Lascia che le tue labbra...

19 novembre 2017 ore 14:53 segnala
Lascia che le tue labbra
ripongano istantanee di follia nella mia mente,
un confine d'ombra fra la mia pelle e la tua anima in cui toccare le rose umide di una tentazione.
Vestita di fredde ombre e brividi
che scolpiscono il tuo volto sul mio cuore,
una bianca paura dona catene spezzate
ai miei polsi di amante,
tiepide carezze di memorie
che indugiano nella mia carne
come voli di rondini sanguinanti.
E' tardi per rubare il miele dei tuoi baci,
ora che sei silenzio e fuoco freddo.

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Lascia che le tue labbra ripongano istantanee di follia nella mia mente, un confine d'ombra fra la mia pelle e la tua anima in cui toccare le rose umide di una tentazione. Vestita di fredde ombre e brividi che scolpiscono il tuo volto sul mio cuore, una bianca paura dona catene spezzate ai miei...
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TRE DESIDERI

17 novembre 2017 ore 23:37 segnala
Della tua bocca
che detta agguati d'ombra nell'anima
vorrei possedere una sillaba furtiva
da nascondere nella carne,
come un ardente segreto da estinguere
nel silenzio della neve.
Dei tuoi occhi
che compongono lunghi deliri nel cuore
vorrei rapire un singolo lampo
che accechi la mia mente come una sferza d'oblio.
Delle tue mani
che mi sfiorano come dolci ossessioni
vorrei trattenere il calore di carezze selvagge
per lasciarle correre sui battiti del mio petto.
Tre desideri per farti mia
sul velluto nero della notte.

ANARCOCAOS

17 novembre 2017 ore 07:43 segnala
Ricami di menti
tessuti da ideologie patetiche;
morti originali
per originalità individuali.
Grida universitarie decorano il pensiero
con versi stuprati:
Majakovskij invoca ancora la libertà
sulle pietre del Nevskij.
Utopie rosse come vene alcolizzate
per smarrimenti punkabbestia
che celano ignoranze sottovuoto.
La lotta di classe è morta con Marx;
gli ultimi ideali muoiono nel fumo di canne.
Requiem per falci che mietono sterili campi
e martelli che cadono su chiodi storti.
Anarcocaos Anarcocaos.

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Ricami di menti tessuti da ideologie patetiche; morti originali per originalità individuali. Grida universitarie decorano il pensiero con versi stuprati: Majakovskij invoca ancora la libertà sulle pietre del Nevskij. Utopie rosse come vene alcolizzate per smarrimenti punkabbestia che celano...
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Ridammi...

16 novembre 2017 ore 22:54 segnala
Ridammi il suono perfetto della tua bocca sul mio petto,
la violenza del tuo pensiero che frantuma gli argini del cuore,
la lama del tuo sguardo che scivola sulla vena del desiderio.
Resterà il mio sangue a cercare il tuo petto,
la nota tribale del tuo respiro che palpa le mie notti insonni.
Restiamo ancora noi due a possederci,
ferita su ferita,
due lacrime che si mescolano come tempesta nella gola.
Ridammi la potenza del tuo nome
ripetuto ancora e ancora nella marea della mia anima.

Una visione di me e di te...

16 novembre 2017 ore 19:58 segnala
Una visione di me e di te sotto la pioggia:
due brividi cuciti sulla pelle dall’ago dell’anima,
una simmetria di vertigine persa nelle tenebre
e chiamata dal mio sangue.
Tutto il fremito di madide notti
torna a visitare la mia carne;
notti in cui la mente t’insegue nuda e in fiamme,
notti profonde come quelle in cui leggevo sui tuoi seni
le parole della mia perdizione.

ANOMIA

16 novembre 2017 ore 07:39 segnala
Ti spoglio di ogni definizione
per liberarti della mortalità della parola
e adagiare la tua eternità nella mia mente.
Non voglio sedurti col foglio scritto dell’anima,
voglio farlo con i miei spazi bianchi
dove si nascondono silenzi simili a confessioni.
Definirci metà di una stessa mela
sarebbe un delitto dell’intelletto.
Io preferisco viverci tra le mancanze di un dire
che non può comprendere la profondità
di un vuoto d’amore.

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Ti spoglio di ogni definizione per liberarti della mortalità della parola e adagiare la tua eternità nella mia mente. Non voglio sedurti col foglio scritto dell’anima, voglio farlo con i miei spazi bianchi dove si nascondono silenzi simili a confessioni. Definirci metà di una stessa mela sarebbe un...
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DEIMOS

15 novembre 2017 ore 20:39 segnala
Vetro miocardico nelle vene,
l’anima somiglia ad un suicidio in questo istante.
Sto abbracciando il volo di un angelo alcolizzato,
perso i-ne-so-ra-bil-men-te
nel ritornello afasico del mio corpo.
Il silenzio è sangue sporco,
il bacio dell’abisso,
un cristo bianco sul petto,
assoluzione di novocaina che mi riscrive
sull’ideogramma “dolore”.
Il piacere m’ingoia come fosse asma,
l’anima è un suicidio perfetto adesso.
Seppellisci nelle tue labbra
la bibbia inversa del mio esistere
e infine bruciami senza guardarmi.

(dalla mia raccolta di poesie "Sinapsi corrotte vol.2")

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Vetro miocardico nelle vene, l’anima somiglia ad un suicidio in questo istante. Sto abbracciando il volo di un angelo alcolizzato, perso i-ne-so-ra-bil-men-te nel ritornello afasico del mio corpo. Il silenzio è sangue sporco, il bacio dell’abisso, un cristo bianco sul petto, assoluzione di...
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15/11/2017 20:39:13
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Se le tue mani...

15 novembre 2017 ore 07:28 segnala
Se le tue mani continuano a pettinare
i capelli di bambole storte
ti dico che ignori la poesia
che i tuoi occhi piangono inconsapevolmente,
o rifiuti di bruciarti dentro fuochi più preziosi
che il cuore nasconde.
E non dirmi che il sorriso
è solo una ferita inferta all’intimità del tuo volto,
se la tua anima si lascia cullare
dalla perfezione di un brivido
tutte le volte che danzo con i tuoi silenzi.
L’anima eclissa la carne,
la carne eclissa la mente
e tu oblii me.

CARNEVALE DELL'ANIMA

14 novembre 2017 ore 20:23 segnala
Di battiti cannibali che inseguono il cuore
e parole sussurrate che sottendono abissi
è fatta l'anima:
una danza di lacrima e sorriso in punta di lingua
dove il fiele ha il calore della pelle
e l'amarezza è miele sconfitto sulla bocca.
A volte parliamo col silenzio di maschere storte,
senza accorgerci di sanguinare con una voce
che duole come una risata.
Perché non tutte le ferite sono smorfie di dolore.
Perché si può morire dentro tra applausi e riverenze
che non ci appartengono.

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Di battiti cannibali che inseguono il cuore e parole sussurrate che sottendono abissi è fatta l'anima: una danza di lacrima e sorriso in punta di lingua dove il fiele ha il calore della pelle e l'amarezza è miele sconfitto sulla bocca. A volte parliamo col silenzio di maschere storte, senza...
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Proverai sulle labbra...

14 novembre 2017 ore 07:27 segnala
Proverai sulle labbra
il peso di una parola toccata dal silenzio,
qualcosa bagnato di voce e nulla,
come un delicato rimpianto,
gronderà sull'anima con i contorni del tuo volto
confuso fra mille volti che non fanno male.
Sentirai il mio cuore randagio
scagliare i suoi battiti sul tamburo della notte,
riecheggerà il mio respiro affamato del tuo,
l'assenza toccherà corde nascoste
con dita di cupo inverno.
Io che ho baciato la pioggia
desiderandoci potenti nel peccato,
nelle tante promesse infrante,
nelle rose che i miei orgasmi riponevano sul tuo ventre,
sono un'ombra toccata dalle tue palpebre chiuse,
un volo destinato all'oblio delle tue carezze.
Sporcherai il tuo cuore dentro torbidi fuochi
che forse bruceranno come il mio sguardo,
ed io sarò un refolo di tiepido vento
che ha sfiorato il tuo sangue per un solo istante.