Lacrima

08 novembre 2018 ore 18:13 segnala


Lontano dagli uccelli, dai greggi, dalle villanelle, bevevo, accoccolato in qualche landa circondata dai boschi di nocciuoli, in una tepida e verde foschia pomeridiana.

Che cosa potevo bere in quella giovine Oise - olmi senza voce, erba senza fiori, cielo coperto-, che cosa attingevo alla zucca di colocasia? Qualche liquor d'oro insipido, e che fa sudare.

Parevo una brutta insegna d'albergo. Poi l'uragano mutò il cielo, fino a sera: furono paesi neri, laghi, pertiche, colonnate sotto la notte azzurra, stazioni.

L'acqua dei boschi si perdeva in sabbie vergini, il vento scagliava dal cielo ghiaccioli ai pantani... E dire che, come un pescatore d'oro o di conchiglie, non mi sono dato pensiero di bere!

Arthur Rimbaud
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« immagine » Lontano dagli uccelli, dai greggi, dalle villanelle, bevevo, accoccolato in qualche landa circondata dai boschi di nocciuoli, in una tepida e verde foschia pomeridiana. Che cosa potevo bere in quella giovine Oise - olmi senza voce, erba senza fiori, cielo coperto-, che cosa attinge...
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08/11/2018 18:13:29
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Commenti

  1. s.hela 08 novembre 2018 ore 19:15
    Una dolcissima lacrima come la poesia che hai postato cara Kathy.

    Buona serata :rosa

    Giulia
  2. patty1953 08 novembre 2018 ore 19:33
    Grande rimbaud ......fa risuonare le immagini come note di musica e vibrare le emozioni che esse suscitano, come un orchestra......
  3. Kathyp 04 dicembre 2018 ore 18:15
    Grazie a voi Giulia e Patty :rosa

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