Frasi A Metà

08 aprile 2018 ore 15:00 segnala

Chiedimi scusa anche per quello che sono
Spostati almeno e non provarci mai più
Quando di nuovo provo a rimettermi in piedi
E tu che mi chiedi cosa mi resta di me
E cosa mi porta a sbatterti in faccia il dolore
Non c’era posto migliore
Sarà che hai preso tutto e l’hai buttato via
Qualsiasi cosa fu, qualunque cosa sia
Non ti accompagno più se non c’è più ragione
Si muore in mezzo a una frase o di frasi a metà
Ecco il mio cuore sfinito da quanto è capace
Sempre ostinato, sempre la copia di sé
E poi ti ho perduto nell’alba gelata di ottobre
Non c’era giorno migliore
Sarà che hai preso tutto e l’hai buttato via
Qualsiasi cosa fu qualunque cosa sia
Non ti accompagno più se non c’è più ragione
Si muore in mezzo a una frase o di frasi a metà
Si muore a metà di una frase o di frasi a metà
Chiudiamo le cose, veloce, che poco mi basta
La rabbia finisce all’arrivo
È il poco in valigia la cosa che resta
Quanta violenza hai sprecato in quel “lasciami andare”
Non c’era frase peggiore
Sarà che hai preso tutto e l’hai buttato via
Qualsiasi cosa fu qualunque cosa sia
Ricordati di dirmi che va tutto bene
Si muore in mezzo a una frase o di frasi a metà
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08/04/2018 15:00:56
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E Allora Ti Dico Sbrigati

05 aprile 2018 ore 15:12 segnala

E allora ti dico sbrigati, sbrigati a dimenticare, perché se non dimentichi subito non dimentichi più. E non importa se la vita va avanti, se ogni cosa ti ricorda che certe cose non possono funzionare. Se non dimentichi subito certi ricordi ti tornano a cercare. Sono momenti impensabili, tu nemmeno lo immagini che possa succedere.
Tornano soprattutto quando pensi di aver archiviato, quando hai ricominciato, quando ai “chissà come sarebbe stato” hai finalmente sostituito ” è solo oggi quel che conta, oggi è un giorno migliore di ieri, è sempre meglio chi sei di chi eri”. Perché tanto la vita non ti ridà mai indietro un’altra occasione identica.
Te ne dà tante altre ma non una identica. L’identikit di un’occasione porterà sempre un nome e cognome, il rumore di certi passi, un profumo, una canzone, un sorriso all’improvviso, un silenzio raccontato da uno sguardo o persino un incontro mai avvenuto. Sarai fortunato se guardando indietro nel tuo puzzle mentale non avrai neppure un tassello da cambiare.
È davvero molto difficile. Quel macigno sullo stomaco, quel cerchio che ti gira in testa, quella smania che non ti fa dormire, quell’ansia che ti fa sospirare, quella tristezza che è come un trapano per il tuo sorriso, sono i tanti tasselli che sono rimasti nel giro vita dei tuoi ricordi. Sarebbe più facile, più comodo, più naturale accettare che alcuni eventi vanno semplicemente come devono andare, che esiste un’evoluzione dove la nostra volontà non basta a modificare andamenti inesorabili.
Se non lo puoi vivere lo puoi dimenticare. Ma spesso questo le anime se lo dimenticano.

Di Massimo Bisotti
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Si Dice Donna & No Danno

22 marzo 2018 ore 22:53 segnala

Ieri sera si è tenuta la 62esima edizione dei David di Donatello, meglio conosciuti come “gli Oscar del cinema italiano”. Ma in pochi stanno parlando dei film vincitori (per la cronaca: il premio di Miglior Film è stato assegnato ad “Ammore e Malavita”, la commedia musical dei Manetti Bros). Tutti parlano di una sola cosa: il monologo di apertura di Paola Cortellesi.

E c’è un motivo: il suo monologo sulla disparità di genere farà storia.

Era chiaro che il tema dei David di Donatello di quest’anno sarebbe stata la disparità di genere e che sarebbe stato “Tutto dedicato alle donne, per le donne”. Ma pochi, forse, si sarebbero aspettati un monologo così semplice e così di impatto.

Paola Cortellesi ha iniziato il suo monologo con un lungo discorso sulle differenze linguistiche tra alcuni termini al femminile e al maschile:

“Impressionante vedere come nella nostra lingua alcuni termini che nel maschile hanno il loro legittimo significato se declinati al femminile assumono improvvisamente un altro senso. Cambiano radicalmente, diventano luogo comune. Un luogo comune un po’ equivoco. Che poi a guardar bene è sempre lo stesso, ovvero un lieve ammiccamento verso la prostituzione. Un cortigiano: un uomo che vive a corte; Una cortigiana: una mignott*. Un massaggiatore: un cinesiterapista; Una massaggiatrice: una mignott*. Un professionista: un uomo molto pratico del suo mestiere Una professionista: una mignott*. Un uomo di strada: un uomo del popolo Una donna di strada: una mignott*.”

Vi sembra familiare? Eh sì, questa considerazione gira da un po’ sui social. Ma non è stata scritta da una qualche donna stanca di essere discriminata. Bensì da un uomo, il professore, enigmista e grande esperto del linguaggio Stefano Bartezzaghi.

Il monologo della Cortellesi parte da questi accostamenti e poi prosegue e spiega come le piccole parole vadano a influenzare il modo in cui vediamo il mondo fin dalla nostra infanzia:

“All'asilo, un bambino maschio potrebbe iniziare a maturare l'idea che le bambine siano meno importanti di lui, da ragazzo crescere in qualche modo nell'equivoco che le ragazze in qualche modo siano di sua proprietà, e poi da adulto potrebbe pensare sia giusto che le sue colleghe vengano pagate meno e a quel punto non sembrerebbe grave neppure offenderle, deriderle, toccarle, palpeggiarle... e fosse così potrebbe diventare anche pericoloso.."

Il monologo di Paola Cortellesi, che è solo l’ultimo tassello in ordine temporale del moto “femminista” iniziato con “Me Too”, “Time’s Up” e “Non una di meno”, è già diventato un caso sul web e tanti, tantissimi, si sono schierati dalla sua parte.

C’è chi la vorrebbe addirittura alla Presidenza del Consiglio! Beh, forse qui si sta esagerando. Ma una cosa è certa: il discorso di Paola Cortellesi sulla disparità di genere ai David di Donatello non potrà essere dimenticato.

Dal Web
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« immagine » Ieri sera si è tenuta la 62esima edizione dei David di Donatello, meglio conosciuti come “gli Oscar del cinema italiano”. Ma in pochi stanno parlando dei film vincitori (per la cronaca: il premio di Miglior Film è stato assegnato ad “Ammore e Malavita”, la commedia musical dei Manetti...
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Imparare Ad Amarsi

11 marzo 2018 ore 21:32 segnala

Giorno per giorno
Senza sapere
Cosa mi aspetta
Non è in mio potere
Gioia e tristezza
Sempre davanti
Stanze vicine
Comunicanti
E in fondo sentire che niente finisce mai
È un tempo infinito il presente
Non passerà
Bisogna imparare ad amarsi in questa vita
Bisogna imparare a lasciarsi quando è finita
E vivere ogni istante fino all’ultima emozione
Così saremo vivi
Gabbia di ossa
Libero cuore
Hai preso dolcezza
Da ogni dolore
Conservo l’infanzia
La pratico ancora
La seduzione mi affascina sempre
E in fondo sentire che esisti felicità
Abbracciami ancora una volta
Mi basterà
Bisogna imparare ad amarsi in questa vita
Bisogna imparare a lasciarsi quando è finita
E vivere ogni istante fino all’ultima emozione
Così saremo vivi
Bisogna imparare ad amarsi bisogna imparare a lasciarsi
Bisogna imparare ad amarsi
A perdonarsi
Giorno per giorno
Senza sapere
Cosa mi aspetta
Ma voglio vedere
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« video » Giorno per giorno Senza sapere Cosa mi aspetta Non è in mio potere Gioia e tristezza Sempre davanti Stanze vicine Comunicanti E in fondo sentire che niente finisce mai È un tempo infinito il presente Non passerà Bisogna imparare ad amarsi in questa vita Bisogna imparare a lasciarsi quan...
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Combattente

05 marzo 2018 ore 22:55 segnala

Forse è vero
Mi sono un po' addolcita
La vita mi ha smussato gli angoli
Mi ha tolto qualche asperità
Il tempo ha cucito qualche ferita
E forse tolto anche ai miei muscoli
Un po' di elasticità
Ma non sottovalutare la mia voglia di lottare
Perché è rimasta uguale
Non sottovalutare di me niente
Sono comunque sempre una combattente
È una regola che vale in tutto l'universo
Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
E anche se la paura fa tremare
Non ho mai smesso di lottare
Per tutto quello che è giusto
Per ogni cosa che ho desiderato
Per chi mi ha chiesto aiuto
Per chi mi ha veramente amato
E anche se qualche volta ho sbagliato a qualcuno
Non mi ha ringraziato mai
So che in fondo
Ritorna tutto quel che dai
Perché è una regola che vale in tutto l'universo
Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
E anche se il mondo può far male
Non ho mai smesso di lottare
È una regola che cambia tutto l'universo
Perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso
E in questa lacrima infinita
C'è tutto il senso della vita
È una regola che vale in tutto l'universo
Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
E anche se il mondo può far male
Non ho mai smesso di lottare
È una regola che cambia tutto l'universo
Perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso
E in questa lacrima infinita
C'è tutto il senso della mia vita
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« video » Forse è vero Mi sono un po' addolcita La vita mi ha smussato gli angoli Mi ha tolto qualche asperità Il tempo ha cucito qualche ferita E forse tolto anche ai miei muscoli Un po' di elasticità Ma non sottovalutare la mia voglia di lottare Perché è rimasta uguale Non sottovalutare di me ni...
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Quello Che Non Ti Aspetti

24 gennaio 2018 ore 23:14 segnala

Sarò banale e scontata io ma un gesto fatto quando non te lo aspetti ha tutto un altro sapore,sono i gesti improvvisi quelli fatti senza pensarci che restano impressi,non mi sono mai piaciute le cose ovvie,le cose prestabilite:nonono quelle le lascio a chi non è attenta ai dettagli:nonono,ed è anche per questi motivi che penso che bisogna sempre misurare la fiducia che diamo alle persone,proprio perché la maggior parte non arriva mai a fare quel gesto inaspettato!!:batatifo
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« immagine » Sarò banale e scontata io ma un gesto fatto quando non te lo aspetti ha tutto un altro sapore,sono i gesti improvvisi quelli fatti senza pensarci che restano impressi,non mi sono mai piaciute le cose ovvie,le cose prestabilite:nonono quelle le lascio a chi non è attenta ai dettagli:no...
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24/01/2018 23:14:38
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