Il caleidoscopio

11 ottobre 2016 ore 19:26 segnala
Troppo tempo, e dentro pulsa quella energia che in un giorno autunnale raccogliesti tra le mani nude, mentre alle spalle il profumo delle castagne al fuoco. Non allontanarti mai da te stessa, non si fugge da ciò che siamo. Il desiderio dei tasti dentro la mente piena zeppa di clessidre in una seguenza di note danzanti, mentre ricalco il passaggio doloroso dalla illusione emotiva alla consapevolezza violenta di esserci. Guardo tocco e sorrido, sfioro il cielo le nuvole il mare.......che bello allungare il braccio verso il confine e sentirne la consistenza vellutata senza piangere, mentre al viso non nego una carezza.
La vita raccoglie la ciclicità delle cose belle, sta a noi saperle decifrare nel modo giusto, così come una foto che protegga tutto quanto amo e che adesso mi appartiene,con te e con loro... nel cuore....perchè non si cambia nell'anima, ma ci si convoglia...e la prospettiva si inclina al giusto.
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Troppo tempo, e dentro pulsa quella energia che in un giorno autunnale raccogliesti tra le mani nude, mentre alle spalle il profumo delle castagne al fuoco. Non allontanarti mai da te stessa, non si fugge da ciò che siamo. Il desiderio dei tasti dentro la mente piena zeppa di clessidre in una...
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Quando la banda suonava...

08 aprile 2016 ore 19:31 segnala

Era in prima fila, aprendo la strada verso il mare.
Il tempo ha la barba lunga, un aroma corposo ed è in silenzio. Ma tu pensi davvero che le nuvole osservate da un prato, con le mani strette dietro la nuca, siano immobili sagome senza contorno.....ti disegno la figura di un cavallo bianco dalla coda maestosa, o gioco con la loro inconsistenza come fanno le bambine quando costruiscono collane di perle. Chiudo un occhio e loro diventano meno limpide, chiudo l'altro e sembrano diverse di nuovo. Si cristallizza il passato, diventa dolce morbido lo sfioro per non fargli male, passo le dita sulle sue labbra e poi ancora lo guardo,e sento un profondo senso di pienezza che acquieta ogni volta i miei momenti nostalgici. Così la finestra scivolava sulle luci di uno stadio illuminato, le strade rumorose e l'odore del caramello che usciva dalla pasticceria, mentre intorno l'assenza di tutto.......
Ormai gli oleandri non li vado a salutare, cambio via e mi rimetto in movimento. Alcuni sono morti, altri soffocano nella novità che li circonda, ma ogni pezzo dei ricordi è solo mio, fatto di sorriso di trasparenza di ingenuità arrossata.......la gente mi toccava con parole senza peso, ed il mio ascolto era oltre.
Sono diventata grande abbastanza,forse troppo.........peccato, mentre saltello ancora nella pozzanghera di acqua.
Stefania
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« immagine » Era in prima fila, aprendo la strada verso il mare. Il tempo ha la barba lunga, un aroma corposo ed è in silenzio. Ma tu pensi davvero che le nuvole osservate da un prato, con le mani strette dietro la nuca, siano immobili sagome senza contorno.....ti disegno la figura di un cavallo b...
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I colori delle sue ali

15 luglio 2015 ore 13:11 segnala

C'è uno specchio nell'anima di ciascuno, dove poter vedere il riflesso del tempo. Un giorno su quel lago di cristallo, ho visto una libellula che brillava al di là dei colori che le sue ali accoglievano, ed era nel corpo il disegno perfetto della leggerezza. Esistono confini tra i desideri che ci portano a viaggiare su treni senza meta, dove le rigature dei finestrini sporchi, ci proteggono dalle illusioni che il fuori, sia un porto sicuro in cui riposare gli entusiasmi. Poi ti svegli dopo anni, una festa a sorpresa ed il bisogno di risposte. Avere nella testa ancora gli arcobaleni che attraverso le parole, possano stimolare fotogrammi da riprendere, quei tramonti fatti di nuvole appena tinte, ombre di un artista che nel silenzio dei suoi sogni, riusciva a comporre cinguettii d'usignolo, pentagrammi in cui le note davano brividi nella continuità delle stagioni. Il caldo del mare, il fiocco di neve addosso e la tenerezza di un cioccolatino al latte rubato nella credenza. Il vestitino turchese, dai grandi fiori appena accennati, e quella luce che spacca ancora la mia incontenibile vitalità, mentre oggi dopo tanto, ho visto l'altalena sul prato, lampioni che indoravano staccionate estive ed io come allora, ancora "viva". Di una forza che abbraccia ed avvolge questo bisogno, autentico, di essere. Non si cambia nella vita.....non si perdono i colori e la capacità di sognare e vibrare..e lo si incide, con un coltello su un foglio, perchè il tempo passa ma noi dentro restiamo, come una nave ancorata e lasciata riposare. Avevo ed ho desiderio di me, con la prepotenza di chi abbia dovuto correre.
Stefania
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« immagine » C'è uno specchio nell'anima di ciascuno, dove poter vedere il riflesso del tempo. Un giorno su quel lago di cristallo, ho visto una libellula che brillava al di là dei colori che le sue ali accoglievano, ed era nel corpo il disegno perfetto della leggerezza. Esistono confini tra i des...
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Di nuovo libera!

31 marzo 2015 ore 12:42 segnala
Di scrivere senza problemi, perchè solo oggi mi sono accorta di rientrare tra i blog...ehm.......segnalati! ;-( ..avevo messo una foto un pò così :pig ..la cambiai con un passerotto innocente :firulì .....ma mentre nel blog visualizzavo il pennuto...tra i top 100 vedevo la donnina......insomma, messa in angolo..con le mani legate e la frusta a purificazione del peccato originale, oggi posso solennemente affermare....di essere nuovamente libera!!!!! e si, libera di esprimere quello che voglio, di correre e di danzare, di restare qui e sbirciare ogni spazio celato dietro un nik..... di fuggire tra i boschi o restare seduta, mentre di nuovo il mio piccolo nido riprende forma.
Tutto questo scritto......è una prova tecnica!... :many vediamo se i padroni di casa mi hanno detto la verità ssshhhh....
grazie ad Alessandro ed Asia.....di aver risolto :-)
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Di scrivere senza problemi, perchè solo oggi mi sono accorta di rientrare tra i blog...ehm.......segnalati! ;-( ..avevo messo una foto un pò così :pig ..la cambiai con un passerotto innocente :firulì .....ma mentre nel blog visualizzavo il pennuto...tra i top 100 vedevo la donnina......insomma,...
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Mi piace ascoltare gli altri, nei miei mutismi

30 marzo 2015 ore 19:35 segnala

E' innegabile che quando si comunichi con una persona, ci sia la tendenza ad entrare dentro di lei. Quelle percezioni che si colgono all'inizio, diventano un punto di sostegno per poi aprirsi ad un dialogo profondo, che parte dal centro, e spesso travolge l'altro quasi a spaventarlo. Ho una inclinazione innata alla comunicazione, che si nasconde paradossalmente nel brillante desiderio di non essere capita. Perchè esserlo rende terribilmente fragili, azzera le difese che ci distaccano dal mondo, e ci garantiscono la sopravvivenza. Eppure mi svuoto, nei lunghi periodi in cui il guscio in cui dimora la mia intimissima essenza, si mantenga vivo, perfetto ed impenetrabile. Ecco cosa ho maturato negli anni, che esiste la necessità umana di andare e venire negli spazi altrui, restarci con la porta spalancata, tenendo le chiavi a serrarla, sempre pronte.Così ho ascoltato con immenso piacere un musicista, un restauratore di liuti. Ma che bella esperienza!....
La campagna nasconde i profumi della bellezza, ritempra dagli affanni quotidiani, e stimola quegli impulsi che attraverso la creazione nell'arte, diano forma alla fantasia, al concetto purissimo di amore universale, all'ossigeno che attraverso gli occhi irrori la mente, ed il cuore...senza inquinanti di razionalità ed illogiche matematiche. Tu dipingi?Si....lo faccio con istinto, senza schemi...ecco perchè mi adoro sporca di colori....
Un tempo ho vissuto il rimpianto di non aver continuato a suonare, come una sconfitta con me stessa, una di quelle mancanze mai riprese, pur avendone sovente il desiderio addosso. Poi ho capito che ogni cosa ha un tempo, un apice ed un declino, e che siamo noi a violentare il trascorrere fisiologico delle esperienze, perchè ancorati a quelle immagini che nel corso della vita siano le foto della nostra "vita" : questo l'ho respirato, lo conosco e quindi non mi fa paura. Così temiamo il cambiamento perchè in realtà temiamo ciò che non ci appartenga.Eppure l'eccitazione che dona la scoperta è unica.
Questa ragazza che "ascolta" la conchiglia, mi riproietta ad una foto in bianco e nero di quando avevo due anni, appesa..ancora...alla parete di una casa a me cara, dove io bambina ne sento la voce di una identica. Piccoli frammenti, piccoli momenti su una tastiera, mentre dentro il cervello ripeto le parole che mi dissero, nei momenti di "comunicazione", seguiti ai silenzi e ripresi dai toni: non c'è migliore stimolo a scrivere, oltre quello in cui ti siedi solitaria a tavolino, sulla scrivania la tua candela alla vaniglia, intorno l'imbrunire e fuori, la nostalgia del mare
Stefania
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« immagine » E' innegabile che quando si comunichi con una persona, ci sia la tendenza ad entrare dentro di lei. Quelle percezioni che si colgono all'inizio, diventano un punto di sostegno per poi aprirsi ad un dialogo profondo, che parte dal centro, e spesso travolge l'altro quasi a spaventarlo. ...
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Basta solo approfittarne

07 febbraio 2015 ore 11:53 segnala

Si resta fermi per settimane, mesi..nessuno stimolo a mandar giù nulla. Eppure nella testa frulla sempre qualcosa, un'idea un pensiero che si arricciola su un altro pensiero, generando una successione spesso espansa a dismisura degli stessi. E così mi ritrovo a raccattare come si fa con le cose che non vuoi perdere, per rimandare dentro e non lasciare più spazi di fuga. Mi serve solo quando mi saturano, quando il mio corpo non riesce più a trovare angoli, ripostigli in cui metterli a tacere, e devo necessariamente venir fuori. Mi piacerebbe sapere, che quando si scrive lo si faccia sempre perchè stimolati da emozioni positive, di quelle piene di cuoricini di sogni leggeri leggeri e di fantasia. Un pò quello che ero nella mia eterea sensazione di vivere in un altro mondo, fatto di astrazioni e di magia, un mondo dove la dimensione dei miei colori era esasttamente la dimensione dei miei confini, quindi senza staccionata, in evidentissimo contrasto con il resto. Danze e metafore sulla vita vissuta e quella vissuta insieme alla prima, dove le stesse simili ed opposte, in realtà erano fuse nella loro diversità solo apparente, perchè un pò si riesce a mettere in equilibrio la duplice composizione delle nostre cellule. Mi pare si tratti di una doppia faccia, io direi la doppia faccia della Luna, che tanto ispirava la bellezza di osservare il movimento notturno attraverso un vetro nitido. Così troppe volte mi impongo di girare, di cambiare strada di sbeffeggiare quello che vorrei fosse protetto da me stessa, e che invece quotidianeamente violento. Mi replichi costantemente un frase, quasi una partita a scacchi dove nessuno cede al pensiero dell'altro, anche se affini nel modo tutto personale di ascoltare osservando il mondo. Non ho mai pensato di essere debole, mai avuto l'idea di potermi piegare all'altrui potere senza sentirlo mio. Eppure c'è la ferita dell'anima che sanguina emozioni strane, un liquido rosso misto ad un liquido trasparente che ne mantiene fluidità, a garanzia che possa continuare a scorrere senza coaguli. Guardare il mare in tempesta al buio, dove solo i raggi penetrano la barriera nera della sua superficie, disegnando una melodia che salta attraverso un pentagramma fatto di volteggi, di curve di rumori e di brividi, ha dell'incredibilmente bello. Una bellezza fatta anche di pianto, di ribellione di lotta......lo scrivo, lo riscrivo...lo replico....Sono spoglia di quelle vesti dai lunghi capelli profumati, e mi ritingo le labbra color carne, gli occhi con la pigmentazione del tramonto, mentre il blu cobalto rende perfetto questo bisogno, mio solo mio. Nessuno davvero, potrà mai darci, quanto noi siamo in grado se vogliamo, di donare a noi stessi. Nessuno, tranne la capacità di "leggere" attraverso una visione del mondo che faccia sentire vivi.
Forse io con le foglie, ci "parlerò" ancora...
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« immagine » Si resta fermi per settimane, mesi..nessuno stimolo a mandar giù nulla. Eppure nella testa frulla sempre qualcosa, un'idea un pensiero che si arricciola su un altro pensiero, generando una successione spesso espansa a dismisura degli stessi. E così mi ritrovo a raccattare come si fa c...
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Inizi a crescere..

06 febbraio 2015 ore 12:50 segnala

Quando pian piano si perdono pezzi della tua vita, fatti di punti di riferimento che condiscono gli affetti, che siano della famiglia o degli incontri che segnano il percorso esistenziale. Allora ti accorgi che una candelina in più è simbolo del tempo che passa, ma che incide con i suoi artigli solo quando ti priva degli anelli che compongono la collana cresciuta in esso, e grazie ad esso. E non parlo di quegli "amori" convenzionali e formalmente relegabili alle occasioni ufficiali o di unione perchè vi sia scintilla a generarla. Io parlo di quel "cibo" che stratificandosi forma la tua personalità, il disegno di te stesso sul foglio della vita in cui si nasce, si matura e poi si muore. Così la fine fisica diventa un silenzio soprattutto tuo, una smagliatura di quelle certezze che non danno possibilità di concepire il termine di ogni cosa, che sia evento che sia intersezione con altri individui a cui dare e da cui ricevere, come se il nostro intimo libro non fosse altro che l'insieme di tanti piccoli pezzi, ciascuno più incisivo o meno, ma sempre essenziali. Una successione di smarrimenti, come botte inattese, che piovono addosso e ti fanno "invecchiare" dentro, nella dolcezza dei rimpianti per quello che si sarebbe potuto dire fare, e non si è mai detto e fatto. Perchè i ricordi migliori di qualcuno, riaffiorano sempre e solo quando lo si perde? perchè il senso di rimorso ti assale quando sei più fragile, nei mille quesiti senza risposta, quando ti ritrovi a camminare su una strada nota ma tremendamente vuota, dove un'onda che si infrange in lontananza ti fa piangere, e l'odore di quei fiori ti commuove...A volte vorrei tornare indietro, non importa farlo nel corpo, ma dentro si...perchè ogni abbraccio ogni parola pensata e nascosta, nella gentilezza di una discrezione o peggio della incapacità di "essere", appassisce il cuore, come il petalo di una rosa che venga lasciata in un giardino secco. Ho bisogno di credere che, tutto questo, sia fisiologico e normale, come lo è ora il bisogno matto di accarezzare il viso maturo e muto, semplicemente per dire: ti ho voluto tanto bene, anche se e nonostante tutto....
Il tuo profumo il tuo sorriso, eterni, come quegli anelli che ho addosso sulla pelle, piccolo movimento di un'emozione in agonia.
Stefania
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« immagine » Quando pian piano si perdono pezzi della tua vita, fatti di punti di riferimento che condiscono gli affetti, che siano della famiglia o degli incontri che segnano il percorso esistenziale. Allora ti accorgi che una candelina in più è simbolo del tempo che passa, ma che incide con i su...
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Ti vesti di fretta

15 dicembre 2014 ore 16:26 segnala

Appena hai un pomeriggio a metà diviso tra lavoro e libertà, e scendi per tuffarti nell'atmosfera più bella in assoluto.Poi con la pedonalizzazione degli ultimi anni, l'immagine è quella di un borgo accogliente all'interno di una frizzante città dinamica, dove strade intersecano altre strade, tra tavolini sulle piazze e lungo i margini, addobbati miscelando una modernità strutturale con la calda ed avvolgente profumazione del natale. Così diventa un gioco gironzolare quasi "straniera in patria", tra i negozi che evocano odori similmente nordici e le luminarie blu e bianche che stringono il cielo. Finalmente il freddo parla di ori e di argenti delle carte da regalo, e di un mare umano che consuma i pavimenti a scacchiera di Via Firenze, C.so Umberto e Via Roma. Via C.Battisti, la Pescara vecchia e Via Sulmona, lunghissimo percorso che spazia da una ambientazione ad un'altra dove non ti annoi mai, sorseggiando con la fantasia ancora la parete di glicine ora a riposo, e quelle decorazioni naturali di foglie rosse che mi incantano ogni volta che passo lì. Ieri ho sentito per la prima volta una farfallina allo stomaco, come quando ero entusiasta tra la ricerca di cosa acquistare e dove, nonostante la stanchezza di un periodo in cui il negozio mi assorbe moltissimo, ed il mio tempo è minimo. Dico mio perchè adoro uscire ed avere quella energia di sostare anche 15 minuti davanti una vetrina, per sviscerare la grazia degli addobbi, respirare l'odore della merce e poi magari seguire il movimento di uno scacciapensieri appeso alla soffitta che brilla con una luce messa apposta. Cristalli che danzano, vaniglia che si mescola alla cannella e mille altre fragranze di spezie e di profumi delle donne. Visi rilassati, per un attimo sereni, anestetizzati da un insieme di stimoli che proiettano in una di quelle favole magiche coperte dalla neve, dalle montagne e dalle baite invernali. Così ho appiccicato il naso proprio lì dove c'era un elfo stupendo, circondato da uno spazio suggestivamente riprodotto....sono stata ferma con le mani intrecciate davanti e gli occhi spalancati, come quando ero bambina e amavo il mondo delle fate e dei folletti.......è quasi Natale, e mi viene sempre una morbidezza dentro che si confonde con una nota malinconica, la stessa che fa sentire soli anche se soli non si è.
Stefania
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« immagine » Appena hai un pomeriggio a metà diviso tra lavoro e libertà, e scendi per tuffarti nell'atmosfera più bella in assoluto.Poi con la pedonalizzazione degli ultimi anni, l'immagine è quella di un borgo accogliente all'interno di una frizzante città dinamica, dove strade intersecano altre...
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Girasoli di notte

05 dicembre 2014 ore 12:29 segnala

Stamattina mi sei tornato in mente, e mi accorgo ogni volta che accade, quanto io abbia nascosto di te il ricordo, sperando di cancellarti. Perchè la testa è un contenitore, e prima o poi la sua capienza si satura, e quando si satura innegabilmente si devono fare scelte di rimozione o conservazione. Poi ho pensato di venire a trovarti.
Ho visto il mio corpo chino sulla tua immagine giovane, appena velata da quello strato di polvere stratificato dalla pioggia e dalle intemperie. Ti ho soffiato sul viso, ho terso il vetro con la mano protetta dal guanto nero e ti ho mandato un bacio. Non serve a niente, a niente........così, ferma sulle ginocchia, ho sperato di restare sola con te per qualche minuto, senza fruscii di passi sul selciato ordinato, o di foglie spinte da questo vento freddo di dicembre. Ho voluto disegnare il nostro incontro in un'alba assopita, perchè devo farmi perdonare da te, che non mi parli non hai più voce ma ascolti. Non ho smesso di volerti bene, e di un bene di cui sono pregne le mie ossa, cresciute insieme alle tue nel tempo, tu piccino più di me, io piccina meno......e manco di ripetere a me stessa che tutto finisce inesorabilmente, nel fisico nel cuore e nella testa. La vita come circolarità, fino ad un punto in cui si spezza e diventa una retta, e tu la percorri di corsa o adagio, ignara di quanto durerà e dove arrivi. Così alle prime luci ho preso il girasole, ma non un girasole qualunque, sai? uno di quelli enormi, cicciottelli che riusciranno ad illuminare la tua notte quando ne avrai bisogno. L'ho messo accanto a queste parole disordinate, pigiate con due dita senza seguire una logica, perchè quando rientri prepotentemente addosso, io non posso sottrarmi a starti vicino, durasse solo oggi o anche domani.....e tu ridi saltellando sui tuoi bei ricci neri odorosi....e poi vai via e silenzio silenzio..buio. Forse sono ancora arrabbiata con te, perchè hai fatto il non fattibile per due come noi che hanno medesime radici. E tu quelle radici le hai bruciate, maltrattate e chissà quanto ancora ci vorrà perchè riprendano l'antico splendore. Eppure, china sul tuo viso, stretta stretta al collo e con il naso gelato, io ho voglia di stare con te, di chiederti cosa ti abbia lasciato nell'anima questo breve tratto di esistenza, se nelle tue labbra rosse ci sia ancora ed in un contesto diverso, quel buon sapore di pulito e di affetto. Di quel contesto che divideva per unire, che teneva lontani per poi vederti sull'uscio con i dolcini che ci piacevano tantissimo, in un sacchetto bianco mentre mi stringevi e mi stampavi gli occhioni sulla guancia. Mannaggia a te.......ti prenderei a ceffoni, ma senza farti male, giuro........ma mannaggia a te stellì...non lo so se di nuovo lì davanti, senza manco spegnere la moto, io girerò per tornare indietro, ma il girasole le lego bene, così non lo smarrisco per strada, e poi se lo farò di nuovo, tu non preoccuparti.......ci sarò sempre, nel ricordo che ho dei tuoi lineamenti, e ci sarà sempre in eterno come giuramento, quel filo sottile che mi legherà alle tue mani, scritto qui dove nessuno ti conosce e nessuno sa quanto sia inutile sforzarsi di accettare.
Il tuo fiore, sulla lastra bianca, come bianco dovrebbe restare questo foglio...oggi e poi basta.
Stefania
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« immagine » Stamattina mi sei tornato in mente, e mi accorgo ogni volta che accade, quanto io abbia nascosto di te il ricordo, sperando di cancellarti. Perchè la testa è un contenitore, e prima o poi la sua capienza si satura, e quando si satura innegabilmente si devono fare scelte di rimozione o...
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La mia emotività

25 novembre 2014 ore 17:58 segnala

Vederlo correre tra le macchine, impaurito e senza direzione, cercando di fermarle per evitare che ci finisse sotto, e non essere riuscita a stargli dietro per troppo tempo, ha aumentato profondamente quel senso di impotenza che sento, ogni volta che non riesco a risolvere un problema. Solita situazione: bracco da caccia, magro spaventatissimo ed abbandonato, da qualche schifosissimo cacciatore. Venendo in negozio l'ho visto e con un'altra signora abbiamo cercato di bloccarlo, i vigili che passavano erano in servizio x altro...ma "gentilissimi" hanno detto che avrebbero allertato chi di dovere.....il 112 mi ha messo su il pappagallo, "sicuramente" x mettermi in contatto con altro reparto o chi diavolo mi avrebbe aiutata...il numero di riferimento attivo su Pescara, mi ha richiamata dopo un'ora...quando ormai era tardi......lo so, lo so....ci sono mille cose miliardi di problemi da risolvere, e lui è un semplice cane...ma ognuno vive le esperienze con una propria inclinazione, interiorizza e rielabora gli stimoli in modo non sindacabile e soggettivo. Così non mi sento in difetto se affermo di amare più gli animali delle persone, per la loro fragilità la loro impotenza...l'uomo fa del male con dolo,non colpa e basta,e poi dovrei elogiarlo xchè trova soluzioni ai suoi disastri? siamo gli unici esseri viventi in "non sintonia" con il resto della natura. Non ci basta aver distrutto la terra, adesso cominceremo ad uscire nel pomeriggio x fare una "passeggiata" e forse shopping anche su altri pianeti, e mentre assistiamo ad una ribellione senza argini della Natura, io sto pensando a lui, a quel povero cane e a tutte quelle emergenze che nessuno può evitare o impedire, che coinvolgono sempre e soltanto i più indifesi, bipedi o quadrupedi che siano...........una "razza" sarei felice di vedere fuori, ma senza nemmeno una piccola percentuale di sopravvivenza, ed è quella dei cacciatori, che odio che rifiuto che non capirò mai...stasera sono giù.
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« immagine » Vederlo correre tra le macchine, impaurito e senza direzione, cercando di fermarle per evitare che ci finisse sotto, e non essere riuscita a stargli dietro per troppo tempo, ha aumentato profondamente quel senso di impotenza che sento, ogni volta che non riesco a risolvere un problema...
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