L'ultima sfida di Sitchin

09 dicembre 2016 ore 00:46 segnala


L'ultima dichiarazione di Zecharia Sitchin afferma che è pronto a giocarsi tutto quello che ha scritto sugli astronauti alieni Anunnaki grazie al test del DNA che potrebbe essere effettuato sui resti di una donna sumera di oltre 4.500 anni fa.
Per certi versi è l'ultima opportunità di celebrità per Sitchin.
Secondo il suo parere, il genoma della donna potrebbe contenere le tracce genetiche degli dei e dei semidei di cui ha parlato fin dal 1976.

Sitchin,( deceduto nell'ottobre del 2010) nacque in Unione Sovietica, ed è cresciuto in Palestina, ma viveva in un appartamento di New York.
Ha scritto 14 libri sul tema, parlando sin dall'inizio del pianeta Nibiru, patria celeste degli alieni astronauti che erano considerati come divinità nell'antica cultura mesopotamica.

Sitchin dice che questi alieni sarebbero gli Anunnaki menzionati nelle scritture sumere, e i Nephilim nella Bibbia.
Inutile dire che le idee di Sitchin, come quelle di Erich von Däniken, sono state sonoramente disprezzate dalla comunità scientifica.
Ma ora Sitchin chiede che la comunità scientifica lo ascolti per svelare il mistero della regina Puabi.

I resti vennero alla luce durante gli scavi di una tomba, nell'attuale Iraq, negli anni 20/30, all'incirca durante lo stesso periodo in cui ci fu la scoperta e lo studio della tomba di Tutankhamon in Egitto.
Gli esperti di medicina legale del Museo di Storia Naturale di Londra hanno stabilito che la regina Puabi era di circa 40 anni quando è morta e probabilmente regnò come regina durante la prima dinastia di Ur. Sitchin sostiene che essa era qualcosa di più di una regina, cioé una "nin", un termine sumero che tradotto significa "dea".

Egli suggerisce che Puabi era quindi un'antica semidea, geneticamente legata aal DNA dei visitatori provenienti da Nibiru.
Secondo Sitchin gli antichi miti suggeriscono che "chi ci ha creato, tuttavia non ci avrebbe dato tutti i loro geni, per la longevità e l'immortalità che essi avevano.
Sitchin vorrebbe adesso che gli scienziati testino il DNA di Puabi in quanto in essa è custodita la risposta.

"Forse confrontando il suo genoma con il nostro, scopriremmo quei geni mancanti che non ci hanno voluto deliberatamente dare"

Sitchin è stato etichettato dai critici come uno pseudo-storico, un falso o semplicemente in errore.
Ma nonostante tutto egli ha venduto milioni di libri dagli anni '70.
Sitchin afferma che il destino ultimo di tutte quelle sue teorie sarà deciso dal test del DNA che vuole fare alla Regina Puabi.

"Sto davvero rischiando tutto il lavoro della mia vita su questo risultato", ha detto.

Michael Heiser, studioso di lingue bibliche gestisce il sito web "Sitchin Wrong's" e pensa che questa sia soltanto la sua ultima buffonata.

"Vuole cercare qualcosa che nessuno sa a cosa assomigli" ha detto.
"Non abbiamo un campione conosciuto di DNA alieno per il
confronto. Come è possibile sapere la sequenza precisa del DNA?"

Sul suo sito, Heiser affronta discussioni approfondite circa gli scritti di Sitchin: dalle errate letture dei testi antichi, che prendono i miti antichi come storia reale, costruendo una cosmogonia stravagante intorno a dei testi che sono invece di fantasia. Sitchin ha una prospettiva diversa, naturalmente e crede che la scienza moderna stia continuamente dandogli ragione.

"In ogni branca delle scienza, le mie dichiarazioni stanno trovando giorno dopo giorno conferma. Ogni giorno una nuova scoperta astronomica o scientifica sembra avallare le mie tesi" dice l'arzebo.

"Per esempio, gli astronomi hanno scoperto che mondi lontani possono avere orbite molto più eccentriche e inclinate rispetto a quelle che noi credevamo possibili. Si parla persino di un pianeta gigante che potrebbe esistere ai bordi del nostro Sistema Solare" (si riferische a Tyche, ipotizzato dagli scienziati Matese e Whitmire, nd Arthur McPaul).

Tutto questo ha reso Sitchin più sicuro nel sostenere che il pianeta Nibiru, patria del Annunaki, in realtà esiste.
Il Museo di Storia Naturale ha detto che qualsiasi richiesta per effettuare il test del DNA della regina Puabi dovrebbe venire da "un ricercatore con riconosciuta esperienza e capacità in questo campo, o con accesso ai servizi che gli occorrono per svolgere analisi del DNA antico.

Sitchin ha detto che, per il controllo di gruppi di ricerca diversi, tra cui alcuni dei ricercatori che hanno analizzato il DNA di un uomo di Neanderthal e 4.000 anni capelli umani dalla Groenlandia, offrirebbe la disponibità della sua fondazione di famiglia per finanziare anche questo "minuscolo" progetto.

"E non sto chiedendo loro di dire se Sitchin ha ragione o torto, ma di far capire al Museo di Londra che questo test è troppo importante per non farlo".

Probabilmente non sarebbe giusto per i ricercatori prendere soldi da Sitchin, ma si potrebbe realizzare un documentario televisivo sulla ricchezza sfavillante dell'antica Ur, culminante i test medico-legali sui resti antichi della regalità. Se ha funzionato con i documentari della Discovery Channel sui "I segreti perduti delle regine d'Egitto", o per la History Channel con "Le analisi dei resti di King Tut" o ancora per il National Geographic Channel con "La reale Cleopatra" dovrebbe funzionare con la regina Puabi, ha detto Sitchin.


Ecco adesso l'intervista dell'autore a Sitchin, seguita dalla dichiarazione ricevuta via e-mail dal Museo di Storia Naturale:

Cosmic Log: Studiare la regina Puabi sarebbe importante per dare senso alle sue teorie. Ma se qualcosa di estremamente peculiare non si trovasse? Se si scoprisse che la sequenza del DNA di questi resti è abbastanza normale?

Zecharia Sitchin: Allora io finirei nel ridicolo. Sto veramente rischiando il lavoro della mia vita sull'esito di questo risultato..

Quindi ciò smentirebbe tutto quello che è stato detto da lei sui Sumeri?

Beh non si può davvero "confermare o smentire" ma probabilmente molti diranno che la mia tesi è errata.
Ne sono convinto perché quando si trovano i resti scheletrici di questa femmina con tre i sigilli cilindrici, di cui uno dei quali specificamente dice il suo nome come "Nin" ... non c'è alcun dubbio nella mia mente.
Sono disposto a rischiare tutto.
I risultati potrebbero dire che non si è trovato niente di interessante. Forse solo una differenza qua e là, ma sembrerebbe poi come il nostro DNA. Sono sicuro che la gente poi direbbe: 'OK, la credibilità di Sitchin è crollata, ma non mi interessa, a 90 anni, questo è il mio ultimo libro.
Questa è veramente la mia ultima sfida per la comunità scientifica... Sono davvero impegnato affinché la scienza per corrobori le bibbie.
La scienza, con la sua capacità di esaminare il genoma, ha ora l'opportunità unica di testare quelle ossa antiche. Non sto chiedendo loro di impegnarsi a darmi ragione. Ma penso che forse se ho ragione, si aprirebbero nuovi orizzonti di comprensione nella religione, nella storia, nella genetica e in ogni campo.

D: Un sacco di persone hanno parlato di lei come uno pseudo-storico, che ha dato una non corretta comprensione della lingua sumera. Questo genere di critiche le fanno ripensare ad alcune delle cose che ha detto?

R: Assolutamente no. Prima di tutto, penso che chiunque abbia il diritto di essere in disaccordo con me.

D: Ci sono state in questi anni nuove scoperte che le hanno fatto cambiare idea su alcune cose nel corso degli anni?

R: No, al contrario... Per esempio: il pianeta Nibiru è elencato in innumerevoli testi astronomici dalla Mesopotamia. La questione è stata discussa dagli studiosi già nel XIX secolo. Una scuola di pensiero affermò che fosse un altro nome dato a Marte o un'altra a Giove. Ogni gruppo aveva i loro motivi per dire che era Giove o Marte. E io fondamentalmente ero d'accordo con entrambi.
Così alla fine proposi la mia soluzione, che era cioè un pianeta con una grande orbita ellittica, come scritto nel mio libro "The 12th Planet", pubblicato nel 1976, ma mi fu detto che mantenere un'orbita ellittica non è possibile nel tempo, perchè essa diventerebbe più arrotondata e il pianeta sarebbe sempre più vicino al Sole, o sarebbe buttato fuori dal sistema solare.
Mi sto tenendo aggiornato sulle scoperte scientifiche e ora invece sappiamo che per i pianeti extrasolari un'orbita ellittica è la norma.

D:In questi ultimi anni nuovi pianetini sono stati scoperti oltre Plutone, tra cui Sedna.
La gente si chiede come sia finito lì. E' possibile che il Sole sia nato in un ammasso con altre stelle e che l'attrazione gravitazionale possa avere interrotto un sacco di orbite. Un recente studio suggerisce che ben il 90% delle comete nel nostro Sistema Solare siano state effettivamente rubate da sistemi stellari vicini durante la sua fase iniziale di sviluppo. Lei cosa ne pensa?

R: Questo è il motivo per cui Nibiru è in orbita nella direzione opposta ... Come si fa a spiegare quindi che alcune delle comete hanno orbite retrograde? Se il Sistema Solare fosse stato creato da solo, a causa di questa nuvola vorticosa, allora come mai i corpi non orbitano tutti nella stessa direzione? Tutti questi risultati che confermano quello che ho detto.

D: Alcune persone hanno interpretato tali affermazioni per suggerire che una stella compagna o un pianeta, potrebbe perturbare il Sistema Solare fin dal 2012. Lei cosa ne pensa?

R: Non mi leghi al 2012. Non succederà nulla nel 2012. L'ultima volta che Nibiru è stato nelle nostre vicinanze è stato nel 6 ° secolo a.C. e ho fornito informazioni su questa cosa e le mappe del cielo e tutto ciò che volete nel mio libro "La fine del giorni ". Ma non mi leghi al 2012.
Un altro aspetto, è che se fate una ricerca su "Anunnaki", si ottengono un milione e mezzo di siti web. La gente utilizza i miei scritti per portare le proprie storie ... io sono responsabile di quello che dico, ma non di quello che dicono gli altri e delle loro interpretazioni.
In generale credo che c'è un intero settore, come il cinema, che ha sfruttato queste teorie per fini catastrofici ed economici. Ma penso che gli "dei" che visitarono la Terra siano la causa di tutte le profezie bibliche. Essi ci hanno creati, ci hanno dato il sapere, ma quello che ci impediva di essere come loro lo sto cercando di scoprire attraverso il test del DNA.
Forse ha a che fare con la salute, l'immortalità, forse il cancro e così via. Noi siamo i loro figli, molti di noi sono il risultato della loro matrimoni misti. Se Noè era come l'eroe sumero, un semidio, allora siamo tutti esseri celesti. Così non torneranno a distruggerci e non torneranno a utilizzarci noi come cibo. Sono veramente scioccato, sconvolto da questo ingiustificato allarmismo.
Faccio quello che faccio e dico quello che dico, e ora sto buttando giù il guanto di sfida alla comunità scientifica. Non dovete esaminare il mio genoma, ma il genoma di Nin Puabi.

D: Un'altra critica che la gente le oppone dice è che si sta cercando di leggere in troppo letterale, quello che si intendeva più come un mito e una storia di fantasia sul mondo spirituale.La storia di Gilgamesh o la storia di una grande inondazione che si è fatta strada nelle diverse culture potrebbe non rispecchiare necessariamente la realtà storica?

R: Beh, se questa è la critica, allora è vero. Io lo prendo alla lettera, e altri dicono che non dovrei, quindi ... mi dichiaro colpevole.
Ora, lasciate che vi dica, credo fosse novembre e dicembre dello scorso anno, un documentarista che arrivò con una troupe, e per tre giorni mi ha davvero infastidito al punto che egli si accampò fuori casa mia. Gli ho detto, senti, mi lasci in pace. Che cosa voleva? Stava facendo un film sulle 10 persone più importanti vive oggi nel mondo. E io sono uno di loro, secondo lui. Così gli ho detto: "Perché pensi che io sono uno di loro? Egli disse: "Perché hai demitizzato mitologia. Lei ha fatto una cosa tremenda, ha preso le mitologie di tutti i popoli, e ha mostrato passo dopo passo che queste si basano su una serie di eventi reali"
Quindi, mi dichiaro colpevole. Ecco perché la mitologia è così simile in tutto il mondo. Non lo è necessariamente dettaglio per dettaglio, nome per nome, evento per evento, ma fondamentalmente riflette il ricordo umano di eventi passati.

Segue adesso l'e-mail che ho ricevuto da Sam Roberts, Media Manager per le relazioni del Natural History Museum di Londra:

"In primo luogo, come sfondo alle collezioni, il Museo di Storia Naturale ospita una collezione di circa 20.000 resti umani risalenti alla preistoria. Più della metà proviene dal Regno Unito ed è stata riscossa dal museo da quando è stato fondato nel 1881. Variano da un solo dente, campione di capelli, fino scheletri che provengono da fonti diverse, come per esempio, il trasferimento da altre istituzioni tra cui il Royal College of Surgeons o scavi archeologici.
"I resti umani della collezione sono utilizzati da entrambi i ricercatori del NHM e dai ricercatori in visita negli studi per formare i campioni comparativi in una vasta gamma di studi tra cui l'evoluzione umana, variabilità umana, studi legali e medici, tra molti altri.
"Sono stato in contatto con il team in questione e hanno confermato che Zecharia Sitchin ha contattato il Museo per chiedere di raccogliere dei campioni comparativi sui resti di Nin Puabi (Queen Shubad). Il Museo ha la responsabilità di salvaguardare e mantenere le sue collezioni di ricerca scientifica. Esso non svolge abitualmente analisi ad hoc delle sue collezioni e le richieste di analisi del DNA dovrebbero essere parte di progetto di ricerca riconosciuti. Il Museo non ha ricevuto una richiesta da parte di un ricercatore di riconosciuta esperienza e capacità in questo campo o con l'accesso alle strutture necessarie per procedere alle analisi del DNA antico. Tutte le ricerche e le richieste sono soggetti alla politica del Museo e le procedure, che sono basate sul giudizio del Department del governo britannico della Cultura, dei Media e dello Sport".

Nei giorni che precedono la mia intervista, ho sentito alcuni corrispondenti del Cosmic Log di Sitchin e pensavano che fosse completamente fasulla e altri che credevano solo a qualcosa. (Quest'ultima categoria si sovrappone probabilmente con la stima del 32% degli americani che credono agli UFO .) Io stesso, non credo ai racconti di Sitchin circa gli astronauti alieni o semidei dal pianeta Nibiru. Ma io sono affascinato dai racconti di Ur e sulle sue ricchezze. Nelle mani giuste, credo che la storia della regina Puabi potrebbe essere presa come la storia della regina Hatshepsut o addirittura di King Tut.





Foto di apertura: i resti della "nin" Puabi


Traduzione e adattamento a cura di Arthur McPaul

Link:
"http://cosmiclog.msnbc.msn.com/_news/2010/06/15/4508251-looking-for-alien-dna"

L'ultimo desiderio di Zecharia Sitchin

08 dicembre 2016 ore 15:37 segnala




"Forse confrontando il suo genoma con il nostro, si potrebbe scoprire che cosa contengono". Questa è una delle ultime dichiarazioni fatte dal Dr. Zecharia Sitchin. Il Dr. Sitchin è stato uno dei migliori ricercatori delle famose tavolette sumere. Ha trascorso più di trenta anni della sua vita nello studio di tali reperti sviluppando la teoria degli Anunnaki e del pianeta Nibiru.





Secondo il Dr. Sitchin, una razza di extraterresttri chiamati " Anunnaki "sarebbero giunti sulla terra 5000 anni fa e avrebbero creato l'uomo per mezzo di un esperimento genetico. Zecharia Sitchin ci ha lasciato il 9 OTTOBRE 2010 all'eta' di 90 anni .Nel gennaio 2010, Zecharia Sitchin aveva chiesto al Museo di Storia Naturale di Londra di eseguire un test del DNA sui resti del " Regina Puabi",una sovrana sumera che visse più di 4.500 anni fa.



I resti del " Regina Puabi " erano stati rinvenuti in una tomba tra il 1920 e il 1930, nel territorio che ora appartiene all' Iraq. Gli esperti forensi dal Museo di Storia Naturale di Londra avevano stabilito 40 anni prima della morte di Zecharia Sitchin, che probabilmente era una regina della Prima Dinastia Ur.







Zecharia Sitchin aveva sempre sostenuto che questi resti appertenevano ad una figura di rango superiore a quello di una comune regina, catalogata come "Nin", un termine sumero che per il dottor Sitchin significa "Dea".



Per lui, la " regina Puabi "era una semidea appartenente ai visitatori la quale proveniva ed era correlata geneticamente con il pianeta Nibiru e gli Annunaki, che, secondo la sua teoria, avrebbero creato la specie umana e per questo motivo aveva richiesto il test del DNA sui resti della "Regina".



Attraverso l'audacia dei suoi approcci, Sitchin aveva dichiarato:"sto davvero rischiando tutto il lavoro della mia vita per ottenere questo risultato" .Tuttavia, le convinzioni di Zecharia Sitchin sono rimaste intatte. Il tempo ha cominciato a dare ragione ad alcuni dei suoi argomenti più controversi circa l'esistenza del pianeta Nibiru. Alcuni astronomi hanno scoperto che i pianeti lontani possono avere orbite molto più eccentriche piu' di quanto avessimo immaginato, e anche nelle comunità scientifiche si parla di un pianeta gigante che si trova ai margini del nostro sistema solare.



Tutte queste scoperte fatte da Zecharia Sitchin sono state lasciate in eredita' a questo mondo, nella speranza che il pianeta Nibiru, patria degli Annunaki, mostrasse il suo volto nuovo. Il test del DNA sui resti della "Regina Puabi" potrebbe essere il tributo postumo del lavoro di Zecharia Sitchin. Finora il Museo di Storia Naturale di Londra non ha concesso alcuna autorizzazione per effettuare questi esami. Ecco alcuni estratti da una delle ultime interviste che aveva rilasciato Zecharia Sitchin alla MSNBC.



Lo studio sui resti della regina Puabi sarebbe molto importante, anche se non si dovesse trovare nulla di rilevante. Ma cosa succederebbe se non ci fosse davvero nulla di particolare o se risultebbe che la sequenza del DNA dei resti della "Regina Puabi" sarebbe comune?



ZS: " forse qualcuno afferma che non avrei scoperto nulla nel corso delle mie ricerche anche se non ha elementi per confutare questo pensiero. Probabilmente molti diranno che confuto la tesi che avrei sostenuto in tutta la mia vita. Sono disposto a rischiare 40 anni di letteratura per questo.



Non saprei , come dimostrare l'autencitita' delle mie ricerche e solo i risultati scientifici potrebbero avvalorarle o screditarle. Sono sicuro che la gente e' convinta che la mia teoria non avrebbe alcun fondamento anche se il libro che ho appena pubblicato, sarebbe il mio ultimo trattato sull'argomento.



Questa è la mia sfida verso la comunità scientifica, che dovrebbe interpetrare meglio i riferimenti contenuti nella Bibbia. La Scienza, con i suoi mezzi e le sue capacità di fare confronti genetici, ora avrebbe l'opportunità unica di esaminare questi resti. Qualora avessi ragione, si potrebbero aprire molte porte per la comprensione della religione, storia, e della genetica.Molti affermano che sono un pseudo-storico e avrei frainteso lalingua sumera cuneiforme. Credo che ognuno abbia il diritto di essere in disaccordo con me. "



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Le tombe reali di Ur

Lira con testa di toro barbuto (penn.museum)



Questa rappresentazione di capra è stata associata da Woolley al biblico Ariete nel boschetto (penn.museum)



Copricapo di piume di Puabi (penn.museum)



Ricostruzione della gioielleria di Puabi (penn.museum)



Amuleto d'oro a forma di toro (penn.museum)



Cassetta per cosmetici trovata nella tomba di Puabi (penn.museum)



Recipiente per cosmetici a forma di conchiglia (penn.museum)



Arpe e Lire di Ur



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« immagine » "Forse confrontando il suo genoma con il nostro, si potrebbe scoprire che cosa contengono". Questa è una delle ultime dichiarazioni fatte dal Dr. Zecharia Sitchin. Il Dr. Sitchin è stato uno dei migliori ricercatori delle famose tavolette sumere. Ha trascorso più di trenta anni della...
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Il bambino e le stelle marine

08 dicembre 2016 ore 09:37 segnala
Ti racconto una bella storia che anche tu puoi mettere in pratica
In questo mondo kamikaze dove impera arroganza, aggressività e violenza, c’è un estremo bisogno di rieducarci e rieducare bambini ed adolescenti ai veri sentimenti di amore, rispetto, condivisione, perdono e tolleranza se si vuole davvero cambiare qualcosa!





Una mattina, una terribile tempesta si abbatté sul mare; raffiche di vento gelido trafiggevano l’acqua e la sollevavano in altissime ed impetuose onde che si abbattevano sulla spiaggia come giganteschi colpi di martello.



Anche il fondo marino, fu sconvolto da questa tempesta e le piccole creature marine, i crostacei ed i piccoli molluschi che lo abitavano, furono scaraventati con violenza fuori dall’acqua a decine di metri dalla riva del mare.




Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, anche l’acqua del mare si placò ritirandosi ma, la spiaggia ora, si era trasformata in una immensa distesa di fango, sulla quale, se pur nell’agonia, migliaia e migliaia di stelle marine tentavano, come potevano, di sopravvivere; erano talmente tante che la spiaggia sembrava essersi colorata di rosa.



Tra tutta quella gente, tenuto per mano dal suo papà, c’era un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza ed amore le piccole stelle di mare poi, all’improvviso alzò il suo sguardo incredulo ed interrogativo: sembrava proprio domandarsi il perché, tutte quelle persone, stessero a guardare quella tragica situazione, senza che nessuna di loro facesse niente.



In un batter di ciglia, il bambino lasciò la mano del suo papà, si tolse le scarpe, le calze e corse sulla spiaggia: si chinò, raccolse con le sue piccole mani tre piccole stelle di mare e, correndo, le portò nell’acqua poi, tornò indietro, ne prese altre tre e le portò, sempre correndo nell’acqua del mare e così fece per tante e tante altre volte fino a quando, dalla balaustra di cemento che delimitava la spiaggia, un uomo lo chiamò.



“Ehi…! Ragazzino, ma che stai facendo?!”

“ Ributto in mare le stelle marine prima del ritorno dell’alta marea, altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia!” Gli rispose ad alta voce il bambino senza smettere di correre.
“ Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia ed altrettante su centinaia di altre spiagge lungo la costa, non puoi certo salvarle tutte…sono troppe!” – Gli gridò l’uomo – “ Non puoi da solo cambiare le cose!” Concluse l’uomo scuotendo il capo.






Il bambino sorrise e, senza farsi scoraggiare da ciò che quell’uomo gli aveva detto, si chinò a raccogliere un’altra stella di mare e, gettandola in acqua gli rispose “ Per questa stella di mare…le cose, le ho cambiate!”.



Di fronte all’innocente ma saggia e profonda risposta di quel bambino e, vergognandosi anche un po’, l’uomo rimase un attimo in silenzio poi, si chinò, si tolse le scarpe e le calze, scese in spiaggia e cominciò a raccogliere stelle marine ed a buttarle in acqua; un istante dopo, anche due ragazze scesero in spiaggia così, ora erano in quattro a buttare stelle marine in acqua.



L’energia di questi buoni sentimenti, come per magia, pervase il cuore delle persone di tutte le altre spiagge lungo la costa e qualche minuto dopo erano in cinquanta, cento, duecento, migliaia di persone che riportavano le stelle di mare nell’acqua e prima dell’alta marea, tutte le stelle marine salvate, ritornarono a vivere sul fondo del mare.





“Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare a farlo.”


Buone feste



Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere. Gustave Flaubert
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IN COSTRUZIONE Una tempesta terribile si abbattè sul mare. Lame affilate di vento gelido trafiggevano l’acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri d’acciaio. Aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo,...
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Il Regalo giusto per Natale

07 dicembre 2016 ore 18:18 segnala
Regalare cuccioli di animali potrebbe essere una bellissima idea.
Assicuratevi però che
sia un vero desiderio del ricevente e non il vostro e che sia un regalo gradito poichè accudire un cucciolo è un grande impegno



Ci sono persone a cui vengono regalati animali ma che non li apprezzano poi così tanto. Informatevi bene prima.
Regalare un cucciolo ad un bambino implica una grande responsabilità nel seguirlo. Gli animali hanno bisogno dei loro spazi e ricordate che anche loro crescono.



Trovare un gattino sotto l’albero oppure un cagnolino può fare la felicità soprattutto dei bambini, ma, anche essi hanno bisogno delle vostre attenzioni.



Fatta questa premessa, se il regalo è per un bambino, un cucciolo è l’ideale come regalo, cresceranno insieme imparando l’uno dall’altro e scambiandosi tanto amore. Se invece è per persone adulte, potete anche pensare ad un animale ormai adulto, magari preso nel canile cittadino così oltre a fare un regalo alla persona lo farete all’animale stesso cui regalerete una vita migliore e più dignitosa.



Oltre al cucciolo pensate alle sue necessità, non dimenticate di fornire i generi di prima necessità per l’animale almeno per qualche giorno, ricordando che molti negozi restano chiusi nei giorni di festa quindi non fategli mancare ciò di cui ha bisogno: cibo, lettiera, guinzaglio oppure tira graffi.



L'impiegata saprà consigliarvi.



Ricordate inoltre che probabilmente per un paio di giorni dovete tenerlo in casa vostra almeno prima di fare la sorpresa ai cuccioli umani ehehhehehne Siete pronti a questa eventualità?

Un suggerimento in più: se lo regalate ad un’amica/amico fidanzato assicuratevi che il compagno non sia allergico al loro pelo.





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Regalare cuccioli di animali potrebbe essere una bellissima idea. Assicuratevi però che sia un vero desiderio del ricevente e non il vostro e che sia un regalo gradito poichè accudire un cucciolo è un grande impegno « immagine » Ci sono persone cui vengono regalati animali e che non li...
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Confidenze in un Teepe/ Emozioni Indiane.

07 dicembre 2016 ore 07:24 segnala




I vecchi parlavano del tempo passato e i guerrieri narravano le loro avventure
mentre i bambini ascoltavano in religioso silenzio.
Le donne, di solito, sedevano anche loro nello spiazzo,
ma dal lato opposto a quello occupato dagli uomini.




La tribù era il legame più importante per gli indiani.
Era guidata da un capo al quale era affidato il compito
di organizzare la vita nel villaggio.
Della tribù facevano parte indiani appartenenti ad un unico ceppo familiare,
che occupavano un territorio, cioè il luogo dove essi vivevano per determinati periodi.
Nessuno di loro si considerava padrone del territorio, perché per loro la terra
andava rispettata in quanto era fonte di ricchezza e di vita per la tribù
e perché in essa era diffusa la potenza del Grande Spirito.





Quando la terra non era fertile o la selvaggina scarseggiava,
la tribù cercava un altro territorio dove insediare il villaggio.
Presso tutte le tribù, il sistema decisionale passava attraverso il consiglio degli anziani,






ma nessun partecipante era vincolato dalle decisioni prese in tale sede.
Il capo-tribù era di carattere elettivo e veniva prescelto
in base alle sue doti di coraggio e saggezza, sebbene le sue funzioni
fossero soltanto di portavoce della comunità.




Gli anziani erano considerati depositari della storia e della saggezza del popolo
e venivano tenuti in gran conto, soprattutto perché ce n’erano pochi.
I giovani venivano lasciati liberi di mostrare il loro valore
attraverso prove d’iniziazione a volte difficili e dolorose
ma mai obbligatorie.



La guerra, infatti, era quasi sempre rituale e si basava soprattutto
sull’acquisizione di punti da parte dei contendenti.
Ogni guerriero disponeva di un bastone con il quale era sufficiente toccare l’avversario
per causarne la squalifica e acquisire punteggio.


(GLI ANZIANI...

Gli anziani meritano il massimo rispetto,

perchè ci hanno tramandato le tradizioni,

la cultura e la lingua.

Essi ancora oggi, con la loro saggezza, ci aiutano

a rendere migliore la nostra

vita.

-Sinta Glesha-)




Gli scontri veri e propri erano abbastanza rari, sebbene non completamente assenti,
ma si trattava principalmente di tentativi di razzia a danno di altre tribù.
Tutte le varie categorie sociali godevano di grande rispetto:




i bambini venivano educati con l’esempio
ed erano addestrati con attenzione da tutti i parenti della famiglia materna.
I termini corrispondenti a madre e padre
indicavano anche gli zii, i nonni e tutti gli adulti
che in un qualche modo si occupavano dei giovani.
All'interno della tribù tutti dovevano svolgere un compito:



gli uomini si occupavano della caccia, le donne delle faccende domestiche,
i bambini accudivano i cavalli e gli anziani
raccontavano ai bambini le storie dei loro antenati.
Presso le tribù pellirosse, le donne godevano di uno stato di pari dignità
con la componente maschile della tribù,
sebbene non mancasse una netta divisione dei compiti nel lavoro quotidiano.






Presso gli Algonchini, esisteva una istituzione, detta il Consiglio delle Madri,
che i rappresentanti del Gran Consiglio Tribale erano obbligati a consultare
prima di prendere decisioni.
Presso i Lakota, gli uomini erano tenuti a sentire l’opinione delle loro donne
prima di prendere una decisione importante per la collettività.





I giovani crescevano nella famiglia della madre,
dove in genere ad occuparsi di loro erano tutti gli adulti,
Presso i Sioux si narrava la leggenda della Donna Bisonte Bianco
che mette in luce come il ruolo di civilizzatore




L'uomo della medicina, anche detto stregone, era l'uomo più rispettato della tribù,
perché a lui era riservato il compito di attirare la benevolenza
degli spiriti e curare i malati.
Doveva interpretare anche i sogni che ogni persona della tribù faceva;
tali sogni venivano catturati dagli acchiappasogni,
che imprigionavano quelli degli spiriti maligni
e lasciavano liberi quelli degli spiriti benigni.






La ruota della medicina rappresenta il cerchio della vita e il suo evolversi.
La croce posta al suo interno, raffigura i quattro venti,
le quattro stagioni della natura e della vita dell'uomo e le quattro direzioni.




Leggende Indiane





La regina delle api


C'era una volta una coppia che desiderava ardentemente un figlio ma non riusciva ad averne. Un giorno il marito andò in un campo a tagliare del bambù. All'improvviso udì una vocina che lo implorava di non fargli del male. Dove sei?, chiese l'uomo.



In questa canna!, rispose la vocina. L'uomo aprì la canna di bambù e trovò un bambino piccolissimo, con il volto da ranocchio. Lo portò a casa e con la moglie si affezionarono subito al bambino, anche se non era molto bello. Lo chiamarono Bambù.
Passarono gli anni e Bambù crebbe. Diventò un bravissimo ragazzo che aiutava il padre nel lavoro.




Un giorno, il giorno del suo diciottesimo compleanno, i genitori gli diedero un abito e una spada e lo mandarono al mercato a vendere il riso e a comprare delle stoffe. Bambù attraversò la foresta ed ad un tratto si accorse di essere seguito. Gli si parò di fronte un leone affamato. Bambù gli disse: Non ho niente da darti, oggi. Ripassa domani. Ma il leone gli rispose: Ma io so già cosa mangiare: tu! Allora Bambù gli disse: Vattene via, altrimenti ti infilzerò con la mia spada! Il leone, intimorito, scappò via.



Bambù era quasi uscito dalla foresta, quando incontrò un'ape che gli chiese di salvare la sua regina. La regina era una bellissima ragazza, piccolissima, con due ali argentate, che era rimasta impigliata in una ragnatela. Bambù la salvò, ed allora la regina gli regalò tre semi di melone. Questi semi ti aiuteranno a realizzare quello che vuoi. Basterà che tu lo desideri!



Bambù andò al mercato e concluse i suoi affari. Poi tornò verso casa ed attraversando la foresta rincontrò il leone, ancora più feroce ed affamato. Bambù desiderò di ucciderlo con la spada di suo padre, ed ecco che di colpo riuscì a farlo. Un seme di melone era svanito nel frattempo dalla sua tasca.





Bambù scoprì che i semi erano prodigiosi. Ascoltò il suo cuore e desiderò di essere un bel giovane e di rivedere la regina delle api. I due semi sparirono e Bambù diventò un bellissimo ragazzo: di fronte a lui giunse la regina delle api, che ingrandì fino a diventare una vera ragazza. I due tornarono a casa, si sposarono e vissero felici e contenti.







CANTI

CHEYENNE - CANTI D'ORGOGLIO

FORZA ANTICA
La giubba di pelle che indosso
ha grandi poteri.
Essa mi protegge
da guerre e malattie.
Me l' ha data mio padre
con queste parole:
Indossa la mia forza, figlio mio,
sono io che te la dono!




APACHE - CANTI D'ORGOGLIO

APPARTENENZA

Ho i piedi coperti
di polvere straniera,
ma sopra di me
non è straniero il cielo,
e riconosco la lingua del vento.
Questa notte
il fumo del bivacco
parlerà di me alla mia gente.




NINNA NANNA

Le ninnananne del mio popolo sono state tramandatedi generazione in generazione ele cantiamo ancora oggi. Molte raccontano di animaliche si occupano affettuosamente dei loro piccoli,altre descrivono la terra d'origine del mio popolo equella in cui vivevamo. Attraverso queste canzonivogliamo insegnare ai nostri figlisoprattutto una cosa:profondo rispetto. Profondo rispetto e grande attenzione per tutto il creato. Solo quando avranno imparato a rispettare gli altri,potranno avere rispetto per se stessi. E solo così otterranno il rispetto degli altri. Per il mio popolo il rispetto di sé è una cosa importantee noi lo coltiviamo e lo sosteniamo. Una persona non può vivere senza avere rispetto per se stessa.

(Henry Vecchio Coyote) - Crow




POESIA INDIANA

Non ti auguro un dono qualsiasi, Ti auguro soltanto quello che i piu' non hanno. Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa. Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri. Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento. Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perche' tene resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull'orologio. Ti auguro tempo per toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare. Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare. Non ha piu' senso rimandare. Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono. Ti auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.







I 12 SEGNI IN ROSSO...

Falco (21 Marzo - 19 Aprile) Passionalità, istintività, indipendenza, romanticismo, egocentrismo. Castoro (20 Aprile - 20 Maggio) Laboriosità, tenacia, creatività, gelosia. Cervo (21 Maggio - 20 Giugno) Simpatia, intuitività, intelligenza, socievolezza, nervosismo. Picchio (21 Giugno - 21 Luglio) Dolcezza, sensibilità, gentilezza, altruismo, a volte un po’ dispersivi. Salmone (22 Luglio - 21 Agosto) Entusiasmo, determinazione, coraggio, a volte hanno poca autostima. Orso Bruno (22 Agosto - 21 Settembre) Fedeltà, disponibilità, ricchezza interiore, insicurezza. Corvo (22 Settembre - 22 Ottobre) Socievolezza, diplomazia, allegria, indecisione. Serpente (23 Ottobre - 22 Novembre) Forza, curiosità, decisione, ostinazione. Gufo (23 Novembre - 21 Dicembre) Curiosità, indipendenza, onestà, integrità, a volte mancano un po’ di responsabilità. Oca (22 Dicembre - 19 Gennaio) Decisione, tenacia, ambizione, idealismo, serietà, a volte sono poco comunicativi. Lontra (20 Gennaio - 18 Febbraio) Positività, inventiva, creatività, individualismo. Lupo (19 Febbraio - 20 Marzo) Lealtà, romanticismo, tranquillità, permalosità.


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« immagine » I vecchi parlavano del tempo passato e i guerrieri narravano le loro avventure mentre i bambini ascoltavano in religioso silenzio. Le donne, di solito, sedevano anche loro nello spiazzo, ma dal lato opposto a quello occupato dagli uomini. « immagine » La tribù era il legame più i...
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Gatti contro alberi di Natale

06 dicembre 2016 ore 16:27 segnala




Una silenziosa guerra si combatte ogni anno nelle nostre case. Noi abbiamo trovato il coraggio di documentare questa violenza

Chiunque abbia un gatto sa bene a quale triste destino il proprio albero di Natale possa andare incontro. Diciamoci la verità, per un micio, è un oggetto assolutamente provocatorio: luci, addobbi penzolanti, fili, nastri, luccichii vari. Una sorta di Luna park temporaneo. Per non parlare di quelle enormi palle rosse lucidissime che si calano dall’alto con aria di sfida.






I primi a soccombere sono gli addobbi penzolanti:







Poi è il turno delle fastidiosissime lucine:





Tutti i gatti devono compiere la scalata per affermare la propria superiorità:







Alle volte però capita di combinare pasticci
o di scappare di fronte a un avversario inaspettatamente animato:


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Una silenziosa guerra si combatte ogni anno nelle nostre case. Noi abbiamo trovato il coraggio di documentare questa violenza Chiunque abbia un gatto sa bene a quale triste destino il proprio albero di Natale possa andare incontro. Diciamoci la verità, per un micio, è un oggetto assolutamente...
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Maria Antonietta

06 dicembre 2016 ore 14:57 segnala
Storia e Bibliografia

Nobile vittima di nobile rivoluzione

Il 2 novembre 1755 l'imperatrice d'Austria Maria Teresa d'Asburgo dà alla luce il suo quindicesimo figlio: una bella bambina che battezza Maria Antonia.

Il suo futuro sarà legato alle alternanze del potere politico in Europa: il re di Prussia, nemico degli Asburgo, firma un trattato con l'Inghilterra; in risposta, l'imperatrice Maria Teresa si prepara a stringere un'alleanza con il re di Francia.

Maria Antonia non ha ancora 14 anni quando è promessa in sposa al nipote ed erede di Luigi XV. Nell'aprile del 1770, lascia per sempre l'Austria alla volta della Francia, dove diverrà Maria Antonietta.

Luigi, erede al trono di Francia, è cresciuto diffidando degli austriaci, come la maggior parte dei suoi connazionali, ed è tutt'altro soddisfatto della decisione che suo nonno ha preso per lui. Ma deve inchinarsi alla ragione di stato, e sposare Maria Antonietta. La cerimonia è fastosa, ma il matrimonio non dà i frutti voluti: l'imperatrice Maria Teresa viene informata dall'ambasciatore austriaco che il matrimonio non è stato consumato, e che di ciò è ritenuta responsabile sua figlia. Alla corte di Parigi si mormora, infatti, che Maria Antonietta pensi solo a divertirsi, trascurando i propri doveri matrimoniali. Ha reputazione di persona frivola e superficiale, disposta a seguire ogni moda stravagante che giunga a Parigi.

Anche l'amicizia con la sua dama di compagnia diviene uno dei pettegolezzi preferiti a corte: la loro intimità, unitamente al mancato arrivo di un erede, alimenta le dicerie sui suoi costumi. In realtà, Luigi non può avere rapporti sessuali a causa di una malformazione fisica, che un intervento chirurgico correggerà solo anni più tardi.

Nel 1774, Luigi XV è colpito dal vaiolo. Alla sua morte, Maria Antonietta e il marito diventano i nuovi sovrani di Francia. Il delfino, ora re con il nome di Luigi XVI, si adopera per soddisfare le richieste della moglie, alla quale permette di vivere da sola nel Petit Trianon, nei giardini di Versailles. Lo sfarzoso stile di vita che Maria Antonietta vi conduce è molto lontano da quello del popolo francese.

All'inizio del regno di Luigi XVI, la regina viene informata che è interrotto l'approvvigionamento del pane, alimento base del sostentamento dei contadini. La frase celebre che le viene attribuita ("Dategli le brioches") testimonia assai bene l'ostilità che la circonda. Si tratta di una falsità: Maria Antonietta è ben consapevole dell'importanza di mostrare interesse per i problemi del popolo. Ciò, d'altra parte, non significa che se ne preoccupi davvero. Se il popolo non l'ama, molti a corte la detestano, a causa dell'influenza che ha acquistato su Luigi XVI e del potere che gliene deriva.

Dopo otto anni di matrimonio, e quando Luigi si è finalmente sottoposto ad un'operazione chirurgica, Maria Antonietta rimane incinta. Il 18 dicembre 1778, dà alla luce una bambina. Nel 1781 arriva anche il sospirato erede maschio. Frattanto, la situazione finanziaria dello stato si fa sempre più grave. Così, quando Maria Antonietta ordina la costruzione di un costosissimo villaggio con otto cottage e una fattoria nei suoi giardini privati al Trianon, il risentimento nei suoi confronti raggiunge l'acme, rendendola il capro espiatorio di tutti i problemi del paese.

Nel rigido inverno tra il 1788 e il 1789, Versailles è colpita da un'altra tragedia: il figlio maggiore di Maria Antonietta, l'erede al trono di Francia tanto atteso, si ammala di tubercolosi e muore. In primavera, mentre i sovrani sono ancora sconvolti dal dolore, la situazione politica precipita: i membri eletti degli Stati Generali costituiscono l'Assemblea Nazionale e, sfidando l'autorità assoluta del re, giurano di non sciogliersi finché la Francia non avrà ottenuto una costituzione. La situazione sfocia in rivolta il 14 luglio 1789, quando il popolo di Parigi insorge contro la monarchia. Mentre i rivoltosi prendono d'assalto la Bastiglia, Maria Antonietta cerca invano di convincere il re che è arrivato il momento di usare la forza.

Il popolo di Parigi insorge di nuovo in ottobre. Questa volta le donne parigine marciano su Versailles. Maria Antonietta fugge dal Petit Trianon, che non rivedrà più. All'alba del giorno seguente, è preso d'assalto il palazzo reale. Maria Antonietta riesce a fuggire attraverso un passaggio segreto, sottraendosi al linciaggio. Braccati e spaventati, il re e la regina si rifugiano nel palazzo abbandonato delle Tuileries. Vi resteranno, di fatto prigionieri, per 18 mesi, durante i quali la situazione peggiora di giorno in giorno.

La notte del 20 giugno 1791 Maria Antonietta e la famiglia reale tentano la fuga, lasciando Parigi nel più gran segreto. Ma il loro piano va in fumo: sono riconosciuti e bloccati nella cittadina di Varenne.

Nel settembre del 1791, Luigi XVI è costretto ad accettare la costituzione, nonostante l'opposizione della regina. Intanto, Maria Antonietta in segreto chiede aiuto ai sovrani stranieri, sperando di intimidire i radicali con la minaccia di un intervento armato. In aprile l'Austria e la Prussia dichiarano guerra alla Francia. Incautamente, mentre a Parigi infuria la rivolta, il duca di Bruswick, comandante delle truppe prussiane, minaccia l'invasione e la distruzione di Parigi nel caso in cui qualcuno attenti alla vita del re e della regina. In questo modo, firma la condanna a morte della monarchia. All'alba del 10 agosto 1792, ventimila parigini circondano il palazzo reale. Luigi XVI è conscio che ogni resistenza è inutile e lascia il palazzo alla testa del misero corteo della sua famiglia e dei suoi ministri. La famiglia reale viene portata nel Tempio, una fortezza medievale che diventa la sua prigione.

Nella disgrazia, Luigi XVI e Maria Antonietta si riavvicinano. Ma all'esterno il popolo di Parigi è in tumulto. Mossi dalla paura di una controrivoluzione, gli animi dei parigini si infiammano. Nel settembre 1792, 1.400 nobili sono massacrati. Nello stesso mese, l'esercito rivoluzionario sconfigge i prussiani nella battaglia di Valmy. Non più impauriti dalla minaccia di un intervento straniero, i rivoluzionari abbattono la monarchia e fanno nascere la Repubblica Francese. Viene scoperta la corrispondenza segreta di Luigi XVI, che fornisce la prova che il re ha tentato di soffocare la rivoluzione. Ora non ci sono più dubbi sul fatto che sarà processato.

Il re di Francia Luigi XVI viene ghigliottinato il 21 gennaio 1793. Il 1 luglio la regina viene separata dal figlio, rinchiuso in un'altra parte della prigione. Quando Marat, uno dei capi della rivoluzione, viene trovato assassinato nella sua vasca da bagno, il popolo di Parigi chiede vendetta. Maria Antonietta viene trasferita alla Conciergerie, la prigione tristemente nota per ospitare i condannati a morte prima della ghigliottina. Il verdetto del processo a cui viene sottoposta è scontato: il 16 ottobre 1793 Maria Antonietta viene ghigliottinata.









Coffre de Campagne de la Reine. Petit Trianon 2010. Foto Alice Mortali

Nel giugno 2006 lo Chateau de Versailles ha messo in vendita un vero e proprio oggetto del desiderio. Grazie al sostegno di numerosi partners d'eccellenza e con lo scopo di racimolare i fondi per acquisire lo splendido Coffre de Campagne de la Reine creato per la Regina dal suo ebanista preferito Riesner, la reggia è riuscita nell'impresa di ricreare lo storico profumo di Maria Antonietta.


A questo risultato si è giunti grazie al sapiente lavoro di diverse personalità, in primis grazie alla decodificazione del formulario del suo profumiere di fiducia Monsieur Jean-Louis Fargeon. Nato a Montpellier nel 1748, Fargeon giovane ed ambizioso, giunse a Parigi per ampliare le sue conoscenze sull'arte del profumo e tentare la fortuna. Determinato ad entrare nelle grazie della donna più potente di Francia fece recapitare a Maria Antonietta un paio di guanti profumati.



Usare guanti profumati e in generale profumare ambienti e vesti era cosa alquanto comune in un'epoca in cui l'igiene scarseggiava e si combatteva quotidianamente contro i cattivi odori.


Brucia essenze della Regina. Wallace Collection. Londra

Da questo punto di vista la nostra Maria Antonietta, con i suoi bagni quotidiani in acqua aromatizzata al profumo di arancio, rappresentava una rara eccezione.




Vasca della Sala da Bagno della Regina. Appartamenti Privati. Chateau de Versailles. Foto Tumblr

Fatto sta che il profumiere usò tutto il suo estro e la sua astuzia: mescolò delle essenze notoriamente apprezzate dalla sovrana quali garofani rossi, giacinti, viole e muschio e creò una fragranza molto naturale con cui trattò dei soffici guanti di pelle di capretto ammorbiditi da olio di mandorla, cera bianca e acqua di rose. Recapitati sopra ad un letto di rose rosse i guanti avrebbero dovuto proteggere e nutrire le nobili mani durante le cavalcate.


Guanti appartenuti alla sovrana e conservati al Petit Trianon. Foto Alessia Sidney


Marie Antoinette. Sofia Coppola 2006

Il profumiere fece centro: Maria Antonietta rimase molto colpita da questo dono e iniziò a commissionare al Fargeon profumi e fragranze per lei, per i suoi bambini e per le sue stanze.



Fargeon creò per la sovrana anche trattamenti di bellezza come delle lozioni per i capelli diradati dalla gravidanza e profumi per ambiente come il famoso Parfum de Trianon un mix di viola, rosa, ambra e muschio o la semplice acqua da toletta Fleur d'Oranger.
Ma anche ciprie e creme di bellezza create appositamente per lei al fine di sbiancare e mantenere candida la delicata carnagione, erano fatte con essenze di rosa, mandorla, gelsomino, vaniglia e frangipane.



Boccette per cosmetici con miniatura della Regina. XIX secolo.
Fargeon divenne un punto di riferimento per la sovrana e, inutile dirlo, la sua fortuna crebbe enormemente.
Maria Antonietta non riuscì più a fare a meno dei suoi sacchettini profumati e delle sue fiale di profumo che portava ovunque tanto che persino in piena Rivoluzione, nel 1791, alla vigilia della partenza per la sfortunata fuga di Varennes, fece un' ultima grossa ordinazione.



Marie Antoinette. Sofia Coppola 2006

Nel 2006 una talentuosa scrittrice francese, Elisabeth de Feydeau, dopo una lunga e accurata ricerca ha pubblicato il fortunato libro "Jean Louis Fargeon perfumer de Marie Antoinette" Ed Perrin. Durante le ricerche per il suo libro ha studiato a fondo il formulario di Fargeon ed ha sottoposto al più grande "naso" francese Francis Kurkdjian le sue scoperte sui profumi dell'epoca e sulle fragranze usate dalla sovrana.

Seguendo fedelmente una ricetta del XVIII secolo e utilizzando ingredienti naturali al 100% hanno ricreato il profumo della sovrana. Un mix intensamente floreale fatto di rosa, iris, gelsomino tuberosa e fiori d'arancio, con un tocco di legno di cedro e sandalo e un soffio di ambra grigia e muschio.

Il risultato di questo lavoro è stato il costosissimo e super esclusivo "Sillage de la Reine".




Un vero e proprio oggetto da collezione conservato in preziose boccette di cristallo Baccarat soffiate una per una nelle prestigiose Cristallerie di Portieux ed ornate dall'inconfondibile logo della Regina. I prezzi, davvero esorbitanti (Edition prestige, in 10 esemplari da 25cl. € 8000 (!!!) oppure Edition en série limitée da 1000 esemplari numerati, 25 ml. €350... ricordiamo però che il tutto è stato ricreato per finanziare una acquisizione) hanno reso questo profumo un vero e proprio oggetto di culto che pochi di noi comuni mortali si sono potuti permettere.

Le Sillage de la Reine

(Chi non sogna di poter dare solo una piccola "annusatina" a questa fragranza: ma ci pensate? Poter sentire quello che poteva essere il vero profumo indossato dalla Regina??!)
Visto il successo de le Sillage de la Reine anche un'altra maison storica francese, la Lubin, ha deciso di ricreare la fragranza seguendo la ricetta originale di Monsieur Fargeon. Il nome della fragranza Black Jade, giada nera, pare derivare proprio dalla boccetta scura in cui la Regina era solita trasportare il profumo al fine di proteggerlo dai raggi del sole.


Un pò di Versailles a casa nostra: carta da parati, stoffe preziose e un letto da sogno...ecco qualche indirizzo per creare la vostra perfetta Chambre Marie Antoinette












Tumblr



10 curiosità su Maria Antonietta che (forse) non tutti conoscono.

1 Un sorriso smagliante.

Iniziamo dall'infanzia: dopo che le difficili trattative per organizzare le nozze tra Luigi Augusto delfino di Francia e Maria Antonia arciduchessa d'Austria giunsero ad un accordo, ci si affannò a preparare la giovane alla sua nuova ed esigentissima corte. Oltre ad una full immersion intensiva (e faticosissima per la svogliata Antonietta) di studio della Francia e della sua storia, la fanciulla venne sottoposta anche ad un restyling. Tra le cose che andavano sistemate c'erano senza dubbio i denti della piccola Antonia. Non sappiamo se fosse un dente in particolare o la dentatura in generale a rovinare il sorriso della giovanissima arciduchessa, fatto sta che nel 1768 si chiamò a corte uno dei più quotati dentisti dell'epoca, il francese Pierre Laveran. Laveran fu uno dei primi dentisti ad usare il cosiddetto metodo della fascia di Fuchard: un apparecchio ortodontico che permetteva di raddrizzare la dentatura in tempi da record. Una specie di semicerchio a cui venivano collegati dei fili d'oro o di fibra vegetale, veniva fissato ai denti permettendone la rotazione o il raddrizzamento in tempi piuttosto brevi..a volte soli 8 giorni. Non dev'essere stato piacevole per la giovane Antonietta ma sappiamo che la piccola tortura ebbe infine l'effetto sperato.



2 "Buongiorno" Madame!

Forse non tutti sanno che sebbene non portatissima per lo studio e la scrittura, Maria Antonietta parlava correntemente sia il tedesco che il francese ma anche l'italiano.
Alla cosmopolita corte viennese si parlavano le diverse lingue dell'Impero e tra i precettori di Maria Antonietta ci fu persino il famoso poeta Metastasio. Non stupisce quindi pensare a Maria Antonietta intenta a conversare con la sua amica italiana la Principessa di Savoia-Carignano, madame de Lamballe nella nostra lingua o intenta a scambiarsi frasi d'amore- "Tutto a te mi guida" - col suo amato conte di Fersen (anche lui perfettamente in grado di parlare la nostra lingua in seguito al Grand Tour e al prolungato soggiorno a Torino).




3 Amante della Musica

Tra le arti che maggiormente apprezzò Maria Antonietta senza dubbio la sua preferita fu la Musica. Già alla corte di Vienna lei e i suoi fratelli erano stati indirizzati allo studio di alcuni strumenti e tutti insieme deliziavano spesso la corte e la famiglia imperiale con concerti e rappresentazioni. Una volta arrivata in Francia Maria Antonietta continuò a coltivare questo suo talento. Suonava discretamente sia l'arpa che il clavicembalo ma anche l'arpicordo e la spinetta come si vede in questo celebre ritratto di Wagenschonn datato 1769.


"Maria Antonietta alla spinetta" by Franz Xaver Wagenschön, 1769

4 I figli adottivi di Maria Antonietta

Sappiamo quanto Maria Antonietta amasse i bambini e quanto soffrì durante i primi lunghi anni di matrimonio in cui attese che suo marito si decidesse a fare il suo dovere. Mentre aspettava l'arrivo dei sospirati figli, la regina adottò diversi bambini. Alcuni vissero con lei e i suoi figli a Versailles, mentre altri furono mantenuti agli studi o in convento.
Tra i bimbi adottati dalla regina e che vissero con lei a Versailles ricordiamo il piccolo Armand, strappato ad una vita di miseria in campagna e cresciuto a corte, prima di divenire un accanito rivoluzionario. Ma anche le piccole Zoe ed Ernestine, la prima fu compagna di giochi del giovanissimo delfino Luigi Carlo mentre la dolce Ernestine condivise giochi e stanze della ben più compita e seriosa Madame Royale: la speranza della regina era proprio quella di sradicare l'egoismo della fanciulla che già in tenera età aveva mostrato un carattere piuttosto altezzoso.




5 Soprannomi

Quando finalmente il matrimonio venne consumato la regina rimase incinta: dei 4 figli che la sorte le concesse Maria Antonietta amò in maniera particolare il suo terzogenito, il secondo maschio, il suo adorato Luigi Carlo. A differenza del fragile dolcissimo fratello maggiore (Luigi Giuseppe che morirà ad appena 7 anni), Luigi Carlo era il suo "Petit Normand" il suo paffuto e sano bambino di campagna. A lui Maria Antonietta riservò un nomignolo davvero affettuoso "Chou d'Amour" (letteralmente cavoletto d'amore) un soprannome che però non coniò lei stessa. Chou d'Amour era infatti il soprannome che sua suocera, la delfina Marie-Josèphe de Saxe aveva donato al suo figlio prediletto, lo sfortunato fratello maggiore di Luigi XVI, il duca di Borgogna.


Luigi Carlo in abito alla marinara. Elisabeth Vigèe Lebrun 1789

6 Appartamenti Segreti

Durante i primi anni di matrimonio Maria Antonietta era solita sfuggire alla noiosa Versailles e recarsi, in incognito (più o meno) ai balli in maschera e all'Opera a Parigi. Vista la distanza tra Parigi e Versailles la sovrana aveva allestito per se un paio di Appartamenti segreti all'interno dei quali era solita appoggiarsi per un cambio d'abito o per una pausa ristoratrice. Uno di questi appartamenti pare si trovasse all'interno del palazzo che ospita oggi l'Hotel de la Marine. Il palazzo, commissionato a metà del '700 da Luigi XV al suo architetto preferito Gabriel, sorge in Place de la Concorde e ancora oggi al suo interno si può ammirare il bellissimo Salon Marie Antoinette. Pochi anni prima dello scoppio della Rivoluzione e del trasferimento forzato della famiglia reale a Parigi, Maria Antonietta aveva allestito un altro appartamento segreto all'interno del famoso Palazzo delle Tuileries: di certo la regina non poteva immaginare che appena qualche anno dopo quel palazzo sarebbe divenuto una vera e propria prigione per lei e i suoi cari...


Salon Marie Antoinette. Hotel de la Marine

7 Marietta e Louisville

Se è vero che si sente molto spesso parlare di Louisville, la città del Kentucky così chiamata in onore di Luigi XVI che come sappiamo supportò con truppe e finanziamenti l'indipendenza americana, forse pochi sanno che esiste negli USA anche una città dedicata alla nostra Regina: si chiama Marietta e si trova in Ohio. In realtà questa non è l'unica testimonianza della gratitudine del popolo americano ai sovrani di Francia e moltissimi musei e palazzi di Governo statunitensi conservano ancora oggi ritratti e cimeli di Luigi XVI e Maria Antonietta. (PS: a questo argomento e alle tracce di Maria Antonietta nel mondo ho dedicato un intero capitolo del mio libro che uscirà a breve con una nuova e prestigiosa casa editrice e di cui vi parlerò molto presto)


Ritratto di Maria Antonietta al Congress Hall di Philadelphia

8 Altro che champagne!

Più che una curiosità questo è un concetto che vorrei puntualizzare. Anch'io come voi ho amato molto il film Marie Antoinette di Sofia Coppola e soprattutto dal punto di vista visivo: c'è poco da fare, quel film è una gioia per gli occhi e per il palato! Detto ciò, l'enorme successo del film ha purtroppo anche incrementato il fiorire di alcune false credenze sulla sovrana. Prima fra tutti l'idea che Maria Antonietta passasse il suo tempo a ingozzarsi di dolci e a bere champagne. Lo dico una volta per tutte: non solo la regina amava i cibi semplici ma Maria Antonietta era quasi sicuramente astemia o comunque non una consumatrice abituale di vino. Grazie alle memorie di madame Campan sappiamo che la regina beveva solo acqua di Ville d'Avray, il più delle volte zuccherata. Questa abitudine la seguì anche in prigione: al Tempio si controllava ossessivamente che "lo zucchero della regina" non venisse contaminato dal veleno e persino alla Conciergerie le venne concessa la sua acqua preferita.



9 Colori e profumi:

Tra le curiosità scoperte ce n'è qualcuna di davvero interessante. Sappiamo che la regina amava fare il bagno e profumare il corpo e gli ambienti con particolare essenze di cui vi ho ampiamente parlato anche qui. Sappiamo inoltre che tra le sue essenze preferite c'era quella alle rose ma non solo. Pare infatti che amasse profumare l'acqua della vasca con essenze ai fiori di arancio. Per quanto riguarda i colori sappiamo invece che la regina, al di la delle mode del momento come il famoso "color pulce" o il color "cacà dauphin" amava molto i toni del blu, dell'azzurro e del lilla e pare invece detestasse l'arancione tanto da sconsigliarlo persino alle sue dame.


Maria Antonietta di Francia. Francois- Hubert Drouais 1781

10 Infine una vera e propria rivelazione

Come ogni racconto che si rispetti ho lasciato il meglio alla fine cioè la grande rivelazione che riguarda proprio la nostra regina e su cui storici e non si arrovellano da secoli. Finalmente il quesito avrà una risposta. Dunque, avete presente la famosissima frase "Che mangino le brioches" che Maria Antonietta avrebbe detto riguardo al popolo affamato di Parigi...beh non ci crederete ma Maria Antonietta di Francia...non l'ha mai detta! (spero si sia colto il tono ironico...)
Come ho ribadito più volte, l'origine della frase non è certa: secondo alcuni fu pronunciata da una dama del seguito della moglie del Re Sole, secondo altri da una delle Mesdames, figlie di Luigi XV...quel che è certo è che veniva appioppata a tutte le sovrane straniere arrivate in Francia ed era molto in voga anche sotto il regno di Maria Antonietta.
La troviamo anche in un aneddoto delle famose "Confessioni " di Jean Jacques Rousseau datato 1741.


Atmosfera Magica Del Natale.2

06 dicembre 2016 ore 08:55 segnala
Come scritto ieri, continuo con la carrellata di immagini natalizie.



SFONDI









































DIVISORI e GIF ANIMATE







































SENZA SFONDO

















































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Come scritto ieri, continuo con la carrellata di immagini natalizie. SFONDI « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » Divisori « immagine »
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Atmosfera Magica Del Natale.

05 dicembre 2016 ore 09:58 segnala
Ho scelto una Raccolta di Sfondi a tema natalizio, Sfondi che forse potranno tornarvi utili. Se ve ne piace qualcuno ma vorreste utilizzarlo come cartolina con relativa frase di auguri e non sapete come fare... basta dirmelo e inserirò la frase per voi. Guardate l'immagine che segue con e senza frase.

Esempio:























Di seguito delle semplici cartoline dove inserire frasi e o materiale natalizio.. vedi babbo natale, stelle, piccoli presepi etc...

Esempio













I prossimi invece non hanno sfondo per cui potete usarli anche per fare collage natalizi utilizzando lo sfondo che più vi piace

Esempio








Questo è il risultato.. ovviamente qui si può ancora inserire una frase














http://i.imgur.com/0rFILPF.png



























































Per oggi è sufficiente, domani apro un altro post sullo stesso argomento


Lasciatevi andare e create gli assemblaggi natalizi più belli utilizzando a questo materiale anche le vostre emozioni.

Virginia o Fata Vivì.
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IN COSTRUZIONE Ho scelto una Raccolta di Sfondi a tema natalizio, Sfondi che forse potranno tornarvi utili. Se ve ne piace qualcuno ma vorreste utilizzarla come cartolina con relativa frase di auguri e non sapete come fare... basta dirmelo e inserirò la frase per voi.Guardate l'immagine che segue...
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La leggenda della Selkies, La fata Foca.

05 dicembre 2016 ore 08:39 segnala




Nella tradizione orale irlandese si racconta che la selkie sia una foca che può prendere sembianze umane e divenire una splendida donna.
Nella loro forma da foca vivono nell’ oceano in grandi gruppi gregari, spesso non distinti dalle foche vere e proprie.




Nelle notti di luna piena le selkies possono scegliere di nuotare fino alle spiagge, spogliarsi del loro manto di foca e diventare donne, godendo del crepuscolo e delle sensazioni dell’essere umano.



Ma le selkies devono prestare grande attenzione a dove ripongono il loro manto: nello sfortunato caso che un uomo se ne appropriasse, sarebbero a lui legate per sempre.



Si racconta che una notte, sulla piccola isola di Inis Oirr, Séan O’Shea incontrò una ragazza dai lunghi capelli rossi che sedeva nuda sugli scogli, cantando una canzone che parlava del Grande Padre Mare.
Séan, osservando la ragazza da lontano, vide la pelle di foca poco distante da lei e invaghitosi della giovane decise di prenderla con sé. Da quel momento, la ragazza divenne la moglie di Séan, incapace per incanto di separarsi da lui.



Passarono molti anni e Séan e la selkie ebbero una bambina che entrambi amavano e coccolavano. La selkie era docile, affettuosa, una madre perfetta ed una moglie gentile, ma non perse mai il suo sguardo malinconico.



Ogni notte, alla fine dei lavori domestici, sedeva sugli scogli a guardare il mare cantando tristi melodie a suo padre, il Mare, dal quale non riusciva a separarsi.



Il tempo passò, la bambina crebbe e la selkie si innamorò veramente del suo uomo; ma una notte, nascosta in un vecchio canestro in fondo alla cantina della casa, trovò il mantello di foca che suo marito aveva nascosto per tanto tempo.



Il mattino dopo, Séan trovò soltanto una scritta fatta con un dito in un pugno di farina sparsa sul tavolo: “Vi amo”.
Ma di sua moglie non c’era traccia, e Séan e la bambina non la videro mai più.






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05/12/2016 08:39:03
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