U.NALUNA

20 aprile 2017 ore 23:27 segnala
http://www.chatta.it/community/u.naluna/default.aspx
scusa l'ardire, ma ti sembra giusto che tu possa circolare liberamente nei blog altrui mantenendo il tuo chiuso e non consentendo neanche di poterti contattare?
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http://www.chatta.it/community/u.naluna/default.aspx scusa l'ardire, ma ti sembra giusto che tu possa circolare liberamente nei blog altrui mantenendo il tuo chiuso e non consentendo neanche di poterti contattare?
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PENSO A MIO PADRE

20 aprile 2017 ore 23:21 segnala
Penso a mio padre ogni giorno.
Non è che lo vedo tra la gente
né ne sento la voce,
non me ne ricordo il profumo,
o il colore degli occhi.
Ho in testa il rumore del suo strusciare i piedi,
la visione del suo pantalone corto da lavoro,
che ogni estate rifiutava di gettare via,
di un blu stinto dai troppi bucati
ed anche bucato di suo.
Ho presente agli occhi le sue spalle curve,
mentre davanti al camino,
gustava la lieta compagnia del fratello;
ed io restavo, in piedi, fuori dalla sua vista,
pensoso.
Ed ho altri suoi camei che indosso talvolta,
e che, impreziosendo il mio essere,
mi strappano celati sorrisi
o profondi sospiri malinconici.
Penso a mio padre ogni giorno,
forse più volte.
E come natura vuole,
mi rammarico
di non aver pensato abbastanza a lui quand'era vivo,
facendogli forse sentire la mia mancanza.
E ne vengo ripagato ora,
che sento quel vuoto,
riempire il mio tempo,
sempre di più.

La bandiera.

22 giugno 2015 ore 21:32 segnala
Al balcone di casa mia,
legata con fettucce strette ad un bastone,
è legata una bandiera.
Poco importano i colori, la foggia e le dimensioni,
è la mia bandiera.
Certe volte che il vento non la scuote,
pende floscia, senza consistenza,
che quasi sembra starci senza motivo,
legata a quel balcone;
altre volte, afferrata dai mulinelli dell'aria,
la vedi sbattere forte e rumorosa,
che chiunque passa, solleva gli occhi e si guarda attorno,
con fare incuriosito, infastidito, in certi casi, sembrano addirittura ingelositi,
dalla gran vitalità della mia bandiera.
Nei giorni più duri da sopportare, quando neanche il vento sa in che direzione soffiare,
fa quasi pena, scoprirla attorcigliata,
avvolta su se stessa, a nascondere i colori,
proteggere lo stemma stampato al centro,
rabbiosamente chiusa sul bastone che la regge;
ma poi, dopo un po',
che sembra sia stata aiutata da una mano amica,
con la cura paziente di quei venti buoni,
che solo il tempo che passa,
sa portarci per donarci beneficio,
la vedi di nuovo garrire allegra,
pronta quasi a fuggire via,
sciogliersi dai legacci
e scappare via felice.
Però poi resta ancora un po' con me,
che senza di lei, poi mi sentirei solo,
anzi probabilmente non mi sentirei di vivere più, senza di lei.
La mia bandiera.
La mia vita.
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Al balcone di casa mia, legata con fettucce strette ad un bastone, è legata una bandiera. Poco importano i colori, la foggia e le dimensioni, è la mia bandiera. Certe volte che il vento non la scuote, pende floscia, senza consistenza, che quasi sembra starci senza motivo, legata a quel...
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Il bacio

30 marzo 2015 ore 20:14 segnala
L'incontro della carne sull'uscio di due anime che si anelano.
Prima di entrare, di accomodarsi,
di farsi strada e raggiungere il punto dove l'oblio prende il posto della realtà,
davanti alla porta, sfregano le loro labbra
e prendono fuoco ancor di più.
Amanti.
Lasciano le ciabatte ed entrano scalzi,
reggendo la torcia accesa della passione,
fanno luce,
ma senza timore di trovare pezzi di vetro,
frammenti di altre vite che potrebbero ferirne i piedi.

Ed io che entro nella tua anima non temo di perdermi,
mi sono già perduto.
E ti bacio.
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L'incontro della carne sull'uscio di due anime che si anelano. Prima di entrare, di accomodarsi, di farsi strada e raggiungere il punto dove l'oblio prende il posto della realtà, davanti alla porta, sfregano le loro labbra e prendono fuoco ancor di più. Amanti. Lasciano le ciabatte ed entrano...
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Un cuore barista.

28 marzo 2015 ore 21:04 segnala
La mia vita è un bar del centro,
con decine di avventori,
c'è chi il caffè lo prende al volo,
addirittura in monouso,
e chi invece se lo gusta,
per stare insieme un momento,
col mio cuore,
che da barista,
sorride, ammicca, e parla svelto,
con il piacere di scambiare qualche briciola di vita,
con chi passa e va,
nell'attesa, spesso vana, del cliente affezionato,
o di quello che mai più lo lascerà.
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La mia vita è un bar del centro, con decine di avventori, c'è chi il caffè lo prende al volo, addirittura in monouso, e chi invece se lo gusta, per stare insieme un momento, col mio cuore, che da barista, sorride, ammicca, e parla svelto, con il piacere di scambiare qualche briciola di vita, con...
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Se tu fossi.

21 febbraio 2015 ore 23:48 segnala
Se tu fossi un libro
non basterebbe una vita per leggerti;
se tu fossi un giorno
non basterebbe una notte a nasconderti agli occhi;
se tu fossi un fiore
neanche la primavera potrebbe renderti più bella;
se tu fossi un sorriso
neanche il dolore più grande sarebbe in grado di spegnerti.
Se tu fossi la mia vita,
saresti l'eternità oltre la morte.
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Se tu fossi un libro non basterebbe una vita per leggerti; se tu fossi un giorno non basterebbe una notte a nasconderti agli occhi; se tu fossi un fiore neanche la primavera potrebbe renderti più bella; se tu fossi un sorriso neanche il dolore più grande sarebbe in grado di spegnerti. Se tu fossi...
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Io non ti lascio.

21 febbraio 2015 ore 23:41 segnala
Io non ti lascio, se vuoi lasciami tu;
anzi lasciati semplicemente andare,
sciogliti dal nostro abbraccio ,
liberati di me e vola via.
Io ti guarderò con difficoltà
perché sarò impegnato a torcermi nei nodi che mi legano a te.
Quindi scusami se non potrò sorriderti, vedendoti felice;
perdonami se non parteciperò alla gioia della tua nuova vita;
abbi pazienza se ogni tanto incolperò te della mia infelicità.
In fondo ci metterò poco a soffocare nei miei stessi nodi.

Parlare ed ascoltare.

16 febbraio 2015 ore 21:34 segnala
Diamo per scontato che al mondo è importante saper parlare,
quando in realtà ciò che conta veramente è riuscire ad ascoltare:
le parole degli altri,
i rumori del mondo,
i suoni della vita,
il silenzio dell'universo,
la voce del proprio cuore.
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Diamo per scontato che al mondo è importante saper parlare, quando in realtà ciò che conta veramente è riuscire ad ascoltare: le parole degli altri, i rumori del mondo, i suoni della vita, il silenzio dell'universo, la voce del proprio cuore.
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16/02/2015 21:34:56
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Uno.

16 febbraio 2015 ore 21:26 segnala
Io e te siamo avanzi di vita,
boli di pranzi consumati da altri,
incapaci di sfamare la loro vita,
masticati e sputati,
nutrienti rifiutati,
rigettati dal mondo.
Dal loro mondo.

Ribelliamoci,
ricicliamo noi stessi,
partecipiamo al mondo, insieme.
Riviviamo,
anzi viviamo per la prima volta,
forse l'unica volta,
quello che veramente siamo.
Io e te morti.

Uno risorto.

Cenci e fini merletti.

06 febbraio 2015 ore 14:44 segnala
Ho lasciato alle mie spalle i vestiti che sapevano di latte materno,
indossati nel venire al mondo,
erano gli unici che possedevo e che per questo credevo insostituibili;
ho dismesso più avanti gli abiti da ragazzo sereno e speranzoso,
cresciuto all'ombra dei miei anni migliori,
quando arricchivo la vita di storie e racconti,
che venivano dai nonni oppure da libri comprati in parrocchia;
ho buttato via in un sacco gli stracci della mia maturità,
convinto di aver fatto le scelte più giuste,
ho vissuto negli anni crescendo di fuori ma restando un ragazzo di dentro,
infilando con questo mio atteggiamento,
dita negli occhi alla gente,
facendo sgambetti alle vicende,
sorridendo non a comando,
urlando a volte la rabbia con gli occhi di un muto silente;
mi avvio alla fine coperto di cenci,
rimanenze di ricche vesti trapuntate di felicità,
avanzi di trine e merletti intrisi del riso gioioso dei giorni più belli.
Malgrado agli occhi dei più,
agghindato così io possa sembrare un poveraccio,
in realtà mi sento il più ricco di tutti,
perché ogni mio bene è un bene di vita vissuta,
con il mio cuore che benché lo sembri,
non è certo un pezzo di ghiaccio.
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Ho lasciato alle mie spalle i vestiti che sapevano di latte materno, indossati nel venire al mondo, erano gli unici che possedevo e che per questo credevo insostituibili; ho dismesso più avanti gli abiti da ragazzo sereno e speranzoso, cresciuto all'ombra dei miei anni migliori, quando arricchivo...
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