La mia caffettiera...

04 novembre 2017 ore 22:34 segnala

Ormai non può più farlo, è vero, ma se la mia caffettiera avesse potuto parlare, ne avrebbe avute di storie da raccontare. Apparteneva ad un amico molto caro, che un giorno fissò una nuvola lontana, decidendo di seguirla per vedere dove l’avrebbe portato. Quando partì, non prese niente con lui, e quella macchinetta del caffè fu il suo modo di farsi ricordare. E in verità, io tutte le mattine, facendo colazione di lui mi ricordavo, e neanche poco. La macchinetta era per una persona soltanto, e fu la prima cosa che mi colpì di lei. E’ come se, intimamente, il mio amico non avesse voluto condividere la sua concubina con nessuno se non con se stesso, ed è come se lei si fosse votata a servire un solo padrone, fedele e silenziosa, come la migliori delle amanti. E proprio come un’amante lasciva, passò dalle sue mani alle mie, anche se io in verità come padrone, e forse come amante, devo valere poco, perché la lasciai per mesi dentro la credenza, quasi dimenticandomi di lei. Poi presi ad usarla, come sono soliti fare gli amatori esperti con le donne pedanti, in maniera distratta, distaccata. Ma lei non se la prese mai a male. Continuò ubbidiente a darmi calore sotto forma di liquido scuro, sforzandosi ogni giorno di più di donarsi nel migliore dei modi. Fino a questa sera.
La presi con non curanza, senza un minimo di affetto, come fosse un oggetto normale, non gli dissi niente. La misi sul gas, e la lasciai nuda ad esplicare le sue funzioni di cortigiana. Poi dimentico di lei, mi misi a fare altre cose, scordandomi che ancora aspettava un mio ordine.
Quell’ordine non arrivò mai. Il fuoco della sua passione, che per anni le aveva donato l’illusione di esistere, fece di lei un sol boccone, così che al mio ritorno, trovai solo i resti inceneriti del suo attendere.
Di quello strano nostro modo di amarci, ora conservo un manico di plastica scura, informe...
0218a061-5faf-4b58-8369-17b3a294726b
« immagine » Ormai non può più farlo, è vero, ma se la mia caffettiera avesse potuto parlare, ne avrebbe avute di storie da raccontare. Apparteneva ad un amico molto caro, che un giorno fissò una nuvola lontana, decidendo di seguirla per vedere dove l’avrebbe portato. Quando partì, non prese nient...
Post
04/11/2017 22:34:04
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4

Commenti

  1. s.hela 05 novembre 2017 ore 08:30
    Con simpatia !



    Buona Domenica :rosa Giulia
  2. Il.ConteMaxx 05 novembre 2017 ore 08:36
    @ s.hela Buona Domenica :rosa
  3. xspirito.liberox 05 novembre 2017 ore 14:49
    metafora di un'amore unilaterale triste ,ma realistico ...
  4. Il.ConteMaxx 05 novembre 2017 ore 15:11
    @xspirito.liberox :-) :rosa
  5. crispOnzia 05 novembre 2017 ore 22:50
    scritto bene..

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.