Inutili "se"...

28 luglio 2012 ore 15:44 segnala
Non era raro che Vichi fosse il primo a svegliarsi, e anche se continuavano a non essere d’accordo sulla definizione di colazione, la preparava per entrambi ma non quella mattina. Pur essendo il primo, non si alzò e rimase a guardarla, a pensare, la vedeva serena. Anche nel sonno il volto sorrideva, pareva differente dai primi giorni, pareva tranquilla e faceva tenerezza nel suo stringere il cuscino.
La sua mente, e non era la prima volta, tornava a quando decise che sponda del lago seguire.

Fu casuale la scelta, se all’ufficio informazioni gli avessero dato un indirizzo differente ora non sarebbe con Alba, pensava agli “scherzi” che il destino amava fare. Tutto ciò che era seguito da quella decisione era stata pura casualità, tutto pareva capitato per caso.
Non era il tipo da pensare molto ai “se”, sapeva che non serviva a niente farlo tanto non avrebbe mai saputo cosa sarebbe successo cambiando scelta, ma ugualmente quella volta lo fece ed erano tanti i “se” a cominciare dalla scelta del tragitto, “se” i genitori di Alba non avessero venduto la locanda, “se” fosse andato a cenare altrove quella sera.

Troppi e tutti senza risposta, quello che contava ora era il suo viso felice, era la serenità che gli trasmetteva. Questo non era un “se”, era la realtà di quel momento, era la realtà che stava vivendo senza promesse, come fosse senza “domani”, un percorso fatto lentamente ma costantemente, ed erano arrivati fino li senza tante domande ne richieste, da parte di entrambi e forse era proprio ciò che permetteva a loro di proseguire.

Inevitabilmente gli tornò in mente la rampa, quella che si era lasciata alle spalle, ripensò all'ultimo cancello che si chiudeva chiudendo il passato. Non era la nostalgia a fargli tornare quei pensieri, era il motivo per cui era partito verso quello che nei suoi progetti doveva essere un viaggio verso “non sapeva dove” ma soprattutto era un viaggio volontariamente solitario.

Ora invece gli faceva piacere la presenza di Alba, anche se a volte la temeva, fin dove lo avrebbe seguito? Non aveva risposta e neanche l'avrebbe avuta quindi "respingeva" quella domanda cercando di non darci peso e tornò a fissarla finché non provò il desiderio irrefrenabile di "fermare" quel sorriso inconsapevole e di scatto si alzò per andare a prendere la macchina fotografica e benché fosse ancora nuda, evitò con cura ogni parte del suo corpo che non fosse inerente al sorriso, alla serenità del volto e scattò.
5ab6fe2c-55cb-43f0-af97-8c710bda64d6
Non era raro che Vichi fosse il primo a svegliarsi, e anche se continuavano a non essere d’accordo sulla definizione di colazione, la preparava per entrambi ma non quella mattina. Pur essendo il primo, non si alzò e rimase a guardarla, a pensare, la vedeva serena. Anche nel sonno il volto...
Post
28/07/2012 15:44:34
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7

Commenti

  1. klardiluna 28 luglio 2012 ore 16:01
    a volte non serve chiedersi "se...." o "ma".....è talmente bello vivere il presente così...come viene... :-) ... :fiore
  2. Edelvais63 28 luglio 2012 ore 17:41
    Vivere il presente attimo x attimo..con la consapevolezza che la felicità è un modo di essere e di pensare... :bacio

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.