Pit Stop

01 novembre 2010 ore 15:04 segnala
Oggi piove, è una giornata inutile che passo volentieri davanti alla tv.
Non sono più abituata a poltrire su un divano, ma devo dire che oggi non posso fare altrimenti.
Ieri sera è stata una serata piacevole, anche se non ho apprezzato alcuni comportamenti. Non mi sento in forma, non mi vedo bene nè fisicamente nè mentalmente. Il più delle volte i due aspetti sono legati e quindi attendo con ansia che passi uno dei due per liberarmi anche dell'altro.
Mi sento come al pit stop o meglio, come se fossi ferma e stessi sgasando in folle. Non capisco più dove sto andando, il mio centro si è inabissato e a me viene voglia di dare testate contro il muro. FAccio fatica a concentrarmi, sono incostante e svogliata. Non mi applico seriamente a niente.
Credevo fosse passata, ma forse non è proprio così. Il periodo invernale si avvicina e sento già la tristezza di non poter più andare con lei a scegliere gli addobbi. Tanto la odio, tanto mi manca, tanto vorrei potermi sentire ancora bene e stabile.
Pioggia bastarda vattene, sono stanca di piangere.

E un nuovo viaggio mi aspetta

12 ottobre 2010 ore 19:01 segnala
Eccomi di nuovo in partenza...lavoro e piacere insieme.
Sperando di incontrare sulla mia strada persone interessanti, sperando di condividere sensazioni e cibo, sperando di guardarci sotto la stessa luce.
Spero che ci sarà ad attendermi una parigi magica e spero che anche questa volta sentirò dentro le vene quell'adrenalina e quella fierezza.
In attesa dell'ospite d'onore...love!

Quando il lavoro è passione

27 settembre 2010 ore 17:18 segnala
Finalmente si è smosso qualcosa...si lavora, tanto, sodo e di voglia.
Una settimana in giro, posti nuovi e gente diversa...finalmente.
Odore di libertà e avventura, un libro finito in due giorni e serenità da limbo.

Tutta questa eccitazione è terapeutica e quella stronza l'ho scordata!

pazienza

19 settembre 2010 ore 22:21 segnala
Frenesia, io sento sempre di più la velocità e la nevrosi.
Intorno gente che corre e usa, consuma e butta.
Anche l'amore è diventato così. Anche il conoscersi. Anche qui.
Probabilmente è la voglia irrefrenabile di concludere, di consumare e poi di nuovo buttare. Ma aspettare è la chiave del piacere. Aspettare è anche pregustare. E spesso il gusto sta proprio lì.

Voglia di mondo

15 settembre 2010 ore 15:12 segnala
Anche oggi mi sono svegliata con questa irresistibile voglia di andare.
Voglia di incontrare culture nuove, di ascoltare musica diversa, mangiare cibi superspeziati e parlare lingue incomprensibili.
Ho voglia di guardare fuori dal finestrino di un treno, di ridere con uno sconosciuto per una cazzata qualsiasi. Ho voglia di vedere un gayser, un elefante, una scalinata infinita in mezzo al nulla, un wrangler sporco di deserto e una scogliera a picco sull'oceano.
Ho voglia di suonare la mia chitarra con dita sempre più veloci, ho voglia di sentire la mia voce risuonare in una grotta...voglio sentirmi libera e ricca.

Affinità

14 settembre 2010 ore 15:06 segnala
2 anni fa mi sono presentata al mio primo colloquio di lavoro: 2 bellissimi ragazzi sulla trentina mi hanno fatta sedere, mi hanno "interrogata" in modo semplice e rilassato e dopo qualche giorno mi hanno detto SI.
Erano i miei capi, ero l'ultima arrivata. Oggi sono degli amici e brindo a loro e al folle momento appena concluso, che siamo riusciti a superare insieme.

La serenità

13 settembre 2010 ore 23:55 segnala
Per me la serenità è:

http://www.youtube.com/watch?v=UBtjik6uYrY

E' bastata una sola telefonata

13 settembre 2010 ore 20:59 segnala
In stand-bye da mesi, oggi, finalmente, la telefonata.
Il mio umore ha avuto un change improvviso e segnale positivo: ho fumato solo 3 sigarette.
La fame non si è fatta sentire, concentrazione a mille, stimoli, adrenalina.
Una telefonata, è bastata una telefonata.

Un libro da mangiare

12 settembre 2010 ore 19:22 segnala
Era tanto tempo che non mi succedeva di perdermi in un libro. Di solito mi capita di buttarmi sui classici, o su tomi che raccontano di filosofie orientali o studi linguistici, per poi addormentarmi matematicamente dopo la quarta pagina. Anche i romanzi a cui mi sono avvicinata ultimamente non mi hanno davvero stregata. Forse non è momento, o forse lo è solo per "Cercasi disperatamente amore".
Per caso ho comprato questo libro alla stazione Termini e dopo 3 fermate del mio intercity per milano ero già presissima da questa storia assolutamente leggera e frizzante. Il personaggio principale è la tipica perdente e questo aspetto te la fa sentire molto molto vicina. Divertente, rasserenante. Torno a leggere, voglio ridacchiare ancora un po'.