Quanto sei bella Fiore

08 dicembre 2017 ore 01:53 segnala
È vero.
Siamo chiusi e talvolta anche un po' snob. Perché se nasci e cresci all'ombra della Cupola del Brunelleschi ti vien da pensare che il centro del mondo stia proprio nella strada che stai calpestando.
Siamo altezzosi e un po' boriosi, perché in fondo siamo ancora convinti che la capitale d'Italia sia sempre qui.
Ma siamo anche comici, brillanti e assai vivaci.
Con quella C che non esiste e che in fondo fa impazzire ogni dialetto.
Perché a noi le cose non ci piacciono, a noi le ci garbano.
Perché noi non ti chiediamo dove stai andando, noi diciamo "indo' tu vai".
Per noi sei grullo e anche un po' bischero. E se ti si dice è perché di bene te ne vogliam di molto.
Camminiamo per Santa Maria del Fiore e ci affacciamo dal Campanile di Giotto.
È nostra la Galleria degli Uffizi. E tu ci arrivi passando da Piazza della Signoria. Con Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi e la fontana del Biancone.
Il Ponte Vecchio e le sue botteghe.
Piazza Santa Croce e Santa Maria Novella.
Il Piazzale Michelangelo con la statua del David e il Giardin di Boboli.
Per poi finire nell'Oltrarno coi suoi negozi e mercatini. Il quartiere di San Frediano, la Chiesa di Santo Spirito e Palazzo Pitti.
La bistecca e il vino rosso.
La pappa al pomodoro e la ribollita.
La primavera alle Cascine e le serate chiusi in casa a guardare la Viola.
La città del Giglio bello.
La patria di Petrarca e un po' anche del Boccaccio e soprattutto del Sommo Poeta. Che ebbe a citarci tanto nell'Inferno, quanto nel Paradiso, passando dal Purgatorio.
L'italiano che nasce da questo nostro volgare trecentesco.
E poi ancora avanti per finire alle risate.
A quel genio di Monicelli, alla supercazzola prematurata, per poi sostare nell'immortale zingarata.
Ma in cima a tutto, sopra tutto, questo nostro Lungarno. Con le luci e le immagini riflesse.
Con la pace e il rumore della brezza.
Perché ancora oggi, e te lo giuro, se tu mi baci qui, è come far l'amore.
Che gioia, Firenze, essere tua.
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È vero. Siamo chiusi e talvolta anche un po' snob. Perché se nasci e cresci all'ombra della Cupola del Brunelleschi ti vien da pensare che il centro del mondo stia proprio nella strada che stai calpestando. Siamo altezzosi e un po' boriosi, perché in fondo siamo ancora convinti che la capitale...
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...ARRIVA...

02 dicembre 2017 ore 17:39 segnala
COM'È CHE SI È FATTO TARDI COSÌ PRESTO? PRIMA CHE SIA POMERIGGIO ARRIVA GIÀ LA SERA. DICEMBRE VIENE E CON FREDDEZZA BRUCIA IL NOSTRO SOLE! SI POTREBBE DIRE CHE I SUOI RAGGI DI LUCE SONO SCHEGGE DI NEVE, ACCIPICCHIA....È GIÀ TRASCORSO UN ALTRO ANNO. A VOLTE MI SEMBRA CHE IL TEMPO SCORRA TANTO IN FRETTA....IN REALTÀ LUI SCORRE AL SUO SOLITO RITMO, PUNTO E BASTA.
SIAMO NOI AD ESSERE SEMPRE DIVERSI, SIAMO NOI CHE CAMBIAMO LA NOSTRA VISIONE DELLA REALTÀ. CON GLI ANNI HO IMPARATO CHE CIÒ CHE CONTA, NON SONO LE NOSTRE CONSIDERAZIONI SULLE COSE, MA SOLO COME LE VIVIAMO. QUINDI ANCHE SE È GIÀ PASSATO UN ALTRO ANNO, SONO CERTA CHE SE IL NOSTRO CUORE È PIÙ RICCO, COLMO DI ESPERIENZE E DI AMORE, DOVREMMO ESSERNE SEMPLICEMENTE FELICI...NO...SERENI, MEGLIO, PERCHÉ LA FELICITÀ È FATTA DI ATTIMI, TRARNE NUOVA FORZA PER COMINCIARE IL NOSTRO CAMMINO...OVUNQUE ESSO CI PORTI...
E POI DICEMBRE È IL MESE DEI BAMBINI...LORO SONO CONTENTI PERCHÉ SENTONO UN ARIA NUOVA FATTA DI CANTI, DI STELLINE, LUCINE, STATUINE DEL PRESEPE DA METTERE PRIMA O DOPO... DI DOLCIUMI E LECCORNIE DA SGRANOCCHIARE SENTONO LA FELICITA', PER LORO SI PUÒ DIRE, ESPLODERE NEI LORO CUORI.
ANCHE IO MI SENTO A VOLTE BAMBINA FORSE
PERCHÉ VIVO A STRETTO CONTATTO CON IL LORO MAGNIFICO MONDO...E NON NASCONDO CHE MI PIACE...E MI "IMMERGO" ANCHE IO IN FIABE DI NATALE,IN CANTI, SUONI DI CAMPANELLINI, FIOCCHI DORATI, DOLCIUMI DA SCARTATE CON QUELLA CARTA CHE FA UN LIETO RUMORE....ASPETTANDO LA MEZZANOTTE
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COM'È CHE SI È FATTO TARDI COSÌ PRESTO? PRIMA CHE SIA POMERIGGIO ARRIVA GIÀ LA SERA. DICEMBRE VIENE E CON FREDDEZZA BRUCIA IL NOSTRO SOLE! SI POTREBBE DIRE CHE I SUOI RAGGI DI LUCE SONO SCHEGGE DI NEVE, ACCIPICCHIA....È GIÀ TRASCORSO UN ALTRO ANNO. A VOLTE MI SEMBRA CHE IL TEMPO SCORRA TANTO IN...
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NEWS

01 dicembre 2017 ore 18:38 segnala
Pizzica corde
Calpesta tasti
In armonia di suoni
J olly
A accorda
E eleganti
L eggiadrie
L ega
A rmonioso
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SCRITTA DA UN AMICO
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Pizzica corde Calpesta tasti In armonia di suoni J olly A accorda E eleganti L eggiadrie L ega A rmonioso Z en SCRITTA DA UN AMICO « immagine » « immagine » « immagine »
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.....In nessun posto...

25 ottobre 2017 ore 12:47 segnala

Una giornata tranquilla, l'orologio segna il suo tempo, ancora solare, non sei sola senti tanti suoni, rumori, clacson che suonano, sirene, campane, squilli di cellulare, gente che parla a voce alta...questi rumori ti arrivano, potrebbero essere normali, ma oggi vorresti essere sola, magari sul comodo divano di casa, lasciando filtrare dalla finestra ancora un bagliore di sole che questo autunno ci regala.Senti dentro....vedi tanti pezzi di un puzzle bellissimi e colorati provenienti da scatole magiche che a volte si aprono, ma oggi non riesci a ricomporlo e' come quando l'acqua scivola via e non si ferma, come quando le gocce della pioggia scorrono lente, poi veloci su un vetro della finestra...e forse mi piace questo momento perche' mi fa unire l'amore con un cuore lontano e ti assaltano mille pensieri in questo imperfetto momento, ma riesci a trovare nel fondo del tuo cuore pedine di un vissuto di cui non ricordavi, a volte malinconiche che ti riportano a estati passate, al bagliore della neve sulla vetta di una montagna, oppure sono pietruzze di un mosaico allegro, colorato...forse quando eri bambina e ti accarezzavi una ciocca di capelli, o ti mettevi il dito in bocca....chissa' perche', ma quei gesti sono rimasti...quando sei o pensierosa o attenta...e senti le note di una canzone, cantata mille volte...da un cd quasi consumato.Ecco un po' di malinconia che arriva con un ritmo alterto, mentre fuori tutto accade...questa la incontro spesso nel mio cuore, nella mia anima, nella mia testa, ma non mi mette tristezza, mi fa pensare, ricordare...un bicchiere di vino bevuto su una terrazza al mare, una canzone stonata cantata al suono di una chitarra, con un falo' sulla spiaggia...mentre la tua cavigliera tintinnava quando accennavi a ballare a piedi nudi e intanto un'onda ti bagnava i jeans arrotolati alle caviglie. In fondo i ricordi sono un modo di ritrovarsi di nuovo e non esiste una separazione definitiva, netta , brusca col tuo passato. E in una notte con la luna, tu la guardi brillare e ti riaccendono il cuore...i ricordi, quel caleidoscopio di colori brillanti e fosforescenti, fanno parte di noi. Cos'è un ricordo? Esso non è nulla: non puoi vederlo, non puoi toccarlo, non puoi udirlo... ma è così grande che non puoi distruggerlo.
E poi ...e poi...ti alzi dal divano, lentamente ti prepari un caffe', forte, al ginseng...che dia come una scossa al tuo umore....senti l'aroma del caffe' che sale e lo bevi nella tua tazzina preferita...si proprio quella "rubata" in quella caffetteria, con un gesto spavaldo e coraggioso, sotto la luce di un sole orientale con quella bandiera a mezza luna...poi ti stiri come un gatto, il tuo, ti guardi allo specchio, ti pettini con calma, ti metti un po' di rossetto e guardi i tuoi occhi se hanno ancora il segno di quella lacrima che ti era scesa giu' sulla guancia e la sentivi sulle labbra, salata come una goccia di mare...ti dici tutto a posto...!!Sei pronta..sei tu, come sempre, pronta di nuovo a lasciare il tuo angolo e tornare nel rumore chiassoso delle vie della citta' che si prepara a festeggiare Halloween.
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NON LO SO....

06 ottobre 2017 ore 15:22 segnala
La mente si scioglie di fronte ai ricordi che prendono forma accompagnati da un sottofondo che e' un misto di malinconia, di dolcezza, di sintonia, di parole quasi sussurrate che ti entrano nel cuore, di canzoni lontane, ma presenti che senti dentro di te tanto da farle tue... o x appartenenza o xke' nel tuo bagaglio sono rimaste li' e ascoltandole risuonano, escono fuori da un forziere di gioielli...di perle, di stelle cadenti, rosse, rosse d'amore che cadono x te
Un vento impetuoso a volte, con la sua forza, trascina e porta via con sè pensieri, emozioni, sogni,...ma quelli indelebili restano ancorati nella mente....come la linea tracciata da un pennarello fosforescente lasciato su un foglio di quaderno o su un diario...che avevi giurato a te stessa di non aprire piu', ma invece non ce l'hai fatta...la' ci sono i tuoi segreti dettati dall'anima...
Chiudendo gli occhi puoi assaporare le parole che nel tempo qualcuno ti ha lasciato(anche in un tempo breve) parole di una persona che ha saputo leggere con il cuore, riuscendo a scoprire i tuoi stati d'anima, ma deve essere una persona vera ed unica. Purtroppo,,,,la mia anima...il mio cuore....la mia mente? E' un insieme
di sentimenti, di sensibilità,di sogni che a volte spero diventino realta',un po' esagerata,lo so ma io sono così,nella mia interiorita'e non posso lasciare un sogno, una emozione che ti fa venire i brividi o, a volte, ti fa ridere, sorridere,o piangere.
Il sapore del mare, del vento, il fascino della montagna, mi rievocano pensieri dolci e mi piace coccolarli come cuccioli indifesi come vorrei si coccolasse me....come una bambina, che ancora si mette il dito in bocca o si tormenta una ciocca di capelli, quando e' ansiosa... come una donna che sa amare e sa dare , allora tutta se stessa. (IMPRESSIONI DI UN GIORNO QUALUNQUE IN UN MOMENTO QUALUNQUE DI QUESTO AUTUNNO ANCORA CALDO)
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La mente si scioglie di fronte ai ricordi che prendono forma accompagnati da un sottofondo che e' un misto di malinconia, di dolcezza, di sintonia, di parole quasi sussurrate che ti entrano nel cuore, di canzoni lontane, ma presenti che senti dentro di te tanto da farle tue... o x appartenenza o...
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L'insegnante

17 giugno 2017 ore 21:42 segnala

Dedicato a quelle persone SPLENDIDE, ORIGINALI, FOLLI,MA UNICHE!Quelle persone che tutti noi amiamo: LE MAESTRE!
Care maestre, non potete negare, siete proprio così "Le maestre parlano a voce molto alta, non solo in classe, le maestre tendono a parlare a voce alta sempre. Sono capaci di fare lo scan-di-to come nessun altro al mondo. INOLTRE SONO BRAVISSIME A far fare la fine di...
di?
di fra
di fra?
di frase!
Sono bravissime a far fare la fine della frase agli altri.
Esse gesticolano molto,poiche' le cose debbono essere CHIARE e comprese da TUTTI., TI SPIEGANO BENE.
SONO CAPACI DI STARE NEL CAOS dei bambini e inoltre lo generano e lo domino al contempo, sono figlie di madri del caos, hanno piu' occhi e bocche degli altri esseri umani, ma al contempo sono DISTRATTE,hanno super poteri di distrazione dovuti al loro essere figlie e madri del caos . Le maestre parlano tantissimo,mai comprendero' come facendo un lavoro in cui sei costretto a relazionarti e parlare con altri esseri umani per molte ore tu abbia ancora voglia, dopo, di parlare e relazionarsi con altri esseri umani tanto, tantissimo, in maniera incredibile, di persona, per telefono, ultimamente anche via chat e con altri mezzi digitali che alcune maestre dominano. le maestre si entusiasmano tantissimo, l'entusiasmo di maestra e' una cosa pazzesca, contagiosa, inesauribile, estenuante, imbattibile. Le maestre spesso si contagiano di entusiasmo l'una con l'altra, come le tessere del domino, e fanno cose stancantissime, con grande entusiasmo. molto velocemente dopo essersi stancate moltissimo se solo si riposano un po'.Le maestre fanno sempre sempre sempre cose, tante cose. Esse trascinano borse pesanti con oggetti curiosi, esse tendono inoltre a generare un infinito passaggio di oggetti curiosi da casa a scuola che e' un buco nero: i loro familiari temono quel buco nero dove i loro effetti personali si perdono nell'utopia della collettivazione, ma le maestre non possono proprio evitare di recare oggrtti, animali e anche parenti personali a scuola e collettivizzarli.

Negli ultimi anni, inoltre le maestre hanno sviluppato la curiosa convinzione che l'insetto-stecco sia carino e tendono a includerlo nei loro tansiti di animali cose persone da scuola a casa portandolo nelle loro abitazioni durante le vacanze.Signore, mi spiace, ve lo dico i bambini vi stanno manipolando:quel coso non e' carino, fa schifo!
Le maestre sono curiose e fanno domande
, convinte del principio secondo il quale "se non hai capito devi chiedere" e " non c'è niente di male a chiedere, anzi (quell'anzi apre mondi, voragini, dimensioni parallele), principio che applicano anche al mondo degli adulti consapevoli o ignari della loro maestritudine, come: passanti, negozianti, relatori di conferenze e presentazioni, guide,ogni tipo di categoria professionale. Le maestre domandano perche' domandare e' cosa buona. Le maestre hanno una fede incresciosa nell'umanita' e nel fututo, non potrebbero altrimenti fare il lavoro che fanno....per questo le AMO. Esse inoltre hanno la sindrome di Pollyanna, e anche la sindrome del diamantemerdismo dal celeberrimo verso della canzone di DE Andre' , DAI DIAMANTE NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIORI:QUESTO X LE MAESTRE E'UN POSTULATO NON DUBITABILE. ESSE NON POSSONO PROPRIO smettere di credere alla nascita e crescita di fiori anche in condizioni avverse, molto avverse e talvolta proprio contro ogni ragionevole dato di realta'.
Le maestre sono infatti spesso irragionevoli, esse sono speranzose e utopiche, le maestre sono conservatrici e progressiste, ligie e anarchiche insieme, voialtri e' inutile che cerchiate di capire come si possa certe cose le comprendono solo le maestre e i bambini.
Le maestre vanno avanti, sempre e comunque, , devi sparargli nelle gambe per fermarle.
Le maestre quando si incazzano, si incazzano e lo manifestano tramite grida: le maestre hanno un ottimo rapporto con la manifestazione della rabbia tramite segnali sonori prodotti dalle loro corde vocali, le maestre mettono a dura prova le loro corde vocali .
Le maestre credono nella collettivita' , esse infatti raramente sono sole, tendono all'insiemistica, alla classe, al gruppale, generano agglomerati di maestre, branchi di maestre, mariti di maestre, figlie di maestre con cui fanno gite, cose, condividono.le maestre parlano spesso di bambini Paolo, Enrico, Giuseppina. e vi fanno delle saghe a cui voi vi appassionerete.
Le maestre non perdono mai queste caratteristiche, esse infatti non smettono di essere maestre....UNA MAESTRA E' X SEMPRE

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« immagine » Dedicato a quelle persone SPLENDIDE, ORIGINALI, FOLLI,MA UNICHE!Quelle persone che tutti noi amiamo: LE MAESTRE! Care maestre, non potete negare, siete proprio così "Le maestre parlano a voce molto alta, non solo in classe, le maestre tendono a parlare a voce alta sempre. Sono capaci ...
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SOTTO LA LUCE DEL SOLE

28 maggio 2017 ore 14:38 segnala

Giorno dopo giorno, ormai, il dio dalle gote infocate, imperversava ignudo sulle ali della flammea quadriga screziando i cilestri spazi con gl'aurei riverberi delle fluenti chiome fluttuanti al vento di levante mutatosi in placida brezza. Un lucido biancore di seta posava sulle muliebri distese ondeggianti del porto...ardeva la rena infiammata dall'etere azzurro sfavillante d'argento. All'ombra di tende color ruggine che si proiettava netta dinanzi ai capanni della spiaggia, scorrevano pigre le ore del meriggio. E pur deliziosa s'annunziava la sera, quando le piante del parco esalavano effluvi balsamici e si compiva nel cielo la danza delle stelle, quando il mormorio delle acque avvolte nell'oscurita' si levava sommesso ad ispirare l'anima. Ognuna di quelle sere recava con se' la gioiosa certezza di una nuova giornata di sole sotto il segno di un facile ozio, lambita da innumerevoli, ininterrotte occasioni di cari incontri.
(Thomas Mann)
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« immagine » Giorno dopo giorno, ormai, il dio dalle gote infocate, imperversava ignudo sulle ali della flammea quadriga screziando i cilestri spazi con gl'aurei riverberi delle fluenti chiome fluttuanti al vento di levante mutatosi in placida brezza. Un lucido biancore di seta posava sulle mulieb...
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IMMAGINA

22 maggio 2017 ore 12:25 segnala

- Immaginiamo che io venga da te e ti dica ciao. Tu rispondi?
- Ciao.
- Esatto. E immaginiamo che me ne esco con una frase stupida che neanche un primate userebbe.
- Tipo?
- Tipo che ne so, tipo "Fa freschetto eh?"
- Ma siamo a luglio.
- Per questo neanche un primate la userebbe.
- Non fa una piega.
- Supponiamo che ti offra da bere, ma una cosa leggera sennò pensi male.
- Penso male?
- Tipo che voglio farti ubriacare.
- Potrei pensarlo.
- Una coca-cola dunque.
- Con ghiaccio.
- Se volessimo esagerare, si.
- E fetta di limone, toh!
- Un carnevale di Rio proprio.
- E poi? Che supponiamo?
- Supponiamo che parliamo tutta la sera e scopri che sono simpatico.
- Si.
- E che forse saresti disposta a uscire insieme.
- Si.
- Supponiamo che ti porto in un piccolo locale in un vicoletto di Trastevere, con le sedie un po' scricchiolanti e le porzioni di carbonara abbondanti.
- E il vino in brocche scheggiate.
- Con le piante rampicanti che salgono fino agli appartamenti sopra di noi.
- Si.
- Supponiamo che poi facciamo una passeggiata e ci ritroviamo al ponte, davanti tipo a Castel Sant'Angelo con qualche tizio che suona "Wish you were here" seduto per terra, l'aria un po' umida appiccicosa perchè mi pare di aver capito che non può fare freschetto giusto?
- Giusto.
- E stiamo lì, insomma s'è mangiato bene, s'è riso, sei bellissima, la grattachecca di Sora Lella ci ha ghiacciato il cervello e ci sono pure i grilli che fanno un live tipo come al Circo Massimo
- Si?
- Eh, metti caso che ti bacio.
- Mh?
- Quante probabilità ci sono che io poi abbia il profumo dei tuoi capelli riccissimi addosso?
- Non saprei. Qualcuna?
- E supponiamo che nei giorni seguenti io ti chiamo, tu mi chiami, ci chiamiamo insomma, e scopri che oh, in fondo capisci che mi piace farti ridere perché quel sorriso è tipo la droga più pericolosa mai scoperta dagli scienziati premi Nobel.
- Si?
- Quante probabilità ci sono che da lì in poi tu cominci a innamorarti di me?
- Più di qualcuna direi.
- Bene, perché altrimenti eravamo davvero nella merda sai?
- Perché?
- Perché io ho cominciato a innamorarmi già dal "ciao".
Tommaso Fusari -
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« immagine » - Immaginiamo che io venga da te e ti dica ciao. Tu rispondi? - Ciao. - Esatto. E immaginiamo che me ne esco con una frase stupida che neanche un primate userebbe. - Tipo? - Tipo che ne so, tipo "Fa freschetto eh?" - Ma siamo a luglio. - Per questo neanche un primate la userebbe. - No...
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CARNEVALE

01 marzo 2017 ore 08:46 segnala

Il CARNEVALE E' PASSATO DI QUI E NON ME NE SONO NEMMENO ACCORTA, SE NON FOSSE STATO PER ALCUNI CORIANDOLI LASCIATI IN TERRA DA QUALCHE MASCHERINA, DA QUALCHE ZORRO, PRINCIPESSA O PIKACHU, MA QUESTO VENTO DI FINE FEBBRAIO SPAZZERA' VIA ANCHE QUEI RIMASUGLI COLORATI E FOSFORESCENTI....COME PASSANDO DAVANTI A QUALCHE PASTICCERIA SI PUO' SENTIRE UN ODORE ATTRAENTE DELLE SCHIACCIATE ALLA FIORENTINA COL GIGLIO DI CIOCCOLATA, CHE QUANDO LE MANGI TI LASCIANO QUEI BAFFETTI DI ZUCCHERO A VELO, O DI CENCI, SFORNATI DA POCO FRAGRANTI CHE NON FINIRESTI MAI DI MANGIARLI.
PER QUALCUNO IL CARNEVALE E' STATO COME UN CALEIDOSCOPIO DI COLORI, DI MUSICA, DI ALLEGRIA SFRENATA, PER ALTRI FORSE UN QUALCOSA DI MISTERIOSO, INTRIGANTE, MAGARI IN UN SALOTTINO ILLUMINATO DA UNA PICCOLA LAMPADA CON LE PERLINE TINTINNANTI, STILE LIBERTY,CHE DAVA UNA LUCE AMMALIANTE E MAGICA ALLA STANZA, FRA GIOCHI DI CHIARO SCURO, OMBRE E LUCI, TANTO DA LASCIARE APPENA VEDERE LA PERSONA SEDUTA DAVANTI..QUALCHE FRUSCIO DI SETA CHE CADEVA AI LORO PIEDI, LE MANI CHE CERCAVANO IL CORPO DA SCOPRIRE, MA LA MASCHERA NON SE LA SONO TOLTA PER NON DARE UN NOME A QUEL VOLTO, FORSE CONOSCIUTO O FORSE NO...MA QUESTO E' UN CARNEVALE PRIVATO, UN PO' OSE', UN PO' HOT....
PER LE STRADE DI RIO O COPACABANA AL SAMBODROMO LA FRENESIA NON SI CONTA: IL CARNEVALE E' UNA RAGIONE DI VITA, COME IL CALCIO...LAVORANO TUTTO L'ANNO PER AVERE UN VESTITO MERAVIGLIOSO CON PIUME E LUSTRINI CHE POCO COPRONO I CORPI DELLE BELLE " SAMBEIRAS". SFILANO, BALLANDO, CANTANDO PER TRE GIORNI E TRE NOTTI IN CONTINUAZIONE, FORSE X DIMENTICARE QUALCOSA... IN QUESTO VORTICE DI COLORI, SAPORI, ODORI E SENSUALITA' IN UNA SCENOGRAFIA MAGICA COL CORCOVADO CHE OSSERVA.
ALLA FINE ECCO IL "PREMIO DELLA VITA" PERCHE' IL CARNEVALE E' UNA QUESTIONE DI VITA.
SE FOSSI ANDATA A RIO PER QUESTO CARNEVALE FORSE QUALCOSA SAREBBE CAMBIATO O FORSE NO...ANCHE QUESTA E' UNA MAGIA DEL CARNEVALE.(JANE-FRANCY)

Florence and violet

17 gennaio 2017 ore 07:19 segnala
Caro David(e),
non sai quanto mi dispiace che per via di un “minus habens”, uno sfigo-giornalista “tanto arrogante quanto mediocre” e del suo direttore di testata “tanto mediocre quanto arrogante”, tu abbia dovuto subire l’onta di vederti disegnata addosso una maglia che mai e poi mai potrebbe essere accostata a Te, alla Città e al Popolo di cui sei simbolo.
Scusali David(e). Scusali, se puoi, perché entrambi i tapini, i miseri, i meschini ignorano del tutto cosa possa voler dire essere concepiti, nati, circondati e pervasi nel Rinascimento.
Come possono capirne la profondità, l’essenza, il vertice apicale se non sono stati generati e non hanno riempito occhi e polmoni dell’immenso di Firenze?
Questa Città Universo, unica, assoluta e inviolabile le cui intimità, come l’Arte, il Popolo, la Fiorentina e la fiorentinità, sono gelosamente e talmente nostre che al mondo intero al massimo consentiamo di annusarne l’incarto più esterno.
Anche l’ultimo bipede pensante della scala animale mai avrebbe avuto l’ottusa follia di vilipendere questo ultracosmo e il suo primo simbolo nel modo che abbiamo visto e letto.
Capìta la “bella bischerata” diventa misero e banalmente vile il tardivo cinguettio, del "servo rubentusiano" ad esortare un’ironia che certo non era tra gli ingredienti della strafalciante pagina rosea.
Per infinita fortuna, invece, Tu e più umilmente Noi, che per concepimento naturale proprio nel Rinascimento e nei suoi straordinari effetti viviamo ogni nostro giorno, sappiamo quanto sia inutile “dare un confetto a un ciuco” e quindi risanare la smisurata ignoranza di questi due guittoidi da scrivania con una dose di fiorentinità verso chi, negletto, fiorentino non è, e non lo sarà mai.

Ciao David(e).
Stefano
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Caro David(e), non sai quanto mi dispiace che per via di un “minus habens”, uno sfigo-giornalista “tanto arrogante quanto mediocre” e del suo direttore di testata “tanto mediocre quanto arrogante”, tu abbia dovuto subire l’onta di vederti disegnata addosso una maglia che mai e poi mai potrebbe...
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