Recensione del fumetto "Astonishing X-Men: Ghost Box"

07 luglio 2011 ore 21:17 segnala


Nel primo ciclo di Astonishing X-Men sceneggiato da Warren Ellis e splendidamente illustrato da Simone Bianchi, assistiamo a un thriller genetico le cui vicende scaturiscono dal ritrovamento del cadavere di un mutante. Dagli appunti del mutante morto e dalle analisi del suo D.N.A., creato artificialmente e con tre set cromosomici in luogo dei canonici due, gli X-Men deducono che ci sia una guerra segreta in corso fra due fazioni di mutanti con genoma mutante sintetico. L’azione si sposta quindi da San Francisco (dove c’è l’ attuale base/dimora degli X-Men) all’ Indonesia, per la precisione a Chaparanga, il cimitero delle astronavi, città con ogni probabilità ispirata alla realmente esistente Guiyu, in Cina, la cui economia è basata sul riciclo dei componenti elettronici che vi vengono importati illegalmente e il cui ambiente è stato riplasmato in maniera disumana dalle migliaia di rifiuti high-tech ammassati senza la minima sicurezza, esattamente come appare nel fumetto, relitti di astronavi a parte...


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