Le cose che non hai fatto

27 agosto 2017 ore 13:11 segnala


Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l'ammaccai?
Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l'hai fatto.
E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve?
Credevo che avresti esclamato: "Te l'avevo detto!". Ma tu non l'hai fatto.
Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito?
Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l'hai fatto.
Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina?
Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l'hai fatto.
E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans?
Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l'hai fatto.
Sì, ci sono tante cose che non hai fatto.
Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.
C'erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non l'hai fatto.
Ma tu non sei tornato.
Una regola d'oro: passeremo nel mondo una sola volta. Tutto il bene, dunque, che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli subito.
Non rimandiamolo a più tardi, né trascuriamolo, poiché non passeremo nel mondo due volte.

(cit)
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« immagine » Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l'ammaccai? Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l'hai fatto. E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve? Credevo che avresti esclamato: "Te l'avevo detto!". Ma tu...
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Lettera a un Amico

21 agosto 2017 ore 22:21 segnala

Amico Mio.........nè è passato di tempo dall ultima volta che ci siamo parlati qui..seduti davanti a un pc....a parlare di cio' che gli ultimi anni sono stati per noi....abbiamo riso...scherzato..ma anche parlato di Noi..del nostro IO..
Un bel giorno Sei scomparso.. e nel frattempo la vita ha fatto il suo corso...gli eventi hanno arricchito la nostra esistenza ...hanno lasciato la scia dei ricordi...che preferiamo dimenticare perchè sono come un marchio indelebile che niente e nessuno puo' cancellare....Ancora oggi non so il perchè sei scappato via a quel modo...so soltanto che una profonda inquitudine caratterizzavano le tue giornate...eri sempre in cerca di TE e volevi cambiare a tutti i costi....allontanare quella sofferenza da TE.
Mi hai scritto, nelle Tue lettere, il dolore e la sofferenza che per Te è stato il dover affrontare il giorno dopo e quello dopo ancora, con quel dolore che Ti gonfiava il petto fino a toglierTi il respiro e quel pensiero costante di voler cancellare a tutti i costi quella sensazione di infelicità che aveva invaso il Tuo corpo, la Tua mente e la Tua Anima quella mente invasa da un dolore pazzesco perché non riusciva a rispondere a quei perché che la torturavano, quell’Anima così nobile e fragile al contempo che non ha avuto scampo dalle conseguenze di CIO' CHE è SUCCESSO....togliendoTi la fiducia in Te stesso, classificandoTi
come un debole, portandoTi alla chiusura totale alla vita e quindi all’Amore.Un muro la cui altezza non ha limite, il cui spessore non si riesce a misurare, la cui robustezza è fuori ogni discussione. Ti sei creato un mondo tutto Tuo, dove niente e nessuno possono più entrare, né tentare di fare breccia in quella Tua corazza. In apparenza puoi sembrare una persona felice, in apparenza puoi sembrare un Uomo brillante, ma dietro a quella bella maschera che indossi quotidianamente si nasconde un Uomo provato dalla vita, provato nel suo Io, Dietro a quella maschera si nasconde l’Uomo che Sei sempre stato, non quello che Ti sforzi di essere, perché la vita non è uno sforzo, la vita è ciò che ognuno di noi si porta dentro. Inutile scappare davanti all’evidenza dei fatti, inutile nascondersi dietro al dito, e ancora più inutile tentare di sorridere con le labbra, mentre i Tuoi occhi dicono tutt’altro. Sì, perché i Tuoi occhi parlano e anche se non Ti rendi conto, quel loro raccontare silenzioso dice molto di più di mille parole urlate al vento. puoi sbuffare quanto Vuoi per ingoiare le lacrime, ma infine, non puoi impedire ai Tuoi occhi di raccontare quella verità che solo il Tuo Io conosce. Un Io gratuitamente schiacciato dall’indifferenza, dalla superficialità. Un IO ferito gratuitamente..lacerato...ed è anora li da molto tempo e tenti di guarire quella lacerazione che solo Tu sai che esistono ..vorresti cancellarle ma piu Ti sforzi e piu sembra che non vogliono andar via... Il Tuo è un continuo affaticarsi, un continuo affannarsi per raggiungere quella felicità dietro alla quale stai correndo inutilmente, perché “la felicità è come una farfalla, più le corri dietro, più lei Ti sfugge… fermati, ed essa si poserà sulla Tua spalla”. Non voglio fare morali, né mi reputo in grado di poter minimamente esprimere nel mio piccolo questo pensiero, ma sappi che il Tuo dolore è anche un po’ il mio, che la Tua sofferenza mi appartiene, che il Tuo sforzarti è il mio specchio. Non ho avuto bisogno di mettermi nei Tuoi panni per riuscire a capire ciò che provi; semplicemente, perché l’ho vissuto anche io. Vedi, gli anni si susseguono uno dopo l’altro, il tempo a volte sembra quasi che voli, che ti passi accanto silenzioso; ma è proprio in quel silenzio che il tempo Ti parla, Ti parla in modo che Tu non riesci a percepirne il suono, Ti parla in modo incomprensibile, perché non riesci a collocare quell’avvenimento in quel momento storico della Tua vita. Eppure Ti garantisco, che prima o poi, la vita Ti risponde. La vita risponde sempre ai mille perché; la vita risponde sempre, perché la vita è un impegno, un impegno che non ha mai fine. Qualcuno mi dice sempre “non vi è sosta se non in cima”… sarà pur vero, ma non è importante arrivare in cima, importante è vivere la scalata per arrivarci, perché è lì che si nasconde la felicità. La felicità non assume sembianze stratosferiche, la felicità si nasconde in un uccellino che canta; si nasconde in un girasole che per nutrirsi del calore si volta verso il sole; si nasconde negli occhi di un bambino a cui viene porto un gelato; si nasconde nella mano di una persona che aiuta un altro ad alzarsi perché è caduto; la felicità si nasconde nel Tuo cuore, ma Tu non riesci a vederla, perché se pur le ferite che Ti porti dentro si saranno cicatrizzate, alcune sotto la superficie sanguinano ancora. BASTA! Sarà questa la Tua espressione nei confronti della vita che magari pensi di vivere oppure è semplicemente un atto di sopravvivenza? Perché tra il vivere e il sopravvivere c’è un abisso. Rendiamoci conto che la sofferenza fa parte della vita, che magari ci sarà sempre una persona che Ti farà soffrire, che magari ci sarà sempre un Amico a tradirti, oppure il lavoro non va come dovrebbe andare, che la famiglia non è come Tu la vorresti, magari un giorno qualcuno a Te caro parte per il paradiso celeste. Ci sarà sempre un “ma”, un “se”… ma non è così che si fa la storia. Non puoi proteggerTi contro il corso naturale delle cose; e se pensi realmente che erigendo una barriera, Tu possa fermare dietro a questa tutto ciò che potrebbe venire a nuocerti, non fai altro che soffrire maggiormente e sai perché? Perché il pensiero che dietro a quella barriera c’è la vera vita, Ti lascerebbe continuamente nel dubbio. Un dubbio atroce che non Ti permetterebbe di vivere, ma di sopravvivere semplicemente.
BASTA! Non voglio più dare niente di me;BASTA! Non voglio più lasciarmi andare; BASTA! Ho sofferto troppo, non reggo altro; BASTA! Non voglio più avere quella sensazione di non essere amato, pur donandomi completamente; BASTA! Non voglio più essere preso in giro; BASTA! Non voglio più dovermi preoccupare per un altro; BASTA! Non voglio più amare; BASTA! BASTA! BASTA! Il Tuo è un grido, un grido che fa paura, un grido di disperazione, un grido che Ti fa chiudere a riccio. Mi fa rabbia, grande rabbia, vedere radicato così profondamente il dolore dentro di Te e non poter far nulla; no, non è vero; qualcosa c’è che posso fare per te: pregare! Pregare e pregare ancora. cmq ciò che volevo dirti è semplicemente racchiuso tra queste righe. Non ho pretese, né mai ne avrò; sono solo una presenza silenziosa che desidera allietare la tua quotidianità; sono solo una donna che sa ascoltare anche ciò che non dici.. Una donna che sta scalando anche lei la montagna per arrivare in cima e sta tentando di apprezzare la salita, per quanto faticosa possa essere. Una donna che aveva detto BASTA! Una donna che sta cercando di vivere e non di sopravvivere. Una donna che sa aspettare. Una donna pronta a rimettersi sempre in gioco, pur avendo la consapevolezza che per quanto possa tentare di proteggersi dal dolore e dalla sofferenza, ha la possibilità di assaporare un attimo di felicità, di gustare un attimo di gioia, di arricchire il proprio io con l’investimento che nella vita non fallisce mai, e cioè l’Essere se stessi. Nulla può valere un attimo di felicità, nulla può valere un attimo di gioia e nulla può valere proprio l’attimo in sé, perché sono sicura che un giorno mi volterò indietro e non avrò assolutamente rimpianti perché ancora una volta avrò donato un po’ di me ad una persona Speciale.

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Eppure..nonostante tutto......

21 agosto 2017 ore 08:56 segnala

Bisogna credere nell'amicizia come bisogna credere in tutte le cose buone perché da esse troviamo il nettare per valorizzare la nostra esistenza.
Spesso succede il contrario, anzi non...mi meraviglio di leggere una certa delusione quando si pensa all'amicizia nella nostra società attuale.


Secondo il pensiero di Alberto Moravia le amicizie non si scelgono per caso, ma secondo le passioni che ci dominano.
Giusto, giustissimo,...sfido chiunque a sostenere che non è quasi sempre così nella scelta nel tempo dei nostri "amici".

Se ci fermiamo a riflettere leggiamo l'altra parte della realtà, quella che non vediamo all'inizio ma vediamo dopo e ci porta a rimanere delusi di quelli che si pensavano amici con una certa convinzione.
Gli amici non dovrebbero solo essere persone che amiamo a...pelle, non dovrebbero solo essere persone che contribuiscono ad entusiasmarci.
L'amico dovrebbe essere molto-molto di più e dovrebbe andare oltre quel tipo di passione che di domina nella fase iniziale della lettura.
Un amico dovrebbe essere schietto, dovrebbe non avere peli sulla lingua, dovrebbe farci vedere quello che spesso ci manda in sofferenza, dovrebbe essere "tutto" per metterci con le spalle al muro quando noi, queste spalle, cerchiamo qualcosa di morbido per non volerle vedere esposte.
L'amico, davanti al duro vivere, non dovrebbe sempre asciugarci le lacrime ma dovrebbe stimolarci ad essere persone a pensare, pronte a mettersi in discussione, pronte a mettere in discussione certe "convinzioni" se queste perseverano nella strada sbagliata.
L'amico dovrebbe aiutarci a rinnegare l'orgoglio quando esso significa arroganza, quando questo significa sbagliare o ferire.
Diciamo che l'amico dovrebbe essere un perfetto signor "nudo-crudo o forse pure antipatico ed esasperante".
Quanti ne abbiamo di amici così?
Pochi, forse zero o...forse sono sempre pochi rispetto a quelli che dovrebbero esistere e quindi circondarci.

Costruiamo troppo a livello emotivo, investiamo troppo in sensazioni e in simpatie.
La vita ci presenta il conto e lo fa in maniera schietta: quando ci sono le montagne da scalare, quando la solitudine assomiglia ad un gigante che è pronto a schiacciarci, ecco che rimaniamo delusi di quelli che pensavamo amici con grande entusiasmo e forte convinzione; ecco che li vediamo lontani con i loro bei sorrisi o interessi e li vediamo lontani con le loro brillanti sensazioni da curare o inseguire.
Il destino è schietto e diretto. Il destino può essere fortunato, ingiusto, difficile, duro ma il "vivere" ti guarda direttamente senza troppe diplomazie. Un po' come dovrebbe fare il "vero" amico, quello che scopriamo alla fine di non aver mai cercato ma diciamo poi agli altri a voce alta di non aver mai incontrato.
Non possiamo dare sempre la colpa al fato: spesso incontriamo certe persone, il limite è non saperle o non volerle abbracciare o non saperle apprezzare e considerare per quello che sono.
Eppure loro ci sono, progetti interessanti di futuri amici.(cit)

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Il VERO AMORE...quello che dura fino la fine....

12 agosto 2017 ore 11:04 segnala


Tre chilometri. Dal parcheggio alla riva del mare. Un mare blu e cristallino. E lui l’ha voluta portare proprio lì, in Sardegna, in una delle spiagge più belle ma anche più difficoltose da raggiungere in auto. Proprio oggi, quando il termometro segnava 39 gradi. Lei probabilmente paralizzata e lui con un cappello di paglia sul capo per asciugare le gocce di sudore. Tre chilometri a piedi sotto il sole cocente, con la moglie sulla sedia a rotelle accompagnata fino alla battigia.

39 gradi, ora di punta. A lui Lucifero e il grande caldo devono avere fatto un baffo. Tutta la spiaggia che guardava, mentre lui, un uomo sulla settantina, percorreva il tratto in salita sulla sabbia rovente di mezzogiorno e mezzo. Ho chiesto a quest’uomo, che per un tratto mi ha fatto dimenticare la fortuna del poter muovermi sulle mie gambe, se avesse bisogno di una mano. “Non ti preoccupare – ha risposto lui con una punta di indifferenza – sono abituato”. Abituato a cosa? Me lo chiedo, in silenzio. Mentre in tre ci mettiamo a tirare quella sedia a rotelle e ci guardiamo in faccia.

Quell’uomo, di cui non riporto il nome, ci fa capire di essere abituato alla condizione di auto-insufficienza della moglie. Di quella stessa ‘ragazza’ che trent’anni fa ha conosciuto, tutta abbronzata, e di cui si è subito innamorato. Della stessa donna che adesso è lì, seduta su una sedia a due ruote, con l’unica arma di un sorriso. Forte, vero, sincero. “Nella gioia e nel dolore”, penso io. “Nella salute e nella malattia”. Continuiamo a trascinare la sedia a rotelle. Il silenzio, adesso, è mio. Proponiamo all’uomo di fare una pausa, che avremmo trainato noi la carrozzina fino al parcheggio. Ma lui non accetta. E insiste: “Avete fatto fin troppo”. Ancora silenzio. Una nuova goccia di sudore cade sulla sua fronte. “Non la abbandono mai”. E in effetti, stamattina, non l’ha portata in un posto qualsiasi. Non si è fermato alla prima spiaggia, di gran lunga più vicina al parcheggio. L’ha portata in quella migliore, lui, il marito con cui quella donna ha condiviso una vita. E se ne è fregato, se in quella spiaggia ancora, nel 2017, non c’è uno straccio di passerella o supporto per le persone disabili. E mi scuso per la foto rubata, ma ci sono immagini che raccontano storie, e che per questo meritano di essere condivise, nel pieno rispetto delle persone.

Lei, la donna, ci ringrazia con un sorriso, per esserci “interessati” a lei. Entrambi sorridono. Io ringrazio loro, un po’ impacciato. Ci salutiamo, ognuno va per la sua strada. Io torno sotto l’ombrellone e loro continuano la lunga salita per arrivare al parcheggio. Nel giro di pochi minuti spariscono dalla stretta stradina sterrata sulla quale ci eravamo lasciati. Resto quasi imbambolato, sperando di incontrarli per una seconda volta. Ma forse non ce n’era bisogno. E, infatti, non ce n’è stato bisogno. Perché il silenzio continuava a parlare anche per loro. E allora tutto tornava. L’amore, quello vero, era lì.
:cuore :cuore :cuore
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« immagine » Tre chilometri. Dal parcheggio alla riva del mare. Un mare blu e cristallino. E lui l’ha voluta portare proprio lì, in Sardegna, in una delle spiagge più belle ma anche più difficoltose da raggiungere in auto. Proprio oggi, quando il termometro segnava 39 gradi. Lei probabilmente par...
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La felicità....... dentro di Noi.....

31 luglio 2017 ore 17:59 segnala
William Shakespeare diceva: Mi sento sempre felice sai perché? Perché non aspetto niente da nessuno; aspettare sempre fa male. I problemi non sono eterni, hanno sempre una soluzione, l'unica cosa che non ha rimedio é la morte. Non permettere a nessuno di insultarti, umiliarti o abbassare la tua autostima . Le urla sono lo strumento dei codardi, di chi non ragiona.
Incontreremo sempre persone che ci considereranno colpevoli dei loro guai, e ognuno riceve ciò che merita. Bisogna essere forti e sollevarsi dalle cadute che ci pone la vita, per ricordarci che dopo il tunnel oscuro e pieno di solitudine, arrivano cose molto buone " Non esiste male che non passi al bene". Per questo godi la vita perché é molto corta, per questo amala, sii felice e sempre sorridi, vivi solo intensamente per te stessa e attraverso te stessa, ricorda:
Prima di discutere...Respira
Prima di parlare...Ascolta
Prima di criticare....Esaminati
Prima di scrivere.... Pensa
Prima di ferire.... Senti
Prima di arrenderti.... Tenta
Prima di morire..... VIVI!!
La relazione migliore non é quella con una persona perfetta, ma quella nella quale ciascun individuo impara a vivere, con i difetti dell'altro e ammirando le sue qualità.
Chi non dà valore a ciò che ha, un giorno si lamenterà per averlo perso e chi fa del male un giorno riceverà ciò che si merita.
Se vuoi essere felice, rendi felice qualcuno, se desideri ricevere, dona un poco di te, circondati di brave persone e sii una di quelle.
Ricorda, a volte quando meno te lo aspetti ci sarà chi ti farà vivere belle esperienze!
Non rovinare mai il tuo presente per un passato che non ha futuro.
Una persona forte sa come mantenere in ordine la sua vita. Anche con le lacrime negli occhi, si aggiusta per dire con un sorriso, STO BENE.
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« immagine » William Shakespeare diceva: Mi sento sempre felice sai perché? Perché non aspetto niente da nessuno; aspettare sempre fa male. I problemi non sono eterni, hanno sempre una soluzione, l'unica cosa che non ha rimedio é la morte. Non permettere a nessuno di insultarti, umiliarti o abbassa...
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D’Esser Lo Sai

16 luglio 2017 ore 17:00 segnala



D’Esser Lo Sai



Scriverò di te,

con delicati colori d’alba,

dipingendo con punte di capelli

il tuo profilo nell’orizzonte,

ove il cielo bacia la terra.

Scriverò di te,

danzando con il pensiero nell’aria,

e suonando con dita emozioni,

così che natura e infinto

abbraccio il tuo corpo di raso.

Scriverò di te,

senza alludere ai tuoi occhi,

senza alludere al tuo sorriso,

così che tu possa sentire del mio Amore

pensando di non esser quella stella.
(cit)
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« immagine » « video » D’Esser Lo Sai « immagine » Scriverò di te, con delicati colori d’alba, dipingendo con punte di capelli il tuo profilo nell’orizzonte, ove il cielo bacia la terra. Scriverò di te, danzando con il pensiero nell’aria, e suonando con dita emozioni, così che natur...
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L'Amicizia .......

02 luglio 2017 ore 19:26 segnala

Quelli che abitualmente finiamo per considerare Amici e Amicizie in effetti sono soltanto conoscenze e buoni rapporti annodati per qualche circostanza o beneficio: sono questi che hanno collegato anime diverse. Nella vera Amicizia, quella che intendo io, le anime si mescolano, si intrecciano, si confondono l’una con l’altra in un legame così stretto da annullare e far dimenticare la connessione che le ha unite. Se qualcuno volesse farmi dire perchè volevo bene a un amico, sento che potrei solo rispondere: perchè era Lui, perchè ero Io.
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« immagine » Quelli che abitualmente finiamo per considerare Amici e Amicizie in effetti sono soltanto conoscenze e buoni rapporti annodati per qualche circostanza o beneficio: sono questi che hanno collegato anime diverse. Nella vera Amicizia, quella che intendo io, le anime si mescolano, si intr...
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Il tempo che Vorrei......

31 maggio 2017 ore 09:12 segnala

Ho imparato che spesso le persone non comprendono
quello che hanno davanti e spesso non lo apprezzano…
ho imparato che da un giorno all’altro tutto può cambiare..
ho imparato che non c’è cosa più bella e difficile che potersi fidare di qualcuno..
ho imparato ad accettare le delusioni o comunque a non dargli troppo peso..
ho imparato ad andare avanti anche quando l’unica persona
con cui vorresti parlare è la stessa che ti ha ferito..
ho imparato che questo molte persone non l’hanno mai capito.

Ho imparato che più dai e meno ricevi.
Che ignorare i fatti non cambia i fatti.
Che i vuoti non sempre possono essere colmati.
Che le grandi cose si vedono dalle piccole cose.
Che la ruota gira, ma quando ormai non te ne frega più niente.
E (soprattutto quello che più mi piace della vita) è che non si finisce mai di imparare..



Fabio Volo
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le pagine della nostra Vita...

24 maggio 2017 ore 08:32 segnala
Temo che poche persone aprano un libro di cui non abbiano prima apprezzato la copertina e che comunque decidano di leggerlo fino in fondo. E' forse un limite umano. Quando nel tempo, sono stata corteggiata da un uomo, avendo assodato che il copione era identico a prescindere dalla loro età e cultura, ho iniziato a pensare e dire: ok...ora dammi un libro che non ho ancora letto...sapendo che quel libro non è ancora stato scritto da nessuno. E ci aspettiamo ancora che qualcuno voglia leggerci dentro? E' da masochiste...io ho smesso tanto ma tanto tempo fa. Auguro però a tutte le Donne di trovare un buon lettore :-)

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Temo che poche persone aprano un libro di cui non abbiano prima apprezzato la copertina e che comunque decidano di leggerlo fino in fondo. E' forse un limite umano. Quando nel tempo, sono stata corteggiata da un uomo, avendo assodato che il copione era identico a prescindere dalla loro età e...
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