L’uomo sull’isola

11 settembre 2016 ore 16:54 segnala
Meno tre... due... uno... Buon Anno!!!
E il fragore con cui il tappo saltò amplificò lo scoccare della mezzanotte.

Non era solito bere, ma per quella sera se ne concesse un mezzo bicchiere e dopo averlo fatto tintinnare, aggiunse “Auguri!!!”
Le lancette avevano cominciato a far scorrere il nuovo anno...

Con lo sguardo ancora assonnato cercò di mettere a fuoco la stanza, quell’unico locale che componeva l’intero appartamento.
Lo sguardo si fermò al tavolo, alla bottiglia ed al bicchiere, al bicchiere e alla bottiglia del suo brindisi solitario.

Non amava la confusione e quando gli avevano proposto il lavoro su quell’isola, aveva accettato immediatamente, un’isola dove il tempo si era fermato, un’isola a stento riportata sugli atlanti, tanto piccola anche per indicarne il nome stesso.

La verifica agli impianti era stato un lavoro poco impegnativo, qualche controllo e un po’ di manutenzione, e aveva richiesto pochi giorni ma trovò ogni pretesto per prolungare la sua permanenza sul posto.

Quei suoni e quei colori gli ricordavano l'infanzia e benché non lo ricordasse come un periodo particolarmente lieto provava attrazione per quel luogo. Per le strade si guardavano con circospezione, lui era l’uomo di città e chissà come era la sua vita mentre lui guardava loro per la tranquillità che trasmettevano, la semplicità della vita, vedeva nelle persone qualcosa di diverso, ne percepiva la serenità. Si fermava a guardare i bambini giocare per strada liberamente senza alcun timore ne pericoli esattamente come facevano i bambini che guardava mentre lo era lui, con la stessa incapacità di avvicinarsi e partecipare.
Da bambino era la timidezza a frenarlo mentre ora le delusioni, le tante e troppe delusioni che lo avevano portato a vivere in un mondo tutto suo, un mondo solitario e malinconico.

Quella era una parentesi che gli trasmetteva, per un attimo, una pace ormai dimenticata anche se ormai doveva chiuderla, ormai doveva tornare dopo l’ennesima convocazione.

...

Era ora di rientrare, doveva riprendere il battello che lo avrebbe riportato verso il continente. Senza alcuna voglia salì a bordo continuando a guardare l’isola finchè non diventò un puntino, finchè non si confuse con il mare, finchè non sparì all’orizzonte.


Sarebbe voluto restare ma quel mondo non era per lui... lui non era per quel mondo.
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Meno tre... due... uno... Buon Anno!!! E il fragore con cui il tappo saltò amplificò lo scoccare della mezzanotte. Non era solito bere, ma per quella sera se ne concesse un mezzo bicchiere e dopo averlo fatto tintinnare, aggiunse “Auguri!!!” Le lancette avevano cominciato a far scorrere il nuovo...
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11/09/2016 16:54:33
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Commenti

  1. Njlo 11 settembre 2016 ore 17:31
    L'isola che c'è e non fa per me anche se mi piace e la rimpiangerò (forse): sembra questo l'assunto fondamentale. Ci vuole coraggio anche nel non cambiare, nel non rischiare.
  2. la.svolta 11 settembre 2016 ore 17:36
    se mi posso permettere, ed è solo il mio parere personale quindi non vuol dire che debba necessariamente essere condiviso, non cambiare, non rischiare è rinunciare.
  3. Njlo 11 settembre 2016 ore 17:40
    Rispetto il tuo punto di vista. Ciao.

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