Lettera della ragazza della Fortezza

19 luglio 2015 ore 13:51 segnala
Vorrei riuscire a scrivere qualcosa che abbia un senso ma non posso perché un senso, questa vicenda, non ce l’ha. Sono io la ragazza dello stupro della fortezza, sono io.
Esisto. Nonostante abbia vissuto anni sotto shock, sia stata imbottita di psicofarmaci, abbia convissuto con attacchi di panico e incubi ricorrenti, abbia tentato il suicidio più e più volte, abbia dovuto ricostruir a stenti briciola dopo briciola, frammento dopo frammento, la mia vita distrutta, maciullata dalla violenza: la violenza che mi é stata arrecata quella notte, la violenza dei mille interrogatori della polizia, la violenza di 19 ore di processo in cui é stata dissezionata la mia vita dal tipo di mutande che porto al perché mi ritengo bisessuale.

Come potete immaginare che io mi senta adesso? Non riesco a descriverlo nemmeno io. La cosa più amara e dolorosa di questa vicenda é vedere come ogni volta che cerco con le mani e i denti di recuperare la mia vita, di reagire, di andare avanti, c’é sempre qualcosa che ritorna a ricordarmi che sì, sono stata stuprata e non sarò mai piú la stessa. Che siano state le varie fasi della lunghissima prima udienza, o le sentenze della prima e poi della seconda, ne ho sempre avuto notizia dai social media piuttosto che dal mio avvocato. Come mai questo accada non lo so. So soltanto che é come un elastico che quando meno me l’aspetto, mentre sono assorta e impegnata a affrontare il mondo, piena di cicatrici, ma cercando la forza per farcela, questo maledetto elastico mi riporta indietro di 7 anni, ogni maledetta volta.

Ogni maledetta volta dopo aver lavorato su me stessa, cercato di elaborare il trauma, espulso da me i sensi di colpa introiettati, il fatto di sentirmi sbagliata, sporca, colpevole. Dopo aver cercato di trasformare il dolore, la paura, il pianto in forza, in arte, ecco un altro articolo che parla di me. E io mi ritrovo catapultata di nuovo in quella strada, nel centro antiviolenza, nell‘aula di tribunale. Tutto questo mi sembra surreale come un supplizio di Tantalo.
La memoria é una brutta bestia. Nel corso degli anni si dimenticano magari frasi, l’ordine del prima e dopo, ma il corpo sa tutto. Le sensazioni, il dolore fisico, il mal di stomaco, la voglia di vomitare, non si dimentica.

Che poi quanti sforzi ho fatto per ritornare ad avere una vita normale, ricominciare a studiare, laurearmi, cercare un lavoro, vivere relazioni, uscire, sentirsi a proprio agio nel proprio corpo, nella propria città. E quante volte sono stata invece redarguita dal mio legale, per avere una “ripresa”. Per sembrare andare avanti, e non sconfitta, finita. “La vittima deve essere credibile”. Forse se quella volta avessi inghiottito più pasticche e fossi morta sarei stata più credibile? Forse non li avrebbero assolti?

Essere vittima di violenza e denunciarla é un’arma a doppio taglio: verrai creduta solo e fin tanto che ti mostrerai distrutta, senza speranza, finché ti chiuderai in casa buttando la chiave dalla finestra, come una moderna Raperonzolo. Ma se mai proverai a cercare di uscirne, a cercare, pian piano di riprendere la tua vita, ti sarà detto “ah ma vedi, non ti é mica successo nulla, se fossi stata veramente vittima non lo faresti”. Così può succedere quindi che in sede di processo qualcuno tiri fuori una fotografia ricavata dai social network in cui, a distanza di tre anni dall’accaduto, sei con degli amici, sorridi e non hai il solito muso lungo, prova lampante che non é stato un delitto così grave. Fondamentale, ovviamente.

A sette anni di distanza ancora ho attacchi di panico, ho flashback e incubi e lotto giornalmente contro la depressione e la disistima di me.
Non riesco a vivere più nella mia cittá, ossessionata dai brutti ricordi e dalla paura di ciò che la gente pensa di me. Prima la Fortezza da Basso era un luogo pieno di ricordi positivi, la Mostra dell’Artigianato, il Social Forum Europeo, i numerosi festival e fiere. Adesso é un luogo che cerco di evitare, un buco nero sulla mappa della cittá di Firenze.

Mi é stato detto, é stato scritto, che ho una condotta sregolata, una vita non lineare, una sessualità “confusa”, che sono un soggetto provocatorio, esibizionista, eccessivo, borderline. C’é chi ha detto addirittura che non ero che una escort, una donna a pagamento che non pagata o non pagata abbastanza, ha voluto rivalersi con una denuncia.

Perché sono bisessuale dichiarata, perché ho convissuto col mio ragazzo un anno prima che succedesse tutto ció, perché amo viaggiare e unito al fatto che non sono riuscita a vivere nella mia città dopo l’accaduto, ho viaggiato molto, proprio per quella sensazione di essere chiunque e di dimenticare la tua storia in un posto nuovo. Perché sono femminista e attivista lgbt e fin dai 15 anni lotto contro questo schifo di patriarcato che oggi come sette anni fa, cerca di annientarmi come ha fatto e fa continuamente, ovunque.

Perché mi vesto non seguendo le mode, e quindi se seguo uno stile alternativo, gothic o cose del genere, sono automaticamente tacciata per promiscua. Perché sono (?) un’attrice e un’artista e ho fatto happening e performance usando il corpo come tavolozza di sentimenti e concetti anche e soprattutto legati al mio vissuto della violenza (e sì, la Body art é nata negli anni 60, mica ieri. Che poi, qualcuno si sognerebbe forse di augurare o giustificare chi stuprasse Marina Abramovic perché si é mostrata nuda in alcuni suoi lavori?).

Ebbene sì, se per essere creduta e credibile come vittima di uno stupro non bastano referti medici, psichiatrici, mille testimonianze oltre alla tua, le prove del dna, ma conta solo il numero di persone con cui sei andata a letto prima che succedesse, o che tipo di biancheria porti, se usi i tacchi, se hai mai baciato una ragazza, se giri film o fai teatro, se hai fatto della body art, se non sei un tipo casa e chiesa e non ti periti di scendere in piazza e lottare per i tuoi diritti, se insomma sei una donna non conforme, non puoi essere creduta. Dato che non hai passato gli anni dell’adolescenza e della giovinezza in ginocchio sui ceci con la gonna alle caviglie e lo sguardo basso, cosa vuoi aspettarti, che qualcuno creda a te, vittima di violenza?

Sono stata offesa non solo come donna, per ciò che sappiamo essere accaduto. Ma come amica, dal momento in cui il capetto del gruppo era una persona che consideravo amica, e mi ha ingannato. Sono stata offesa dagli avvocati avversari e dai giudici come bisessuale e soggetto lgbt, che hanno sbeffeggiato le mie scelte affettive e le hanno viste come “spregiudicate”.

Sono stata offesa come femminista e attivista lgbt quando la mia adesione a una manifestazione contro la violenza sulle donne é stata vista come “eccessiva” e non idonea a una persona vittima di violenza, essendomi mostrata troppo “forte”. Sono stata offesa dalla corte e dagli avvocati avversari per essere un’artista e un’attrice (o per provarci, ad ogni modo), un manipolo di individui gretti che non vedono oltre il loro naso e che equiparavano qualsiasi genere di nudità o di rappresentazione che vada contro la “norma” (per es. scrivere uno spettacolo sulla prostituzione) alla pornografia.

Mi hanno perfino offeso in quanto aderente alla moda giapponese delle gothic lolita (e hanno offeso il buon senso), quando hanno insinuato che fosse uno stile che ha a che fare con pornografia, erotismo e chissà cos’altro. Hanno offeso, con questa assoluzione, la mia condizione economica, di gran lunga peggiore della loro che, se hanno vinto la causa possono dir grazie ai tanti avvocati che hanno cambiato senza badare a spese, mentre io mi sono dovuta accontentare di farmi difendere da uno solo. E condannandomi a dovere essere debitrice a vita per i soldi della provvisionale che ho speso per mantenermi negli ultimi due anni, oltre al fatto che nessuno ripagherà mai il dolore, gli anni passati in depressione senza riuscire né a studiare né a lavorare, a carico dei miei, e tutti i problemi che mi porto dietro fino ad adesso. Rischio a mia volta un’accusa per diffamazione, anche scrivendo questa stessa lettera.

Ciò che più fa tristezza di questa storia che mi ha cambiato radicalmente, é che nessuno ha vinto. Non hanno vinto loro, gli stupratori (accusati e assolti in II° ndb), la loro arroganza, il loro fumo negli occhi, le loro vite vincenti, per esempio l’enorme pubblicità fatta ai b-movie splatter del “capetto” del gruppo, sono andate avanti nonostante un’accusa di stupro.

Abbiamo perso tutti. Ha perso la civiltà, la solidarietà umana quando una donna deve avere paura e non fidarsi degli amici, quando una donna é costretta a stare male nella propria città e non sentirsi sicura, quando una giovane donna deve sospettare quando degli amici le offrono da bere, quando si giudica la credibilità di una donna in base al tacco che indossa, quando dei giovani uomini si sentiranno in diritto di ingannare e stuprare una giovane donna perché e’ bisessuale e tanto “ci sta”.

Quello che vince invece, giorno per giorno attraverso quello che faccio, é la voglia di non farmi intimidire, di non perdere la fiducia in me stessa e di riacquistarla nel genere umano, facendo volontariato, assistendo gli ultimi, i disabili, le persone con disturbi psichici (perché sì, anche quando si é sofferto di depressione e forse soprattutto per questo, si é capaci di essere empatia e d’aiuto).

Se potessi tornare indietro sapendone le conseguenze non so se sarei comunque andata al centro antiviolenza, da cui é poi partita la segnalazione alla polizia che mi ha chiamato per deporre una testimonianza tre giorni dopo. Ma forse si, comunque, per ripetere al mondo che la violenza non é mai giustificabile, indipendentemente da quale sia il tuo lavoro, che indumenti porti, quale sia il tuo orientamento sessuale. Che se anche la giustizia con me non funziona prima o poi funzionerà, cambierà, dio santo, certo che cambierà.

La ragazza della Fortezza da Basso
20e36e74-196a-49ab-96b5-5bb8309e98ad
Vorrei riuscire a scrivere qualcosa che abbia un senso ma non posso perché un senso, questa vicenda, non ce l’ha. Sono io la ragazza dello stupro della fortezza, sono io. Esisto. Nonostante abbia vissuto anni sotto shock, sia stata imbottita di psicofarmaci, abbia convissuto con attacchi di panico...
Post
19/07/2015 13:51:36
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    11

Commenti

  1. FUGAdaALCACHAT 19 luglio 2015 ore 13:57
    Brava, un post ricco di sensibilità, e obiettività :ok
  2. Kappa72 19 luglio 2015 ore 14:50
    Grazie FugadaAlcachat, ma è solo un copia-incolla. Questa lettera l'ha scritta la vittima dello stupro, condividerla è un modo per esserle vicina.
  3. MidnightGambler 19 luglio 2015 ore 14:55
    Testimonianza splendida, lucida e toccante anche se, almeno da parte mia, non commentabile in modo adeguato. Solo da leggere e rileggere.
  4. dealma 19 luglio 2015 ore 16:04
    chissà se l'ha scritta davvero lei. Se così è, tanto di cappello.
    Ha più dignità e testa quella "ragazza" (ormai donna) che tutti i possibili esponenti della "giustizia" coinvolti in questo monumentale atto di ingiustizia.
  5. Kappa72 19 luglio 2015 ore 16:30
    Grazie @MidnightGambler, stessa sensazione mia, di impossibilità di commentare...ecco perchè ho semplicemente copiato-incollato.
  6. Kappa72 19 luglio 2015 ore 16:36
    @dealma l'ho trovata nel blog di Eretica su Ilfattoquotidiano, pubblicata come mail scritta dall'interessata. Anche io prendo sempre tutto con le pinze e credo che anche se non fosse opera sua è una lucidissima analisi che ci sbatte in faccia come sempre questa nostra enorme voragine culturale.
    Mentalità medievale, sentenze medievali.
    ...e amarezza per tutte le considerazioni che mi vengono in mente.
  7. SesoloSpingessi 02 agosto 2015 ore 17:37
    Grazie del commento che è interessante (il copia incolal dico), però a onor del vero quando si riportano tali cose per chi non le conosce riportiamo tutto: in pratica tutti gli esami sulla ragazza HANNO EVIDENZIATO in maniera oggettiva che non c'è stata traccia di violenza, e lei stessa quando in auto ha detto basta i ragazzi l'hanno lasciata andare..insomma nessuno vuol fare commenti sessisti, atteniamoci alla realtà..tu andresti mai con sei ragazzi dopo aver bevuto in auto facendoti palpeggiare? I giudici devono pur valutare i fatti, altrimenti come spesso succede, ad aver una vita rovinata sarebbero state ben 6 persone.. di sicuro 6 mediocri , questo sì, perchè capaci di vivere una situazione squallida di questo genere..ma definirla violenza? ne passa..
  8. Kappa72 02 agosto 2015 ore 20:07
    @sesolospingessi Non ho riportato tutta la vicenda e il tuo commento mi lascia un po' perplessa (a dire il vero non ricordo esattamente cosa dissero i giornali esattamente nel 2008) perchè in prima istanza 6 di questi 7 ragazzi furono condannati per violenza sessuale e solo in appello assolti. Leggendo le motivazioni della sentenza si legge perlopiù un giudizio morale della vittima, delle sue abitudini sessuali e via dicendo.
    Non ho letto di esami che abbiano evidenziato un bel niente, ma magari è una mia mancanza.
    Io da ubriaca probabilmente farei delle cazzate, compresa questa. Quello che mi preme di più però è sapere che mai e poi mai mio figlio oserebbe anche solo pensare di allungare le mani su una ragazza ubriaca.
    Secondo me tutte le occasioni in cui una persona non è esplicitamente e lucidamente consenziente sono una violenza.
  9. SesoloSpingessi 02 agosto 2015 ore 21:37
    Il confine in simili situazioni è molto labile e che sia di base squallida son io il primo a dirlo, però evidentemente non hai letto le motivazioni della sentenza con attenzione: i giudici (peraltro due su tre erano donne..) , devono dare un "giudizio" oltre ogni ragionevole dubbio, devono attenersi ai fatti, e noi dobbiamo sempre ricordarci che fino a prova contraria ognuno di noi è INNOCENTE, e non il contrario! non basta semplicemente accusare quando poi tale persona cade in contraddizione 29 VOLTE, è completamente sicura DELLA PRESENZA di un ragazzo che invece non c'è , non vengono rilevati segni DI VIOLENZA etc etc..ti rendi conto come cambia tutto quando si va ad analizzare meglio? ti rendi conto cosa significa metter dentro persone che invece molto probabilmente sono INNOCENTI? Sono molti i casi in cui una donna , che di base quindi viene ritenuta più debole, si permette di accusare per svariati motivi, ripensamenti, astio etc etc. La ragazza non era ubriaca, così come ti rammento quando ha detto basta tutto è finito..( che violenza è se quando dico basta tutto finisce?!) e un settimo ragazzo fin dall'inizio non venne incluso da lei stessa nel gruppo perchè NON LO VOLEVA! ma ci rendiamo conto.."no tu no, non venire" quindi ne era consapevole! ti rinnovo la domanda , così come tu hai detto di tuoi figlio ti chiedo: tu andresti mai in auto DA SOLA con sei ragazzi dopo esserti fatta palpeggiare? dimmelo onestamente, vorresti lo facesse tua figlia?
    Per correttezza pubblico io la lettera di uno dei sei ragazzi innocenti.
    «Io, Lorenzo Lepori, sono stato falsamente accusato, assieme ad altre sei persone, di un orrendo crimine che non abbiamo commesso. Di questa verità è stata data prova e testimonianza. Da tutte le accuse, siamo stati assolti dalla giustizia.
    Concludo: questa calunnia ha spezzato i nostri cuori, ma non le nostre schiene».
  10. SesoloSpingessi 02 agosto 2015 ore 21:40
    ti allego comunque link dove leggere in toto le motivazioni della sentenza
    http://media2.corriere.it/corriere/pdf/2015/sentenza-firenze.pdf
  11. SesoloSpingessi 02 agosto 2015 ore 22:20
    tutto interessante, soprattutto da pagina 10 della sentenza
  12. Kappa72 03 agosto 2015 ore 09:32
    Ieri sera non sono riuscita a leggere tutto. Rimedio appena posso, raccolgo le idee e se sono abbastanza chiare cercherò una risposta ;-)
  13. SesoloSpingessi 03 agosto 2015 ore 23:10
    per tutti :APPROFONDIRE PER CONOSCERE LA VERITA'!
    http://www.butac.it/la-sentenza-della-fortezza-da-basso/
  14. Kappa72 04 agosto 2015 ore 12:06
    @SesoloSpingessi
    Ci sono cascata, e sono senza parole. Forse sono prevenuta, forse mi sono fidata di testate che normalemente reputo attendibili.
    Rileggendo il papiro però mi infastidiscono alcune parti che riguardano un'analisi secondo me non pertinente delle abitudini della ragazza...che sono poi la probabile causa dell'indignazione 2.0.
    Un conto è sottolineare come hai fatto tu che ci sono delle incongruenze nella testimonianza e che mancano i riscontri dall'esame clinico della presunta vittima, altro conto è invece giustificare un atto perchè comunque "l'è maiala", bisex e ha girato un film splatter nei panni di una prostituta.
    Sicuramente il legalese non aiuta.
    Grazie.
  15. SesoloSpingessi 04 agosto 2015 ore 12:45
    Prima di tutto merito a te per ammettere l'errore, ma errore non è ! è la riprova di come la cosiddetta informazione, i media, i giornali distorcono VOLUTAMENTE certe informazioni facendo sì che una non notizia diventi notizia! l'unico nostra arma è sempre il dubbio, fermarsi e dire " mm aspetta un pò..vediamo un pò meglio sta faccenda..", perchè sennò diventiamo pecore..
    Per il resto che dire, i giudici su queste cose così delicate per forza devono indagare anche sul comportamento generale che uno ha, che sia la parte lesa o l'accusato, è normale! indagando in tal senso ne veniva fuori infatti la figura di una ragazza che affronta in maniera poco serena il sesso,volendo provare certe cose e poi semmai pentendosene..tra l'altro attenzione! Una ragazza che come vedi è acculturata, sa scrivere..insomma non è tanto la bisessualità che viene poi sbandierato dalla stessa come vessillo non rispettato e giudicato, bensì come questa persona abbia atteggiamenti che qualunque persona sana di mente DIREBBE SERENAMENTE "POCO SERI"..Ma una che a fine luglio va alla fortezza, ai giudici dice che lui il fidanzato era malato e lui (un altro poveraccio) dichiara che nemmeno se lo ricorda( anzi probabilemtne stava benissimo..) ma come la vogliamo definire?!?!? questo non è sessismo, non è maschilismo , è buon senso, è buongusto è rifiutare persone che si votano alla decadenza , questo è, che hanno perso alla fin fine la loro strada e non sanno nemmeno cosa fanno! perchè ripeto, che TUTTI siano stati squallidi va detto e lo ripeto, dal primo all'ultimo lei compresa, però andare poi a dire che ti hanno violentata, (e questi attenzione ricordo ch ein prigione ci son stati!!), è tutt'altro affare!
    Ricordo anche che quando l'amica vedeva la ragazaa andar via e le chiede se tutto è a posto, lei risponde "d'altronde è colpa mia se son tornata etero!" ok quindi la riposta volgare "l'è maiala"( peraltro normalissima credimi in toscana) però ti assicuro che la risposta sua di lei è chiaro sottintendesse già il possibile accoppiamento, altrimenti non avrebbe risposto così!! ti pare?
    il link butac.it infatti è molto più chiaro e sintetico
    Una ragazza che..la sera stessa vuole e ottiene un rapporto in una viuzza vicino s. Croce (!!)con un amico fidanzato (!!) e sulla sua maglietta vengono ritrovate tracce di sperma di 4( !!) persone tre non si sa chi siano(!), e solo una è del ragazzo con cui aveva prima avuto il rapporto orale all'interno dei bagni della fortezza, e non degli altri che erano in auto..
    MA UN Pò DI VERGOGNA UNA PERSONA COSì NON CE L'HA?
    Da storie così si potrebbero fare film , questa sì ..altro che splatter.
    La Verità si nasonde sempre e sta a noi cercarla con rispetto.
  16. Kappa72 04 agosto 2015 ore 15:41
    @SesoloSpingessi: resto dell'idea che non si dovrebbe giudicare la vita di una persona. Anche io trovo squallidi certi comportamenti, ma...non è questo il caso...dicevo, ma non esiste squallore che autorizzi ad una violenza o la giustifichi.
  17. SesoloSpingessi 04 agosto 2015 ore 16:16
    Infatti hai ragione, ma..è interessante come questa situazione ci porti a riflettere su cose tanto più grandi.
    ritorno alla domanda iniziale a cui non mi hai risposto: se tua figlia si comportasse così,andasse sul toro meccanico in minigonna facendo palesi gesti mostrando le mutandine, si lasciasse a comportamenti di sesso all'aperto, orali etc etc.tu saresti contenta? cosa penseresti di lei..è na brava figliola, non giudicatela?
    Cerchiamo di esser schietti, sempre.non è il comprotamento che si giudica, ma accettare che certi nostri comportamenti PORTINO SPESSO a determinate conseguenze, SI'!
  18. Kappa72 04 agosto 2015 ore 16:55
    @SesoloSpingessi: non avevo risposto perchè mia figlia ha 5 anni e se avesse un comportamento del genere la castigherei: niente cartoni e niente gelati per un mese :-)
    Dovesse averlo da grande non gradirei, non per moralismo, o bigottismo, ma perchè forse vuol dire che ho sbagliato qualcosa: lo vedo come un buttarsi via, e invece ciascuno di noi è prezioso.
    Sulle conseguenze sono irremovibile: passi la cattiva fama, passino gli appellativi, ma la violenza mai.
  19. SesoloSpingessi 04 agosto 2015 ore 18:55
    ma è ovvio la violenza mai, ma se io andassi in giro a urlare e sputar veleno come Sgarbi..se poi alla 346esima volta uno finalmente mi da un cazzotto..ah no violenza mai..o me la son cercata? non è una giustificazione però guarda caso cosa è successo anche in questa storia..? Ci son dei limiti , così è volutamente volerli oltrepassare.
  20. rigalizius 21 settembre 2015 ore 21:23
    Mah! "Ed allora questo sbaglio e' stato proprio tutto tuo.." Direbbe Guccini
  21. Kappa72 21 settembre 2015 ore 21:25
    Mio, in abbondante compagnia. Dimostrazione del potere del web nel diffondere notizie, anche non vere.
  22. rigalizius 21 settembre 2015 ore 21:35
    La frase e' rivolta alla ragazza.

    La ragazza ci stava?
    Puo' essere.
    Ma sei ragazzi,insieme,uno dopo l'altro,non han trovato agghiacciante fare sesso con lei?
    So ragazzi,d'accordo,hanno il sangue che ribolle e un occasione per svuotarsi le palle e' un occasione,tuttavia la vicenda,comunque sia andata,lascia un grande amaro in bocca.

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.