NON LO SO....

06 ottobre 2017 ore 15:22 segnala
La mente si scioglie di fronte ai ricordi che prendono forma accompagnati da un sottofondo che e' un misto di malinconia, di dolcezza, di sintonia, di parole quasi sussurrate che ti entrano nel cuore, di canzoni lontane, ma presenti che senti dentro di te tanto da farle tue... o x appartenenza o xke' nel tuo bagaglio sono rimaste li' e ascoltandole risuonano, escono fuori da un forziere di gioielli...di perle, di stelle cadenti, rosse, rosse d'amore che cadono x te
Un vento impetuoso a volte, con la sua forza, trascina e porta via con sè pensieri, emozioni, sogni,...ma quelli indelebili restano ancorati nella mente....come la linea tracciata da un pennarello fosforescente lasciato su un foglio di quaderno o su un diario...che avevi giurato a te stessa di non aprire piu', ma invece non ce l'hai fatta...la' ci sono i tuoi segreti dettati dall'anima...
Chiudendo gli occhi puoi assaporare le parole che nel tempo qualcuno ti ha lasciato(anche in un tempo breve) parole di una persona che ha saputo leggere con il cuore, riuscendo a scoprire i tuoi stati d'anima, ma deve essere una persona vera ed unica. Purtroppo,,,,la mia anima...il mio cuore....la mia mente? E' un insieme
di sentimenti, di sensibilità,di sogni che a volte spero diventino realta',un po' esagerata,lo so ma io sono così,nella mia interiorita'e non posso lasciare un sogno, una emozione che ti fa venire i brividi o, a volte, ti fa ridere, sorridere,o piangere.
Il sapore del mare, del vento, il fascino della montagna, mi rievocano pensieri dolci e mi piace coccolarli come cuccioli indifesi come vorrei si coccolasse me....come una bambina, che ancora si mette il dito in bocca o si tormenta una ciocca di capelli, quando e' ansiosa... come una donna che sa amare e sa dare , allora tutta se stessa. (IMPRESSIONI DI UN GIORNO QUALUNQUE IN UN MOMENTO QUALUNQUE DI QUESTO AUTUNNO ANCORA CALDO)
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La mente si scioglie di fronte ai ricordi che prendono forma accompagnati da un sottofondo che e' un misto di malinconia, di dolcezza, di sintonia, di parole quasi sussurrate che ti entrano nel cuore, di canzoni lontane, ma presenti che senti dentro di te tanto da farle tue... o x appartenenza o...
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L'insegnante

17 giugno 2017 ore 21:42 segnala

Dedicato a quelle persone SPLENDIDE, ORIGINALI, FOLLI,MA UNICHE!Quelle persone che tutti noi amiamo: LE MAESTRE!
Care maestre, non potete negare, siete proprio così "Le maestre parlano a voce molto alta, non solo in classe, le maestre tendono a parlare a voce alta sempre. Sono capaci di fare lo scan-di-to come nessun altro al mondo. INOLTRE SONO BRAVISSIME A far fare la fine di...
di?
di fra
di fra?
di frase!
Sono bravissime a far fare la fine della frase agli altri.
Esse gesticolano molto,poiche' le cose debbono essere CHIARE e comprese da TUTTI., TI SPIEGANO BENE.
SONO CAPACI DI STARE NEL CAOS dei bambini e inoltre lo generano e lo domino al contempo, sono figlie di madri del caos, hanno piu' occhi e bocche degli altri esseri umani, ma al contempo sono DISTRATTE,hanno super poteri di distrazione dovuti al loro essere figlie e madri del caos . Le maestre parlano tantissimo,mai comprendero' come facendo un lavoro in cui sei costretto a relazionarti e parlare con altri esseri umani per molte ore tu abbia ancora voglia, dopo, di parlare e relazionarsi con altri esseri umani tanto, tantissimo, in maniera incredibile, di persona, per telefono, ultimamente anche via chat e con altri mezzi digitali che alcune maestre dominano. le maestre si entusiasmano tantissimo, l'entusiasmo di maestra e' una cosa pazzesca, contagiosa, inesauribile, estenuante, imbattibile. Le maestre spesso si contagiano di entusiasmo l'una con l'altra, come le tessere del domino, e fanno cose stancantissime, con grande entusiasmo. molto velocemente dopo essersi stancate moltissimo se solo si riposano un po'.Le maestre fanno sempre sempre sempre cose, tante cose. Esse trascinano borse pesanti con oggetti curiosi, esse tendono inoltre a generare un infinito passaggio di oggetti curiosi da casa a scuola che e' un buco nero: i loro familiari temono quel buco nero dove i loro effetti personali si perdono nell'utopia della collettivazione, ma le maestre non possono proprio evitare di recare oggrtti, animali e anche parenti personali a scuola e collettivizzarli.

Negli ultimi anni, inoltre le maestre hanno sviluppato la curiosa convinzione che l'insetto-stecco sia carino e tendono a includerlo nei loro tansiti di animali cose persone da scuola a casa portandolo nelle loro abitazioni durante le vacanze.Signore, mi spiace, ve lo dico i bambini vi stanno manipolando:quel coso non e' carino, fa schifo!
Le maestre sono curiose e fanno domande
, convinte del principio secondo il quale "se non hai capito devi chiedere" e " non c'è niente di male a chiedere, anzi (quell'anzi apre mondi, voragini, dimensioni parallele), principio che applicano anche al mondo degli adulti consapevoli o ignari della loro maestritudine, come: passanti, negozianti, relatori di conferenze e presentazioni, guide,ogni tipo di categoria professionale. Le maestre domandano perche' domandare e' cosa buona. Le maestre hanno una fede incresciosa nell'umanita' e nel fututo, non potrebbero altrimenti fare il lavoro che fanno....per questo le AMO. Esse inoltre hanno la sindrome di Pollyanna, e anche la sindrome del diamantemerdismo dal celeberrimo verso della canzone di DE Andre' , DAI DIAMANTE NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIORI:QUESTO X LE MAESTRE E'UN POSTULATO NON DUBITABILE. ESSE NON POSSONO PROPRIO smettere di credere alla nascita e crescita di fiori anche in condizioni avverse, molto avverse e talvolta proprio contro ogni ragionevole dato di realta'.
Le maestre sono infatti spesso irragionevoli, esse sono speranzose e utopiche, le maestre sono conservatrici e progressiste, ligie e anarchiche insieme, voialtri e' inutile che cerchiate di capire come si possa certe cose le comprendono solo le maestre e i bambini.
Le maestre vanno avanti, sempre e comunque, , devi sparargli nelle gambe per fermarle.
Le maestre quando si incazzano, si incazzano e lo manifestano tramite grida: le maestre hanno un ottimo rapporto con la manifestazione della rabbia tramite segnali sonori prodotti dalle loro corde vocali, le maestre mettono a dura prova le loro corde vocali .
Le maestre credono nella collettivita' , esse infatti raramente sono sole, tendono all'insiemistica, alla classe, al gruppale, generano agglomerati di maestre, branchi di maestre, mariti di maestre, figlie di maestre con cui fanno gite, cose, condividono.le maestre parlano spesso di bambini Paolo, Enrico, Giuseppina. e vi fanno delle saghe a cui voi vi appassionerete.
Le maestre non perdono mai queste caratteristiche, esse infatti non smettono di essere maestre....UNA MAESTRA E' X SEMPRE

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« immagine » Dedicato a quelle persone SPLENDIDE, ORIGINALI, FOLLI,MA UNICHE!Quelle persone che tutti noi amiamo: LE MAESTRE! Care maestre, non potete negare, siete proprio così "Le maestre parlano a voce molto alta, non solo in classe, le maestre tendono a parlare a voce alta sempre. Sono capaci ...
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SOTTO LA LUCE DEL SOLE

28 maggio 2017 ore 14:38 segnala

Giorno dopo giorno, ormai, il dio dalle gote infocate, imperversava ignudo sulle ali della flammea quadriga screziando i cilestri spazi con gl'aurei riverberi delle fluenti chiome fluttuanti al vento di levante mutatosi in placida brezza. Un lucido biancore di seta posava sulle muliebri distese ondeggianti del porto...ardeva la rena infiammata dall'etere azzurro sfavillante d'argento. All'ombra di tende color ruggine che si proiettava netta dinanzi ai capanni della spiaggia, scorrevano pigre le ore del meriggio. E pur deliziosa s'annunziava la sera, quando le piante del parco esalavano effluvi balsamici e si compiva nel cielo la danza delle stelle, quando il mormorio delle acque avvolte nell'oscurita' si levava sommesso ad ispirare l'anima. Ognuna di quelle sere recava con se' la gioiosa certezza di una nuova giornata di sole sotto il segno di un facile ozio, lambita da innumerevoli, ininterrotte occasioni di cari incontri.
(Thomas Mann)
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« immagine » Giorno dopo giorno, ormai, il dio dalle gote infocate, imperversava ignudo sulle ali della flammea quadriga screziando i cilestri spazi con gl'aurei riverberi delle fluenti chiome fluttuanti al vento di levante mutatosi in placida brezza. Un lucido biancore di seta posava sulle mulieb...
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IMMAGINA

22 maggio 2017 ore 12:25 segnala

- Immaginiamo che io venga da te e ti dica ciao. Tu rispondi?
- Ciao.
- Esatto. E immaginiamo che me ne esco con una frase stupida che neanche un primate userebbe.
- Tipo?
- Tipo che ne so, tipo "Fa freschetto eh?"
- Ma siamo a luglio.
- Per questo neanche un primate la userebbe.
- Non fa una piega.
- Supponiamo che ti offra da bere, ma una cosa leggera sennò pensi male.
- Penso male?
- Tipo che voglio farti ubriacare.
- Potrei pensarlo.
- Una coca-cola dunque.
- Con ghiaccio.
- Se volessimo esagerare, si.
- E fetta di limone, toh!
- Un carnevale di Rio proprio.
- E poi? Che supponiamo?
- Supponiamo che parliamo tutta la sera e scopri che sono simpatico.
- Si.
- E che forse saresti disposta a uscire insieme.
- Si.
- Supponiamo che ti porto in un piccolo locale in un vicoletto di Trastevere, con le sedie un po' scricchiolanti e le porzioni di carbonara abbondanti.
- E il vino in brocche scheggiate.
- Con le piante rampicanti che salgono fino agli appartamenti sopra di noi.
- Si.
- Supponiamo che poi facciamo una passeggiata e ci ritroviamo al ponte, davanti tipo a Castel Sant'Angelo con qualche tizio che suona "Wish you were here" seduto per terra, l'aria un po' umida appiccicosa perchè mi pare di aver capito che non può fare freschetto giusto?
- Giusto.
- E stiamo lì, insomma s'è mangiato bene, s'è riso, sei bellissima, la grattachecca di Sora Lella ci ha ghiacciato il cervello e ci sono pure i grilli che fanno un live tipo come al Circo Massimo
- Si?
- Eh, metti caso che ti bacio.
- Mh?
- Quante probabilità ci sono che io poi abbia il profumo dei tuoi capelli riccissimi addosso?
- Non saprei. Qualcuna?
- E supponiamo che nei giorni seguenti io ti chiamo, tu mi chiami, ci chiamiamo insomma, e scopri che oh, in fondo capisci che mi piace farti ridere perché quel sorriso è tipo la droga più pericolosa mai scoperta dagli scienziati premi Nobel.
- Si?
- Quante probabilità ci sono che da lì in poi tu cominci a innamorarti di me?
- Più di qualcuna direi.
- Bene, perché altrimenti eravamo davvero nella merda sai?
- Perché?
- Perché io ho cominciato a innamorarmi già dal "ciao".
Tommaso Fusari -
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« immagine » - Immaginiamo che io venga da te e ti dica ciao. Tu rispondi? - Ciao. - Esatto. E immaginiamo che me ne esco con una frase stupida che neanche un primate userebbe. - Tipo? - Tipo che ne so, tipo "Fa freschetto eh?" - Ma siamo a luglio. - Per questo neanche un primate la userebbe. - No...
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CARNEVALE

01 marzo 2017 ore 08:46 segnala

Il CARNEVALE E' PASSATO DI QUI E NON ME NE SONO NEMMENO ACCORTA, SE NON FOSSE STATO PER ALCUNI CORIANDOLI LASCIATI IN TERRA DA QUALCHE MASCHERINA, DA QUALCHE ZORRO, PRINCIPESSA O PIKACHU, MA QUESTO VENTO DI FINE FEBBRAIO SPAZZERA' VIA ANCHE QUEI RIMASUGLI COLORATI E FOSFORESCENTI....COME PASSANDO DAVANTI A QUALCHE PASTICCERIA SI PUO' SENTIRE UN ODORE ATTRAENTE DELLE SCHIACCIATE ALLA FIORENTINA COL GIGLIO DI CIOCCOLATA, CHE QUANDO LE MANGI TI LASCIANO QUEI BAFFETTI DI ZUCCHERO A VELO, O DI CENCI, SFORNATI DA POCO FRAGRANTI CHE NON FINIRESTI MAI DI MANGIARLI.
PER QUALCUNO IL CARNEVALE E' STATO COME UN CALEIDOSCOPIO DI COLORI, DI MUSICA, DI ALLEGRIA SFRENATA, PER ALTRI FORSE UN QUALCOSA DI MISTERIOSO, INTRIGANTE, MAGARI IN UN SALOTTINO ILLUMINATO DA UNA PICCOLA LAMPADA CON LE PERLINE TINTINNANTI, STILE LIBERTY,CHE DAVA UNA LUCE AMMALIANTE E MAGICA ALLA STANZA, FRA GIOCHI DI CHIARO SCURO, OMBRE E LUCI, TANTO DA LASCIARE APPENA VEDERE LA PERSONA SEDUTA DAVANTI..QUALCHE FRUSCIO DI SETA CHE CADEVA AI LORO PIEDI, LE MANI CHE CERCAVANO IL CORPO DA SCOPRIRE, MA LA MASCHERA NON SE LA SONO TOLTA PER NON DARE UN NOME A QUEL VOLTO, FORSE CONOSCIUTO O FORSE NO...MA QUESTO E' UN CARNEVALE PRIVATO, UN PO' OSE', UN PO' HOT....
PER LE STRADE DI RIO O COPACABANA AL SAMBODROMO LA FRENESIA NON SI CONTA: IL CARNEVALE E' UNA RAGIONE DI VITA, COME IL CALCIO...LAVORANO TUTTO L'ANNO PER AVERE UN VESTITO MERAVIGLIOSO CON PIUME E LUSTRINI CHE POCO COPRONO I CORPI DELLE BELLE " SAMBEIRAS". SFILANO, BALLANDO, CANTANDO PER TRE GIORNI E TRE NOTTI IN CONTINUAZIONE, FORSE X DIMENTICARE QUALCOSA... IN QUESTO VORTICE DI COLORI, SAPORI, ODORI E SENSUALITA' IN UNA SCENOGRAFIA MAGICA COL CORCOVADO CHE OSSERVA.
ALLA FINE ECCO IL "PREMIO DELLA VITA" PERCHE' IL CARNEVALE E' UNA QUESTIONE DI VITA.
SE FOSSI ANDATA A RIO PER QUESTO CARNEVALE FORSE QUALCOSA SAREBBE CAMBIATO O FORSE NO...ANCHE QUESTA E' UNA MAGIA DEL CARNEVALE.(JANE-FRANCY)

Florence and violet

17 gennaio 2017 ore 07:19 segnala
Caro David(e),
non sai quanto mi dispiace che per via di un “minus habens”, uno sfigo-giornalista “tanto arrogante quanto mediocre” e del suo direttore di testata “tanto mediocre quanto arrogante”, tu abbia dovuto subire l’onta di vederti disegnata addosso una maglia che mai e poi mai potrebbe essere accostata a Te, alla Città e al Popolo di cui sei simbolo.
Scusali David(e). Scusali, se puoi, perché entrambi i tapini, i miseri, i meschini ignorano del tutto cosa possa voler dire essere concepiti, nati, circondati e pervasi nel Rinascimento.
Come possono capirne la profondità, l’essenza, il vertice apicale se non sono stati generati e non hanno riempito occhi e polmoni dell’immenso di Firenze?
Questa Città Universo, unica, assoluta e inviolabile le cui intimità, come l’Arte, il Popolo, la Fiorentina e la fiorentinità, sono gelosamente e talmente nostre che al mondo intero al massimo consentiamo di annusarne l’incarto più esterno.
Anche l’ultimo bipede pensante della scala animale mai avrebbe avuto l’ottusa follia di vilipendere questo ultracosmo e il suo primo simbolo nel modo che abbiamo visto e letto.
Capìta la “bella bischerata” diventa misero e banalmente vile il tardivo cinguettio, del "servo rubentusiano" ad esortare un’ironia che certo non era tra gli ingredienti della strafalciante pagina rosea.
Per infinita fortuna, invece, Tu e più umilmente Noi, che per concepimento naturale proprio nel Rinascimento e nei suoi straordinari effetti viviamo ogni nostro giorno, sappiamo quanto sia inutile “dare un confetto a un ciuco” e quindi risanare la smisurata ignoranza di questi due guittoidi da scrivania con una dose di fiorentinità verso chi, negletto, fiorentino non è, e non lo sarà mai.

Ciao David(e).
Stefano
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Caro David(e), non sai quanto mi dispiace che per via di un “minus habens”, uno sfigo-giornalista “tanto arrogante quanto mediocre” e del suo direttore di testata “tanto mediocre quanto arrogante”, tu abbia dovuto subire l’onta di vederti disegnata addosso una maglia che mai e poi mai potrebbe...
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PERCHE'

16 gennaio 2017 ore 18:42 segnala
Voglio trovare / un senso a questa storia si chiedeva tempo fa Vasco Rossi e in effetti, vista la cosa da lontano, sembra difficile trovare un senso alla passione irriducibile con la quale, anche stasera, molti tifosi fiorentini accompagneranno la propria squadra in una gara il cui pronostico sembra negare ogni ipotesi di gioia: da una parte una formazione carrarmato apparentemente imbattibile, la Juventus, dall’altra una frenata da problemi strutturali, con limiti e debolezze intrinseche, eppure lo stesso avvolta da un affetto senza cedimenti nonostante il sapore della vittoria sia smarrito nel tempo. Voglio cercare / un senso a questa storia / anche se questa storia / un senso non ce l’ha, insisterebbe Vasco Rossi e con lui tutti coloro che non sanno leggere nel grande libro delle Possibilità.
Perchè chi nel tempo si è consegnato a questa malattia illogica e maravigliosa chiamata Fiorentina, non lo ha fatto misurando le proprie emozioni col bilancino del farmacista o con la calcolatrice del ragioniere, piuttosto lasciandosi trasportare da un’altra possibilità: quella di aderire per trasporto naturale a una terra, Firenze e piu in generale la Toscana, e di affezionarsi al colore che nel calcio più la rappresenta: il viola.
Firenze, la Toscana e la sua gente che caratterialmente arriva da lontano. Arriva da Francesco Ferrucci, battuto a Gavinana dal soldato di ventura Maramaldo, «tu uccidi un uomo morto», ma poi nella storia resta lo sconfitto e non il vincitore; arriva dall’ irrequietezza e dalla fantasia del Beato Angelico e di Dino Campana, di Masaccio e di Antognoni, di Donatello e di Indro Montanelli, tutta gente che, nonostante il talento innato, ha preferito per sfida, per provocazione o per semplice spinta istintiva, sedersi quasi sempre dalla parte del Torto. Quella dove stanno da dio anche i tifosi viola.
Magari qualcuno chiamerà ciò provincialismo, ignorando che è molto più provinciale l’idea che senza vittoria non possa esserci passione. Al contrario: questa adesione senza calcolo a una squadra è il fondamento dell’Internazionale dei Sognatori. Gente che ha scelto un’appartenenza inseguendo un’utopia e non un salvacondotto alla sofferenza. Gente che, come Ulisse, non si è fatta stregare dal canto delle sirene al quale rimandano i trofei delle squadre del nord, preferendo inseguire virtute e canoscenza non prossime al potere. Roba del cuore più che della ragione. E «quando parla il cuore non sta bene che la ragione trovi da obiettare», avrebbe scritto non Vasco Rossi ma Milan Kundera. Uno che probabilmente stasera si sederebbe idealmente in curva Fiesole dopo aver mangiato un panino alla porchetta alle bancarelle del viale Manfredo Fanti, per poi commuoversi alle prime note gracchiate di Narciso Parigi e del labaro viola e quindi gridare al campo e al cielo i propri slogan, felice comunque di essere lì, in mezzo alla sua gente, comunque vada a finire al 90°. Piccole cose, per carità. Ma forse quelle che alla fine, oltre le coppe, oltre i trofei, oltre i palinsesti delle pay tv e gli stipendi gonfi e immorali dei nuovi ricchi d’Oriente, fanno grande e meraviglioso questo pezzo di vita chiamato Calcio.

LA NAZIONE – 15 gennaio 2017 (Stefano Cecchi)







PERLE

20 dicembre 2016 ore 00:10 segnala

VORREI METTERMI UNA COLLANA DI PERLE, CHE BRILLI SOTTO LA LUCE DELLA LUNA PER NON PERDERMI MAI E FORMARLA CON I MIEI PENSIERI LUCENTI, INTRECCIATI DI ROMANTICISMO, OGNI PERLA E' UN PENSIERO E, COME UNA PERLA NON E' UGUALE ALL'ALTRA, COSI' I MIEI PENSIERI NON SONO MAI UGUALI, SONO DETTATI DA SENSAZIONI CHE PROVO...SENSAZIONI VICINE E LONTANE CHE RIAFFIORANO E IL CUORE, QUANDO E' FELICE, GIA' TEME DI PERDERE QUELLA GIOIA E ALLORA GIOIA E DOLORE PIANGONO LE STESSE LACRIME E SCENDONO GIU' LUCCICANTI E SOLCANO LE GUANCE. OGNI TANTO ESCE UN SORRISO E QUELLO E' LA PERLA PIU' RARA, PIU' BELLA E PREZIOSA PERCHE' VUOL DIRE CHE PENSI A UN MOMENTO SERENO CHE NON VOLEVI FINISSE MAI, A UN QUALCOSA CHE SI E' APPICCICATO DENTRO AL TUO CUORE E TI E' RIMASTO NELL'ANIMA E NELLA MENTE, MA POI E' VOLATO, E' TORNATO IN CIELO DALLA LUNA,DALLA SUA MADREPERLA.
SE INDOSSASSI QUELLA COLLANA MI SENTIREI UNA PRINCIPESSA.
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« immagine » VORREI METTERMI UNA COLLANA DI PERLE, CHE BRILLI SOTTO LA LUCE DELLA LUNA PER NON PERDERMI MAI E FORMARLA CON I MIEI PENSIERI LUCENTI, INTRECCIATI DI ROMANTICISMO, OGNI PERLA E' UN PENSIERO E, COME UNA PERLA NON E' UGUALE ALL'ALTRA, COSI' I MIEI PENSIERI NON SONO MAI UGUALI, SONO DETT...
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Florence la nuit

18 dicembre 2016 ore 01:55 segnala
E' UNA NOTTE DI DICEMBRE CHE ASPETTA IL NATALE CON UN'ARIA FESTOSA E PIENA DI LUCI CHE SEMBRANO RINCORRERSI....PASSEGGIANDO X LE VIE DEL CENTRO....IN QUESTA NOTTE DI FREDDO PUNGENTE, MA CON SPIRITO ALLEGRO, RINNOVATO....SENTENDO PROFUMI.....AROMI DI ARANCIA, DI CANNELLA...C'E'IL VENDITOTORE DI ZUCCHERO FILATO CHE ATTIRA SEMPRE I BAMBINI....E...XKÉ NO...UNA DOLCISSIMA CIOCCOLATA CALDA GUSTATA IN UNA CAFFETTERIA DI UNA MERAVIGLIOSA PIAZZA...E POI PASSANDO DAL PONTE VECCHIO MAGICAMENTE COLORATO....NELLA BELLA FIRENZE DI QUESTA NOTTE E PIAZZA DELLA SIGNORIA CON LE SUE STATUE SEVERE, MA CHE OGGI SEMBRANO SORRIDERE.,.COME SE ANCH'ESSE COME BAMBINI, ATTENDESSERO QUALCOSA DI SPECIALE..MA QUEL QUALCOSA DI SPECIALE E'GIA' NELLA STESSA ARIA CHE SI RESPIRA, GIRANDO TRA PIAZZE E STRADINE, CON CAFFE' PIENI DI GIOVANI CHE SI FANNO UNA BIRRA O GELATERIE CHE TI PROPONGONO I GUSTI PIU' STRANI E I CONI ENORMI DI GELATO SEMBRANO FUMARE IN QUESTA SERA SPECIALE(jane)

NAPOLI

12 dicembre 2016 ore 12:14 segnala
Io che ho girato tutto il mondo…’o sole ‘e Napule nun l’aggia maje truvate a nisciuna parte!
(Roberto Murolo)
FACCIO MIA QUESTA CITAZIONE XKE' ANCHE X ME E' STATO COSI'.
MI E' DISPIACIUTO LASCIARE QUELLA CITTA' INCANTATA, DA PRESEPIO, DA SOGNO, CON QUEL CIELO AZZURRO, LIMPIDO E TERSO...UNA PRIMAVERA INASPETTATA, RITROVATA. LA GENTE ALLEGRA, BONARIA, SIMPATICA, BENEVOLA.
E POI TUTTO DI PIU'...CHE NON CE LA FAREI A SCRIVERE TUTTO QUANTO MI E' RIMASTO DENTRO COME UN CALEIDOSCOPIO DI COLORI, ODORI, SAPORI, PROFUMI CHE VANNO DALLE MERAVIGLIE DELL'ARTE, DAL SILENZIO DELLE CHIESE E MONASTERI, AL RUMORE CHIASSOSO DEI CLAXSON, IN QUELLE STRADE SERPEGGIANTI DI MACCHINE, ALLA DOLCEZZA DEI BABA', DELLE SFOGLIATELLE, DEI CAPPUCCiNI CREMOSI, DEI CAFFE'...DIVERSO... TUTTA UN' ALTA COSA, MI E' PIACIUTO TANTISSIMO E QUELL'AROMA!! CHE SE CHIUDO GLI OCCHI ME LO SENTO ANCORA NELLA BOCCA, E LE PIZZE! LE PIU' GRANDI! IL LORO PROFUMO TI ATTIRAVA, TI RICHIAMAVA A MANGIARLE.
E POI TUTTO L'AMBIENTE, LE CIRCOSTANZE MI HANNO AFFASCINATO TANTO DA FARMI DIRE CHE CI RITORNERO'.
VIA TOLEDO E TUTTI GLI ALTRI QUARTIERI..NAPOLI NON E' UNA CITTA' E' UN MONDO...Il linguaggio mimico è usato qui come in nessun’altra parte d’Italia. Il suo significato è impenetrabile per ogni straniero....MA DOPO UN PO' CI SI ABITUA, Orecchie, naso, occhi, petto, spalle, sono mezzi espressivi di comunicazione...la citta' O PULCINELLA. E' UNA CITTA'A META' FRA L'ORIENTE E L'OCCIDENTE E SPACCANAPOLI VOCIANTE E FESTOSA LA DIVIDE IN DUE...
Napoli è rimasto per me un certo paese magico e misterioso.
E i vicoli una miscela di ritmi musicali, voci, un sommesso acciottolio di piatti e posate esce dalle finestre aperte e dai balconi con i panni perennemente stesi.
NO, NON SI PUO' DIMENTICARE MA E' COME UN RICHIAMO.
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Io che ho girato tutto il mondo…’o sole ‘e Napule nun l’aggia maje truvate a nisciuna parte! (Roberto Murolo) fACCIO MIA QUESTA CITAZIONE XKE' ANCHE X ME E' STATO COSI'. MI E' DISPIACIUTO LASCIARE QUELLA CITTA' INCANTATA, DA PRESEPIO, DA SOGNO, CON QUEL CIELO AZZURRO, LIMPIDO E TERSO...UNA...
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12/12/2016 12:14:15
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