Souls #3 : Unconquerable (Indomabile)

02 giugno 2020 ore 01:05 segnala
Un’anima non è una cosa compatta, è fatta di mille pezzi. Ma alle volte basta una parola per definirla.



Esistono dei combattenti, dei veri guerrieri che per tutta la vita, forti di una incrollabile fede nella verità delle proprie tesi e nell’etica delle proprie posizioni, riescono a resistere a ogni forma di pressione.
Non serve minacciarli, imprigionarli, torturarli. Manterranno inflessibili la loro idea, percorreranno fino in fondo la strada intrapresa.

Sono quelli che passeranno alla storia.
Nessun ricorderà i loro detrattori o aguzzini, che sono stati tanti.
Tutti ricorderanno loro, quei pochi, eroici, donne e uomini che hanno cambiato la storia con la loro anima indomabile.

Nelson Mandela passò 27 anni in carcere per poi divenire Presidente del Sud Africa e guidare la pacificazione del Paese. Usava la poesia “Invictus” come supporto motivazionale per resistere durante la sua prigionia. Un grande coraggio e una enorme resistenza prima di tutto etica.

Due cose che vanno insieme, come diceva uno che la sapeva lunga : “un vile non può essere morale” (Mahatma Gandhi).

Invictus è una poesia scritta dal poeta inglese William Ernest Henley, durante una sua permanenza in ospedale. Era stato colpito da grave male in tenera età, cosa che nel tempo lo aveva portato a perdere una gamba e ad altri problemi invalidanti. Ciò non di meno, visse in modo intenso la sua carriera di giornalista e scrittore fino alla fine. Invictus è la sintesi della sua lotta per tutta una vita e per questo Mandela la fece sua.

"Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul"


"Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo che va da un polo all'altro,
Ringrazio gli dei qualunque essi siano
Per la mia indomabile anima.
Nella stretta morsa delle avversità
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
Incombe solo l'orrore delle ombre.
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima"
Wikipedia
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Un’anima non è una cosa compatta, è fatta di mille pezzi. Ma alle volte basta una parola per definirla. « video » Esistono dei combattenti, dei veri guerrieri che per tutta la vita, forti di una incrollabile fede nella verità delle proprie tesi e nell’etica delle proprie posizioni, riescono a...
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Souls #2 : Rache (Vendetta)

01 giugno 2020 ore 15:14 segnala
Un’anima non è una cosa compatta, è fatta di mille pezzi. Ma alle volte basta una parola per definirla.



Non sempre le figure che diamo per scontato essere positive, buone e amorevoli debbono necessariamente esserlo.
Una madre, ad esempio, è nient’altro che una persona e sarà quindi come tutte le altre.
Sarà capace di amare come odiare, di tollerare come avversare, di commuoversi come di indurirsi.
E di cercare vedetta, una vendetta motivata dalla rivalsa, dall’offesa e dall’interesse. Una vendetta cercata anche a costo della propria figlia.

Beh… se una Madre è anche la Regina della Notte… vorrà usare la figlia contro il potente “Soroastro”, che alla fine apparirà come il buono della vicenda, potente ma buono…
Ma esisterà mai un potente buono ?
E comunque, quando una madre si incaxxa… difficile provare a discutere…

Die Zauberflöte (Il Flauto Magico) di Mozart ha probabilmente questo brano come pezzo più noto al mondo. La storia, come ormai consolidato ed anche evidente, è una rappresentazione del percorso iniziatico massonico ma (che i Fratelli muratori mi perdonino) è anche vero che bisogna diffidare di quello che è esplicitamente mostrato. Per cui, senza nulla togliere all’interpretazione massonica, non bisogna dimenticare che questo giocherellone simpatico e un po’ infantile di Mozart ha impiegato tutta la vita a crescere. E forse non finì nemmeno il lavoro in tempo…
La sua vera madre si dice che fosse l’ago della bilancia della famiglia.

Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen,
Tod und Verzweiflung flammet um mich her!
Fühlt nicht durch dich Sarastro
Todesschmerzen,
So bist du meine Tochter nimmermehr.
Verstossen sei auf ewig,
Verlassen sei auf ewig,
Zertrümmert sei'n auf ewig
Alle Bande der Natur
Wenn nicht durch dich!
Sarastro wird erblassen!
Hört, Rachegötter,
Hört der Mutter Schwur!

La vendetta dell'inferno ribolle nel mio cuore,
morte e disperazione fiammeggiano intorno a me!
Se tramite te Sarastro non patirà le pene della morte,
non sarai mai più mia figlia
Ripudiata sii per sempre,
Abbandonata sii per sempre,
Distrutti siano per sempre
Tutti i legami della Natura
Se Sarastro non impallidirà tramite te!
Ascoltate, dèi della vendetta, ascoltate il giuramento di una madre!
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« video » Non sempre le figure che diamo per scontato essere positive, buone e amorevoli debbono necessariamente esserlo. Una madre, ad esempio, è nient’altro che una persona e sarà quindi come tutte le altre. Sarà capace di amare come odiare, di tollerare come avversare, di commuoversi come di ...
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Souls #1 : At last (Infine)

01 giugno 2020 ore 05:22 segnala
Un’anima non è una cosa compatta, è fatta di mille pezzi. Ma alle volte basta una parola per definirla.



“At last” sta per finalmente, alla fine di un lungo tempo, dopo una attesa paziente, silenziosa anche nel rumore della vita, riflessiva anche quando agitata, costante.

Un’anima costante nella fede del risultato.
Nella convinzione di poter aspettare.
Nella certezza del premio.

Etta James è stata una delle migliori interpreti soul and blues, la sua capacità vocale veramente grande.
Il brano “at last” prima di lei era solo un pezzo in una commedia Holliwoodiana.
Dopo, non più.


At last my love has come along
My lonely days are over and life is like a song, oh yeah

At last the skies above are blue
My heart was wrapped up clover the night I looked at you

I found a dream that I could speak to
A dream that I can call my own
I found a thrill to press my cheek to
A thrill I've never known, oh yeah
You smiled, you smiled oh and then the spell was cast
And here we are in Heaven
For you are mine at last


Finalmente il mio amore è arrivato
I miei giorni di solitudine sono finiti e la vita è come una canzone

oh, finalmente I cieli lassù sono blu
beh, il mio cuore è stato ben chiuso nel lusso la notte in cui ti ho guardato

Ho trovato un sogno a cui potevo parlare
un sogno che posso chiamare mio
ho trovato un brivido contro il quale premere la mia guancia
un brivido che non ho mai provato prima
beh, tu hai sorriso, tu hai sorriso e dopo l'incantesimo è stato lanciato
Ed eccoci qui in paradiso
perchè tu sei mio... finalmente.
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Un’anima non è una cosa compatta, è fatta di mille pezzi. Ma alle volte basta una parola per definirla. « video » “At last” sta per finalmente, alla fine di un lungo tempo, dopo una attesa paziente, silenziosa anche nel rumore della vita, riflessiva anche quando agitata, costante. Un’anima...
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Smile ...

29 maggio 2020 ore 23:35 segnala






Smile tho' your heart is aching
Smile even tho' it's breaking
When there are clouds in the sky
You'll get by
If you smile
Thro' your fear and sorrow
Smile and maybe tomorrow
You'll see the sun come shin-ing thro' for you
Light up your face with gladness
Hide ev-'ry trace of sadness
Altho' a tear may be ever so near
That's the time
You must keep on trying
Smile, what's the use of crying
You'll find that life is still worth-while
If you just smile
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« immagine » « video » Smile tho' your heart is aching Smile even tho' it's breaking When there are clouds in the sky You'll get by If you smile Thro' your fear and sorrow Smile and maybe tomorrow You'll see the sun come shin-ing thro' for you Light up your face with gladness Hide ev-'ry tra...
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Mi chiamo Nairod

22 maggio 2020 ore 16:18 segnala


Mi chiamo Nairod. Anzi. Dovrei dire che mi hanno chiamato Nairod.

Nessuno in realtà sceglie il proprio nome. Se lo trova cucito addosso dalla nascita o poco più. E non sa bene chi ringraziare per questo. Si, i genitori sono quelli che, nella maggior parte del mondo, stabiliscono il nome del nascitura. Ma a loro come viene in mente ? Sappiamo tutti che esistono le "ondate" di nomi... quei flussi ininterrotti di bettesimi che testimoniano delle mode, quale che esse siano...

C'è chi si riferisce alla religione o alla storia patria o alle arti per decidere come chiamare un figlio. Quanto Francesco, Antonio incontriamo ogni giorno. Quanti Manfredi. Quanti Leonardo.

Altri più prosaicamente si riferiscono a elementi della cultura di massa, alle soap-operas, a personaggi dello spettacolo, addirittura a personaggi di fantasia dei film. E' da lì che vengono le Jessica, Samantah, Celeste, addirittura Anakin...

A me è toccato in sorte una famiglia di letterati. Eccentrici e illuminati. Amanti del rischio e della sperimentazione. No, non sono di origine slava e nemmeno nordica come il suono potrebbe far credere. E' che i miei erano gente fantasiosa all'estremo. E così mi hanno chiamato col nome preso dal personaggio del romanzo di Wilde, il Ritratto di Dorian Gray. Ma non volevano chiamarmi come quello sciagurato, bensì come il vero protagonista : il quadro. E che nome usare se non quello di Dorian riflesso come in uno specchio, visto che il quadro questo era, uno specchio senza tempo capace di raccogliere e sommare le immagini dei misfatti che rifletteva.



Così eccomi qua. A fare quello per cui sono stato battezzato. Perchè come dicevano i latini "nomen est omen". Solo che io non sono un quadro, sono una persona vera. E non ho un "archetipo" umano da riflettere. Così lo faccio con tutti.

Vi chiederete : in che senso ? Nel senso che chiunque si avvicina a me sente irrefrenabile il bisogno (e il diritto) di trasferirmi tensioni, pulsioni, nevrosi, tristezze varie ed eventuali, depressioni e loro cause assortite, ogni sorta di insoddisfazione per la vita che ognuno conduce. E vi assicuro che sono tante... Non avete idea...

E io, proprio come quel fottuto quadro, piano piano, mi degrado, deperisco psichicamente, accumulo gli effetti negativi di quello che sento e ricevo fino ad esserne sommerso, soffocato, paralizzato da una vischiosità senza tregua.

E la cosa peggiore è che io stesso ormai non so fare altro, non sono capace di sottrarmi a questo destino, sono talmente assuefatto a ricevere quintali di merda nella mia testa che se periodicamente non ricevo la mia dose, mostro tutti i sintomi dell'astinenza.

E l'altro fenomeno è che una volta ricevuto da ognuno i rifiuti che allignano nella sua psiche e nella sua mente, ecco che brillantemente il soggetto si riprende e ritrova addirittura una alterigia verso il mondo che pensa bene di sperimentare, come prima cosa, verso di me... lo stronzo...verso di me che l'ho salvato dall'abisso della disperazione poco prima...

Ma ora avrò la mia rivincita. Ho elaborato un piano eccezionale. Ricordate vero che la distruzione del ritratto eliminava anche l'originale ? Bhe... farò la stessa cosa... quando mi sarò tolto la vita, TUTTI quelli che mi hanno finora riempito di merda la testa e l'anima moriranno nello stesso istante con me. Lo farò stasera. Ho già preparato tutto. Sarà un attimo. E domattina il mondo avrà una discreta quantità di irriguardosi, invadenti, egoisti, approfittatori, scarica-barile figli di puttana in meno !!!

Giornale del mattino - Trovato morto suicida il nostro concittadino Nairod. Vicino al corpo una delirante lettera. Si pensa facesse uso di allucinogeni.

- Hai letto ? Nairod è morto. Suicida.
- Ma dai ? Certo, quello era segnato fin dalla nascita. Ma si può dare un nome simile a un figlio ? Avrà sofferto tutta la vita.
- Che dici, andiamo al funerale ?
- Mmhh... no, direi di no... in fondo ho avuto pochi contatti con lui. C'è stato un periodo in cui parlavamo a lungo. Era quando io stavo un po' male. Poi però ha cominciato ad essere strano e l'ho mollato. Capirai... avevo già tanti pensieri...



Questo piccolo reprint proviene da scritture in lontane vite precedenti.
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« immagine » Mi chiamo Nairod. Anzi. Dovrei dire che mi hanno chiamato Nairod. Nessuno in realtà sceglie il proprio nome. Se lo trova cucito addosso dalla nascita o poco più. E non sa bene chi ringraziare per questo. Si, i genitori sono quelli che, nella maggior parte del mondo, stabiliscono il ...
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Pre-Covid Working Day

20 maggio 2020 ore 21:52 segnala


Fin dall'antichità la giornata veniva divisa in ore che scandivano le varie attività legate alle condizioni di illuminazione. In epoca romana si avevano 12 ore diurne, dall'alba al tramonto, ognuna col suo nome e con una durata che non era necessariamente uguale.

HORA PRIMA
respira... respira.... respiro... svegliati... svegliati... SONO sveglio... STO respirando... muoviti... girati... coscienza riconnessa.... fanculo la sveglia!... dove è finito il sogno?... o era un incubo?... macchè, l'incubo comincia adesso.... alzati... mi alzo... so già tutto... vado... ma dove vado?... no, devo andare... devo... devo! Andare! ORA!

HORA SECUNDA
Rumore... luce... gente... tanta gente... ma dove vanno tutti... dove cazzo vanno tutti questi?!... chi li ha fatti uscire!?!... strombazzano, ti superano, corrono, ma dove corrono... e soprattutto perchè corrono?... arrivare presto per cosa? Per sbrigarsi a tornare dove stavano? E allora perchè non ci restano... mha!

HORA TERTIA
Vediamo... capiamo... pensiamo... mettiamo in fila le cose da fare... come sempre... dai che lo sai fare... lo fai tutti i giorni... tutti i giorni... TUTTI i giorni... gli obiettivi... poi i risultati attesi... poi i percorsi e le azioni... poi le risorse... tutti rompicoglioni... poi i tempi... sempre troppo lunghi... la qualità... figuriamoci... la sicurezza... e l'insicurezza?... no, basta! Ogni cosa al suo posto, tutti devono sapere cosa fare, siamo o non siamo una grande famiglia? Dobbiamo lavorare in armonia!... Eh? Come?

HORA QUARTA
Basta, pausa... pausa caffè... fa schifo ma un caffè ci vuole... mi devo alzare... uscire da qui... e bere un caffè... mi sveglia, mi scuote, mi ravviva... mi buca lo stomaco, mi fa vomitare... mi fa socializzare... seeeh! Con chi? Ti ricordi con chi?... ma almeno posso lasciare che la mia testa pensi ad altro, che vada libera per i propri pentieri... pensieri... no... sentieri... che vada libera!
Ritmi soffici, felpati... arpeggi eleganti... toni caldi... buona musica che ti accompagna... e via sto schifo di caffè!

HORA QUINTA
Partiamo... tutti insieme... ma anche separatamente... dissonanze... che si compongono, ovvio... importante che ognuno sappia cosa fare... anche se non lo sa proprio bene... almeno orientativamente... è un po' come una jam-session... tu paghi per sentire una jam-session... qui è gratis... è peggio che ballare sui trampoli... meno male che il culo ci assiste sempre!... sei il solito pessimista... non fare la figura del solito negativo!... di che va tutto bene... per favore, dillo... una volta sola... che ti costa?

HORA SEXTA
Relax... staccare... staccare la spina... staccare il cervello... per un'oretta soltanto... cosa vuoi che sia un'oretta... calma... e se poi il cervello non ti riparte più?... ma no, dai... è impossibile... si è mai sentito che uno va in pausa pranzo e diventa catatonico?... passata la pausa si ricomincia... si riparte... per andare dove?... si rimette in moto la materia grigia!... panchina... sole... verde prato... verde albero... verde ramarro... verde rammarico... rammarico... dispiacere... seccatura... scocciatura grande... è già ora di andare... che palle!

HORA SEPTIMA
eccolo... il tacchino entra... guarda come è tronfio oggi... ora viene e ci dice le stesse cose... sempre le stesse da sempre... e tutti “siiii”... ma tutti insieme però... coesi!... allineati!... convinti!... più dice cazzate e più devi sembrare convinto... e tutto qui il gioco... ora parla... no, non lo dire... non dire “ da quando sono arrivato qui..”... NON LO DIRE... per favore non............ l'ha detto!... cazzo , l'ha detto anche oggi!.... mai che ti stupiscano... mai che ti sorprendano... mai che... eccola... adesso parla lei... sentiamo...... poi dicono “ma quella è raccomandata”.... oppure dicono “quella gliela dà al capo”.... e allora?... speriamo di si!... ma capite che se non fosse così sarebbe una tragedia!... ma se la promuovono senza raccomandazioni e senza che gliela dia, una così, MA A CHI C***O STIAMO IN MANO!... e adesso tutti in coro... tutti a rifare il verso... a ridire le stesse cose già dette... e andiamo avanti cosi!

HORA OCTAVA
fine... fine... basta.... si esce... ce ne andiamo... anzi, ME ne vado, e se qualcuno resta, affari suoi... sollievo.... respirazione ampia e serena... quasi allegria... euforia, tho!... fuori, fuori... anzi, come dicevano i greci: eschilo che qui si sofocle giù per le scale euripide... sono proprio rincoglionito!

HORA NONA
c'è la luna... c'è sempre la luna... ogni volta che torno a casa c'è la luna... anche quella.... sempre lassù a farsi i cazzi nostri... cosa pretende... cosa vuole... perchè non fa qualcosa... se stai lassù vedi e senti tutto!... ogni tanto dì qualcosa... intervieni... FAI qualcosa... solo maree e … vabbè, lasciamo stare... tanto lo so che tutti 'sti lunatici so' figli a te!

HORA DECIMA
arrivato!... AR..RI..VA..TO.. casa... telefono-casa... caverna.... tana... con acqua calda e riscaldamento... porta blindata...fuori tutti... fora di ball... vittoria... VITTORIA... finalmente solo... subito in mutande+bibita+musica+tv+pc+dvd+radio+... bhe, basta questo... niente pensare... solo mangiare... merendino... merendino grande... merenda... cena e non se ne parli più?... è presto?... dici che è presto?... aiutami a dire chissenefrega!... ho fame, mangio!

HORA UNDECIMA
Fame placata – ok... tg visto – ok... casa sistemata – ok... spesa fatta – ok... ora, relax... pochi pensieri... molto silenzio... qualche riflessione... focalizzata... profonda... basta oggi, niente domani, l'anno prossimo... fra tre anni... cosa farò fra tre anni.... dove sarò fra cinque anni... sempre qui in mutande, pirla... scrivo?.. non scrivo?... chatto?... non chatto?... vabbè, che c'è in tv stasera?

HORA DUODECIMA
Finalmente sdraiato... ossa che si sistemano... si acconciano alla posizione... testa infossata nel cuscino... conciliare il sonno... pensare piacevole... pensare liscio... pensare caldo... dormire... morire... sognare... segnare... lasciare un segno... . non potrò mai più lasciare un segno... non farò più in tempo a lasciare un segno... massì! forse mi accontento di un sogno.....
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« immagine » Fin dall'antichità la giornata veniva divisa in ore che scandivano le varie attività legate alle condizioni di illuminazione. In epoca romana si avevano 12 ore diurne, dall'alba al tramonto, ognuna col suo nome e con una durata che non era necessariamente uguale. HORA PRIMA respira....
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20/05/2020 21:52:46
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Punto di Equilibrio

17 maggio 2020 ore 22:44 segnala

Avete visto che roba? Dico qui sopra… che lavoro di raffinato equilibrio… Da non credere!!
Il filmato non rende ragione del tempo necessario, dell’attenzione da porre e della precisione richiesta. Tutte e tre altissimi.
Un lavoro da professionista, per di più una brava.

Fino a un momento prima di togliere la piuma, tutto resta immobile in un equilibrio delicato ma “continuo” (in assenza di disturbi esterni, come correnti d’aria o spinte o quant’altro simile).
Ho usato il termine continuo anziché “stabile” perché la stabilità è un concetto, studiato in tante discipline, che parte dalla capacità di ritornare all’equilibrio di partenza anche dopo una perturbazione non troppo grande o distruttiva.
Ad esempio, avete un filo con un peso attaccato all’estremità e lo lasciate penzolare. Di fatto è un pendolo. Se con una mano spostate il peso lateralmente lasciando il filo teso e poi lo lasciate, il peso comincia a oscillare tendendo a tornare sempre dove era prima. Certo, quando arriva sulla verticale l’abbrivio lo porta oltre, ma poi torna indietro e così via fino a fermarsi di nuovo al punto dove era all’inizio.
Ecco, questo è un punto di equilibrio stabile.

Ma… se il sistema NON è stabile, non vuol dire che non esistano punti di equilibrio. Semplicemente bisogna essere un po’ più accorti perché le cose (dopo le perturbazioni) non tornano a posto da sole.
Se qualcuno si ricorda il film “A beautiful mind”, lì si parlava di un Nobel dell’Economia (1994), tale John Nash, famoso per la sua definizione di “equilibrio” nella Teoria dei Giochi. In momenti divulgativi (seminari o interviste) amava sintetizzare in modo chiaro e conciso il suo principio.
“Un gioco può essere descritto in termini di strategie, che i giocatori devono seguire nelle loro mosse: l’equilibrio c’è quando nessuno riesce a migliorare in maniera unilaterale il proprio comportamento. Per cambiare occorre agire insieme.”
Qui c’è un nuovo concetto, che è l’effetto della cooperazione nell’agire in un contesto competitivo ma in equilibrio.
Esistono altre definizioni di equilibrio, un matematica o in fisica o in altre discipline scientifiche, perfino nella psicologia che scientifica non è ma è una disciplina. Pensiamo in geometria ad una figura cosiddetta a “sella” lungo le cui superfici scorrono flussi o “cose”. Anche lì esiste un punto di equilibro molto delicato, sul vertice della sella, raggiunto il quale se NON c’è nessuna perturbazione SI può restare indefinitivamente fermi. Benchè instbili.

Per tornare al filmato, ci sono due aspetti da considerare : l’attrito e lo schema costruttivo.
L’attrito ha da sempre una accezione negativa, ma è invece un potente mezzo che consente al mondo di esistere. Senza l’attrito non potremmo camminar, guidare, tenere in equilibrio la struttura che vedete nel video e, udite udite, neanche avere rapporti umani. Perché l’attrito è quella forza che nasce dall’unione di due corpi e che impedisce loro di continuare a muoversi autonomamente l’uno dall’altro… è solo un caso, credo, che attr-ito abbia la stessa radice di attr-azione …
In termini figurati, l’applicazione al caso psicologico umano è semplice da trasferire… non mi dilungherò.

Esiste poi lo schema costruttivo. Quando si costruisce qualcosa, si segue sempre uno schema, di solito dal particolare al generale (prima si fanno i componenti e poi li si monta insieme) e da sotto in su (prima le fondamenta e poi i piani fino al tetto). Paradossalmente, in questo video la struttura è stata fatta a partire dal particolare in alto (la piuma) e aggiungendo poi il resto mantenendo l’equilibrio intorno all’attrito minore : quello tra piuma e primo ramo.
E’ ragionevole che se poi tolgo la piuma…
Quella piuma che era la “chiave di volta” messa prima, la ragione su cui si era costruito il resto, per propaggini aggiunte in un attento equilibrismo. Perché ad ogni passo, puoi scegliere di continuare allo stesso modo o fermarti.
Quello che NON puoi fare è cambiare lo schema di costruzione, che è come dire che nell’equilibrio di Nash vuoi far cambiare le strategie dell’ALTRO contendente, che è cosa che non si può fare.
In questo caso, del video, se dai fastidio alla piuma, vuol dire che stai cambiando il gioco perché la regola prima è di costruire attorno alla piuma, ma se scegli di muovere quest’ultima dovrai anche aspettarti di far crollare tutto.
Dovrai cioè rinunciare a quel “limbo delle cose sospese” in cui tutto “esiste nella tensione di un permanente principio” di cambiamento. Crescita o caduta ? Non importa. Quello che conta è la percezione di vivere un equilibrio fisico ed estetico perfetto ancorché incerto.

Non applaudite e non vi eccitate : queste definizioni non sono mie. Le ho prese da una blogger di raffinata capacità espositiva, abituata a selezionare e distillare concetti estremi neanche fossero grappa millesimata.
Una persona ispiratasi ad un personaggio reale e storico che ha passato la vita anch’ella in una condizione di equilibrio speciale. Non del tutto positivo, ma speciale.
Musa ispiratrice di uno scrittore apprezzato e imbarazzante, deriso e ammirato, casto e amante, lucido e visionario, uno che viveva su un filo da funambolo. Uno scrittore che per tutta la vita ha conservato l’ “innamoramento” per la sua giovane musa, idealizzandola e facendone scopo di ammirazione fino all’ultimo suo respiro.


Alla fine, cosa ha di tanto affascinante questo stare in bilico su uno spillo ? A che pro abitare in un punto di equilibrio?
Il segreto è che “si può essere eternamente felici, lì, senza dover per forza definire altro”
Una permanenza infinita nello stato di grazia.
Forse se Adamo ed Eva ci avessero pensato, non avrebbero dato retta al Serpente. :-)

P.S. – Grazie Alice delle tue gocce di pensiero, qui riportate in grassetto. Ho solo cercato di visualizzare i tuoi concetti senza tentare rielaborazioni. Perchè è inutile cercare di migliorare la perfezione. :rosa
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« video » Avete visto che roba? Dico qui sopra… che lavoro di raffinato equilibrio… Da non credere!! Il filmato non rende ragione del tempo necessario, dell’attenzione da porre e della precisione richiesta. Tutte e tre altissimi. Un lavoro da professionista, per di più una brava. Fino a un moment...
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17/05/2020 22:44:38
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Una farfalla di nome Cho-cho-san

16 maggio 2020 ore 23:31 segnala
Questo post è un reprint ed è stato pubblicato solo a titolo divulgativo del dialetto romanesco, lingua che sarebbe un peccato non apprendere... :-)

Alzo la cornetta e compongo il numero. Sempre lo stesso. Da sempre. Uno squillo... Due... Tre...
Pronto ? Sei tu Franco ?
E chi ha da esse'... si chiami a casa mia...
Ma che c'entra... è un modo per controllare di non aver sbagliato numero... vabbè senti (passando al tono moderatamente eccitato) stasera ti porto a vedere una farfalla spettacolare... che ne dici ??
Perchè, ce fanno vede' Belen ?
Quale ? Quella in Portogallo dici ?
Se, vabbè... allora sei entrato ner giro der Berlusca ?
Franco ma che blateri ? Sei ubriaco stasera ?
Gnente, gnente... 'n ce penza'... tanto co' te... Allora, 'ndo dovemo anna' ?
All'Opera, Franco !!! Stasera andiamo all'Opera e ti faccio vedere la Madama Butterfly !!! Contento ?!?!
(ancora...) Na favola... viemme a pija te, va', così nun devo guida'...

Riattacco. Certo entusiasta non m'è sembrato, ma insomma... prendermi cura della “evoluzione” di Franco è un po' un mio compito morale da sempre. E da sempre con scarsi risultati comunque...
A dire il vero, ero stato un po' dubbioso se invitarlo a meno a vedere la Madame Butterfly, perchè lui è un tantino... elementare ecco... e non volevo che rovinasse la suggestione di un capolavoro con le sue battutacce permeate di rozzo buon senso... Ma tant'è.. magari la Butterfly lo “cattura”...

E magari usare il termine “catturare” da parte di una farfalla è improprio... anche se a quel che si dice queste farfalle sanno essere pericolose... parlo della farfalla delle tempeste... quella bastarda farfalla che sbatte le ali a Tokio e fa scatenare uragani a New York... tu guarda di cosa sono capaci...
Si ma anche quello che ha inventato questa bellissima, immaginifica e stratosferica cazzata per spiegare il comportamento di fenomeni e sistemi caotici... quelli che fanno caos “garbato”... il caos matematicamente inteso... quello delle cose che si ripetono sempre e mai del tutto uguali a se stesse...
“le traiettorie nello spazio delle fasi non convergono e presentano andamenti quasi-stazionari attorno a punti chiamati attrattori strani” -”... scusi, che vuol dire?”-” Che è un casino, anzi un caos”.

Sto divagando. Accelero, prendo Franco, arriviamo di corsa all'Opera, lo piazzo nella poltrona e ci godiamo tutta la storia.
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Apro gli occhi al riaccendersi delle luci.
Ci vuole sempre un attimo per far uscire la mente dalla suggestione della rappresentazione scenica e farla rientrare nella materialità del luogo in cui siedi, sulla poltrona di velluto accanto a Franco.
Usciamo lentamente e ordinatamente, seguendo il deflusso degli spettatori mormoranti.
Appena passata al porta mi guarda e fa:
Che brutta storia... butta brutta brutta...
accompagnando la frase con una smorfia esplicita.
Ma che non ti è piaciuta Franco ? Questa è una delle migliori opere di Puccini...
Ma no, che c'entra l'opera... E' proprio la storia che è brutta... 'na storiaccia... un'infamone e 'na ragazzina... ce 'so rimasto male... questo nun è un dramma, è 'na traggedia...
Eh sì... stavolta non posso proprio darti torto, Franco mio. E' veramente una tragedia... un incontro sbagliato di culture e di civiltà, distanti tra loro e che non si capiscono, al punto che...
Ma annamo, ma che cazzo dici... ma quale curtura e civirtà... ma è civirtà lassà 'na creatura che po' esse tu fija così, gravida e senza sostegno, dall'altra parte del monno ? Ma che so' cose de civirtà queste ?
Ma Franco caro, a parte il fatto che è una finzione scenica di un'opera, effettivamente nel periodo in cui è ambientata la vicenda gli occidentali si consideravano una razza superiore ed evoluta. E inoltre...
Evoluta... tze...
Si, Franco, evoluta. L'occidente rappresentava la punta avanzata del mondo tecnologico. E inoltre, dicevo, gli occidentali si adeguavano, nei fatti, alle usanze locali. Come quelle che permettevano di sposare giovani ragazze e poi magari ripudiarle.
Ah ecco... perchè uno così porta la civirtà... addopera le regole che fanno più commodo a lui e così dice che porta la civirtà...

Lo so Franco, può sembrare addirittura crudele il comportamento di Pinkerton, ma la diversità tra i due era veramente enorme.
Ma te pare... ritorna' co' la moje, e portasse via la creatura... ma so' cose da fa' ?? anzi... nun so' nemmeno cose da penza'... me meravijo de quer Puccini...
No, guarda Franco, per Puccini le donne sono state sempre il fulcro del mondo, non solo perchè le amava tutte profondamente, ma perchè...
… ma perchè era un puttaniere, ce lo so...
… MA PERCHE' le poneva sempre al centro delle sue opera, l'intera storia ruotava attorno a questi personaggi feminili e, a modo suo, faceva riflettere la gente sulla condizione femminile, ecco...
Sarà... ma ortre a fa' riflette', se potrebbe da' pure er bon esempio... chessò... magari co' n'opera tutta 'n positivo, in cui 'ste poracce de cinesi, giapponesi, spagnole, romane nun devono fa' sempre 'na fine tragica... ma poi 'sta ragazzina... ma nun te vje da penza' che potrebbe esse 'na fja ??? nostra o de quarcuno amico nostro ?
E lo so Franco, la storia effettivamente commuove...
Aho !!! ma deppiù !!! questa è na storia che strazia... L'unica cosa giusta che ha fatto l'amico tuo Puccini è de chiamalla Batterflai... che era proprio 'na farfallina delicata... artro che quelle sgallettate che m'hai portato a vede' l'artre vorte...

Come al solito, preso dall'eccitazione, stava alzando sempre più il tono della voce e come al solito cresceva di pari passo il mio imbarazzo, accompagnato stavolta da un magone sincero e crescente.
Vabbè adesso usciamo Franco, ormai è tutto finito...
Annamo... te porto ar bar e te offro un cicchetto... che manna' giù sta faccenda stasera nun è facile...
Nel bar ci sedemmo e ordinammo da bere restando in silenzio, Quando arrivarono i bicchieri li sollevammo per un brindisi.
Alla salute delle donne di Puccini, Franco caro.
Alla salute de tutte le farfalle, che vivono meno dell'artre ma se le ricordamo de più... rispose Franco.

Inghiottimmo entrambi il contenuto dei nostri bicchieri, io la mia orzata e lui il suo cognac.
Perchè io non reggo l'alcool e sono astemio mentre Franco ne dovrebbe bere un litro prima di avere un cedimento.
Ci fermammo lì con il bere, ma la gente che passava, vedendoci a testa china con il bicchiere in mano e le lacrime agli occhi, avrà pensato certamente alla tristezza di due ubriachi...
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Questo post è un reprint ed è stato pubblicato solo a titolo divulgativo del dialetto romanesco, lingua che sarebbe un peccato non apprendere... :-) « immagine » Alzo la cornetta e compongo il numero. Sempre lo stesso. Da sempre. Uno squillo... Due... Tre... Pronto ? Sei tu Franco ? E chi ha da...
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16/05/2020 23:31:23
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In the Wake of Poseidon (thanks Alba.Silente)

13 maggio 2020 ore 23:56 segnala


L’ 11 giugno 2011, una “ragazza di qua” di nome Julia ma universalmente nota come Alba.Silente pubblicò un post nel Forum Musicale del suo Gruppo “Achille e la tartaruga” (sottotitolo : Per chi fa della lentezza una filosofia di vita e, a volte, una identità).
Questo post presentava e commentava un brano che è quello riportato qui.
Io arrivai molto dopo a conoscerla e, rimanendone incantato come tutti quelli che la incrociavano, mi misi a leggere tutto quello che aveva prodotto e stava producendo. Incontrai così questo brano e la sua “esegesi”, ripresa direttamente dal sito “kingcrimson.forumattivo.com” che qui riporto.

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Pietra angolare dell’intero disco, questa poesia è anche uno dei testi più complessi di Sinfield, traendo spunti ed ispirazioni dalla mitologia e dalla psicologia Junghiana.
Il messaggio che Sinfield qui vuole comunicarci è che in un mondo in subbuglio ("World on the scales") anche gli archetipi faticano a svolgere la loro funzione positiva.
Gli archetipi, infatti, sono forme immaginative che si ritrovano in ogni cultura, e che hanno un’eco nei miti, nelle favole, nelle leggende. Essi, secondo Carl Gustav Jung, sono anche possibilità di rappresentazione contenute nell'inconscio umano; ognuno di noi li possiede e potrebbe dunque attivarli (e cioè riempirli di contenuto quando salgono a livello conscio) in ogni momento della vita.
La loro funzione è quella di accompagnare l'Io nel suo cammino di individuazione, ossia di creazione di un “individuo” psicologico, un’unità separata ed indivisibile (definita da Jung, il Sé).
Se essi, invece, invadono la coscienza senza "filtri" e senza "controlli" possono far vivere alla psiche umana esperienze intense che possono dar luogo a fenomeni dissociativi e distruttivi per la persona.
I dodici archetipi principali vengono rievocati da Sinfield nelle liriche del brano, circa un personaggio ogni due righe; allo stesso modo essi sono rappresentati nella copertina.



la bella copertina è un dipinto del 1967 dell’artista londinese Tammo De Jongh, dal titolo: ‘The 12 Archetypes’ or ‘The 12 Faces Of Humankind’ («I dodici archetipi» o «i dodici volti del genere umano»). I 12 gli archetipi sono qui estratti dalla copertina per identificarli, nell’ordine da sx a dx :
1) La bambina/L’innocente (Children)
2) La donna malinconica o L’incantatrice (Midnight Queen)
3) Il Joker (The Mad Man)
4) L’attrice (Dame Scarlett Screen)
5) Il Mago (Magi)
6) La natura (Mother Earth)
7) Lo scienziato/Il filosofo (Plato)
8) Il clown buffone (Arlequins)
9) Il guerriero/L’eroe (Heroes)
10) Lo schiavo (Slaves)
11) Il patriarca (Bishop Kings)
12) La vecchia (Harvest Hags)

Come le carte dei Tarocchi, che quando vengono lette a rovescio hanno una valenza negativa, così questi personaggi, nella maniera in cui sono rappresentati, invece di condurci verso esperienze positive e luminose, possono spingerci verso la tempesta e la distruzione.
Ad esempio, Il guerriero, forza positiva che dovrebbe spingere a lottare per le proprie convinzioni, è votato all’omicidio ed alla rovina.
Il filosofo, che ha come caratteristica quella di indagare la realtà, si trova ad osservare i poveri resti mortali degli uomini per scorgerne un significato divinatorio (ed in ciò censurando la propria razionalità).
Il patriarca si presenta nel suo lato ombroso, che porta dittatorialità e fanatismo.
Il mago, infine, che dovrebbe avere il potere dell’intuizione, è accecato e conduce anch’esso alla morte.
In tutto questo, la purezza dell’innocente viene inquinata dal ricevere la lezione degli eventi dolorosi della vita.
L’uomo moderno è ancora una volta fuori controllo rispetto a se stesso ed alla natura. L’unica via di uscita è trovare l’equilibrio degli elementi nella trasformazione, la quiete dopo la tempesta portata da Poseidone, On the Wake of Poseidon.
Alla luce di questa possibile interpretazione della canzone, la scelta di Poseidone non è casuale. Percorrendo il mare con il suo carro tirato dai cavalli, Poseidone, dio degli oceani e dei destrieri, rappresenta i simboli inconsci del cavallo e dell’acqua. L’acqua evoca il mistero infinito e gli infiniti pericoli della fluidità del nostro inconscio. L’acqua è infatti in continuo movimento, mai diversa e tuttavia mai la stessa. Il cavallo rappresenta, nella sua potenza primitiva, le pulsioni istintive della nostra natura selvaggia.
Poseidone si può perciò rappresentare come il pericolo che si scatena quando erompono le forze che dormono sotto la superficie della coscienza, se le stesse non vengono integrate, a livello conscio, nella personalità dell’uomo.

Mi sembra di ricordare che è stato da allora che cominciai a pensare che un “Arlecchino”, coi suoi giochi sciocchi e inutili, potesse essere la miglior maschera da indossare.
Non ho mai dimenticato quanto fosse speciale Alba.Silente.
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« video » L’ 11 giugno 2011, una “ragazza di qua” di nome Julia ma universalmente nota come Alba.Silente pubblicò un post nel Forum Musicale del suo Gruppo “Achille e la tartaruga” (sottotitolo : Per chi fa della lentezza una filosofia di vita e, a volte, una identità). Questo post presentava e c...
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13/05/2020 23:56:46
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Ambra

12 maggio 2020 ore 23:36 segnala


Gocce dorate, gocce mielose,
stalattiti aderenti che scivolano una sull'altra.
Lacrime viscose, figlie della vita quieta di corteccia
Invasione viscida nelle fratture brune,
A catturare piccola vita mobile,
Giusto un istante, un battito di cuore infinitesimo
Che si abbandona allo stordimento degli aromi.
Poi un fremito di riscossa, di movimento scomposto,
Ultimo sprazzo di vitalità prima di annegare,
Prima di perdere il contatto dell'aria.

Poi il Tempo, che scorre fermo, che asciuga il liquore,
Che plasma la superficie con la gravità ed il sole.
Tempo trascorso. A lungo. Tempo lungo.
Goccia dorata, goccia dura, goccia cristallina,
Teca di forma immobile. Forma morta. Teca di morte.
Forma immobile. Forma completa e sola.
Riconoscibile e nota.
Riconosciuta come un pensiero.

Di una cosa non più viva.
Presente per sempre.
Come un ricordo.
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« immagine » Gocce dorate, gocce mielose, stalattiti aderenti che scivolano una sull'altra. Lacrime viscose, figlie della vita quieta di corteccia Invasione viscida nelle fratture brune, A catturare piccola vita mobile, Giusto un istante, un battito di cuore infinitesimo Che si abbandona allo st...
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