SINONIMI INCOMPRESI

07 settembre 2017 ore 19:43 segnala
Sotto un florilegio di deliri
voglio sfogliare confidenze mai udite tra le tue palpebre,
voglio che la tua bocca apra sull'anima
ferite profonde come abissi.
Tu le chiamerai paure,
io le chiamerò desiderio di viverti,
un arabesco di pelle e vento
dove sarai definizione troppo lontana dal dire,
parola sempre più distante dalla mia lingua.
Il bianco di questi fogli di carta mi strazia dentro,
mi alberga nella carne come un grido di stella.
Sono punte di acuminato silenzio i tuoi spazi bianchi,
sono potenza di oscuro oceano i tuoi occhi.
Voglio scrivere il tuo nome sulle pagine di un mistero
che mi possieda come fosse il sorriso di uno spendido demone,
e tutto deve avvenire in un insieme d'istanti
caduti uno dopo l'altro nel mio sangue,
pietre di te che la mia corrente non può arginare.
Voglio ritrarti così, carnale e santa, puttana e arcangelo,
solo per me, solo dentro me.
E se ti accosto ad una definizione è solo perchè la carne
ha bisogno di un fuoco fisico,
tanto quanto la mente ha bisogno di un'idea concreta
cui prostrare la sua infinita algebra.

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Sotto un florilegio di deliri voglio sfogliare confidenze mai udite tra le tue palpebre, voglio che la tua bocca apra sull'anima ferite profonde come abissi. Tu le chiamerai paure, io le chiamerò desiderio di viverti, un arabesco di pelle e vento dove sarai definizione troppo lontana dal...
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07/09/2017 19:43:02
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