nebbia e sogno....

10 agosto 2018 ore 21:07 segnala


Un uomo e una donna sedevano presso una finestra che si apriva verso la Primavera. Sedevano vicini l’uno all’altra.
E la donna disse: “Ti amo. Sei bello, sei ricco, e sei sempre così ben vestito”.
E l’uomo disse: “Ti amo. Sei un pensiero meraviglioso, qualcosa di troppo singolare per essere stretta in una mano, sei un canto ricorrente nei miei sogni”.
Ma la donna, incollerita, distolse il viso da …lui e disse: “Lasciami, ora, te ne prego. Giacché io non sono un pensiero, né sono qualcosa che passi nei tuoi sogni. Sono una donna. Voglio che tu mi desideri: come moglie, come madre di bambini non ancora nati”.
E si separarono.
E l’uomo diceva tra sé: “Ecco, un altro sogno si è ora dissolto in nebbia”.
E la donna diceva: “Che farsene di un uomo che fa di me nebbia e sogno?”

(Kahlil Gibran – Il vagabondo)



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Un uomo e una donna sedevano presso una finestra che si apriva verso la Primavera. Sedevano vicini l’uno all’altra. E la donna disse: “Ti amo. Sei bello, sei ricco, e sei sempre così ben vestito”. E l’uomo disse: “Ti amo. Sei un pensiero meraviglioso, qualcosa di troppo singolare per essere...
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vorrei essere...

09 agosto 2018 ore 20:29 segnala




“Vorrei essere un “potrebbe essere”
se non posso essere un “sono”,
perché forse un “potrebbe essere”
è colui che cerca di raggiungere una stella.
Preferirei essere di gran lunga un “è stato”
piuttosto che un “avrebbe potuto essere”,
perché un “avrebbe potuto essere” non è mai esistito,
ma un “è stato” una volta era un “è”.”

(M. Berle)



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“Vorrei essere un “potrebbe essere” se non posso essere un “sono”, perché forse un “potrebbe essere” è colui che cerca di raggiungere una stella. Preferirei essere di gran lunga un “è stato” piuttosto che un “avrebbe potuto essere”, perché un “avrebbe potuto essere” non è mai esistito,...
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il più speciale dolore....

08 agosto 2018 ore 21:03 segnala
Poi mi prese la faccia fra le mani
e spinse la bocca ritoccata a rosa
contro la mia respirando profondo.
Fu il più speciale dolore,
una fitta agli occhi
e uno squaglio di cioccolata in bocca.

(Erri De Luca)


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Poi mi prese la faccia fra le mani e spinse la bocca ritoccata a rosa contro la mia respirando profondo. Fu il più speciale dolore, una fitta agli occhi e uno squaglio di cioccolata in bocca. (Erri De Luca) « immagine »
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il possibile...

07 agosto 2018 ore 20:57 segnala
“C’è senza dubbio chi ama l’infinito,
c’è senza dubbio chi desidera l’impossibile,
c’è senza dubbio chi non vuole niente -
tre tipi di idealisti,
e io nessuno di loro:
perché io amo infinitamente il finito,
perché io cerco impossibilmente il possibile,
perché voglio tutto,
o un po’ di più, se si può,
o anche se non si può…”

(Fernando Pessoa)



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“C’è senza dubbio chi ama l’infinito, c’è senza dubbio chi desidera l’impossibile, c’è senza dubbio chi non vuole niente - tre tipi di idealisti, e io nessuno di loro: perché io amo infinitamente il finito, perché io cerco impossibilmente il possibile, perché voglio tutto, o un po’ di più,...
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le parole...

06 agosto 2018 ore 21:50 segnala
Le parole sono cattive.
Le parole offendono.
Le parole chiedono scusa.
Le parole bruciano.
Le parole accarezzano.
Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate.
Le parole sono assenti.
Alcune parole ci succhiano, non ci mollano;
sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni.
Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano.
Sono melliflue o aspre.
Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza.
I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche.

Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno.

José Saramago"

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Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali,...
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le parole....

06 agosto 2018 ore 21:47 segnala
Alcune parole ci succhiano, non ci mollano
Post n°751 pubblicato il 27 Settembre 2016 da ariaterrafuoco6
Le parole sono cattive.
Le parole offendono.
Le parole chiedono scusa.
Le parole bruciano.
Le parole accarezzano.
Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate.
Le parole sono assenti.
Alcune parole ci succhiano, non ci mollano;
sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni.
Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano.
Sono melliflue o aspre.
Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza.
I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche.

Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno.

José Saramago"



le donne....

02 agosto 2018 ore 20:48 segnala
Sono le donne difficili
quelle che hanno più amore da dare,
ma non lo danno a chiunque.
Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire.
Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere.
Quelle che non si accontentano più.
Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente.
Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore,
che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena.
Quelle che vale la pena.
Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri.
Quelle con l’anima vicina alla pelle, che vedono con mille occhi nascosti.
Quelle che sognano a colori.
Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro.
Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore,
danno sapore alla vita.

Alma Gjini



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Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare, ma non lo danno a chiunque. Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire. Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere. Quelle che non si accontentano più. Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi...
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che cosa succede....

01 agosto 2018 ore 20:21 segnala

Che cosa succede se io bacio tutti i luoghi del tuo corpo che ti hanno insegnato ad odiare?
Cosa succede se poso le mani su di te e le lascio così,
abbastanza a lungo finchè il mio calore aderisce al tuo
e tu dimentichi che fra la mia pelle e la tua c’è spazio?
Che cosa succede se mi piace tutto ciò che ti hanno detto di detestare e passo le mie giornate a sporcare il tuo cervello ben lavato?
Che succede se ti mostro nuove immagini di te stessa che hai accuratamente evitato di vedere allo specchio?
E se ti dicessi che tutto quello che dicono è sbagliato
e iniziassi a riempire le tue orecchie con parole vere
in una lingua che conosci ma hai smesso di parlare?
Che cosa succede se pianto nuovi fiori
nei luoghi ispidi dentro di te
e ti insegno i loro nomi e le stagioni della loro fioritura?
Che cosa succede se ti chiedo di non reciderli e permettere che invadano le tue vie e decorino tutta la tua vita?
Succede che non ti permetto di dimenticare mai
che non sei altro che bellezza.

(Tyler Knott Gregson
)



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Che cosa succede se io bacio tutti i luoghi del tuo corpo che ti hanno insegnato ad odiare? Cosa succede se poso le mani su di te e le lascio così, abbastanza a lungo finchè il mio calore aderisce al tuo e tu dimentichi che fra la mia pelle e la tua c’è spazio? Che cosa succede se mi piace tutto...
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01/08/2018 20:21:01
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...mi ricorderai...

31 luglio 2018 ore 20:40 segnala
Sentirai il tuono
e mi ricorderai,
pensando: lei voleva la tempesta.
L’orlo del cielo
avrà il colore del
rosso intenso.
E il tuo cuore,
come allora,
sarà in fiamme.



( Anna Achmatova )



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Sentirai il tuono e mi ricorderai, pensando: lei voleva la tempesta. L’orlo del cielo avrà il colore del rosso intenso. E il tuo cuore, come allora, sarà in fiamme. ( Anna Achmatova ) « immagine »
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ed io ti penso...ma non ti cerco...

30 luglio 2018 ore 20:54 segnala

«Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco».

(Charles Bukowski)





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«Non ho smesso di pensarti, vorrei tanto dirtelo. Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare, che mi manchi e che ti penso. Ma non ti cerco. Non ti scrivo neppure ciao. Non so come stai. E mi manca saperlo. Hai progetti? Hai sorriso oggi? Cos’hai sognato? Esci? Dove vai? Hai dei sogni? Hai...
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30/07/2018 20:54:50
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