondamentale la colonna sonora di Zimmer,un film molto sentito da Nolan sicuramente che riesce però a conservare il suo stile,senza eccessi patriotistici nel raccontare una vicenda che come dice la locandina del film rimodellò il futuro del mondo,semplicemente salvando migliaia e migliaia di vite umane,capolavoro? presto per dirlo ma molto probabilmente si.

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Sulle strade perdute di un cuore selvaggio...

03 agosto 2017 ore 06:36 segnala



Il cinema di Lynch autore americano ormai di culto per più di una generazione di cinefili è arte,anarchia,pulsioni violente che squarciano la quotidianità perchè in fondo David ha capito che l'essere umano per sua stessa natura è imprevedibile a volte,dominato dai suoi istinti e dalle sue paure ancestrali e quotidiane.

Ma è anche incredibilmente complesso,stratificato questo suo modo di girare film spesso criptici in cui siamo noi a dover aggiungere i tasselli per completare il puzzle,un cinema dai ritmi a volte ipnotici,rarefatti volutamente lentissimi che paradossalmente richiede un impegno totale e una partecipazione attiva della mente di chi vi si approccia assolutamente necessaria o si rischia di rimanere tagliati fuori dal mondo onirico,grottesco e affascinante del cineasta del Montana.

Un autore complesso e completo che spesso ha voluto curare ogni dettaglio delle sue produzioni,come nel recentissimo ritorno sul piccolo schermo della terza stagione di Twin peaks in cui ha dato di nuovo dimostrazione del suo talento come compositore musicale.

Nel corso degli anni ci ha sorpreso con Eraserhead,commosso con The elephant man,scosso con film come Velluto Blu,Cuore selvaggio,Strade perdute o il bellissimo e forse suo più bel film Mulholland Drive,sino al punto di non ritorno apparente del probabilmente troppo onirico Inland Empire,che aveva al suo interno alcune sequenze memorabili ma che rimaneva un film quasi sperimentale.





Col tempo si è creata attorno alle sue opere un aurea quasi mistica,un fascino ambiguo e schizzofrenico che ha portato i fan perfino a considerare un piccolo e semplice film come Una storia Vera,una sorta di sogno in cui cercare significati reconditi come in altre sue opere,mentre in realtà è un grandissimo e struggente road movie basato su fatti realmente accaduti.

Non esiste forse una chiave di lettura univoca per tentare di catalogare l'opera di Lynch,così come la vera arte non la si può spiegare ma solo percepire,un'artista che comunica principalmente con le immagini.

Si è fatto attendere per oltre 10 anni ma ora finalmente è tornato, ed è difficile considerare i 18 episodi della nuova stagione di Twin peaks come una semplice serie Tv quando c'è David di mezzo.


Possession (1981) di Andrzej Zulawski

31 luglio 2017 ore 10:11 segnala


Film controverso quello di Andrzej Zulawski, all'epoca dell'uscita massacrato dalla censura benchè girato ed ambientato in germania non ha mai trovato una distribuzione in questo paese,ed anche altrove ne distribuirono versioni tagliatissime anche di 30 o 40 minuti.
La Adjani buca letteralmente lo schermo sia per bellezza,così giovane quasi eterea,sia per la straordinaria interpretazione giustamente premiata a Cannes ma forse avrebbe meritato anche almeno una nomination agli oscar,le difficoltà enormi di distribuzione del film ebbero la loro parte anche in questo.
Magistrale anche la prova di Sam Neil forse cosi bravo solamente in un paio di altre occasioni nel proseguire della sua lunga carriera,come nel bellissimo Il seme della follia di Carpenter.
Impossibile raccontarne la trama o cercare di capirlo fino in fondo è un'opera che si presta a molteplici interpretazioni o chiavi di lettura.
In evidenza inizialamente il disfacimento morale,la crisi esistenziale di una donna,di una famiglia ma è solo l'incipit di un incubo ad occhi aperti dalle atmosfere Lovecraftiane.
In una Berlino quasi spettrale e deserta ancora dominata dall'assurdo muro,Zulawski mette in scena un horror potentissimo sia concettualmente che visivamente.
Una pellicola in cui la violenza esplode incontrollabile grazie ad una Adjani a tratti algida,un secondo dopo in preda a raptus isterici.
Straordinaria l'intensità di alcune scene,un film disturbante che difficilmente lascia indifferenti,sarebbe improponibile girarlo ai giorni nostri.
La totale ambiguità di tutti i personaggi lo rende pur nella sua follia più realistico,con una misoginia latente di fondo opinabile.
Chiude su un finale delirante ma bellissimo in cui ognuno probabilmente troverà diverse interpretazioni.
Film tanto bello quanto imperfetto,barocco,eccessivo non adatto a moralisti o falsi tali ma visivamente affascinante con una Isabelle Adjani indimenticabile.

Ghost in the shell alla ricerca dell'anima di un anime.....

29 luglio 2017 ore 18:01 segnala



Visivamente accattivante,cerca di ricreare le atmosfere dell'anime originale riuscendovi solo in parte.
Ne riprende alcune sequenze quasi peddisequamente ma non riesce a coglierne lo spirito sovversivo.
Sempre bello rivedere Takeshi Kitano in un ruolo tosto dei suoi, chi non conosce il film di Mamoru Oshii lo apprezzerà,ma non ne ha la profondità e l'anima cyberpunk è solo estetica ed imprigionata dall'obbligo di rimanere in Usa entro il divieto +13.
Buon film se preso a se stante ma il capolavoro vero è quello del 1995,Scarlett sin troppo espressiva per metà film con gli occhi lucidi, forse qualcuno avrebbe dovuto spiegarle che stava interpretando un cyborg.....






Takeshi Kitano

Il re David Lynch è tornato.......finalmente!

29 luglio 2017 ore 07:05 segnala
No stars Rebekah Del Rio e David Lynch



My dream is to go
To that place
You know the one
Where it all began
On a starry night
On a starry night
When it all began

You said hold me
Hold me, hold me
Don't be afraid
Don't be afraid
We're with the stars

I saw them in your eyes
En tus palabras
Y en tus besos, tus besos
Debajo de una noche
Na llena de estrellas
Under the starry night
Long ago
But now it's a dream


Yo vi, en tus ojos
Yo vi, las estrellas
Pero ya no hay, ya no hay
Estrellas
Pero ya no hay, ya no hay
Estrellas


No stars
No stars
Ya no hay estrellas
No stars
No stars
No stars
No stars
No stars
No stars
Ya no hay estrellas
No stars
No stars
No stars
No stars
No stars
No stars
NoR
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No stars Rebekah Del Rio e David Lynch My dream is to go To that place You know the one Where it all began On a starry night On a starry night When it all began You said hold me Hold me, hold me Don't be afraid Don't be afraid We're with the stars I saw them in your eyes En tus palabras Y en...
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Il dormiglione (Sleeper) 1973 di Woody Allen

29 luglio 2017 ore 06:48 segnala


Probabilmnete il film migliore del primo periodo di Allen,irresistibile irrefrenabile, una sequela di gag e battute da antologia.
Lui e la Keaton sono una coppia comica straordinaria,Diane è forse l'unica che in tutta questa marea di film di Allen riesce in alcuni momenti a tenergli testa come parlantina,come arguzia e verve comica.
Woody saccheggia un pò anche il cinema muto con omaggi espliciti ai suoi grandi maestri,la comica slapstick però è solo un surplus al film che vive,pulsa e diciamolo stimola un umorismo all'apparenza semplice ma con un retrogusto ironico e sarcastico notevole.
Ogni volta che vedo la Keaton con Allen mi rammarico del fatto che dopo il matrimonio con la Farrow la coppia Woody & Diane si sia praticamente sciolta.
Chissà se avesse sposato Diane e non la Farrow.....
Con le battute presenti in questo film alcuni filmaker italiani che non cito nemmeno, potrebbero girare non 10 ma forse 100 film.
Rivisto dopo anni ci si accorge come la quantità di battute sia così elevata che è impossibile ricordarsele tutte,alcune risultano quasi nuove perchè ad una prima o anche seconda visione ravvicinata,risulterebbe comunque arduo assimilarle tutte,figuriamoci dopo anni.
Alcune citazioni:

"Come hai saputo tu del sesso?". "Io? Da mia madre. Quand'ero piccolo le chiesi: da dove escono i bambini? Lei capi' i piombini e mi disse "dal fucile". Quando una signora del palazzo ebbe tre gemelli io pensai che fosse a tre canne"

"Il mio cervello e' il mio secondo organo preferito"


Luna: Vuoi esibirti in un atto sessuale con me?
Miles: Esibirmi? Mi sa che non sono all'altezza di una vera e propria esibizione. Possiamo però fare una prova in costume, se ti va.

"Credo solo in due cose, il sesso e la morte, solo che dopo la morte non
ti viene nausea"


Nel suo genere un capolavoro,probabilmente quello comico di Allen.

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Probabilmnete il film migliore del primo periodo di Allen,irresistibile irrefrenabile, una sequela di gag e battute da antologia. Lui e la Keaton sono una coppia comica straordinaria,Diane è forse l'unica che in tutta questa marea di film di Allen riesce in alcuni momenti a tenergli testa come...
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La settima arte ultimo baluardo dello scibile umano..

29 luglio 2017 ore 05:51 segnala

Il cinema in questi tempi frenetici,social,virtuali si erge quasi ad ultimo baluardo dell'apprendimento e della conoscenza da parte della mente umana,il sapere appunto.
Quasi nessuno legge più libri,nessuno racconta più storie ai bambini il televisore,internet diventano primi educatori spesso senza alcun controllo,senza discernimento dei contenuti si viene abbandonati,cullati in un mare dolce in cui il nostro criterio di valutazione è superfluo si assimila tutto senza spirito critico e si rimane in balia di decisioni prese da altri per noi.

Ci sono film che ti toccano nel profondo,probabilmente cambiano il nostro modo di vedere la vita ed in questi Tempi moderni (cit.) forse il cinema rimane l'unica isola in cui lo scibile umano un pò per sua pigrizia,un per la natura stessa del media possa risollevarsi.
La settima arte è principalmente visiva e all'apparenza facilmente fruibile cio ne fa un media adatto al momento che viviamo,occorre solo saper scegliere bene anche grazie ai consigli di altri,confrontarsi e condividere le emozioni e le percezioni che un certo cinema riesce a trasmetterci,questo è il senso di questo blog,aperto agli amici e non.
Buona visione,anzi...lettura.
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Il cinema in questi tempi frenetici,social,virtuali si erge quasi ad ultimo baluardo dell'apprendimento e della conoscenza da parte della mente umana,il sapere appunto. Quasi nessuno legge più libri,nessuno racconta più storie ai bambini il televisore,internet diventano primi educatori spesso senza...
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