l’indifferenza...

30 ottobre 2013 ore 13:54 segnala


…dopo la pausa invernale, riprenderanno le espulsioni…

le risoluzioni adottate con una legge iniqua,
spesso colpiscono la nostra personalità ma mai,
prendono in considerazione la sofferenza
che si nasconde grazie all’indifferenza.
sofferenze rese invisibili, perché fuori
esse, si fondono delicatamente in uno scenario,
che li rendono impercettibili ai nostri occhi ,
sofferenze che diventano indescrivibili.

si nutrono solo della nostra indifferenza.
e se durano più a lungo, si è fortunati,
è un dimenticare alcuni, quelli che sono sulla strada,
che aspettano disperatamente l'arrivo
di un figlio o della famiglia, causa che li ha visti partire,
li si dimentica e non importa a nessuno,
di sapere se siano in buona salute
anche se la vita non li ha abbandonati.

eccola, è così che parte l’indifferenza.
si adatta ovunque, portando sofferenza,
e miseria, che generano solitudine,
affermata, da cattive abitudini
ignorando il prossimo e lo straniero
fingendo di cadere dalle nuvole.

quando una tragedia arriva, non la sappiamo spiegare,
le parole non si trovano, troppo complicato
descrivere tali situazioni,
che dovrebbero essere evitate, se l’attenzione
e le nostre orecchie fossero state vigili.
il dramma ha colpito ancora, sotto il nostro naso.

che dire quando si allontanano verso altri paesi,
è ancora più tragico e più infame.
il nostro cuore è pieno di tutte queste tragedie
che si ripetono, all'infinito .
allora l'emozione appare, è necessario riparare,
con donazioni in denaro, per medicazioni,
ferite e abitazioni di mera emergenza.
ma, ahimè, è così solo per pura convenienza,
il mondo si ritira nell’indifferenza.


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« immagine » …dopo la pausa invernale, riprenderanno le espulsioni… le risoluzioni adottate con una legge iniqua, spesso colpiscono la nostra personalità ma mai, prendono in considerazione la sofferenza che si nasconde grazie all’indifferenza. sofferenze rese invisibili, perché fuori esse, si fo...
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il mio amico gatto...

25 ottobre 2013 ore 14:21 segnala


...questo non è il mio gatto,
si appropria del mio giardino come fosse la sua casa,
miagola quando mi vede, capisce che amo gli animali,
felino passa tra i miei passi, salutandomi.

il gatto è selvatico, non so i suoi padroni,
lui, mi si avvicina ed è in grado di riconoscere,
la vita solitaria di rime e versi,
compatisce i poveri disgraziati come lui.

spirito reincarnato di vite in solitudine,
dalla saggezza di un lama eremita,
egli vede la mia volontà, lo percepisco,
perché sa che so, e mi comprende.

i suoi occhi verdi sono un riflesso del suo fascino,
antichità Egizia le sue armi,
il suo sguardo cambia dal blu lapislazzuli,
al profondo colore verde giada, con velature di grigio.

il suo mantello rosso sabbia di tigre Abissina,
dona una linea più leggera, snella ed elegante,
come il gatto sfinge senza peli, la sera in giardino,
ma, rinasce nel suo pelo ogni mattina.

orgoglioso di considerarmi suo amico fedele,
per non so quale intuizione, vive le mie preoccupazioni,
geme e coccola la mia tristezza,
miagola di un suono felino quando faccio l’artista.

in questo istante sente che parlo di lui,
è sulle mie ginocchia e guarda ciò che ho scritto.

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« immagine » ...questo non è il mio gatto, si appropria del mio giardino come fosse la sua casa, miagola quando mi vede, capisce che amo gli animali, felino passa tra i miei passi, salutandomi. il gatto è selvatico, non so i suoi padroni, lui, mi si avvicina ed è in grado di riconoscere, la vit...
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questi stranieri venuti da lontano...

20 ottobre 2013 ore 09:52 segnala


sbarcano in una terra, lasciandosi indietro la paura,
affrontano la morte pur di arrivare,
perché gli stranieri venuti, del resto,
fanno fatica a trovare un'abitazione,
sperano anche di trovare un lavoro,
anche se ciò è (per una legge assurda), loro vietato,
la maggior parte si distingue per il loro sudore,
e diventano rapidamente degli incompresi.

alcuni dicono che prendono il nostro pane,
utilizzano queste scorciatoie,
e parlano solo di colori,
mostrando la linea rossa del deficit pubblico,
come se fossero “Essi”, la nostra sciagura,
della nostra enorme e cattiva gestione,
dove nulla è fatto per tempo,
facile e troppo semplice argomentare in tale modo.

i diritti dell’uomo sono inviolabili,
ma senza soldi, non tutto ha lo stesso valore,
per rimanere un paio di notti,
armonizzano il loro cuore,
per diventare cittadini di questo Paese.
il loro percorso non è quello della felicità,
sorprendono anche i più eruditi,
questi poveri stranieri arrivati da lontano.

morale: “nel nostro grande Paese
gli stranieri ricchi nostri investitori, sono i benvenuti,
i poveri, non lo sono affatto…
i poveri non hanno lo stesso valore,
almeno questo è ciò che ci viene raccontato;
se riflettiamo bene,
non tutti i media descrivono bene questa tragedia immane…


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« immagine » sbarcano in una terra, lasciandosi indietro la paura, affrontano la morte pur di arrivare, perché gli stranieri venuti, del resto, fanno fatica a trovare un'abitazione, sperano anche di trovare un lavoro, anche se ciò è (per una legge assurda), loro vietato, la maggior parte si...
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ad un caro Amico...

05 ottobre 2013 ore 11:00 segnala
...Angelo celeste
dalle bianche ali
nascosto dietro l'angolo
sotto le spoglie di semplice Amico.

A nulla tieni,
ma di tutto sarai padrone
quando la sacra bilancia
avrà consegnato
il peso della Tua anima...


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...Angelo celeste dalle bianche ali nascosto dietro l'angolo sotto le spoglie di semplice Amico. A nulla tieni, ma di tutto sarai padrone quando la sacra bilancia avrà consegnato il peso della Tua anima... « immagine »
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una delle mie più fedeli amanti...

28 settembre 2013 ore 13:47 segnala
…è così possessiva che amo parlare di lei in questo modo,
a tutti coloro che si chiedono se mi spinge fuori dal letto così presto…

se solo avessi saputo che eri bella e civettuola,
piena di dolcezze verso me,
nelle tue braccia avrei trovato una fantastica civetta,
soffrire per sempre senza provare alcuna passione.

ravvivano le dolorose terminazioni del sacro,
i nostri legami così carnali,
all'alba mi costringi con la forza a sollevarmi,
curvato sotto il peso dei dolori.

sei la mia più fedele delle padrone,
non una mattina ti dimentichi di me,
privandomi della grazia mattutina, addio pigrizia
sul mio letto, per sognare a modo mio.

sei forse, unica ed elegante al mondo,
il cui ardore mi esaurisce con i suoi lunghi assalti,
che avvengono al di là della profonda notte,
mi copri con una strana amarezza dei tuoi disturbi.

davanti a te sono maledetto, perdo questa vittoria,
che il dolore di fuoco mi spinge ad accettare,
e non pretende altro coraggio e altra gloria
che quella di curarmi o quella di incoronarti.

se potessi ottenere una risposta alla mia domanda,
il mio comfort sarebbe più glorioso,
probabilmente ti perderei, sarebbe una sconfitta?
ma il mio corpo stanco ne diventerebbe più felice.

in questo lago così profondo in lacrime, eufemismo divertente,
non può navigare nessun velo anche nella speranza,
il vento delle mie tentazioni, che non è ingenuo,
si esaurisce tra le fitte dolorose, in religioso silenzio…

p.s.
un altro modo di parlare o di personalizzare il dolore e la malattia.
adesso, se rileggete, sarà probabilmente, una lettura con un approccio diverso.


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…è così possessiva che amo parlare di lei in questo modo, a tutti coloro che si chiedono se mi spinge fuori dal letto così presto… se solo avessi saputo che eri bella e civettuola, piena di dolcezze verso me, nelle tue braccia avrei trovato una fantastica civetta, soffrire per sempre senza...
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la mia stagione, l'autunno

21 settembre 2013 ore 12:16 segnala
aura con i suoi bellissimi colori…

…caduta dalle tue braccia ogni giorno si solleva,
un’alba colorata dai colori della vita
le tue piume infuocate perforano,
le nuvole in cui la mia estate fugge.

niente è più saggio dei desideri dell'anima,
con i colori che annunciano il cambiamento,
con il vento, grande soffio che respira,
foglie effimere che finiscono.

sui miei paesaggi, la luce aumenta,
la Tua fronte carica di pioggia mi accoglie bagnandomi,
l’uva nera dimenticata si esaspera,
i loro grappoli, scintillano come smalti brillanti.

se l'autunno è il mio verbo, di amore l'adopero,
è una pazza stagione di cui sono il bambino,
appendo le mie due mani per ricoprire la sua gioia,
sognando di una gioventù dai toni evanescenti.

il mio destino non è come il tuo, così magico,
l'inverno si sta avvicinando velocemente e, non avrò alcun beneficio,
poiché il ciclo della mia stagione è quasi alla fine,
ma, in cima alla mia vita, è la chiarezza…


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aura con i suoi bellissimi colori… …caduta dalle tue braccia ogni giorno si solleva, un’alba colorata dai colori della vita le tue piume infuocate perforano, le nuvole in cui la mia estate fugge. niente è più saggio dei desideri dell'anima, con i colori che annunciano il cambiamento, con il...
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la vita è...anche questo...

14 settembre 2013 ore 10:11 segnala


buona visione ed ascolto...

virtuale...

08 settembre 2013 ore 10:41 segnala
i "nostri", scambi epistolari...(ironia/sentimentale);

quando stasera ci lasceremo con dispiacere,
resterò senza voce...(probabilmente esagero),
ti cercherò come l’ultima volta,
questa volta ancora nel volersi trascinare.

nel momento in cui non saremo più connessi,
ciascuno di noi ritroverà la propria solitudine,
al ritmo interiore che si chiama abitudine,
alla quale l'anima si è adeguata poco a poco.

odio l'abitudine e le sue felicità senza fiamma,
i nostri sogni che l'oblio di un soffio può uccidere,
amiamoci di un virtuale che le rime non possono uccidere,
scrivendo solamente in versi epistolari.

accogliamo l'orizzonte nella sua posa carezzevole,
oh sera! guinzaglio che fa divenire la dolcezza slacciata,
dalle angosce dell'attesa trapassate,
quando sullo schermo la tua immagine si staglia.

allora mi ricordo del tuo sguardo sconcertante,
del mio gesto che lo salvaguarda e protegge,
sento il mio cuore sciogliersi di gioia come la neve
che spuma e fa salire al cielo del mio schermo.

avviciniamo alla sera, il punto e la virgola,
privati del contatto delle nostre carni,
le dolcezze che smussano le coppie comuni,
queste mancanze, che ci spingono adesso.

e... parti, presto non distinguerò più,
che la tua ombra sullo schermo che ancora esita,
ed io penso al domani, vivendo l'aurora!
tanti niente spariscono con un virus.

percepisco bene ciò che alla follia invidio,
di riconnettermi rapidamente, per gridare vieni,
non separiamoci, perché è già domani,
così, ti vedo nei dolci momenti della mia vita…


P.S. mi e Vi domando: "EVOLUZIONE o INVOLUZIONE"?
La mia risposta tra i commenti...

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i "nostri", scambi epistolari...(ironia/sentimentale); quando stasera ci lasceremo con dispiacere, resterò senza voce...(probabilmente esagero), ti cercherò come l’ultima volta, questa volta ancora nel volersi trascinare. nel momento in cui non saremo più connessi, ciascuno di noi ritroverà...
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venti di guerra e una vocina…

29 agosto 2013 ore 12:39 segnala
...impercettibile in un frastuono di stivali...

sì, sono io che parlo...
che vorrebbe urlare alle vostre porte,
sì, sono io la piccola voce che colpisce la vostra coscienza,
sono molte le porte che vorrei aprire alla riflessione,
lo so, so bene, sono impercettibile ai vostri occhi,
le morti sono invisibili per le vostre orecchie,
inudibile diventerebbe questa guerra,
invisibile come indescrivibile, si dice.
impensabile, la miseria che genera una guerra,
impensabili perché inevitabili tutti i suoi orrori...

ma la morte, si dice, colpisce anche le persone buone...
le bombe falciano anche i bambini, si dice.
com’ero... quando la vita mi ha lasciato,
era ieri, e credo che sia già un ricordo,
avrei potuto essere la vostra piccola ragazza,
una piccola ragazza di cinque anni,
una bella ragazza a vent' anni.....
che importa, poiché i bambini morti non invecchiano più.

Una granata è caduta sulla mia casa
e, poi il nulla...
ma chi ha premuto il grilletto?
chi ha sparato...
una domanda che tutti si pongono...
è tuttavia, solo una delle armi che producete e ci vendete.
i miei giocattoli sono stati bruciati e la mia bambola fusa,
tutto, sì, tutto è ridotto in polvere,
e non posso tenere più la mia bambola nelle mie braccia.

per me, non chiedo nulla,
se busso alle vostre porte e urlo nelle orecchie,
se grido più forte di tutte le minacce di guerra oggi,
più forte della tua vocina...
che dice “tutto questo non ci riguarda”;

naturalmente questo non è più per me...
non voglio più delle bombe che distruggano le nostre bambole,
i bambini che le tengono,
e le nostre mamme
e anche i nostri padri…


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...impercettibile in un frastuono di stivali... sì, sono io che parlo... che vorrebbe urlare alle vostre porte, sì, sono io la piccola voce che colpisce la vostra coscienza, sono molte le porte che vorrei aprire alla riflessione, lo so, so bene, sono impercettibile ai vostri occhi, le morti...
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29/08/2013 12:39:33
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mio padre...

24 agosto 2013 ore 09:47 segnala
un'immagine che sfuma e credo di rivederlo in me

succede, di parlare, e ritrovare mio padre,
è davvero la sua voce che improvvisamente sento,
le sue parole nella mia bocca, mi sorprendono,
le frasi che pronunciava alla sua maniera.

si, un grande specchio riflette in quei momenti
nel mio sguardo, la sua voce dolce e allo stesso tempo autorevole,
la sua immagine sembra chiusa in una scatola, felice
questa somiglianza mi affascina, per un istante.

portava un basco, mio padre, nel suo volto
leggevo la pace di un'anima forte e saggia,
lo stesso bagliore, lampo verde nei nostri occhi.

era diretto, mio padre e senza rimprovero,
un passo reale e franco segnalava il suo approccio,
percepisco la sua immagine ed intorno…
...il vuoto silenzioso!!!


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un'immagine che sfuma e credo di rivederlo in me succede, di parlare, e ritrovare mio padre, è davvero la sua voce che improvvisamente sento, le sue parole nella mia bocca, mi sorprendono, le frasi che pronunciava alla sua maniera. si, un grande specchio riflette in quei momenti nel mio sguardo,...
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