Essere ed apparire..in un fiocco di neve.

27 dicembre 2016 ore 11:34 segnala
È un groviglio di cose che rotolano dentro ultimamente, e il solo fatto di doverle "interpretare" mi destabilizza. Perché non torno a scrivere qui dove per anni ho lasciato impronte di me stessa? Perché il bisogno di confondere l'asetticita' di quel posto al quale mi dissi non avrei mai affidato a nudo un dono prezioso che a pochi ho concesso di violare, se poi incido continuamente su fogli bianchi .".le note confondevano rotaie e finestrini rigati dalla pioggia, il bisbiglio di gente sconosciuta dal passo veloce respirava dello stesso profumo di zagara che riportava a quel luogo. Un giardino incantato di rose carnose dalle sfumature di maggio, il rosso sanguigno il giallo il pallido petalo che reclinandosi sullo stelo appoggiava la terra. .."Se chiudo gli occhi mi trasformo in un ciclamino, un tulipano o una parete di gelsomino più intenso della fresia, avvolta ora nella pungente vaniglia che satura questa stanza ed i polmoni. Divento una foglia una goccia d'acqua che ci scivola sopra, un tronco umido un albero. Il percorso sa di humus di fruscii brusii ....poi di colpo riemerge un pianoforte, che si fonde con il tempo perso a pensarle le emozioni , invece di lottare per realizzare i propri desideri. Ma il pentagramma su cui ognuno distende le sue note, non è infinito....ed i visi amati di chi è passato, diventano sbiaditi e vecchi, poveri di contorno a cui affidarsi per conservarli vicino. Dal vissuto dovremmo imparare a "vivere", a non ripercorrere sentieri nuovi ma in fondo repliche di itinerari già visti ......è che l'uomo è alla ricerca costante di stimoli, e gli stimoli che spronano e sudano energia adrenalinica, poi presentano il conto...."ciò che si lascia andare lo si è perso per sempre, e se si perde qualcosa si genera il rimpianto".....ma lui lo amo profondamente perché lascia aperto lo spiraglio illusorio del giusto, al contrario del rimorso, macigno dell'anima e del cuore a cui dovrei arrendermi , incapace come sono di farlo...
Un giorno natalizio, dove il "gioco civettuolo" nasconda le parole....ecco cos'è che distrugge.....si dai "Stefania"...è così che deve andare.
c1ba6451-bc4c-42fa-afd3-5dd32fbb9b44
È un groviglio di cose che rotolano dentro ultimamente, e il solo fatto di doverle "interpretare" mi destabilizza. Perché non torno a scrivere qui dove per anni ho lasciato impronte di me stessa? Perché il bisogno di confondere l'asetticita' di quel posto al quale mi dissi non avrei mai affidato a...
Post
27/12/2016 11:34:51
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    1

Parlarti

15 dicembre 2016 ore 12:18 segnala
Perchè poi sono io a stare al centro, divisa tra fuochi che sanguinano attacchi e fughe. E sono io a non capire come le persone possano dividere l'anima tra due sentimenti diversi, nei ruoli affettivi e lavorativi........."non confondermi con quanto io debba essere lì...". No..io ti confondo, ti scrollo ci piango......ti cerco nel dialogo che mai ci porterà a comprenderci, posti come siamo sui due mondi lontani, come dici quando mi fratturo e vorrei fosse diverso. La gente pensa che se un uomo ed una donna riescono a dirsi, allora è inevitabile che ci sia affetto.....ma l'affetto è sentimento nobile e puro,che non contamina le scelte della propria vita, anzi ne amplifica la portata e nella trasparenza di volere bene, dà energia. Il cervello si arrotola ogni giorno nella mente, quando arrivo a sfiorare il tuo modo di ragionare contro il mio, diametralmente opposto , ma che magicamente porta ad un punto di chiusura, che poi è apertura perchè tendi la mano e filtri con il "mio" filtro la motivazione......un bianco ed un nero, un odio profondo per quello che fai...un delicato capirti per quello che sei....ma non si può essere due anime in un corpo, due sensibilità un numero ed un fiore, un calcolo statistico cinico gelido.....ed una lacrima ogni volta che mi dicono che..amicizia come laccio, silenzio che parla perfettamente ed episodi che si rinnovano come pugnalate a cui devo dare giustificazione.
Il lavoro è una cosa.....l'uomo fuori è altra....
No,perchè allora io sono eccezione e tu norma, illusione e tu algebra.....dolcezza e tu cinismo. Due "grandezze titaniche" che si scontrano, io e te nell'asetticità dei senza corpi, senza attrazione nè voglia di provarne..........ti detesto,e lo so solo scrivere.
5332ae49-0a09-4b54-a3ed-bb0585cdd401
Perchè poi sono io a stare al centro, divisa tra fuochi che sanguinano attacchi e fughe. E sono io a non capire come le persone possano dividere l'anima tra due sentimenti diversi, nei ruoli affettivi e lavorativi........."non confondermi con quanto io debba essere lì...". No..io ti confondo, ti...
Post
15/12/2016 12:18:10
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
  • commenti
    comment
    Comment
    1

Il caleidoscopio

11 ottobre 2016 ore 19:26 segnala
Troppo tempo, e dentro pulsa quella energia che in un giorno autunnale raccogliesti tra le mani nude, mentre alle spalle il profumo delle castagne al fuoco. Non allontanarti mai da te stessa, non si fugge da ciò che siamo. Il desiderio dei tasti dentro la mente piena zeppa di clessidre in una seguenza di note danzanti, mentre ricalco il passaggio doloroso dalla illusione emotiva alla consapevolezza violenta di esserci. Guardo tocco e sorrido, sfioro il cielo le nuvole il mare.......che bello allungare il braccio verso il confine e sentirne la consistenza vellutata senza piangere, mentre al viso non nego una carezza.
La vita raccoglie la ciclicità delle cose belle, sta a noi saperle decifrare nel modo giusto, così come una foto che protegga tutto quanto amo e che adesso mi appartiene,con te e con loro... nel cuore....perchè non si cambia nell'anima, ma ci si convoglia...e la prospettiva si inclina al giusto.
d2f9c954-5348-49d5-8a0d-d8eb9e8581ad
Troppo tempo, e dentro pulsa quella energia che in un giorno autunnale raccogliesti tra le mani nude, mentre alle spalle il profumo delle castagne al fuoco. Non allontanarti mai da te stessa, non si fugge da ciò che siamo. Il desiderio dei tasti dentro la mente piena zeppa di clessidre in una...
Post
11/10/2016 19:26:28
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    2

Quando la banda suonava...

08 aprile 2016 ore 19:31 segnala

Era in prima fila, aprendo la strada verso il mare.
Il tempo ha la barba lunga, un aroma corposo ed è in silenzio. Ma tu pensi davvero che le nuvole osservate da un prato, con le mani strette dietro la nuca, siano immobili sagome senza contorno.....ti disegno la figura di un cavallo bianco dalla coda maestosa, o gioco con la loro inconsistenza come fanno le bambine quando costruiscono collane di perle. Chiudo un occhio e loro diventano meno limpide, chiudo l'altro e sembrano diverse di nuovo. Si cristallizza il passato, diventa dolce morbido lo sfioro per non fargli male, passo le dita sulle sue labbra e poi ancora lo guardo,e sento un profondo senso di pienezza che acquieta ogni volta i miei momenti nostalgici. Così la finestra scivolava sulle luci di uno stadio illuminato, le strade rumorose e l'odore del caramello che usciva dalla pasticceria, mentre intorno l'assenza di tutto.......
Ormai gli oleandri non li vado a salutare, cambio via e mi rimetto in movimento. Alcuni sono morti, altri soffocano nella novità che li circonda, ma ogni pezzo dei ricordi è solo mio, fatto di sorriso di trasparenza di ingenuità arrossata.......la gente mi toccava con parole senza peso, ed il mio ascolto era oltre.
Sono diventata grande abbastanza,forse troppo.........peccato, mentre saltello ancora nella pozzanghera di acqua.
Stefania
fe0df2e4-3ce5-471c-aaa3-8c457e2b2915
« immagine » Era in prima fila, aprendo la strada verso il mare. Il tempo ha la barba lunga, un aroma corposo ed è in silenzio. Ma tu pensi davvero che le nuvole osservate da un prato, con le mani strette dietro la nuca, siano immobili sagome senza contorno.....ti disegno la figura di un cavallo b...
Post
08/04/2016 19:31:58
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7
  • commenti
    comment
    Comment
    1

I colori delle sue ali

15 luglio 2015 ore 13:11 segnala

C'è uno specchio nell'anima di ciascuno, dove poter vedere il riflesso del tempo. Un giorno su quel lago di cristallo, ho visto una libellula che brillava al di là dei colori che le sue ali accoglievano, ed era nel corpo il disegno perfetto della leggerezza. Esistono confini tra i desideri che ci portano a viaggiare su treni senza meta, dove le rigature dei finestrini sporchi, ci proteggono dalle illusioni che il fuori, sia un porto sicuro in cui riposare gli entusiasmi. Poi ti svegli dopo anni, una festa a sorpresa ed il bisogno di risposte. Avere nella testa ancora gli arcobaleni che attraverso le parole, possano stimolare fotogrammi da riprendere, quei tramonti fatti di nuvole appena tinte, ombre di un artista che nel silenzio dei suoi sogni, riusciva a comporre cinguettii d'usignolo, pentagrammi in cui le note davano brividi nella continuità delle stagioni. Il caldo del mare, il fiocco di neve addosso e la tenerezza di un cioccolatino al latte rubato nella credenza. Il vestitino turchese, dai grandi fiori appena accennati, e quella luce che spacca ancora la mia incontenibile vitalità, mentre oggi dopo tanto, ho visto l'altalena sul prato, lampioni che indoravano staccionate estive ed io come allora, ancora "viva". Di una forza che abbraccia ed avvolge questo bisogno, autentico, di essere. Non si cambia nella vita.....non si perdono i colori e la capacità di sognare e vibrare..e lo si incide, con un coltello su un foglio, perchè il tempo passa ma noi dentro restiamo, come una nave ancorata e lasciata riposare. Avevo ed ho desiderio di me, con la prepotenza di chi abbia dovuto correre.
Stefania
083b68e9-207d-4230-a386-b043957558f4
« immagine » C'è uno specchio nell'anima di ciascuno, dove poter vedere il riflesso del tempo. Un giorno su quel lago di cristallo, ho visto una libellula che brillava al di là dei colori che le sue ali accoglievano, ed era nel corpo il disegno perfetto della leggerezza. Esistono confini tra i des...
Post
15/07/2015 13:11:55
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    7

Di nuovo libera!

31 marzo 2015 ore 12:42 segnala
Di scrivere senza problemi, perchè solo oggi mi sono accorta di rientrare tra i blog...ehm.......segnalati! ;-( ..avevo messo una foto un pò così :pig ..la cambiai con un passerotto innocente :firulì .....ma mentre nel blog visualizzavo il pennuto...tra i top 100 vedevo la donnina......insomma, messa in angolo..con le mani legate e la frusta a purificazione del peccato originale, oggi posso solennemente affermare....di essere nuovamente libera!!!!! e si, libera di esprimere quello che voglio, di correre e di danzare, di restare qui e sbirciare ogni spazio celato dietro un nik..... di fuggire tra i boschi o restare seduta, mentre di nuovo il mio piccolo nido riprende forma.
Tutto questo scritto......è una prova tecnica!... :many vediamo se i padroni di casa mi hanno detto la verità ssshhhh....
grazie ad Alessandro ed Asia.....di aver risolto :-)
2954a3dd-690a-4e72-8fac-940ff2948e52
Di scrivere senza problemi, perchè solo oggi mi sono accorta di rientrare tra i blog...ehm.......segnalati! ;-( ..avevo messo una foto un pò così :pig ..la cambiai con un passerotto innocente :firulì .....ma mentre nel blog visualizzavo il pennuto...tra i top 100 vedevo la donnina......insomma,...
Post
31/03/2015 12:42:36
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
  • commenti
    comment
    Comment
    12

Mi piace ascoltare gli altri, nei miei mutismi

30 marzo 2015 ore 19:35 segnala

E' innegabile che quando si comunichi con una persona, ci sia la tendenza ad entrare dentro di lei. Quelle percezioni che si colgono all'inizio, diventano un punto di sostegno per poi aprirsi ad un dialogo profondo, che parte dal centro, e spesso travolge l'altro quasi a spaventarlo. Ho una inclinazione innata alla comunicazione, che si nasconde paradossalmente nel brillante desiderio di non essere capita. Perchè esserlo rende terribilmente fragili, azzera le difese che ci distaccano dal mondo, e ci garantiscono la sopravvivenza. Eppure mi svuoto, nei lunghi periodi in cui il guscio in cui dimora la mia intimissima essenza, si mantenga vivo, perfetto ed impenetrabile. Ecco cosa ho maturato negli anni, che esiste la necessità umana di andare e venire negli spazi altrui, restarci con la porta spalancata, tenendo le chiavi a serrarla, sempre pronte.Così ho ascoltato con immenso piacere un musicista, un restauratore di liuti. Ma che bella esperienza!....
La campagna nasconde i profumi della bellezza, ritempra dagli affanni quotidiani, e stimola quegli impulsi che attraverso la creazione nell'arte, diano forma alla fantasia, al concetto purissimo di amore universale, all'ossigeno che attraverso gli occhi irrori la mente, ed il cuore...senza inquinanti di razionalità ed illogiche matematiche. Tu dipingi?Si....lo faccio con istinto, senza schemi...ecco perchè mi adoro sporca di colori....
Un tempo ho vissuto il rimpianto di non aver continuato a suonare, come una sconfitta con me stessa, una di quelle mancanze mai riprese, pur avendone sovente il desiderio addosso. Poi ho capito che ogni cosa ha un tempo, un apice ed un declino, e che siamo noi a violentare il trascorrere fisiologico delle esperienze, perchè ancorati a quelle immagini che nel corso della vita siano le foto della nostra "vita" : questo l'ho respirato, lo conosco e quindi non mi fa paura. Così temiamo il cambiamento perchè in realtà temiamo ciò che non ci appartenga.Eppure l'eccitazione che dona la scoperta è unica.
Questa ragazza che "ascolta" la conchiglia, mi riproietta ad una foto in bianco e nero di quando avevo due anni, appesa..ancora...alla parete di una casa a me cara, dove io bambina ne sento la voce di una identica. Piccoli frammenti, piccoli momenti su una tastiera, mentre dentro il cervello ripeto le parole che mi dissero, nei momenti di "comunicazione", seguiti ai silenzi e ripresi dai toni: non c'è migliore stimolo a scrivere, oltre quello in cui ti siedi solitaria a tavolino, sulla scrivania la tua candela alla vaniglia, intorno l'imbrunire e fuori, la nostalgia del mare
Stefania
e561aebc-4df6-4c7d-9175-9da1be6c7550
« immagine » E' innegabile che quando si comunichi con una persona, ci sia la tendenza ad entrare dentro di lei. Quelle percezioni che si colgono all'inizio, diventano un punto di sostegno per poi aprirsi ad un dialogo profondo, che parte dal centro, e spesso travolge l'altro quasi a spaventarlo. ...
Post
30/03/2015 19:35:38
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    2

Basta solo approfittarne

07 febbraio 2015 ore 11:53 segnala

Si resta fermi per settimane, mesi..nessuno stimolo a mandar giù nulla. Eppure nella testa frulla sempre qualcosa, un'idea un pensiero che si arricciola su un altro pensiero, generando una successione spesso espansa a dismisura degli stessi. E così mi ritrovo a raccattare come si fa con le cose che non vuoi perdere, per rimandare dentro e non lasciare più spazi di fuga. Mi serve solo quando mi saturano, quando il mio corpo non riesce più a trovare angoli, ripostigli in cui metterli a tacere, e devo necessariamente venir fuori. Mi piacerebbe sapere, che quando si scrive lo si faccia sempre perchè stimolati da emozioni positive, di quelle piene di cuoricini di sogni leggeri leggeri e di fantasia. Un pò quello che ero nella mia eterea sensazione di vivere in un altro mondo, fatto di astrazioni e di magia, un mondo dove la dimensione dei miei colori era esasttamente la dimensione dei miei confini, quindi senza staccionata, in evidentissimo contrasto con il resto. Danze e metafore sulla vita vissuta e quella vissuta insieme alla prima, dove le stesse simili ed opposte, in realtà erano fuse nella loro diversità solo apparente, perchè un pò si riesce a mettere in equilibrio la duplice composizione delle nostre cellule. Mi pare si tratti di una doppia faccia, io direi la doppia faccia della Luna, che tanto ispirava la bellezza di osservare il movimento notturno attraverso un vetro nitido. Così troppe volte mi impongo di girare, di cambiare strada di sbeffeggiare quello che vorrei fosse protetto da me stessa, e che invece quotidianeamente violento. Mi replichi costantemente un frase, quasi una partita a scacchi dove nessuno cede al pensiero dell'altro, anche se affini nel modo tutto personale di ascoltare osservando il mondo. Non ho mai pensato di essere debole, mai avuto l'idea di potermi piegare all'altrui potere senza sentirlo mio. Eppure c'è la ferita dell'anima che sanguina emozioni strane, un liquido rosso misto ad un liquido trasparente che ne mantiene fluidità, a garanzia che possa continuare a scorrere senza coaguli. Guardare il mare in tempesta al buio, dove solo i raggi penetrano la barriera nera della sua superficie, disegnando una melodia che salta attraverso un pentagramma fatto di volteggi, di curve di rumori e di brividi, ha dell'incredibilmente bello. Una bellezza fatta anche di pianto, di ribellione di lotta......lo scrivo, lo riscrivo...lo replico....Sono spoglia di quelle vesti dai lunghi capelli profumati, e mi ritingo le labbra color carne, gli occhi con la pigmentazione del tramonto, mentre il blu cobalto rende perfetto questo bisogno, mio solo mio. Nessuno davvero, potrà mai darci, quanto noi siamo in grado se vogliamo, di donare a noi stessi. Nessuno, tranne la capacità di "leggere" attraverso una visione del mondo che faccia sentire vivi.
Forse io con le foglie, ci "parlerò" ancora...
8195b533-13b5-4b0f-9457-2fa317848aaa
« immagine » Si resta fermi per settimane, mesi..nessuno stimolo a mandar giù nulla. Eppure nella testa frulla sempre qualcosa, un'idea un pensiero che si arricciola su un altro pensiero, generando una successione spesso espansa a dismisura degli stessi. E così mi ritrovo a raccattare come si fa c...
Post
07/02/2015 11:53:31
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    3

Inizi a crescere..

06 febbraio 2015 ore 12:50 segnala

Quando pian piano si perdono pezzi della tua vita, fatti di punti di riferimento che condiscono gli affetti, che siano della famiglia o degli incontri che segnano il percorso esistenziale. Allora ti accorgi che una candelina in più è simbolo del tempo che passa, ma che incide con i suoi artigli solo quando ti priva degli anelli che compongono la collana cresciuta in esso, e grazie ad esso. E non parlo di quegli "amori" convenzionali e formalmente relegabili alle occasioni ufficiali o di unione perchè vi sia scintilla a generarla. Io parlo di quel "cibo" che stratificandosi forma la tua personalità, il disegno di te stesso sul foglio della vita in cui si nasce, si matura e poi si muore. Così la fine fisica diventa un silenzio soprattutto tuo, una smagliatura di quelle certezze che non danno possibilità di concepire il termine di ogni cosa, che sia evento che sia intersezione con altri individui a cui dare e da cui ricevere, come se il nostro intimo libro non fosse altro che l'insieme di tanti piccoli pezzi, ciascuno più incisivo o meno, ma sempre essenziali. Una successione di smarrimenti, come botte inattese, che piovono addosso e ti fanno "invecchiare" dentro, nella dolcezza dei rimpianti per quello che si sarebbe potuto dire fare, e non si è mai detto e fatto. Perchè i ricordi migliori di qualcuno, riaffiorano sempre e solo quando lo si perde? perchè il senso di rimorso ti assale quando sei più fragile, nei mille quesiti senza risposta, quando ti ritrovi a camminare su una strada nota ma tremendamente vuota, dove un'onda che si infrange in lontananza ti fa piangere, e l'odore di quei fiori ti commuove...A volte vorrei tornare indietro, non importa farlo nel corpo, ma dentro si...perchè ogni abbraccio ogni parola pensata e nascosta, nella gentilezza di una discrezione o peggio della incapacità di "essere", appassisce il cuore, come il petalo di una rosa che venga lasciata in un giardino secco. Ho bisogno di credere che, tutto questo, sia fisiologico e normale, come lo è ora il bisogno matto di accarezzare il viso maturo e muto, semplicemente per dire: ti ho voluto tanto bene, anche se e nonostante tutto....
Il tuo profumo il tuo sorriso, eterni, come quegli anelli che ho addosso sulla pelle, piccolo movimento di un'emozione in agonia.
Stefania
bf6de02a-1277-4cd8-80f2-86a088aa35d0
« immagine » Quando pian piano si perdono pezzi della tua vita, fatti di punti di riferimento che condiscono gli affetti, che siano della famiglia o degli incontri che segnano il percorso esistenziale. Allora ti accorgi che una candelina in più è simbolo del tempo che passa, ma che incide con i su...
Post
06/02/2015 12:50:59
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    2

Ti vesti di fretta

15 dicembre 2014 ore 16:26 segnala

Appena hai un pomeriggio a metà diviso tra lavoro e libertà, e scendi per tuffarti nell'atmosfera più bella in assoluto.Poi con la pedonalizzazione degli ultimi anni, l'immagine è quella di un borgo accogliente all'interno di una frizzante città dinamica, dove strade intersecano altre strade, tra tavolini sulle piazze e lungo i margini, addobbati miscelando una modernità strutturale con la calda ed avvolgente profumazione del natale. Così diventa un gioco gironzolare quasi "straniera in patria", tra i negozi che evocano odori similmente nordici e le luminarie blu e bianche che stringono il cielo. Finalmente il freddo parla di ori e di argenti delle carte da regalo, e di un mare umano che consuma i pavimenti a scacchiera di Via Firenze, C.so Umberto e Via Roma. Via C.Battisti, la Pescara vecchia e Via Sulmona, lunghissimo percorso che spazia da una ambientazione ad un'altra dove non ti annoi mai, sorseggiando con la fantasia ancora la parete di glicine ora a riposo, e quelle decorazioni naturali di foglie rosse che mi incantano ogni volta che passo lì. Ieri ho sentito per la prima volta una farfallina allo stomaco, come quando ero entusiasta tra la ricerca di cosa acquistare e dove, nonostante la stanchezza di un periodo in cui il negozio mi assorbe moltissimo, ed il mio tempo è minimo. Dico mio perchè adoro uscire ed avere quella energia di sostare anche 15 minuti davanti una vetrina, per sviscerare la grazia degli addobbi, respirare l'odore della merce e poi magari seguire il movimento di uno scacciapensieri appeso alla soffitta che brilla con una luce messa apposta. Cristalli che danzano, vaniglia che si mescola alla cannella e mille altre fragranze di spezie e di profumi delle donne. Visi rilassati, per un attimo sereni, anestetizzati da un insieme di stimoli che proiettano in una di quelle favole magiche coperte dalla neve, dalle montagne e dalle baite invernali. Così ho appiccicato il naso proprio lì dove c'era un elfo stupendo, circondato da uno spazio suggestivamente riprodotto....sono stata ferma con le mani intrecciate davanti e gli occhi spalancati, come quando ero bambina e amavo il mondo delle fate e dei folletti.......è quasi Natale, e mi viene sempre una morbidezza dentro che si confonde con una nota malinconica, la stessa che fa sentire soli anche se soli non si è.
Stefania
99f7e54a-5302-4a07-a017-3f87c17430ba
« immagine » Appena hai un pomeriggio a metà diviso tra lavoro e libertà, e scendi per tuffarti nell'atmosfera più bella in assoluto.Poi con la pedonalizzazione degli ultimi anni, l'immagine è quella di un borgo accogliente all'interno di una frizzante città dinamica, dove strade intersecano altre...
Post
15/12/2014 16:26:20
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    5