Help me

17 ottobre 2018 ore 15:23 segnala


Aiutami a far cadere la pelle che mi ricopre.
Quella pelle da lupo che ho costruito per anni sul mio corpo.
Pelle che ho volutamente creato per ripararmi dalle delusioni, dai fallimenti, dalla paura.
Il mostro che mi circonda si è impossessato di me.
In lui avevo trovato riparo, sicurezza, calore.
E' vero mi fidavo e mi compiacevo di tutto ciò.
Ma ... ogni storia è una storia se, diversa e differente.
Si cresce si diventa più maturi.
Le pietre del passato che mi tenevano imprigionato si sono frantumate.
Voglio tornare ad essere vivo, voglio levarmi di dosso la pelliccia che mi avvolge.
Voglio mostrarmi nudo e accettare le eventuali ferite.
Le due pelli non si vorranno separare il sangue finto e quello vero si mescoleranno.
Ma so che con il tuo aiuto ci riuscirò.
Aiutami.
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« immagine » Aiutami a far cadere la pelle che mi ricopre. Quella pelle da lupo che ho costruito per anni sul mio corpo. Pelle che ho volutamente creato per ripararmi dalle delusioni, dai fallimenti, dalla paura. Il mostro che mi circonda si è impossessato di me. In lui avevo trovato riparo, sicu...
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Time

07 ottobre 2018 ore 17:36 segnala


è strano il tempo fluisce con un suo ritmo
ma noi lo percepiamo sempre con il nostro occhio
veloce a volte lento altre
abbiamo provato a codificarlo con parole
anni, mesi, giorni, ore, minuti, secondi
ma poi è sempre il nostro stato d'animo a renderlo vivo o morto
a volte ci creiamo assurde situazioni per farlo durare a lungo
a volte vogliamo che corra per cancellare momenti tristi
o avvicinare lieti eventi
ma lui rimane sempre lì immobile senza considerarci
prendendosi gioco delle nostre emozioni
dei nostri desideri
e scivola via
maledettamente nei momenti di felicità
rimane pietra nei momenti dolorosi
ti odio tempo
ma tu hai quello che io non posso avere
TEMPO

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« immagine » è strano il tempo fluisce con un suo ritmo ma noi lo percepiamo sempre con il nostro occhio veloce a volte lento altre abbiamo provato a codificarlo con parole anni, mesi, giorni, ore, minuti, secondi ma poi è sempre il nostro stato d'animo a renderlo vivo o morto a volte ci cre...
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Pages

30 settembre 2018 ore 13:57 segnala


Pagine, pagine, pagine di quante pagine è fatto il nostro libro?
Pagine scritte da soli faticosamente.
Pagine scritte a due mani.
Pagine ferme dove non arrivi alla fine.
Pagine volatili che da sole si sollevano per girarsi e continuare a raccontare.
Pagine pesanti dove per girarle ci vuole una forza sovrumana.
Pagine dove la penna della vita indugia a scrivere.
Il nostro romanzo ha una trama che non è mai definita.
A volte la trama cambia, prende percorsi che non avremmo mai immaginato e le pagine si riempiono di colori.
A volte rimangono bianche senza storia.
A volte l'inchiostro si riversa sulla carta nascondendo i nostri pensieri.
Ognuno ha il suo racconto che riempie la biblioteca dell'umanità
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« immagine » Pagine, pagine, pagine di quante pagine è fatto il nostro libro? Pagine scritte da soli faticosamente. Pagine scritte a due mani. Pagine ferme dove non arrivi alla fine. Pagine volatili che da sole si sollevano per girarsi e continuare a raccontare. Pagine pesanti dove per girarle ci...
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Home

16 settembre 2018 ore 14:07 segnala


Sola, abbandonata per anni, lontana dalla città, costruita all'inizio della natura selvaggia.

Il tempo e le stagioni mie uniche compagne, il silenzio mi circonda rotto a volte dal gracchiare dei corvi che raramente passano a cercare cibo inesistente.

Il mio vestito rovinato dal tempo, dalla pioggia, dalla neve stagioni che si alternavano seguendo il loro orologio, il mio si era fermato da molto.

Lo steccato eretto a difesa del mio territorio ormai divorato dall'umida non aveva più niente dello splendore originale.

Giorni uguali silenziosi si alternano uguali lasciando i segni del loro passaggio in nuove piccole crepe, una tegola che si suicida lasciandosi cadere dal tetto.

Estate calda soleggiata afosa una nuova presenza compare davanti a me.

Timida o curiosa spinge il vecchio e arrugginito cancelletto che si apre a fatica bloccato dall'erba cresciuta troppo e mai tagliata.

Lenti passi lungo quello che una volta era un vialetto che portava all'entrata, sale i malconci gradini guardandomi silenziosa.

Forza la porta dove i cardini arrugginiti fanno sentire la loro voce.

Entri dentro di me guardando le mie vuote stanze, le pareti polverose con antiche ragnatele mummificate, qualche arredo coperto da fantasmi di lenzuola che ormai non proteggono più niente.

Lo sguardo che non vede l'adesso, ma riesce a vedere un futuro tra le mie vecchie e stanche pareti.

Ci stiamo osservando a vicenda nei tuoi giri all'interno delle mie stanze è come se le tue fantasie, i tuoi sogni si materializzassero sul tuo volto.

Sono curioso di scoprire i tuoi pensieri mentre cammini sulle mie vecchie travi, forse potresti farmi rinascere, portarmi a nuova vita, la vecchia ormai è stata cancellata dalla polvere.

Sorridi e sento la tua voce dire: CASA.

Poi tutto diventa un vortice nei giorni seguenti, i tuoi lavori, le tue fatiche, mentre le mie pareti si lasciano docilmente sistemate dalle tue mani.

Illumini con il sole le mie stanze che dopo una lunga notte si destano riscoprendo quel calore ormai dimenticato.

Ho deciso di accoglierti, di conoscerti, di scoprire chi sei, le mie pareti ti abbracceranno quotidianamente facendoti sentire il fresco in estate e il calore del focolare nelle lunghe giornate invernali.

Ma hai tralasciato una parte di me, la parte più oscura che vive sotto i tuoi piedi, nascosta da una vecchia botola che non hai avuto ancora la voglia o il tempo di aprire.

Aspetterò ancora ... ma dovrai scendere prima o poi nella mia oscurità.
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« immagine » Sola, abbandonata per anni, lontana dalla città, costruita all'inizio della natura selvaggia. Il tempo e le stagioni mie uniche compagne, il silenzio mi circonda rotto a volte dal gracchiare dei corvi che raramente passano a cercare cibo inesistente. Il mio vestito rovinato dal tem...
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Morale

08 settembre 2018 ore 13:51 segnala


Morale:

Concernente il presupposto spirituale del comportamento dell'uomo, spec. in rapporto con la scelta e il criterio di giudizio nei confronti dei due concetti antitetici di ‘bene’ e di ‘male’: libertà, coscienza, norma m.; un'azione ineccepibile dal punto di vista m.

Si dovrebbe davvero accettare la differenza tra il bene e il male? Nessuno dei due concetti ha un valore assoluto che riesce a separare, dividere, riconoscere.

Il mio bene può essere il tuo male o viceversa, concetti che legano l'assoluta libertà.

Fatico a riconoscermi dentro questo concetto di separazione, il mio essere lupo mi porta lontano da queste gabbie, libero ci percorrere il sentiero della mia foresta, libero di vivere senza preconcetti.

Non rifiuto mai nessuno se questi vogliono camminare insieme a me e sono anche liberi di continuare il loro viaggio da soli.

Non giudico nè voglio essere giudicato, perchè non ti chiederò mai da dove vieni o dove vuoi andare, liberi di stare insieme perchè il desiderio deve essere condiviso, viverci per quei momenti che ci sentiamo e abbiamo voglia di viverci.

La vita è piena di costrizioni di catene che vengono imposte proprio dalla morale.
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« immagine » Morale: Concernente il presupposto spirituale del comportamento dell'uomo, spec. in rapporto con la scelta e il criterio di giudizio nei confronti dei due concetti antitetici di ‘bene’ e di ‘male’: libertà, coscienza, norma m.; un'azione ineccepibile dal punto di vista m. Si dovreb...
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EROINA - Velvet Underground

06 settembre 2018 ore 17:47 segnala


Non so proprio dove vado
ma proverò a raggiungere il regno se ci riesco
perché mi sento un vero uomo
quando infilo l’ago in vena
poi dico che le cose non sono affatto le stesse
quando mi sto godendo la mia pera
e mi sento come il figlio di Gesù
e mi sembra di non sapere niente
e mi sembra di non sapere proprio niente

Ho preso una grande decisione
proverò ad annullare la mia vita
perché quando il sangue comincia a scorrere
quando sale il collo della siringa
quando mi sto avvicinando alla morte
E non potete aiutarmi, certo non voi, ragazzi
né voi, ragazzine con le vostre paroline
potete andare tutti a farvi una passeggiata
e mi sembra di non sapere niente
e mi sembra di non sapere proprio niente

Vorrei essere nato mille anni fa
vorrei aver navigato per mari oscuri
su un grande veliero
navigare da una terra all’altra
ah, in abito e cappello da marinaio
Via dalla grande città
dove un uomo non può essere libero
dai mali di questa città
e da se stesso e da quelli attorno a lui
e credo di non sapere niente
e credo di non sapere proprio niente

Eroina, che tu sia la mia morte
eroina, è mia moglie, è la mia vita, ha ha
perché un ago nella mia vena
porta al centro del mio cervello
e sto meglio che se fossi morto

Perché quando la roba entra in circolo
non me ne frega più niente di voi
Tizi e Cai di questa città
e di tutti i politici che schiamazzano come pazzi
e di quelli che insultano tutti gli altri
e tutti i morti ammucchiati uno sull’altro
Perchè quando la botta comincia ad arrivare
allora non mi importa proprio più nulla
Perché quando l’eroina è nel mio sangue
e il sangue è nella mia testa
ringrazio Dio, sto meglio che se fossi morto!
ringrazio il vostro Dio che non sono cosciente
ringrazio Dio che non me ne frega più niente
e credo di non sapere niente
e credo di non sapere proprio niente

Uno dei testi più drammatici di Lou Reed che sicuramente ha rispecchiato il periodo della psicadechelia e ha accompagnato la generazione degli anni 70.
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« video » Non so proprio dove vado ma proverò a raggiungere il regno se ci riesco perché mi sento un vero uomo quando infilo l’ago in vena poi dico che le cose non sono affatto le stesse quando mi sto godendo la mia pera e mi sento come il figlio di Gesù e mi sembra di non sapere niente e mi semb...
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Specchio

03 settembre 2018 ore 14:21 segnala


Ti vedo ogni mattina che dal tuo riquadro mi osservi.
Ci vediamo da anni tutti i giorni.
Eppure non ti conosco.
Sei una presenza costante silenziosa, che compare dal mondo riflesso.
Non potrei dire se io sono il tuo riflesso oppure tu sei il mio.
Mi piacerebbe sapere dove vai quando esci dalla mia vista.
Se il tuo mondo o la tua vita è diversa dalla mia.
Mi piacerebbe sapere come vivi e perchè mi incontri tutti i giorni.
Forse tu mi conosci meglio di me, con il tuo sguardo riesci a vedere il mio vero io.
Parlami.
Dimmi chi sono.
Quando ti volto le spalle entro nella mia giungla, nella quale mi perdo quotidianamente.
E la sera mi ritrovo vuoto, senza forze, sempre alla ricerca di un sogno che non si realizza o che sfugge.
Attraversare il confine e poter viaggiare nel tuo mondo insieme.Ma questo sarebbe come voler fuggire dal mio.
Ti aspetto e spero di riverderti sarebbe triste domani non trovarti davanti a me.
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« immagine » Ti vedo ogni mattina che dal tuo riquadro mi osservi. Ci vediamo da anni tutti i giorni. Eppure non ti conosco. Sei una presenza costante silenziosa, che compare dal mondo riflesso. Non potrei dire se io sono il tuo riflesso oppure tu sei il mio. Mi piacerebbe sapere dove vai quando ...
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Vagabondare

27 agosto 2018 ore 14:53 segnala



Non riesco a fermarmi, continuo a vagare senza meta in questo mondo che fatico a conoscere.

Desiderio e passione alimentano il mio cammino senza trovare quiete.

Eppure non dovrebbe essere difficile riuscire a fermarsi nel ristoro di una dolce oasi.

Ma la mia irrequietezza mi spinge sempre oltre, senza fine alla ricerca di qualcosa o qualcuno, senza nemmeno avere idea di cosa cerco.

In questo lungo periodo di silenzio ho provato a fermarmi, ma inesorabile la voglia di fuggire dentro di me mi ha spinto a ripartire.

Vagabondare senza meta in un deserto interiore dove brucio del mio stesso desiderio, condannato da me stesso ad essere sempre estraneo alla vita.
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« immagine » Non riesco a fermarmi, continuo a vagare senza meta in questo mondo che fatico a conoscere. Desiderio e passione alimentano il mio cammino senza trovare quiete. Eppure non dovrebbe essere difficile riuscire a fermarsi nel ristoro di una dolce oasi. Ma la mia irrequietezza mi spin...
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Casa

12 maggio 2018 ore 13:54 segnala


Casa quante volte si è detto finalmente siamo a casa.
Non la casa di mattoni, legna o altro materiale, ma quella casa dove ci si spoglia di tutte le difese, dove ci si abbandona felici.

Quante volte abbiamo chiuso quella porta che ci separa dal mondo, credendo di isolarci dal freddo vivere rincorrendo il calore della nostra anima.

Quella casa che cerco, che provo a vivere, quelle calde braccia che mi stringono e il dolce miele dei baci e il lasciare andare le mie pulsioni tra le tue.

Quel calore che cresce dentro, che sale all'esterno per ricoprirti delle mie attenzioni, pensieri, azioni.

Le ho vissute quelle case, quante volte ho desiderato fermarmi sperando di aver finalmente trovato la mia.

Eppure dopo che la fiamma è divampata lentamente ha cominciato ad affievolirsi, un falò divenuto cerino per trasformasi in brace.

E ho riaperto la porta per uscire, per ricominciare il mio cammino alla tua ricerca.

Pace sto cercando la mia pace, la mia mente e la mia anima è tormentata dai fantasmi che mi costringono ad abbandonare ogni rifugio, erro per questi oscuri sentieri della mia mente non riuscendo mai a fermarmi definitivamente.

Soste, speranze,, che mi illudono. Soste dove svuoto tutto me stesso credendo che sia arrivato alla meta, quella meta che invano sto cercando.

La mia lanterna mi illumina fiocamente la via, intorno a me solo ombre e un inferno nella mia anima.

Una capanna anche solo una capanna come rifugio ma con un fuoco che condivida il mio, un fuoco che sappia darmi quella pace che invano sto cercando.

Forse solo la morte potrà darmi quello che cerco e quando verrà avrà i tuoi occhi
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« immagine » Casa quante volte si è detto finalmente siamo a casa. Non la casa di mattoni, legna o altro materiale, ma quella casa dove ci si spoglia di tutte le difese, dove ci si abbandona felici. Quante volte abbiamo chiuso quella porta che ci separa dal mondo, credendo di isolarci dal freddo...
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Sogno

06 maggio 2018 ore 14:58 segnala


Cos’è un sogno? Non parlo del sogno onirico che si crea quando dormi, parlo di quei sogni ad occhi aperti, che ti porti dentro ogni giorno, ogni ora.

Quella strana sensazione che ti fa vivere diversamente, ti allieva le tue preoccupazioni, ti fa stare bene, ti fa sentire vicino a una persona.

Quella persona la sogni nella giornata, te la porti dentro perché la senti così vicina e parte di te che la materializzi potresti anche toccarla tanto è gigantesca la sua presenza in te.

Vivi la tua giornata come una bambina con il palloncino legato al polso, gioisci di questo, il sorriso illumina il tuo volto.

Ti sembra di correre per prati verdi, osservi il tuo prezioso palloncino depositario dei tuoi desideri, il sole ti illumina e niente sembra oscurare la tua felicità.
Leggero nella tua mano ti segue, corre con te.

La sua forma si staglia contro il cielo azzurro, dall’alto vede la tua felicità e sembra che ti parli.

Lo lasci andare perché vuoi il tuo sogno libero nel cielo, vuoi che porti per il mondo i tuoi pensieri, la tua felicità, le tue emozioni.
Lo vedi volare alto sempre più in alto e gioisci.

Ti immedesimi in lui e per un momento ti sembra di essere così leggero da poter volare insieme a lui, tra le nuvole, il caldo del sole vedi la terra sempre più lontana che diventa sempre più piccola, fino a quando il palloncino scoppia.
Allora precipiti nella realtà. La realtà che hai dimenticato per quel momento di felicità.

No il mio palloncino è diverso, non lo lascio in balia del vento. So che dipende solo da me se scoppia perché vuol dire che alimento di meno il mio sogno correndo il rischio di farlo sgonfiare e peggio farlo frantumare.

Non importa se si alzano le nuvole, se il vento da dolce diventa rabbioso, terrò il mio sogno stretto perché so che anche tu ci credi e non saranno nuvole passeggere o vento di tempesta a farlo svanire.
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« immagine » Cos’è un sogno? Non parlo del sogno onirico che si crea quando dormi, parlo di quei sogni ad occhi aperti, che ti porti dentro ogni giorno, ogni ora. Quella strana sensazione che ti fa vivere diversamente, ti allieva le tue preoccupazioni, ti fa stare bene, ti fa sentire vicino a un...
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