Il costo della vita

04 novembre 2017 ore 20:35 segnala

Beh, un giorno sono morto anche io. Mi sono voluto togliere questo capriccio, diciamo. Non mi ricordo come, perché di modi per morire ce ne sono troppi. Deve essere stato un giorno di pioggia e io andavo troppo veloce, o per aver mangiato qualcosa che non dovevo, o per aver bevuto troppo... In fondo che importanza ha sapere come sei morto, una volta che sei morto?
Insomma ad un certo punto vedo come un tunnel, e alla fine del tunnel una luce, e dopo la luce un ascensore, e dopo l'ascensore un altro tunnel, e dopo quest’altro tunnel una scala mobile e dopo un corridoio. Insomma mi ero già stancato della morte e volevo tornare indietro, ma appena mi girai per farlo, mi resi conto che la strada, mano mano che camminavo, dietro di me spariva. “Fico!” pensai, “proprio come in un film...”. E visto che ormai ci stavo, decisi di proseguire.
Non so per quanto andai avanti: mi ricordo che superai altre duecento stanze, corridoi, scale mobili, ‘sto aldilà assomigliava sempre più alla Metro B di Roma, ma senza controllori. Poi ad un certo punto, la strada si interruppe davanti ad una porta che poneva “Sala accettazione”. La porta si aprì da sola, e dall’altra parte c’era un signore anziano, vestito come i commendatori negli anni sessanta, che senza neanche alzare lo sguardo dalle scartoffie che scartabellava disse: “Che desidera prego?”, “Come che desidera? Sarei morto, sa a volte succede...” “A, è morto. Quanti anni aveva? Da dove viene? Qualcosa da dichiarare?” “Avevo 38 anni, vengo da Roma. Nulla da dichiarare... credo”... “Bene. Sono 185 euro e venti centesimi, 265 euro e cinquanta con opzione reincarnazione, 400 euro secchi se era ateo. Se ha la tessera di qualche partito cattolico possiamo fare dei sconti, ma con questa crisi del petrolio... possiamo fare veramente poco... Ha carta di credito?” “Cioè, forse non ci siamo capiti: sono morto. Come faccio ad avere soldi con me? E poi ora si paga anche per morire?” “Senta, io non ho tempo da perdere, se non ha soldi o non vuole pagare si accomodi dopo quella porta. E poi non sta pagando la morte, sta pagando la vita”... “Bene... la mia vita costa 185 euro e venti centesimi... pensavo peggio...”. Naturalmente non avevo soldi con me (in fondo non ne avevo neanche da vivo...), quindi mi diressi verso l’uscita che mi aveva indicato il commendatore.
Aprii la porta, e mi ritrovai a Piazza Regina Margherita nell’ora di punta, in un giorno di freddo e pioggia, aspettando un autobus, senza soldi e senza sapere dove andare... Mi venne in mente che forse era meglio suicidarmi... Ma poi chi pagava?...
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04/11/2017 20:35:05
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Commenti

  1. s.hela 04 novembre 2017 ore 20:40
    La chiave autoironica caratterizza molti dei tuoi post :-))) Complimenti. :-)))

    Una piccola ma significativa morale c'e' : anche morire ha un costo ...ahimè

    Buona serata :rosa Giulia ;-)
  2. Il.ConteMaxx 04 novembre 2017 ore 20:50
    @s.hela Mai prendersi sul serio nella vita. Eh già, anche morire ha un costo. Buona serata :rosa
  3. s.hela 04 novembre 2017 ore 21:00
    @Il.ConteMaxx
    Vero , anche se non è sempre così facile come scriverlo :-)

    Grazie della risposta .
  4. Il.ConteMaxx 04 novembre 2017 ore 21:05
    @s.hela prego...

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