A Night At The Opera

23 novembre 2016 ore 19:52 segnala
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"Ogni giorno ci presentavamo in studio pensando: finalmente è finita, possiamo dedicarci ad altro. Invece arrivava Freddie, ci dava dei fogli con un nuovo testo e diceva: 'Miei cari, sappiate che ho aggiunto un altro po’ di quei bei galilei'...".

Brian May






Descrivere la bellezza di un disco, piccolo o grande che sia, non è mai semplice.
Perchè dietro quel disco vi è un processo creativo che noi possiamo solo provare ad immaginare, a supporre, a sfiorare, con un gioco di sensazioni e percezioni di cui non tutti siamo capaci.
Perchè un disco non è solo un mero oggetto con incise delle tracce audio in vari formati da ascoltare, in cuffia, in macchina, nello stereo, in Home Theatre, con un vecchio grammofono.
Un disco è qualcosa di più.
E' un qualcosa da vivere nel nostro io interiore.
Perchè ci crea emozioni.
Perchè la musica è poesia, è arte, è capacità di suscitare emozioni in chi ascolta.
La musica emoziona.
E la musica che emoziona è musica che dà vita.
Musica che vive.
Musica che è essa stessa vita.
Al di là del tempo, dell'etichetta e della data di pubblicazione.
Perchè ciò che vive non muore mai.
Esattamente come i Queen.
Esattamente come "A Night At The Opera"



1974.
Inghilterra.
Londra.
Prendete tre musicisti appassionati, uniteli ad un personaggio artistico e poetico, calateli nell'atmosfera del meraviglioso panorama musicale anni Settanta, immaginate il tutto per un anno e date il via ad una sperimentazione musicale a tutto tondo, che cattura l'ascolto e il respiro di chiunque si avvicini.
Il risultato?
Un disco che ha segnato la storia del Rock e della musica in tutti i sensi.

I Queen, che solo un anno prima avevano sconvolto e stupito il mondo del rock con il clamoroso "Sheer Heart Attack", capolavoro del duo Mercury-May, risolvono i problemi con la Trident, firmano un contratto con la EMI e registrano così il quarto album della loro carriera. Si tratta di un lavoro costosissimo per l'epoca e con sperimentazioni a livello di suoni, cori, orchestrazioni e sovraincisioni senza precedenti. Vengono mescolati alcuni fra i generi musicali più "popolari" di ogni tempo per creare un sound inconfondibile. L'opera e l'operetta, il vaudeville, il music-hall, il musical di Broadway, l'hard-rock di Who e Led Zeppelin, la vena glam di Marc Bolan e David Bowie confluiscono insieme e si fondono magicamente l'uno con l'altro senza soluzione di continuità.
È l'album che porterà al quartetto inglese il primo disco di platino:
"A Night At The Opera"




L'album si apre con la splendida "Death On Two Legs", canzone che parla in maniera tutt'altro che positiva del loro ex manager Jack Nelson e che si sviluppa tra i lead di Brian May alla chitarra e il piano di Mercury come nella migliore tradizione Queen, per poi proseguire quasi scherzosamente con il minuto di "Lazing On A Sunday Afternoon", minuto in cui i Queen pescano a piene mani dalla tradizione musicale degli anni venti (come del resto faranno più volte in questo album).

Seguono poi "I'm In Love With My Car", pezzo storico della band, scritto e cantato da Roger Taylor e più lento rispetto agli episodi d'apertura, "You're My Best Friend", altro grande classico affidato alla voce di Mercury e al suo piano, un inno all'amicizia che ha quasi le sembianze di una dichiarazione d'amore vera, "'39" nella voce di Brian May, un pezzo dal sapore country a base di timidi cori, chitarra acustica e tamburelli e dalle sottili e fuggenti sfumature malinconiche, la più graffiante "Sweet Lady", in cui la chitarra di May galoppa libera nei prati innevati lasciando la sua impronta inconfondibile.

E poi ancora la spensieratezza di "Seaside Rendevous", la sperimentazione pura di archi, cori a cappella e chitarra degli oltre otto minuti di "The Prophet Song", la voce di Freddy Mercury ed il suo pianoforte in quella gemma che è "Love Of My Life", uno dei pezzi più commoventi di sempre, l'allegria giocosa di "Good Company".


E poi, prima dell' epilogo di "Good Save The Queen", che da questo album diventerà il rito conclusivo di ogni concerto dei Queen, lei...
L'apice della storia della musica leggera (intesa nel suo concetto di "non-classica"): "Bohemian Rhapsody".
Una malinconica introduzione che porta a un duetto assolutamente irripetibile che ha come protagonisti Mercury e il suo piano, il coro sinfonico, l'assolo di May. Un assolo poetico e geniale che da aggressivo diventa dolce e cullante fino ad incontrare in chiusura la voce di Freddy. Un azzardo di sei minuti completamente composto da Mercury dietro le pagine di un elenco telefonico e che occupò un'intera settimana di registrazioni.
Oltre 150.000 copie come singolo nelle prime due settimane.




12 tracce diverse.
12 pezzi assolutamente vari, fatti di classicità, sperimentazioni, sonorità e atmosfere apparentemente discordanti ma che riescono perfettamente a fondersi ed armonizzarsi tra loro.
Un album, "A Night At The Opera" che è un capolavoro unico e assoluto non solo della carriera dei Queen, ma anche della storia del rock e di tutta la musica.
L'ugola unica di Mercury, mai compianto abbastanza, interprete perfetto di ogni singola nota ed ennesimo protagonista di quest'album immortale, è l'ultimo grande passo che porta, senza alcuna ombra di dubbio, "A Night At The Opera" tra quelle manifestazioni di genio musicale che nell'arco di un secolo si possono contare sulle dita di una mano.
Un disco che non stancherà mai, che merita ammirazione eterna, che ad ogni ascolto fa correre i brividi lungo la schiena, e magari qualche lacrima sulle guance.

Potrei continuare a narrare per ore della maestosità, dell'onnipotenza e della grandiosità di quest'opera senza mai rendergli giustizia, perché la musica va oltre le parole, per quanto queste possano essere nobili e cariche di sentimento.
Conviene allora spalancare il cuore e preparare le orecchie ad una esperienza irripetibile.

Forse gli dei della musica sono scesi in terra.
Quel che è certo è che la Musica vive.



Tracklist:

1) Death On Two Legs
2) Lazing On A Sunday Afternoon
3) I'm In Love With My Car
4) You're My Best Friend
5) '39
6) Sweet Lady
7) Seaside Rendevous
8) The Prophet's Song
9) Love Of My Life
10) Good Company
11) Bohemian Rhapsody
12) God Save The Queen


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... "Ogni giorno ci presentavamo in studio pensando: finalmente è finita, possiamo dedicarci ad altro. Invece arrivava Freddie, ci dava dei fogli con un nuovo testo e diceva: 'Miei cari, sappiate che ho aggiunto un altro po’ di quei bei galilei'...". Brian May « immagine » Descrivere la...
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23/11/2016 19:52:15
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Commenti

  1. Njlo 23 novembre 2016 ore 20:37
    Venticinque anni fa ci lasciava il magnifico Freddie, istrionico e geniale. La sua opera è e resterà trasversale a tutte le generazioni, comprese quelle future.

    Hai fatto un gran bel lavoro a e in memoria del grande Mercury, che vive, come la sua musica. Come la Musica.
  2. JealousGuy 23 novembre 2016 ore 20:51
    @Njlo: La morte di Mercury e la grande dignità con cui lui affrontò la malattia, in studio fino all'ultimo a registrare pur avendo perso 1/3 del suo peso corporeo, sono eventi che penso lascino un ricordo non solo a chi come me ama i Queen, ma un pò a tutti gli amanti della musica e non solo.
    Come i Beatles, come i Rolling Stones, stiam parlando di un gruppo, e di uomini, che hanno scritto pagine non solo di musica ma di storia.

    Il 21 Novembre "A Night At The Opera" ha compiuto 31 anni.
    Scrivere un pensiero per ricordare questo capolavoro e chi lo ha composto mi sembrava il minimo.

    Grazie :rosa

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