La sindrome di Pinocchio

29 novembre 2017 ore 17:00 segnala

Se lo sentiva che non doveva salire sulla moto quella mattina. Seduto sul divano leggendo Zagor, aveva udito chiaramente il verso di una civetta provenire dal giardino di fronte. Si chiese anche che diavolo ci facesse una civetta a quell’ora nel suo giardino, ma poi quel pensiero, come la maggiorparte di quelli mattutini, si perse tra chissà quale vignetta e un colpo di tosse. Era una giornata grigia. Pioveva a tratti, rendendo le strade come enormi stadi per il pattinaggio sul ghiaccio. Ed era tardi. Come sempre. Imboccò via Cristoforo Colombo diretto all’Eur. Ma all’Eur non ci arrivò mai.
Sulla cartella clinica in verità non era ben chiaro cosa gli fosse capitato. Un incidente strano, in cui l’unica parte lesionata era stata il cuore. E non fu facile per il primario spiegargli che, per mancanza di donatori, per una tragica coincidenza con il numero di richieste in quella giornata, avendo necessità di sostituire l’organo danneggiato in maniera rapida e possibilmente con un materiale anallergico... ecco... come dire... gli avevano applicato un cuore di legno. Si sentì venire un infarto, se avesse ancora potuto averne uno... Insomma lì per lì non la prese proprio bene, ma poi con il tempo si abituò.
Avere un cuore di legno, non pregiudica nessuna attività normale della vita umana. Si può correre, fare sesso, mangiare quel che si vuole perché tanto lui non ne risente minimamente. L’unico problema, era che da quando aveva quel nuovo ospite nel suo corpo, faticava a sentire emozioni. Anzi, diciamo che di emozioni ne aveva veramente poche... Il cuore si comportava come il naso di Pinocchio: il naso si allungava se si diceva una bugia, il cuore batteva solo se era veramente necessario farlo.
Non ci mise molto a capire che la maggiorparte delle volte il suo vecchio muscolo, aveva battuto più per noia o per giustificare la sua presenza che per altro, tanto è vero, che con il nuovo cuore, aveva molti meno amici, e praticamente nessuna ragazza. Ci provò per molto a risentire quel ritmo caldo nel petto. Si impegnò cercando di conoscere il più alto numero di persone, ma nulla. Poi con il tempo, tutto sfuma.
Smise di cercare di far battere il suo cuore, e si dedicò alla collezione di francobolli, attività che in verità, un certo brivido lo dava sempre...
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