Interessante per qualcuno , mattone per altri..John Dee..

22 novembre 2016 ore 15:39 segnala
John Dee e il linguaggio degli angeli

Un uomo, uno scienziato, durante il rinascimento inglese, scoprì qualcosa che gli cambiò completamene la vita. Qualcosa di così profondo e sconvolgente da modificare tutte le sue ricerche. e da lasciare per sempre un segno indelebile nella storia segreta dell'umanità...



Quest'uomo si chiamava John Dee, visse alla corte di Elisabetta I e fu una delle più grandi menti mai esistite. Lo scienziato lasciò da parte la matematica, la geometria e una carriera affermata, per proseguire in campi oscuri e misteriosi. Cosa aveva scoperto di così importante? Il suo non fu il gesto di un giovane sprovveduto, ma una scela conscia di un uomo di cinquant'anni, ricco, potente, e con alle spalle decenni di studi ad altissimo livello.



COME LEONARDO



Sempre negli stessi anni incontrò in Belgio Gerardo Mercatore, costruttore di mappamondi, che indirizzò Dee verso lo studio e la realizzazione di carte nautiche e geografiche, che poi si rivelarono utilissime alla corona. Insieme a Tritemio,
John Dee è inoltre considerato il padre della criptografia, disciplina per comunicare messaggi segreti. Questa sua capacità fu sfruttata dalla regina Elisabetta I in diverse occasioni per portare a termine compiti riservati e incarichi speciali.



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Come si vede, un genio poliedrico, che ricorda in qualche modo il quasi coetaneo Leonardo, anche nel suo essere prediletto da nobili e regnanti. le sue grandi doti e la sua vastissima cultura lo portarono a essere molto vicino, quasi confidente, alla regina Elisabetta I, salita al trono nel 1559. Si dice che la regina fosse talmente affascinata da Dee da spostarsi lei stessa (a cavallo) a Mortlake, sul Tamigi, a pochi chilometri da Londra. Un aneddoto racconta che fu chiesto a lui di decidere la data di incoronazione della regina grazie alle sue competenze astrologiche. E fu forse il fascino esercitato su di lui dall'astrologia a dare una svolta alla sua vita.




UN UOMO DI NOME KELLEY

Quasi di colpo, Dee lasciò da parte i suoi studi, i suoi amici, le sue passioni, per avvicinarsi alla magia. Si dedicò alle evocazioni, al cabalismo e all'alchimia. Dopo il 1580 la sua fama venne irrimediabilmente distrutta e da quel momento fu definito da tutti un occultista, un negromante, un quack (ciarlatano). Ma cosa successe veramente? Perchè un uomo riconosciuto da tutti come uno dei più grandi matematici dell'epoca, che fino a quel momento aveva basato i suoi studi sulla scienza e sulla razionalità, decise di abbandonare tutto per dedicarsi al mondo dell'occulto?





Alcuni sostengono che Dee venne in contatto con libri di alchimia e crittologia (la disciplina che studia parole occulte e scritture nascoste) che facevano pensare a una sintesi fra la scienza e magia. nella sua sterminata biblioteca Dee aveva libri di Tritemio, Cornelio Agrippa e soprattutto Giovanni Pantheo, un prete veneziano che per primo aveva collegato il linguaggio angelico di Adamo all'alchimia. Tutti questi libri facevano pensare a una via verso la conoscenza molto più rapida rispetto alle scienze matematiche. Forse Dee, ormai cinquantenne, venne spinto dalla fretta di raggiungere dei risultati che gli studi precedenti non gli avevano dato. Un altro fattore decisivo che gli fece intraprendere la strada esoterica fu l'incontro con l'ambiguo Edward Kelley, nel 1581- più giovane di una trentina d'anni - ebbe un'influenza nefasta su Dee e lo spinse in territori occulti che forse da solo non avrebbe mai intrapreso




Mentre Dee era guidato da una ricerca sincera della conoscenza, il suo nuovo collaboratore, invece, era mosso unicamente dall'avidità e dal desiderio di fare più soldi possibile con l'inganno. Kelley era anche detto "orecchie mozze", da quando gliele avevano tagliate, per aver ascoltato troppo e divulgato segreti farmaceutici quando era ancora commesso di farmacia. Ancora oggi si dibatte se Kelley fosse solo un cialtrone o un custode di veri segreti. Se Dee può essere accostato a Leonardo, Kelley ci ricorda Giuseppe Balsamo, il conte di Cagliostro nel suo essere sempre sospeso tra occultismo e truffa. Di certo Dee lo prese sul serio, crdette che Kelley possedesse davvero una polverina rossastra per trasmutare i metalli vili in oro e, soprattutto, una sfera di cristallo con cui comunicare con l'entità angeliche. Merito di Kelley fu quello di riconoscere la grandezza di Dee e le enormi possibilità che avrebbe potuto offrirgli. Insieme portarono in giro per l'Europa quello che fu chiamato "linguaggio enochiano",un sistema di potenti evocazioni che attraverso il dialogo con gli angeli poteva aprire porte sconosciute agli uomini.



ENOCHIANO







Il linguaggio enochiano è un alfabeto citato per la prima volta da Giovanni Pantheo nel suo libro "Voarchadumia" del 1530. Questo linguaggio si dice derivi dal profeta Enoch, al quale venne affidata la vera lingua delle origini, quella degli angeli, dopo che essi lo avevano rapito in cielo per volontà di Dio. Secondo Pantheo era possibile svelare i misteri dell'alchimia solo attraverso il linguaggio Enoch. Tuttavia Dee ne ampliò e approfondì l'alfabeto a tal punto che è a lui che viene attribuita l'invenzione di questo linguaggio. Nei diari di Dee ci viene detto che l'enochiano gli fu rivelato direttamente dall'arcangelo Michele, ed è proprio con questo linguaggio che Kelley e Dee avrebbero tentato per anni di comunicare con gli spiriti celesti. Il linguaggio enochiano poteva essere utilizzato sia come alfabero cifrato (per spedire messaggi importanti e incomprensibili a chi non possedeva le chiavi di lettura), sia come linguaggio magico, alchemico e spiritico. Dee lo utilizzò in tutte le sue forme e possibilità. Alcuni sostengono che il linguaggio enochiano, proprio per la sua complessità, sarebbe in grado di richiamare si gli angeli, ma anche demoni potentissimi. Gli stessi affermano che Dee non sarebbe riuscito a dominare completamente l'enochiano, finendo per incontrare il male e l'oscurità. Per questi motivi il linguaggio di Enoch è considerato molto pericoloso.



Comunque sia, proprio questa "deriva occultistica" fu, in un certo senso, l'ultima grande intuizione del genio di John Dee. Dee aveva infatti capito che il linguaggio possiede un potere quasi infinito: la possibilità di creare l'ordine o il caos. Per dirla con le parole della Bibbia: "In principio er il Verbo". Dee aveva inoltre compreso che il suono della parole poteva produrre effetti straordinari sull'anima e sulla mente di una persona. In questi mesi Marco Berry, noto conduttore di "Mistero", sta portando in giro uno spettacolo teatrale dal titolo "Mindshock", in cui si mostra proprio come il linguaggio possa influenzare le persone. Certo, Marco mostra come ciò sia possibile con la lingua italiana, ma proprio per questo pensiamo a quale potete avrebbe un linguaggio arcano e occulto, quello con cui la razza umana sarebbe in grado di comunicare con il divino. Se John Dee ha veramente trovato uno schema di fondo segreto di un tale linguaggio non lo sapremo mai con certezza: a un certo punto smise di scrivere di questo argomento. Forse perchè ciò che aveva scoperto era troppo spaventoso ance per un uomo come lui? Non lo sappiamo. Il mistero è sigillato a Mortlake,un luogo quasi mitologico, residenza dei suoi studi e, in ultimo della sua tomba.

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John Dee e il linguaggio degli angeli Un uomo, uno scienziato, durante il rinascimento inglese, scoprì qualcosa che gli cambiò completamene la vita. Qualcosa di così profondo e sconvolgente da modificare tutte le sue ricerche. e da lasciare per sempre un segno indelebile nella storia segreta...
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22/11/2016 15:39:12
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Commenti

  1. antioco1 22 novembre 2016 ore 17:06
    anche se preso da internet imparo sempre ciao Virg
  2. od.ino 22 novembre 2016 ore 19:25
    il linguaggio possiede un potere quasi infinito: la possibilità di creare l'ordine o il caos.

    si mostra proprio come il linguaggio possa influenzare le persone.

    Non siamo liberi dal potere del linguaggio.
    Spesso subiamo le conseguenze della moda della scrittura.
    Per es. La parola AMORE indica secondo l'uso attuale , la direzione del pensiero cosciente , oppure la persona dove dirigiamo la nostra attenzione.
    Però essa contiene la lettera M (A M ORE) che di per se è più usata per indicare un (superamento di limite) come la parola MATTO (M AT TO), che di per se indica il superamento del limite del l'atto.
    Sarebbe più giusto scrivere la parola AMORE con ASORE dove la lettera S indica il concetto di direzione , senza nessun superamento di limite.
  3. LaFataDelleAcque 22 novembre 2016 ore 19:25
    @antioco1
    e come sempre.. grazie Anti.
  4. pcwik 22 novembre 2016 ore 19:26
    Affascinante
  5. leggendolamano 22 novembre 2016 ore 20:51
    questa volta mi hai stupito, pur essendom initeressato di occultismo non ne avevo mai sentito parlare
  6. LaFataDelleAcque 23 novembre 2016 ore 08:28
    @leggendolamano
    Sai, neanche io sapevo dell'esistenza di Dee.
    Buona giornata Mano.
  7. leggendolamano 23 novembre 2016 ore 08:36
    Io credo più al valore etimologico delle parole che a quello esoterico. Amore deriva da a privativo Mors morte perché l'amore è immortale. L'amore ti rende anche matto cioè ubriaco. Nulla di esoterico.
  8. LaFataDelleAcque 23 novembre 2016 ore 08:49
    @leggendolamano
    Concordo pienamente...
    Si entra in uno stato di esaltazione e confusione mentale indicibile a mio avviso.
    Da qualche parte lessi una frase stupenda che spiega in maniera semplice e appropriata il significato dell'amore...
    "Miele infinito per l'Anima"
  9. leggendolamano 23 novembre 2016 ore 08:52
    Miele e fiele
  10. LaFataDelleAcque 23 novembre 2016 ore 08:55
    @leggendolamano
    Ma l'amaro non esalta la dolcezza?
  11. leggendolamano 23 novembre 2016 ore 09:22
    Certamente.

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