La musica

08 novembre 2017 ore 21:00 segnala

Gli anni Ottanta... Quanti orli corti sono passati sopra quelle Clark color testa di moro, quanti gruppi orrendi a far girare i nastri dentro i Walkman. Altro che I-pod, Smartphone: lì la musica era calda, ogni elettrone costretto a cantare graffiato da una testina metallica, con quel fruscio di sottofondo conquistato a forza di sovraincidere la cassetta. A quei tempi, la musica la vedevi prima di ascoltarla, ti riempiva gli armadi non gli hard disk, e quando volevi passeggiare ti portavi appresso i tuoi dodici pezzi e quelli erano, semplicemente perché erano quelli che ti piacevano. Ora si cammina in silenzio, che le cuffie quasi non si vedono, sembrano tutti allucinati con gli occhi fissi alla parete, e non sai più se stanno in coma o reagiscono ancora alla vita. Si caricano cinquemila canzoni, per poi ascoltarne dodici, quelle che in realtà ti piacciono. Se volevi ascoltare musica, non c’erano tante possibilità: o avevi un amico che ti passava il disco, oppure niente, bisognava sborsare quindicimila lire e comprartelo. Ma a quel punto, le canzoni avevano un valore reale, e si sentivano tutte fino a riconoscerne ogni singolo accordo.
Ah... i cantanti degli anni Ottanta... Ne avevano di cose da dire, e anche quando non ce l’avevano non se ne facevano accorgere. E poi sapevano suonare. Sì, hai capito bene: suonare, che non è quella cosa che si fa con uno di quei programmini in cui schiacci un bottone ed esce il suono di una tromba, o di uno xilofono, con ritmi impostati che cambiano quando vogliono loro. Parlo di strumenti musicali veri: legno, ferro, accordature.
Dopo, spuntarono i primi CD. Progresso, l’hanno chiamato. Tutto pulito, tutto finto, come la musica suonata con i programmi. Pulita, finta e perfetta, perché non è più incisa, ma programmata, nota per nota.
E tutti a guardare le pareti, a domandarci se si sta in coma, a bocca aperta, recitando una canzone che, per default, non deve più dire niente...


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08/11/2017 21:00:54
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Commenti

  1. Illumia1 08 novembre 2017 ore 21:27
    Ormai sembra che vivano tutti in un mondo tutto loro,hanno sempre gli occhi fissati sul telefono,ne ho viste di tutti i colori ma quella che mi è rimasta più impressa è quando una sera ero in pizzeria e un intera famiglia era ognuno sul proprio profilo fb
  2. Il.ConteMaxx 08 novembre 2017 ore 21:30
    @Illumia1 purtroppo è così, non c'è più comunicazione... buona serata
  3. Illumia1 08 novembre 2017 ore 21:31
    Buona serata a te :-)

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