Essere ed apparire..in un fiocco di neve.

27 dicembre 2016 ore 11:34 segnala
È un groviglio di cose che rotolano dentro ultimamente, e il solo fatto di doverle "interpretare" mi destabilizza. Perché non torno a scrivere qui dove per anni ho lasciato impronte di me stessa? Perché il bisogno di confondere l'asetticita' di quel posto al quale mi dissi non avrei mai affidato a nudo un dono prezioso che a pochi ho concesso di violare, se poi incido continuamente su fogli bianchi .".le note confondevano rotaie e finestrini rigati dalla pioggia, il bisbiglio di gente sconosciuta dal passo veloce respirava dello stesso profumo di zagara che riportava a quel luogo. Un giardino incantato di rose carnose dalle sfumature di maggio, il rosso sanguigno il giallo il pallido petalo che reclinandosi sullo stelo appoggiava la terra. .."Se chiudo gli occhi mi trasformo in un ciclamino, un tulipano o una parete di gelsomino più intenso della fresia, avvolta ora nella pungente vaniglia che satura questa stanza ed i polmoni. Divento una foglia una goccia d'acqua che ci scivola sopra, un tronco umido un albero. Il percorso sa di humus di fruscii brusii ....poi di colpo riemerge un pianoforte, che si fonde con il tempo perso a pensarle le emozioni , invece di lottare per realizzare i propri desideri. Ma il pentagramma su cui ognuno distende le sue note, non è infinito....ed i visi amati di chi è passato, diventano sbiaditi e vecchi, poveri di contorno a cui affidarsi per conservarli vicino. Dal vissuto dovremmo imparare a "vivere", a non ripercorrere sentieri nuovi ma in fondo repliche di itinerari già visti ......è che l'uomo è alla ricerca costante di stimoli, e gli stimoli che spronano e sudano energia adrenalinica, poi presentano il conto...."ciò che si lascia andare lo si è perso per sempre, e se si perde qualcosa si genera il rimpianto".....ma lui lo amo profondamente perché lascia aperto lo spiraglio illusorio del giusto, al contrario del rimorso, macigno dell'anima e del cuore a cui dovrei arrendermi , incapace come sono di farlo...
Un giorno natalizio, dove il "gioco civettuolo" nasconda le parole....ecco cos'è che distrugge.....si dai "Stefania"...è così che deve andare.
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È un groviglio di cose che rotolano dentro ultimamente, e il solo fatto di doverle "interpretare" mi destabilizza. Perché non torno a scrivere qui dove per anni ho lasciato impronte di me stessa? Perché il bisogno di confondere l'asetticita' di quel posto al quale mi dissi non avrei mai affidato a...
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27/12/2016 11:34:51
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Commenti

  1. LeComteOry 29 dicembre 2016 ore 09:55
    Poesia come sempre...ciao e auguri :rosa

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