ODE AL FULMINE

10 aprile 2018 ore 07:40 segnala
Le tenebre accolgono bianche ferite
nel loro inquieto silenzio.
Ferite di attimi consumati,
di pelle frantumata nella pioggia.
E cade il fulmine,
come un grido,
una simmetria imperfetta
che brucia lo spazio
con la sua morte improvvisa.
Tremano i nembi come livide palpebre
colme di pianto,
e subito il suo linguaggio impossibile
si ripete,
la sua folgore regala una seconda fine
senza parole
con un solo movimento fugace,
uno schianto, un tumulto.
Sembra che il cielo s’infranga,
che il buio sia solo una maschera inutile.
E il fulmine cade con la sua spada spezzata,
il suo muto attacco,
come la parola di un dio invisibile,
una morte già segnata
che si abissa nella terra
in cerca di una sepoltura,
di una pace sempre interrotta.

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Le tenebre accolgono bianche ferite nel loro inquieto silenzio. Ferite di attimi consumati, di pelle frantumata nella pioggia. E cade il fulmine, come un grido, una simmetria imperfetta che brucia lo spazio con la sua morte improvvisa. Tremano i nembi come livide palpebre colme di pianto, e subito...
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10/04/2018 07:40:01
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