Febbre fredda

28 marzo 2010 ore 16:46 segnala

Ho una forte dose di solitudine e di senso di inadeguatezza.

Ho la sensazione che le cose non possano che andare storte.

Ho in gola un groppo di frustrazione e di tristezza.

In una cesta, fuori dalla porta di casa mia,
ho un gattino di 3 mesi, sporco e malato, che per qualche motivo mi ricorda me.

Ho appena finito di riascoltare "The Incident".

Ho voglia di buttare tutto all'aria, e di dare fuoco a ciò che è troppo pesante per essere buttato all'aria.

Ho sensazioni strane, fiacchezza diffusa, ma

ho una temperatura corporea di 36° C quindi

non ho la febbre.

Ho passato l'esame?

Ho paura di no.

Ho paura di un sacco di cose oggi.

Ho letto oggi il fumetto in cui muore Batman.

Forse passerà in fretta, e mi renderò conto (di nuovo) che comunque sia andato l'esame, chiunque ci sia al mio fianco (al limite anche nessuno), qualsiasi scelta io prenda, la mia vita va avanti, e non è un disastro se qualcosa va storto o se stai male, per qualsiasi motivo tu stia male.
Tutto riprenderà, la ruota girerà, trallallà trallallà.

Ma io intanto sono fuori dal mondo, ingarbugliato in millemila bave di ragno che mi hanno imprigionato, e intanto lo schifoso ottapode (?!) mi è già addosso, sbavante, è il tempo che sta per divorarmi, è il tempo che mi ha intrappolato e mi sta avvelenando. E ho il terrore che non sia un incubo ma che sia vero, che la solitudine sia vera, che io sia destinato a sparire, inghiottito da un mostro che mi ruberà il resto della mia vita.

Ho le lacrime agli occhi. Per il gattino, per me, e per questo mondo che oggi mi sembra disegnato da H.R. Giger.

Punto Zero

28 marzo 2010 ore 16:39 segnala

Prendo tutto il buonumore, i buoni pensieri.


Prendo l'impegno e il fiatone.

Raccatto tutte le perle che ho sparse per la stanza.
Mi prendo in mano testa, la apro e ne cavo il cervello, tutte le idee, i progetti, i film che ci stavano dentro. Tutti i sogni folli e i ricordi.

Metto tutto dentro uno scatolone, assieme agli stupidi oggetti che hanno una qualche attinenza: quella rivista, quel quaderno... Ci aggiungo l'ennesimo pezzetto del mio ingenuo ottimismo e i miei occhiali colorati, quelli per guardare il mondo sotto quella luce un po' speciale. Ci metto la mia katana da samurai, ormai spuntata e arrugginita, il mio cappello di feltro e il mio cappotto di gabardine, la mia bibbia cattolica orangista.

Scendo le scale, apro la porta, esco in strada con il mio bello scatolone sottobraccio. Lo carico in macchina, insieme al resto, e parto.

Arrivo dove devo, vicino vicino a dove tutto è cominciato.

Pochi metri che mi separano dal punto zero.]

Prendo il mio accendino, l'alcool e un pò di carta. Imbevo la carta, spruzzo l'alcool, uso l'accendino per accendere il tutto. Mi siedo, l'iPod mi concede "Red" come colonna sonora. Guardo le fiamme, poi la brace, poi la cenere; guardo il cielo, sopra tutto questo mondo, che corre e scappa, le nuvole che si inseguono e si parlano nella loro lingua segreta, e il fumo che sale a raggiungerle, inoffensivo e minaccioso, come un micetto speluffito. Guardo tutto questo, e poi più nulla.

Esplode il tramonto alle mie spalle; ritorno in macchina, avvio, e riporto a casa il mio cuore rettile.

La vita, l'arte, la forma

28 marzo 2010 ore 16:37 segnala

La vita è forma.


Le sostanze che fanno parte del nostro corpo esistono in milioni di altre forme nell’universo, milioni di altre combinazioni non vive. La vita è forma perchè si basa sulla chimica, che è la scienza che studia non la materia, ma la forma della materia.


Chi sostiene che ormai la chimica sia una branca della fisica non fa che sostenere che il lavoro dello scultore, creare una statua, è meno importante del marmo o del ferro in cui la statua è ricavata. La chimica, nella sua accezione più alta, è la scienza che studia la forma della statua, cioè le forme della vita; la fisica, per come la intendiamo oggi, studia le forze che permettono a quella forma di esistere.
Qualcuno direbbe mai che una è un sottoinsieme dell'altra?

*Le perle nere* - Anima Latina

28 agosto 2009 ore 15:44 segnala
Chi è Lucio Battisti? Questa domanda, per uno della nostra generazione, porta a risposte molto, molto sbagliate. Per noi ( mi metto dentro anche io, nonostante ora abbia cambiato idea) Battisti è un autore pop, un canzonettaro diciamo, è quello di “29 settembre”, “Acqua azzurra acqua chiara”, “10 ragazze per me” e così via, di hit in hit, di inno in inno, per approdare la classico dei classici per eccellenza, “La canzone del sole”, una specie di “Let it be” italiana.
Ebbene, questa visione è incompleta, ma quel che è peggio è che porta con sè un grosso equivoco: giudicarlo come un autore commerciale, poco artista e molto "imprenditore"; un giudizio che considera questo musicista inferiore musicalmente ad altri mostri sacri suoi contemporanei, su tutti Battiato e De Andrè, considerati più alternativi e più completi, perchè autori sia di testi che di musica, nonostante entrambi questi (ripeto, giganteschi) cantautori siano da sempre coadiuvati da altri autori, sia degli uni che delle altre.
Ma con questo, cosa voglio dire?
Voglio dire che per convincervi di quanto testè detto e, anzi, rilanciare, vi propongo l’ascolto di un disco meraviglioso, superlativo e per questo, ancora oggi, diffusamente incompreso (xL, tanto per dire, lo metteva tra i dischi da evitare della discografia di Battisti..).
Gli ingredienti di questa miscela sono relativamente semplici: prog, psichedelia e pop (siamo nel 1974, l’anno del massimo sbirluccicore di questo genere), sui quali viene innestato il gene latinoamericano, i suoi ritmi e i suoi colori.
(Domanda: se anzichè la rumba ci innestiamo il gene dell’allora nascente musica elettronica, cosa otteniamo?)
Il risultato è difficile da descrivere: un concept stratificato, nel quale all’evoluzione di una storia d’amore, dal colpo di fulmine alla “separazione naturale” si sovrappongono: amore universale, filosofia hippie, space rock, dosi incendiarie di ironia, allusioni erotiche e simbologie spirituali; ma anche un disco circolare, squisitamente complesso ma anche facilissimamente fruibile. Se vi state chiedendo come possa tutto questo convivere in un singolo album, bè, la risposta è più facile di quel che sembra: sono pochi al mondo coloro che possono reggere il confronto con la coppia Mogol-Battisti, pochissimi gli album che meritano di stare al fianco di questo “Anima Latina”.
Ehi ragazzi, non fate quelle facce. Avrei potuto farvi perdere tempo parlando di quant’è bello “Creuza de Ma”, ma che sia un capolavoro lo sa anche David Byrne, quindi un’idea ve la sarete fatta anche voi, no?
(Uh, dimenticavo: la risposta alla domanda era “The dark side of the moon”. È una delle mie fissazioni sottotitolare “Anima Latina” come “The bright side of the Sun”, anche se questo mi costringe, di solito, a prendere delle guardie del corpo)
Ebbene, io sto ascoltando “gli uomini celesti” mentre scrivo, e sono sempre più convinto di aver scritto la verità. Concedete una possibilità e un paio d’ore del vostro tempo a questo disco, e poi ditemi se, almeno un pò non ho ragione.

Requiem for a dream

03 luglio 2009 ore 17:18 segnala

( Ovvero l'equivalente cinematografico di un disco dei Joy Division).

Lui si droga, la sua donna si droga, il suo migliore amico è dentro alla malavita afroamericana e si droga, sua madre sta tutto il giorno davanti alla tv e mangia compulsivamente: è solo questione di tempo, prima che inizi a drogarsi anche lei. Lui è Jared Leto, il suo amico è Marlon Wayans ( che poi interpreterà un drogato un pò più divertente in "Scary Movie"), la sua donna è Jennifer Connelly. Linguaggio cinematografico cool, con scene rallentate e accelerate, inquadrature strane, colonna sonora che pare scritta da Genesis P-Orridge.
Ma torniamo a noi: a un certo punto la droga finisce, e loro colgono la palla al balzo per disintoss- No! Scusate. In realtà si mandano a fanculo a vicenda tutti e tre, e la situazione precipita in circa dieci minuti. Come va a finire? Oh, scommetto che dareste un braccio per saperlo.
Un film volutamente forte, sgradevole, che ti farà passare la voglia di drogarti, o ti farà venire il bisogno di farlo; l'affresco di un mondo senza speranza, in cui le persone sono ripiegate in sè stesse, dove gli altri sono soltanto scenografia (vedi le vecchiette fuori a prendere il sole), e dove l'amore è soltanto un'occasione per infliggere del male, a sè e all'altro.

Voto: mah, non è il mio genere.

 

(nella foto, Jared Leto minaccia qualcuno con una pistola. E con la promessa di fare un seguito di questo film)

Nuova linfa

03 luglio 2009 ore 11:13 segnala
Questo blog è semiabbandonato da troppo, troppo tempo, e io non voglio che sia così. Ho deciso quindi che le mie note FB verranno postate anche qui, quando lo riterrò opportuno. Gioite, ragazzi: per un pò, sono tornato.

Management

29 giugno 2009 ore 14:09 segnala

Dicono che io somiglio a uno di questi due tizi.. mah. La canzone è un techno-pop molto gradevole.

 

Che si racconta cari?

reset

27 aprile 2009 ore 18:24 segnala
Mi rendo conto solo ora che se qualcuno si torvasse per caso sulla pagina del mio blog  ora, troverebbe un casino senza alcun costrutto. Siccome però non esiste alcuna possibilità che io la tenga ordinata per più di una settimana, il piano è il seguente: un breve riassunto che spieghi a che punto sono ora, 24 aprile 2009. Cambierò anche il post-it, in modo tale che vi rimandi qui in qualche modo.

 

-         Mi chiamo Enrico, frequento chimica alla Statale a Milano, fare il chimico è sempre stato uno dei miei sogni, come l’astronauta o l’archeologo, e infatti il corso mi piace abbastanza. Nell 2002, più o meno, iniziò la mia passione per la musica (la miccia che accese l’incendio la trovate su questa pagina, proprio lì a destra..) e ora suono la tastiera, voglio iniziare la chitarra, ho un gruppo e proprio oggi ho iniziato con JGH, chitarra e muscoli della band,  la stesura dei primi pezzi.

 

-         Ho ovviamente avuto un’infanzia un pò complessa, ho una personalità mutevole, fragile e lunatica, un’indole vagamente dispersiva e un temperamento malinconico. Un coglioncello egocentrico come tanti, insomma, con solo un briciolo di autoconsapevolezza in più (e di sense of humour, mia croce e delizia).

 

-         Sono uno che magari una notte, a caso, posta qualcosa di assolutamente fuori luogo verso le 3, soltanto perchè ci gira così

 

-         Ho altre passioni: letteratura, tradizionale (da benni a frank herbert, passando per Vassalli, pennac e castaneda) e illustrata (da moore a moebius, con un pò di pazienza però eh!), lavoro come fattorino delle pizze (XD), eccetera eccetera e anche basta

 

-         Non mi nascondo la scomoda e universalmente poco nota verità sulla mafiosità di Sua Eccellenza Silvio, un uomo che io una volta volevo votarlo, ma poi ho compiuto 13 anni. Voi si? Abbiate 10 minuti di pazienza e guardate l’Eroe Paolo Borsellino  (ucciso in un attentato dinamitardo, di origine mafiosa,  che sventrò un intero tratto di un autostrada siciliana un brutto giorno di 17 anni fa) mentre racconta qualcosa di poco noto, 50 giorni prima di morire.  

 

-         Sono anarchico, ma sono indeciso se esserlo tipo Robert Fripp (King Crimson) o tipo De Andrè. Soprattutto sono non violento, se non provocato. 

 

 

Dai, adesso la salvo sul picchio e la posto appena ho un minuto, sicchè voi possiate meglio comprendere i miei deliri vieppiù privi di qualsiasi cintura di sicurezza logica, specie nella loro sequenza ma soprattutto nel loro lessico un pò così.

Digitally yours,

 

                                                                                                   JK

No-nnò

18 aprile 2009 ore 02:30 segnala

XD niente idolatria Pabla: non possiamo non dirci cristiani.

 

...

 

Comunque questa mia è per dirvi che scusate, ma Marco Travaglio non sono mica pochi (come voi ben sapete). Altro che idoli; non bestemmiamo, io sono un umile accolito,

 

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(cioè, nel senso no all'idolatria, niente culti strani please)

 

...

 

e davvero, non è falsa modestia, ma queste sono le persone da rispettare oggi: quelle che dicono le cose come stanno. Posto Marco Travaglio perchè è attualmente il più noto al grande pubblico, specie tra quello della mia età (che magari non conosce Luttazzi, i Guzzanti..);

 

...

 

(nooo cazzo, NOOO L'IDiOLATRIA, non sto parlando di chi vota Silvio, Puttana Merda)

 

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e insomma, lui potrà non piacere per lo stile, ma dice spesso cose vere, ed è già qualcosa no?

 

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...

 

Tra l'altro, non potremmo pensare a un parallelismo tra Napoleone, famoso in Francia per le sue vittorie militari, sospettato di contatti presso ambienti un pò "esoterici" (famosa la storia dei suoi amuleti, come il mazzo di tarocchi), e Knightmare, famoso in patria per essere un vincente capitano d'indus'cia* , noto massone?

...

 

...

 

 

...

 

 

 

...

 

 

 

 

(Ok, non possiamo neanche non dirci illuministi, ma questo che c'entra?)

 

JK

 

*questa chi la capisce ok**, sennò fa nulla

**è una specie di fonema dialettale, non sapevo come altro renderlo...