Bella da morire ( caro diario)

22 maggio 2020 ore 00:53 segnala
Non è lei. Quel viso così magro, quegli occhi così tristi, quei seni così svuotati non sono i suoi. Il pranzo è ancora intatto davanti a lei. Evita accuratamente di posarvi lo sguardo. Non riesce più nemmeno a guardarlo, il cibo. Seduta nel letto della clinica in cui è ricoverata guarda il panorama. Non guarda, piuttosto vede. Lo sguardo è vuoto, inespressivo. Dalla camicia da notte spuntano le gambe, così magre da non distinguere la coscia dal polpaccio. Così magre che persino io non riesco a guardarle. Stringo la sua manina fragile tra le mie non riuscendo a fare altro. Tutto quello che le potevo dire gliel'ho detto. Non ha ascoltato me, il suo migliore amico, né la sua famiglia. Posso solo starle vicino e farle capire che io per lei ci sono.
"Mia madre mi ha portato questa" la sua voce è come un soffio. Mi passa la busta bianca appoggiata sul comodino. "Penso di sapere cosa ci sia" una lacrima le riga il viso "io non riesco a guardarla". Questa è lei. Sulla spiaggia di Palao, con una mano si tiene il cappello di paglia e sorride all'obiettivo. Gli occhi sono lucenti, il sorriso euforico, i capelli brillano al sole. Scendo con lo sguardo lungo il corpo, così florido e perfetto, ricoperto da un'abbronzatura dorata. Bella. Bella come nessuna. Qualche mese prima della sua rovina. Prima d'incontrare quel manager che le propose di fare la modella, prima di conoscere Carmen, la sua "amica", già famosa indossatrice, che la faceva sentire inadeguata. Troppo robusta. Grassa. L'ha aiutata a perdere peso, a suo dire.
"Solo qualche chilo in meno" mi aveva detto "per sentirmi meglio; non sono più a mio agio in questo corpo, vorrei solo star bene con me stessa".
Ripongo la foto nella busta e l'appoggio sul letto. "Sono orribile" sussurra "non riesco nemmeno a guardarmi allo specchio". Continuo a tacere. Non ci sono parole giuste da dire. Io non le conosco. O forse non le hanno ancora inventate.
"Ho perso tutto" di nuovo una piccola lacrima.
"No" provo a dire "non hai perso la tua forza d'animo, puoi ancora rimediare"
scuote la testa e per la prima volta da che sono qui mi guarda. Ha gli occhi arrossati e gonfi di lacrime. "Non ho nemmeno la forza per stare in piedi".
Le sue piccole dita ossute stringono debolmente il mio pollice. "Vorrei solo riuscire a riavere la mia vita, svegliarmi e accorgermi che è stato tutto un brutto sogno, che questa cosa non è capitata me". Un nodo mi stringe la gola. Mi fa troppo male vederla così, a soli vent'anni. Non vive. A malapena sopravvive. Vorrei stringerla forte a me, dirle di non preoccuparsi che tutto s'aggiusterà. Ma ho paura di stringerla, tanto è fragile. Più il tempo passa e più le mie speranze diventano vane. I medici dicono che se non cambia qualcosa è solo una questione di settimane. E io la sento sempre più lontana, sento che sta diventando così leggera da spiccare il volo.
"L'orario di visita è finito" l'infermiera fa capolino nella stanza. "Sì, vado" dico prima che richiuda la porta. "Torno domani" prometto. Lei annuisce appena con il capo. La bacio sulla fronte ed esco. Salgo velocemente in macchina e finalmente scoppio a piangere.
Il giorno dopo la trovo con gli occhi fissi su un quotidiano. Nemmeno mi saluta quando mi siedo accanto a lei. Da sopra la sua spalla leggo il titolo dell'articolo. "Mangiava solo mele e cetrioli a fette. Muore a ventidue anni la modella spagnola Carmen Gomez". Resto di sasso, pietrificato. Mi guarda incredula, come se stesse rielaborando il mio discorso. Ho paura che mi cacci via, che mi dica che sono uno stronzo incapace di capirla. Se questo accadesse, non me lo potrei mai perdonare. D'un tratto, un piccolo borbottio proveniente dal suo stomaco rompe il silenzio. Abbassa lo sguardo sulla pancia. Dopo qualche secondo, punta di nuovo gli occhi sui miei e abbozza un timido sorriso. Ho fame.
Buona notte , Leo.

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Non è lei. Quel viso così magro, quegli occhi così tristi, quei seni così svuotati non sono i suoi. Il pranzo è ancora intatto davanti a lei. Evita accuratamente di posarvi lo sguardo. Non riesce più nemmeno a guardarlo, il cibo. Seduta nel letto della clinica in cui è ricoverata guarda il...
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22/05/2020 00:53:35
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