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16 settembre 2018 ore 14:07 segnala


Sola, abbandonata per anni, lontana dalla città, costruita all'inizio della natura selvaggia.

Il tempo e le stagioni mie uniche compagne, il silenzio mi circonda rotto a volte dal gracchiare dei corvi che raramente passano a cercare cibo inesistente.

Il mio vestito rovinato dal tempo, dalla pioggia, dalla neve stagioni che si alternavano seguendo il loro orologio, il mio si era fermato da molto.

Lo steccato eretto a difesa del mio territorio ormai divorato dall'umida non aveva più niente dello splendore originale.

Giorni uguali silenziosi si alternano uguali lasciando i segni del loro passaggio in nuove piccole crepe, una tegola che si suicida lasciandosi cadere dal tetto.

Estate calda soleggiata afosa una nuova presenza compare davanti a me.

Timida o curiosa spinge il vecchio e arrugginito cancelletto che si apre a fatica bloccato dall'erba cresciuta troppo e mai tagliata.

Lenti passi lungo quello che una volta era un vialetto che portava all'entrata, sale i malconci gradini guardandomi silenziosa.

Forza la porta dove i cardini arrugginiti fanno sentire la loro voce.

Entri dentro di me guardando le mie vuote stanze, le pareti polverose con antiche ragnatele mummificate, qualche arredo coperto da fantasmi di lenzuola che ormai non proteggono più niente.

Lo sguardo che non vede l'adesso, ma riesce a vedere un futuro tra le mie vecchie e stanche pareti.

Ci stiamo osservando a vicenda nei tuoi giri all'interno delle mie stanze è come se le tue fantasie, i tuoi sogni si materializzassero sul tuo volto.

Sono curioso di scoprire i tuoi pensieri mentre cammini sulle mie vecchie travi, forse potresti farmi rinascere, portarmi a nuova vita, la vecchia ormai è stata cancellata dalla polvere.

Sorridi e sento la tua voce dire: CASA.

Poi tutto diventa un vortice nei giorni seguenti, i tuoi lavori, le tue fatiche, mentre le mie pareti si lasciano docilmente sistemate dalle tue mani.

Illumini con il sole le mie stanze che dopo una lunga notte si destano riscoprendo quel calore ormai dimenticato.

Ho deciso di accoglierti, di conoscerti, di scoprire chi sei, le mie pareti ti abbracceranno quotidianamente facendoti sentire il fresco in estate e il calore del focolare nelle lunghe giornate invernali.

Ma hai tralasciato una parte di me, la parte più oscura che vive sotto i tuoi piedi, nascosta da una vecchia botola che non hai avuto ancora la voglia o il tempo di aprire.

Aspetterò ancora ... ma dovrai scendere prima o poi nella mia oscurità.
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16/09/2018 14:07:27
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