SPIRITUALITA'/Quando l’allievo è pronto, il Maestro appare.

13 gennaio 2017 ore 10:52 segnala

Questo è un proverbio orientale che per me significa una cosa molto semplice: chiunque potrebbe darti consigli, ma se tu non sei pronto, o pronta, ad ascoltarli, a rifletterci, a capirli, sarà tutto inutile.

Adesso ti presento il mio Maestro, Colui che mi ha guidato nel mio percorso Spirituale e mi guida ogni giorno: Gesù.

Voglio subito chiarire un paio di cose perché purtroppo, quando nomino Gesù o Dio, si fa sempre molta confusione.

Ecco cosa devi sapere:

Un Maestro Spirituale è colui che sa guidarti a comprendere la verità riguardo la tua vita, come spirito e come corpo.
Seguire Gesù e seguire la chiesa, o una delle tante, sono due cose diverse.
Non ti parlo di religione. Ti parlo di spirito e spiritualità. Gesù ha insegnato come viverla, che ruolo dare allo spirito, come rafforzarlo attraverso la nostra esperienza quotidiana.
Le chiese sono piene di dogmi e regole, appaiono spesso come strutture che impongono qualcosa. Gesù ha offerto la Sua via a coloro che la vogliono scegliere. C’è una bella differenza!
La spiritualità non è fatta di gesti formali, riti, celebrazioni, obblighi o regole. La verità rende liberi, se il tuo cammino apre i tuoi occhi e te la mostra, il resto viene spontaneo.
Sì, si può credere nell’insegnamento di Gesù e nel Suo essere figlio di Dio, senza credere in questa o quella chiesa.

A scuola avevi un maestro. Cosa faceva?

Ti insegnava le cose che non sapevi e ti mostrava come imparare a diventare forte, a scegliere meglio.
Gesù mi ha insegnato quale strada seguire, come distinguere bene e male nel senso che spiega come fare quello che produce felicità.
Gesù insegna come vivere la migliore esperienza possibile su questa terra.
Il corpo deve essere al servizio dello spirito.
Ecco cosa mi ha insegnato:

Avere fiducia in Dio come l’avremmo nella persona che più di tutte ci ama. Tutto quello che fa è per il nostro bene, per amore nei nostri confronti. Anche quando non capiamo.
Amare senza porre limiti. L’amore incondizionato è la strada che crea una gioia immensa, e Gesù la insegna come stile di vita.
Niente e nessuno può condizionare le nostre scelte. Dio ci offre ogni giorno forza a sufficienza per vincere ogni sfida, sopportare ogni problema o sofferenza. Basta chiederla.
Ciò che conta è il nostro cuore, non i comportamenti esteriori. Non è cosa facciamo il problema, ma le intenzioni, i reali sentimenti, la vera disposizione d’animo con cui viviamo.
La nostra vita materiale deve essere al servizio del nostro spirito, elevarlo invece di sporcarlo con comportamenti sbagliati, odio e sentimenti negativi. Solo così vivremo felici.

Se vuoi essere felice devi invertire le priorità: prima c’è lo spirito, perché tu sei spirito, poi il corpo che serve allo spirito per crescere, progredire, fare esperienza.
Questo ribaltamento è al centro del messaggio di Gesù, anche se tutti lo tralasciano.
E questa è anche la mia personale esperienza, il percorso di ricerca spirituale che ho intrapreso e proseguo ogni giorno.
Vorrei precisare però il primo punto dell’elenco: la fiducia in Dio è l’idea che nulla accade senza che Lui lo permetta.
Alcuni penserebbero che quindi Dio vuole le guerre o la morte dei bambini.

Immagina un padre che ama il proprio figlio. Pensi che sia felice nel vederlo in difficoltà o soffrire?
No, ovviamente, perché lo ama.
Ma sarebbe amore eliminare per lui ogni difficoltà e problema?
Sarebbe amore evitargli ogni sfida davvero difficile e magari dolorosa?
Non lo sarebbe, perché in questo modo il figlio non diventerebbe mai un uomo, non sarebbe forte e non riuscirebbe ad affrontare la vita.
Se un padre ama il figlio non gioisce quando sta male, ma sa che queste prove sono indispensabili per crescere e poter vivere felice.
Dio è un padre che ama me quanto te, e se non ti risparmia difficoltà o problemi lo fa perché tu possa diventare forte e libero, o libera.

In ogni situazione difficile, in quelle che chiamiamo facilmente ingiustizie, alcuni vedono punizioni, altri prove, altri ancora disinteresse da parte di Dio per gli uomini, o peggio la Sua inesistenza.
Io non so dirti se siano punizioni o prove, ma so che sono opportunità.
L’opportunità più grande che Dio potrebbe concederci, perché è la sola occasione per vivere felici: scegliere di amare.
Ho scoperto che se non pretendo di stabilire se quel che accade è giusto, che se smetto di giudicare il disegno di Dio, posso scegliere di amare.
A cosa serve discutere se sia giusto che alcuni bambini soffrono? O se sia giusto che la guerra uccida milioni di persone?

Cambia le cose pormi queste domande? No.
Cosa posso fare io? Questo conta.
Come posso amare in situazioni come queste, nonostante quel che accade?
Come posso dare il mio contributo per rendere questo mondo migliore?
In ogni situazione ho imparato a vederci una grande opportunità: amare nonostante tutto, proprio laddove nessuno sarebbe disposto a farlo.
Questo farà la differenza nella tua vita, ti renderà libero, o libera, e soprattutto felice.
Ecco il senso del messaggio di Gesù: abbi fiducia perché Dio ti ama come un padre, e cogli ogni giorno le occasioni di amare che si presentano.
Questa è spiritualità, questa fiducia è una corazza contro la sofferenza, questo amore è il modo più sicuro per vivere una vita meravigliosa ed elevare il tuo spirito.

Religione o spiritualità?

Alcuni dicono che sono la stessa cosa, o cose molti simili.
Altri intendono la spiritualità anche senza credere all’esistenza dello spirito, come diversa dalla materialità.
Su Wikipedia ho letto alcuni spunti interessanti.
Io penso che la spiritualità sia legata alla natura umana in quanto siamo spirito, prima di tutto.
Come detto, Gesù è il mio Maestro spirituale, ma non appartengo a nessuna chiesa e non le seguo.
Che motivo hai di seguire coloro che seguono il Maestro?
Segui direttamente Lui!

Se pensi ai maestri spirituali orientali, la gente segue loro, non altri che se ne fanno portavoce.
Ecco cosa fa un Maestro spirituale: ti indica come entrare in contatto con la parte di te più preziosa e come comprendere la verità che altrimenti sfugge ai nostri sensi.
Da qui, c’è una ricaduta meravigliosa sulla nostra vita, in tutti i suoi aspetti.
Il Maestro è sempre uno solo.
Qualche anno fa vivevo una vita normale, quindi non ero sempre felice.
Poi ho iniziato a capire tante cose, a scoprire come funziona la mente e molto altro.
La svolta, però, è stata la mia scelta di seguire Gesù.

A proposito voglio consigliarti un progetto in cui creo moltissimo: Semplicementecristiani.it.
Ti consiglio davvero di scoprire le risorse che ti offre per il tuo percorso spirituale.
Io ho anche realizzato un percorso gratuito in cui ho condiviso i punti chiave del mio percorso.
Non è astratto come potrebbe sembrare, dal momento che io vivo la spiritualità e la fede in maniera molto concreta.
Pensiero e azione devono sempre essere allineati.
Ma ricorda che conta solo cosa abbiamo nel cuore.


DAL WEB




Aprire gli occhi non basta, ma aiuta



La parola “spiritualità” sembra alludere a una dimensione «altra», sempre ulteriore, rispetto a quella che si vive ordinariamente. Sembra forse rinviare a un tempo tranquillo, festivo, privo di quegli impegni che distraggono lo spirito da ciò che più conta. In ambito cristiano poi a volte si pensa che la spiritualità sia un discorso riservato a persone ben formate e ferventi: una sorta di passo in più, di passo in avanti.
La verità più fondamentale è che ogni essere umano, in quanto tale, vive sotto l’influsso della chiamata della grazia di Cristo e dalla Grazia è incalzato. Tutti gli esseri umani, proprio perché umani, hanno una vita spirituale con le sue dinamiche proprie. Tutti sono toccati dalla grazia di Dio. Semmai a volte questo tocco viene riconosciuto e a volte no.
La vita spirituale delle persone dunque non è morta perché non può morire. Semmai oggi sembra spesso fuoriuscire dal mondo della confessione religiosa.

Lo Spirito di Dio agisce di continuo in noi e in tutta la realtà umana: è presente ed è attivo negli avvenimenti, nelle sensibilità, nei desideri, nelle tensioni profonde dei cuori e dei contesti sociali, culturali e spirituali.
Compito dell’uomo spirituale cristiano, oggi più che mai, è di scoprire ciò che Dio opera nella vita delle persone, della società e della cultura, dell’economia, della politica, e di discernere come Egli proseguirà la sua opera. Dunque il discernimento spirituale evangelico cerca di riconoscere la presenza dello Spirito nella realtà umana e culturale, il seme già piantato della sua presenza negli avvenimenti, nelle sensibilità, nei desideri, nelle tensioni profonde dei cuori e dei contesti sociali, culturali e spirituali. Tutti i contesti, anche quelli apparentemente più lontani.
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Commenti

  1. antioco1 13 gennaio 2017 ore 11:40
    quante cose imparo da te ciao Virg saf

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