L'amico del ghepardo

03 novembre 2017 ore 15:02 segnala

C’è chi nasce uomo, ma si sente donna. C’è chi nasce donna, ma si sente uomo. Lui era nato e si sentiva ghepardo. Si ghepardo.
Fin da bambino quando correva con gli amichetti per giocare, si metteva spontaneamente a quattro zampe. E correva velocissimo. Quando conosceva qualcuno cercava di annusarlo. La madre provava ad imboccarlo con minestrine o pappette omogeneizzate. Ma lui nulla. Riusciva a mandar giù solo carne cruda. La sua propensione ad essere un ghepardo appariva a tutti così naturale, che alla fine nessuno fece più caso alle sue strane abitudini, e anzi era ben voluto e cercato.
Ma gli anni passavano, e arrivato all’adolescenza iniziò ad avere seri problemi di socializzazione. Passava ore e ore sul prato davanti casa. A volte correva appresso ai cani randagi, a volte restava in silenzio ad odorare l’aria. Non si sentiva come gli altri. Non riusciva a condividere i loro interessi. Mentre i suoi amici pensavano alle ragazze, a sballarsi il sabato sera, lui aveva solo una cosa in mente: correre. E sognava gli spazi immensi della savana. L’aria calda di un mezzogiorno africano. Odori di bestie morte, sudori animali. Sangue. E allora spesso si allontanava, preferendo tenere per sé la solitudine cosmica di chi non appartiene a nessuna specie.
Un giorno, che eccezionalmente si trovava a casa, gli capitò di vedere in televisione un servizio su una donna che tramite un’operazione chirurgica era diventata uomo. Ebbe un’illuminazione. Pensò che anche lui doveva rispettare la propria natura. Che anche lui aveva diritto ad essere quello che si sentiva di essere. Se un uomo può diventare donna, può diventare anche ghepardo.
Iniziò in maniera pressoché totale, a cercare ed informarsi su come realizzare il suo sogno. Contattò centinaia chirurghi estetici fino a quando, spulciando su un link sperduto di un sito sperduto, ne trovò uno disposto a seguire la sua impresa. L’operazione sarebbe costata, ma si poteva fare.
Arrivato alla maggiore età quindi decise di sottoporsi al primo intervento. Si fece così trapiantare la coda. Poi le orecchie, poi il rinfoltimento del vello, fino a diventare totalmente ghepardo. Ora nessuno sa più dove sia.
Ma io che sono stato il suo migliore amico, nelle notti afose d’estate mi affaccio alla finestra.
E, giuro, se chiudo gli occhi, lo vedo correre libero nella savana...
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03/11/2017 15:02:58
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Commenti

  1. s.hela 03 novembre 2017 ore 16:34
    La conosco la savana , quel tanto che mi basta per avermela fatta Amare .
    Sono stata in Kenya tantissimi anni or sono , a trovare la bimba che avevo adottato che era presso una casa famiglia perche' i genitori avevano altri 11 figli da sfamare e queste splendide suore missionarie salesiane...le davano cibo , e istruzione fino alla sua maggiore età...
    Con lei sono andata dai suoi genitori poverissimi ,ho visto i tramonti infuocati di rosso , che sembrava toccarli talmente il sole era vicino ... ho visto gli animali in libertà ma ho visto anche tanta crudeltà di cacciatori di avorio...ecco in breve uno stralcio piccolissimo di pensiero che mi hai fatto ricordare leggendo il tuo post.
    Un saluto un sorriso . Giulia

  2. Il.ConteMaxx 03 novembre 2017 ore 16:43
    @s.hela Bella storia... c'è poco da aggiungere, hai già detto tutto... :rosa

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