Io, Claudio e quei "Tamburi Lontani" che battono ancora...

19 novembre 2016 ore 21:32 segnala
...
Ogni tanto mi capita di dare uno sguardo alla mia collezioni di Vinili.
Si, lo ammetto.
Amo il vinile molto più dei classici cd e degli ultramoderni (e comodissimi) Mp3.
Il vinile è tatto, il vinile è cuore, il vinile è arte.
Il vinile è la purezza di un gesto, una puntina di un giradischi che va a posarsi delicatamente sul bordo esterno di un disco (quasi sempre un 45 giri) e nel suo moto circolare dà vita al miracolo della musica.
E la musica, è arte, è poesia, è vita.

Ogni tanto mi capita di dare uno sguardo a quei vinili.
Peter Gabriel, Sting, Bruce Springsteen, Phil Collins, Tracy Chapman, Edith Piaf, Youssou 'NDour.
E poi "Oltre"
Come oggi.
Perchè oggi i miei occhi cadono su quel disco datato 19 Novembre 1990.
26 anni esatti.
Claudio Baglioni da Centocelle ci regala uno dei primi Concept-album della storia della leggera Italiana.
Il mio primo album.
Così fortemente voluto e desiderato che ancora oggi conservo quel vinile come una rarità.

Io, Claudio, quel disco, la musica.
Il quadrilatero era completo.
Perchè "Oltre" non era un disco a caso.
Sarebbe stato facile scegliere album già famosi di cantastorie di ogni giorno e senza tempo come "Questo Piccolo Grande Amore", "Adesso la Pubblicità", "E tu".
Ma io volevo qualcosa di diverso.
Non lo stile pianoforte e voce degli anni Ottanta del cantautore romantico che tanto andava di moda sul maggiolone di quelle estati.
Volevo l'album in cui Claudio si reinventa come cantautore e musicista, superando i successi e i traguardi già ottenuti per fissare un nuovo punto di partenza, sia a livello di forma che si contenuti.
Per andare, appunto, "Oltre".

26 anni sono tanti, inutile negarlo.
E guardare quella copertina oggi mi ha fatto ripensare a quelle emozioni, al primo ascolto.
E giù a scorrere per i titoli, da "Dagli il Via" a "Io dal Mare, da "Naso di Falco" a "Domani Mai", da "Acqua dalla Luna" a "Noi No" a "Mille giorni di te e di me" fino a "Tamburi Lontani", in cui il "Cucaio" Claudio, protagonista dell'album, sullo sfondo di quel tamburo ritmato, narra la solitudine e la fine dei rapporti degli affetti più cari della sua vita.

Alla fine del viaggio cosa resta?
Resta la speranza di riuscire a superare le avversità che ogni giorno ci appaiono davanti.
"Battono i tamburi" è il verso che indica anche il battito cardiaco con il quale Claudio getta un ponte con i suoi consimili.

E quei tamburi, dopo 26 anni, continuano a battere.
A battere ancora.
Buon compleanno "Oltre".


"...Battono i tamburi battono più lontani
é giusto così
Non chiesi mai qualcuno che comprasse
La mia infelicità - tam tam tam -
Non piansi mai davanti alla tristezza
Ma verso l'onestà... - tam tam tam -
Dimmelo anche tu
Che il tempo non ci ha sconosciuto
Male e bene mio
Che dopo ti hanno amato meglio
Si ma non di più
Di tutto il poco che ho potuto io...
Vieni padre mio
Usciamo a fare un giro e guida tu
E guarda avanti e non parliamo pi
Albero padre con un ramo solo..."


Claudio Baglioni - Tamburi Lontani


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... Ogni tanto mi capita di dare uno sguardo alla mia collezioni di Vinili. Si, lo ammetto. Amo il vinile molto più dei classici cd e degli ultramoderni (e comodissimi) Mp3. Il vinile è tatto, il vinile è cuore, il vinile è arte. Il vinile è la purezza di un gesto, una puntina di un giradischi che...
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