chiaroscuri

04 febbraio 2011 ore 16:24 segnala

dipingere chiaroscuri d'anime

fra gocce di miele

e sorsi di fiele

 

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dipingere chiaroscuri d'anime fra gocce di miele e sorsi di fiele
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04/02/2011 16:24:59
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Bianca regina

02 febbraio 2011 ore 21:12 segnala

fulgente sei

mia bianca regina

un manto indossi di candida neve

io lacere vesti

consunte da mille battaglie

ai tuoi piedi depongo una lama spezzata

e un onore perduto

lascio il mio cuore fra le tue aule d'alabastro

solo l'anima mia porto con me

ovunque andrò fra deserti infuocati

o antri gelati

possa il tuo perdono accompagnarmi per sempre

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fulgente sei mia bianca regina un manto indossi di candida neve io lacere vesti consunte da mille battaglie ai tuoi piedi depongo una lama spezzata e un onore perduto lascio il mio cuore fra le tue aule d'alabastro solo l'anima mia porto con me ovunque andrò fra deserti infuocati o antri gelati pos... (continua)
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fantasy3

02 febbraio 2011 ore 13:15 segnala

....Gwen indifferente al corpo sudato ansimante su di lei, portava mente e cuore a perdersi in pensieri profondissimi come il lago nero, sulle rive del quale era nata, il mondo poteva chiamarla puttana ma la sua anima era vergine, la coscienza pulita.

Il corpo che la stava prendendo, ora teso negli spasimi del piacere, la riportò lentamente alla realtà, era giovane probabilmente il rampollo viziato di qualche nobile, visto il comportamento altezzoso e gli abiti di lusso, le getto due monete d'oro sul letto rivestendosi guardandola con disprezzo.

Sorriso freddo come una notte di gennaio,  la risposta della rossa a quello sguardo, sorriso da mettere soggezione al figlio di un re, sei troppo stupido per meritare la mia considerazione pensò la donna, il ragazzo colse quell'espressione uscendo in preda a uno strano disagio...continua...

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....Gwen indifferente al corpo sudato ansimante su di lei, portava mente e cuore a perdersi in pensieri profondissimi come il lago nero, sulle rive del quale era nata, il mondo poteva chiamarla puttana ma la sua anima era vergine, la coscienza pulita. Il corpo che la stava prendendo, ora teso negli... (continua)
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fantasy2

24 gennaio 2011 ore 17:49 segnala

...un tempo la "Taverna" era una bella locanda, le cantine conservavano ottimi vini rinomati prosciutti, eccellenti formaggi, buona birra, al piano terra due sale da pranzo spesso gremite, rallegrate da robuste ragazzotte di campagna che servivano ai tavoli, nella grande cucina cuochi rubicondi sempre indaffarati, a cucinare gridando ordini a  sguatteri e lavapiatti. Sul retro gli alloggi del padrone erano sempre lindi e ordinati, così come il magazzino e le rimesse per i cavalli. Al piano superiore  numerose camere ospitavano mercanti, e viaggiatori. Erano i tempi d'oro quelli, ripeteva sovente il vecchio Saul, quando era sobrio, da sbronzo imprecava contro quelle quattro troie che lavoravano al piano di sopra, sbraitando che gli rovinavano la reputazione del locale, in realtà erano le quattro puttane a dargli da vivere con l'affitto che versavano puntualmente.

 La stanza di Gwen la rossa era l'ultima, quella esposta più a nord con una scala e un ingresso privati,  d'inverno la stufa sempre accesa, l'acqua non mancava mai, e cosa assai rara, le lenzuola venivano cambiate spesso.  Anche se  vicina ai quarant'anni Gwen veniva pagata con monete d'argento, a volte d'oro, possedere quel corpo, anche solo per pochi minuti era cosa da pochi, possedere il suo cuore si diceva fosse impossibile, e una sorta di rispetto per la sua algida fierezza, era riconosciuto da tutti.....continua

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...un tempo la "Taverna" era una bella locanda, le cantine conservavano ottimi vini rinomati prosciutti, eccellenti formaggi, ottima birra, al piano terra due sale da pranzo spesso gremite, rallegrate da robuste ragazzotte di campagna che servivano ai tavoli, nella grande cucina cuochi rubicondi se... (continua)
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fantasy 1

24 gennaio 2011 ore 13:13 segnala

La notte fuori nera come la morte, dentro c'era odore di fumo e di birra il vociare scomposto rauco degli ubriachi frammisto al titinnare di piatti e boccali, la taverna del vecchio Saul non era un posto raccomandabile,covo di bracconieri e fuorilegge, puttane e vagabondi.

Ma la notte, quella notte, più che tenebrosa era maledetta, meglio il tetto di quella stamberga sulla testa, meglio un assassino seduto sulla panca accanto alla tua, piuttosto che, calpestare, usurpare il regno di colui che non si nomina.......continua......

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La notte fuori nera come la morte, dentro c'era odore di fumo e di birra il vociare scomposto rauco degli ubriachi frammisto al titinnare di piatti e boccali, la taverna del vecchio Saul non era un posto raccomandabile,covo di bracconieri e fuorilegge, puttane e vagabondi. Ma la notte, quella notte... (continua)
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nebbia

08 gennaio 2011 ore 16:37 segnala

nubi nere all'orizzonte

sprazzi di luce  dietro le montagne

la strada non finisce

il viaggio non finisce se la speranza muore nella nebbia

io aspetto il sole

e la prima foglia verde

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nubi nere all'orizzonte sprazzi di luce dietro le montagne la strada non finisce il viaggio non finisce se la speranza muore nella nebbia io aspetto il sole e la prima foglia verde
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poesia

13 settembre 2010 ore 15:34 segnala

La poesia secondo me è assemblare pensieri, emozioni, sogni, rime e metrica. Poi scomporli  riassemblarli, con una lacrima e qualche risata. Detto questo invidio i poeti, perche sanno guardare le cose con prospettive che noi uomini e donne comuni non immaginiamo nemmeno.

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La poesia secondo me è assemblare pensieri, emozioni, sogni, rime e metrica. Poi scomporli riassemblarli, con una lacrima e qualche risata. Detto questo invidio i poeti, perche sanno guardare le cose con prospettive che noi uomini e donne comuni non immaginiamo nemmeno.
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