VOCI E MESSAGGI DALL'ALDILA' / VITA E VISIONI DI ROL....

14 gennaio 2017 ore 14:45 segnala


"Ciao Loris,
sono Paolo da Savona e ho 35 anni, prima di tutto complimenti per il vostro portale che è superlativo.
Il mio racconto è piuttosto normale per chi si occupa di esoterismo e paranormale, ma a me ha scosso l'anima.
Sono un sensitivo. Nel 2004 mia nonna materna, alla quale ero particolarmente affezionato, è venuta a mancare e io non ebbi il tempo di poterla salutare per l'ultima volta. Sopraggiunse un fortissimo senso di colpa che, con il tempo, divenne sempre più forte.
Decisi quindi di contattare una mia amica di Torino, anch'ella sensitiva, per riuscire a ricontattare la mia povera nonnina, ma fu un fallimento assoluto.
Tornato quindi sconsolato a Savona cercai testi e argomenti riguardanti la registrazione delle voci, quindi provai a porre domande registrando il tutto.
Tenendo conto che sono musicista e che possiedo una strumentazione audio sofisticata non c'è da stupirsi se al momento dell'ascolto mi si è gelato il sangue!
Ad ogni domanda posta vi era stata registrata la risposta che, poi rielaborata al computer, è risultata dall'analisi spettrografica del suono una voce non umana. Tutti i parametri erano sfasati come se la voce fosse arrivata da un luogo molto lontano.
Il fatto è che quella voce era proprio quella di mia nonna e che le risposte date poteva darle solo lei in quanto i quesiti posti erano intimi e personali e solo lei poteva conoscerne i particolari.
Ergo, tendo a credere che tutto ciò che mi è accaduto non sia stato frutto della mia immaginazione, ma un caso di quelli che si possono definire paranormali.
Vorrei invitare chiunque abbia voglia di provare a fare certi esperimenti di rinunciarci, perché in questo modo vengono aperte porte dalle quali non si può mai sapere chi potrebbe passarvi, e ricevere danni psicologici molto gravi senza poter poi rimediare .
Bisogna lasciare perdere e avere fede.
La fede è l'unica cosa che ci può far sentire vicino ai nostri cari e farli avvicinare a noi senza doverli cercare forzatamente. Ciao e grazie".










VITA E VISIONI DI GUSTAVO ROL



Difficilissimo riuscire a parlare sinteticamente di Gustavo Adolfo Rol, talmente è vasta la fenomenologia a lui collegata e ampia la documentazione e la testimonianza che se ne conserva.
Nato a Torino nel 1903 da una famiglia della buona borghesia (il padre era un alto funzionario di banca), conseguì tre lauree: in Legge a Torino, in Economia a Londra e in Scienze Biologiche a Parigi. Ancor giovane, a Marsiglia per lavoro, sviluppò in sé quelle che lui chiamava le sue “possibilità”, cioè vere e proprie facoltà paranormali che ne hanno poi fatto, nel corso di più di sessant’anni di attività e sperimentazione, il più grande sensitivo del secolo.
Sposato a una nobildonna norvegese rientrò presto a Torino dove trascorse il resto della sua esistenza, conclusasi nel 1994, all’età di 91 anni.
Uomo colto e raffinato (suonava il violino e il pianoforte), amava la pittura e dipingeva egli stesso. Fu grande appassionato di antiquariato e collezionò cimeli napoleonici.
Dal matrimonio con Elna non ebbe figli, ma Gustavo era sempre circondato da amici di ogni ceto sociale, coi quali condivise a lungo quelli che lui chiamava gli “esperimenti” e cioè le dimostrazioni dei fenomeni che avvenivano in sua presenza: lettura e scrittura a distanza, apporti ed asporti, pittura e scrittura automatica, telecinesi, lettura del pensiero, chiaroudienza e chiaroveggenza, diagnosi mediche e guarigioni e tanto altro ancora.
Rol rifiutava categoricamente le definizioni di veggente e sensitivo e aborriva essere assimilato a medianità e spiritismo; tuttavia riassumeva in sé tutte queste facoltà, rappresentando una vera e propria enciclopedia vivente del paranormale.
Di questi fenomeni, dicevo, c’è un’ampia e documentata testimonianza, a firma dei tanti suoi amici ed estimatori che ne hanno scritto su libri e giornali per oltre mezzo secolo.
Tra questi, nomi di grande rilievo nel mondo dello spettacolo e dell’imprenditoria, ma anche giornalisti e scrittori, statisti e teste coronate, scienziati e studiosi di parapsicologìa.
Per citarne alcuni tra i più prestigiosi: Federico Fellini, Dino Buzzati, Vittorio Valletta, Roberto Gervaso, Vittorio Messori, Gustavo De Boni, Albert Einstein, Jacques Monod, Enrico Fermi e Jean Cocteau. Medici illustri e valenti chirurghi dell’epoca si rivolgevano spesso a Rol per un consulto e addirittura ne richiedevano la presenza in sala operatoria; tra questi ricordiamo il Prof. Achille Mario Dogliotti e il Prof. Giovanni Sesia, entrambi legatissimi a lui e testimoni di innumerevoli fatti prodigiosi. Persino Mussolini e il generale De Gaulle vollero incontrarlo e quest’ultimo proibì in seguito ad un suo ministro di continuare a frequentare il sensitivo in quanto “quest’uomo legge il pensiero e non possiamo rischiare che i segreti dello Stato francese vengano a conoscenza di estranei.” In tempo di guerra, sfollato in provincia, si servì delle proprie straordinarie facoltà intrattenendo gli ufficiali nazisti in cambio della libertà di molti partigiani e civili condannati alla fucilazione: per queste attività nel 1945 il CNL gli conferì un attestato di riconoscenza che lui conservò tra le cose più care.
Gli “esperimenti” di Rol, quelli cioè che avvenivano durante le sue famose serate ad invito (mentre moltissime testimonianze si riferiscono a fatti straordinari avvenuti anche in ogni momento della giornata: al ristorante, in auto, per strada), si aprivano sempre con le carte da gioco, da lui considerate un valido mezzo per “riscaldare” l’ambiente: le carte, provenienti sempre da mazzi nuovi, ancora avvolti nel cellophane, cambiavano seme e numero, si disponevano secondo l’ordine voluto, passavano attraverso il piano del tavolo o apparivano improvvisamente segnate da scritte, senza che Rol mai le toccasse, nemmeno con un dito.
Più avanti nel corso della serata, dopo molti di questi “giochi” sempre diversi l’uno dall’altro, avveniva l’episodio clou: un apporto, una scrittura diretta (su fogli bianchi piegati e riposti in una tasca di uno dei convenuti), una pittura diretta (si ottenevano quadri ad olio con la pittua ancora fresca e in perfetto stile del pittore “evocato”; il tutto nel giro di dieci-quindici minuti).

Uomo riservato, umile e modesto nonostante tutto, Rol rifuggiva la pubblicità e concesse pochissime interviste. Era però sempre disponibile per chi aveva bisogno di lui e il suo nome figurava sull’elenco telefonico. Grazie alle sue facoltà riuscì a dare consolazione e speranza a tantissime persone disperate e ci sono molte testimonianze di autentiche guarigioni inspiegabili, riportabili al suo intervento: tuttavia egli non chiese né accettò mai denaro o regali da nessuno.
Nel 1978, dopo una seguitissima serie di articoli sul suo operato, scritti da Renzo Allegri per il settimanale “Gente”, il giornalista Piero Angela chiese ed ottenne di assistere ad una sua serata.
Gli esperimenti si svolsero con la genuinità e trasparenza di sempre (in piena luce nel salotto di Rol e alla presenza di altri invitati) e il giornalista si mostrò colpito e meravigliato così come succedeva ad ogni nuovo testimone di quei fenomeni.
Qualche tempo dopo però Piero Angela iniziò una serie di puntate televisive sulla parapsicologìa che avevano l’unico obiettivo di screditarla a tutti i costi. Alle trasmissioni RAI fece seguire la pubblicazione di un libro e nelle pagine dedicate a Rol, riferendo dell’incontro avuto col sensitivo, ironizzava ferocemente sugli esperimenti osservati, paragonandoli a squallidi giochetti di prestigio.
Seguì una accesa polemica a mezzo stampa in cui i tanti amici e sostenitori di Rol, anche nomi notevoli come quello del Prof. Franco Granone, psichiatra e patologo di fama, difesero strenuamente l’operato del sensitivo torinese che però, fortemente amareggiato, da allora, si ritirò del tutto dalla vita pubblica limitandosi a frequentare pochi e fidati amici.


Il “pensiero” di Rol.

Gustavo Rol sosteneva che ogni cosa, anche inanimata, ha un suo spirito eterno e immortale. Lo spirito dell’uomo è però uno “spirito intelligente”, costantemente in contatto con tutti gli altri spiriti intelligenti a formare una “coscienza universale” o “coscienza sublime” che trascende dalle dimensioni di spazio e tempo e che può agevolmente interferire con la materia.
Lui stesso si stupiva del risultato dei suoi esperimenti e ne gioiva intensamente, riscontrando in essi la dimostrazione dell’esistenza di un “oltre” ancora misterioso, ma aperto all’indagine.
Sosteneva infatti che l’umanità fosse ormai prossima a scoprire, attraverso la Scienza, i meccanismi dello spirito e che presto Scienza e Fede si sarebbero incontrate.
Egli stesso aveva cercato di scoprire cosa fosse alla base dei suoi fenomeni, arrivando a sperimentare una stretta relazione tra il colore verde, una certa nota musicale e un certo valore termico: riteneva infatti che lo spirito dell’uomo fosse una “dimensione” sottile, invisibile ai sensi, ma indagabile scientificamente nell’ambito della Fisica delle particelle.
Egli ripeteva che le sue stesse “possibilità” come amava chiamarle, sono alla portata di ognuno di noi; è però necessario un rigoroso controllo del Sé, per renderlo puro da ogni istinto negativo di egoismo, interesse, orgoglio ecc., di tutte le pulsioni cioè legate alla materialità.


Natuzza Evolo: i messaggi dei defunti e dal Cielo



Il 17 gennaio un vecchio mendicante dai vestiti sporchi e laceri bussò alla mia porta.
Io chiesi: “Che volete“? E l’uomo rispose: “No, figlia mia, non voglio niente. Sono venuto per farti una visita“.
Intanto notavo che l’anziano, coperto di cenci che pendevano, aveva gli occhi incredibilmente belli, erano verde intenso. Cercai di congedarlo rapidamente e dissi: “Sentite, se avevamo un morso di pane ve lo davo, ma non abbiamo niente, siamo poveri in tutto“.
“No figlia mia, me ne vado. Prega per me che io prego per te“, mi rispose andandosene con un sorriso bellissimo.
Pensai fosse un vecchio pazzo. L’angelo allora mi disse: “Tu sei una stupida, non ti ha chiesto niente, non ti ha detto niente, ha alzato la mano per benedirti. Chi poteva essere? Uno dell’altro lato!“.
Presa dalla paura replicai: “Un altro lato dove? della strada?“.
L’angelo rise e con voce pacata disse: “Era il Signore…si è mostrato così stracciato perchè siete voi, il mondo, che l’avete stracciato e lo continuate a stracciare. Era Gesù“.
Figurati a me, piansi per tre giorni. Avevo trattato male Gesù, se sapevo che era Lui lo avrei abbracciato!

(testimonianza di Natuzza Evolo a don Cordiano)


L’interessante testimonianza appena riportata della mistica di Paravati, Natuzza Evolo, ci trasporta nella straordinaria quotidianità di “Mamma Natuzza“, come viene tutt’oggi amorosamente chiamata ed invocata.
Ella difatti era in continuo contatto con gli angeli (vedere l’articolo “Natuzza Evolo e gli angeli“), i defunti e con Dio.
Riceveva apparizioni, messaggi, ammonizioni, visite anche più volte al giorno, arrivando persino a scambiare le anime dei deceduti per persone vive: un caso emblematico risale a cavallo tra il 1944 e il 1945, quando la mistica senza volerlo fece fuggire spaventato un uomo che si era presentato da lei con altre persone, chiedendogli ingenuamente: “Scusate, ma voi siete vivo o siete morto?“.
Accanto alle apparizioni, la Evolo cadeva spesso in trance volute da Signore affinchè i deceduti potessero comunicare al mondo attraverso di lei. L’avvocato Silvio Colloca, rinomato personaggio del tempo, raccontò d’aver sentito provenire dalla bocca di Natuzza una voce di bambino che intimava: “Vieni pure. Sono tuo zio Silvio“.
Il padre dell’avvocato aveva infatti perduto un fratello di otto anni nel 1874 e in sua memoria ne aveva dato nome al figlio.
Dopo l’iniziale smarrimento, Colloca iniziò a dialogare con il bambino in questione, chiedendo notizie dei suoi familiari deceduti. “Tranquillo, stanno bene” fu la risposta.
Sempre più sconvolto dalla discussione, l’avvocato tentò di scuotere la mistica per svelare un possibile trucco, ma un’altra voce candidamente disse: “Inutile che la scuoti, non si sveglia. Ora devo andare, il permesso è finito. Fatti una comunione per me“.
Ancora non smaltito lo stupore ed ecco presentarsi un’altra voce, questa volta rauca e sofferente, d’un suo parente massone: “Sono morto senza volere i Sacramenti, da massone. Soffro, non c’è speranza, sono giustamente condannato al fuoco eterno…sono sofferenze atroci e spaventose“.

Un caso analogo fu quello di don Silipo, sacerdote scettico nei confronti di Natuzza, il quale ebbe occasione di parlare – sempre tramite la mistica di Paravati – con monsignor Giuseppe Morabito, vescovo deceduto da giorni.
“Diteci qualcosa dell’altro mondo!“, gli fu chiesto.
La voce con solennità rispose: “Ho conosciuto la cecità di codesto mondo, ora sono nella Visione Beatifica“.
A queste parole don Silipo decise di ricredersi del tutto, in quanto egli era l’unico a conoscenza della cecità che colpì il monsignore negli ultimi giorni di vita.

Queste trance divennero nel tempo sempre più frequenti e la gente del posto, venuta a conoscenza dei fatti, si recava spesso da Natuzza con la speranza di ricevere messaggi dall’aldilà.
Dorotea Ferreri Perri, una delle signore presenti, raccontò allo scrittore Valerio Marinelli quanto segue:


Ricordo che ad un certo punto la voce del marito di una donna che era là con noi le disse: “Mi hai dimenticato, io avrei bisogno di tante preghiere, di tanti aiuti“. La moglie rimase stupefatta e addolorata, continuando il discorso.
Si presentò poi un bimbo che era morto in un incidente automobilistico, figlio di una marchesa di Vibo Valentia, il quale disse: “Io sono il figlio di…” e poi: “Mamma è in viaggio, sta per arrivare, però il mio turno è questo, ditele, vi prego, che non pianga più, che stia tranquilla, perchè io prego per loro, io sono vicino a Dio e attorno gli angeli, sono in un luogo bellissimo pieno di fiori. Mamma arriverà tra poco, diteglielo che sono intervenuto“.
Non passaromo molti minuti che la donna arrivò e, riconosciuta dai presenti, le fu riferito tutto. Ella si disperò per non aver potuto sentire il figlio.


I colloqui con i defunti tramite trance cessarono definitivamente nel 1960.
Quell’ultima occasione viene ampiamente descritta dal primogenito dei figli della mistica:


Si presentò la voce di una santa, mia sorella si ricorda che si trattava di Santa Teresa del Bambin Gesù.
E iniziò a rimproverarmi: “Tu non vai a messa e marini la scuola“, cosa vera perchè spesso me la filavo a giocare a carte. “Ti devi comportare diversamente…“.
Papà a quel punto intervenne: “Fate bene a riprenderlo!“. Ma la voce lo ammutolì: “Zitto tu bestemmiatore!“.
Mio padre non disse più una parola, sentendosi in colpa per quelle volte che aveva perso la pazienza.
Poi altre voci si susseguirono; alla fine ci salutarono dicendo che quella sarebbe stata l’ultima volta che venivano. “Ci risentiremo quando sarete tutti riuniti“.
Noi pensammo allora che intendessero una particolare occasione familiare, ma forse, con il concetto di riunione, intendevano qualcosa di molto più grande…


Nonostante questo speranzoso congedo, le visioni delle anime dei morti continuarono per tutta la vita.
Spesso la Evolo parlava delle anime dei potenti, come quella di John Fitzgerald Kennedy (1917 – 1963): “È salvo, ma servono tanti, tanti suffragi“.
Riferiva inoltre di vedere spesso l’anima “radiosa” di Papa Pio XII durante le celebrazioni liturgiche, descrivendolo come “quel Papa alto, magro, con il naso lungo e gli occhiali“.
Ancora, ella riceveva, in determinate ricorrenze, apparizioni del “medico-santo” Giuseppe Moscati (1880 – 1927), già beatificato da Papa Paolo VI nel 1975, vedendolo “rivestito di lucente gloria; quella lucentezza derivava dalla sua vicinanza alla Madonna, e ai tanti atti di carità che aveva compiuto in vita“.
Non mancò di richiedere informazioni su sua figlia scomparsa anche il celebre cantante Al Bano, il quale si sentiva ormai certo della morte di Ylenia. La risposta di Natuzza in quella circostanza spiazzò tutti: “Se ne è andata via con una setta, bisogna pregare per lei“.


Frammenti di Cielo

La mistica di Paravati mai negava un consiglio, una carezza o un abbraccio a chi la veniva a visitare.
Non di rado i consigli stessi che donava provenivano dall’angelo custode, dalla Madonna o direttamente da Gesù.
Fu questo il caso d’un giovane indeciso se sposarsi o darsi totalmente al Signore, assecondando la sua chiamata:


Ho visto la Madonna e le domandai di darmi una risposta. Mi rispose: “Fra un momento ti mando l’angelo custode e ti riferirà quello che io ho detto a lui“.
L’angelo allora mi disse: “Vuole essere fedele con la Madonna o con Gesù, ma deve offrire realmente il suo cuore affinchè tutto quello che lui vuole fare venga confermato dal Signore. Che preghi, dia buon esempi, sia umile e caritatevole, dimostrando d’essere figlio fedele di Dio e della Madonna.
Vi sono in Cielo più padri e madri che non zitelle. I santi si possono fare pure nelle grotte“.


Tuttavia i messaggi che provenivano dal Cielo non erano unicamente rivolti ai singoli, ma trattavano spesso temi concernenti l’intera umanità: la stessa Evolo chiese, in tempo di guerra, delucidazioni al Signore riguardo la situazione mondiale.
La Madonna le rispose mostrandole una lunghissima lista scritta, aggiungendo: “Vedi figlia mia, questa è una lista di peccati; perchè possa tornare la pace servono altrettante preghiere“.
Ancor più pressanti erano gli inviti al pentimento e le descrizioni del Purgatorio:


Chiedete perdono a Dio per i vostri peccati mortali, e con pentimento altrimenti la Giustizia non vi potrà mai perdonare , ma chi chiede perdono a Dio viene preservato solo dal fuoco eterno, la colpa dovendosi espiare in Purgatorio con pene diverse: chi fa testimonianza falsa, o dice calunnie, è condannato a stare in mezzo al mare; chi fa magia nel fuoco; chi bestemmia sarà costretto a stare in ginocchio; chi è superbo nel fango.

Natuzza Evolo, in questo continuo contatto diretto con la Madonna, Dio ed i santi, riceveva persino ammonimenti e rimproveri per alcuni comportamenti: ella stessa raccontò di come San Francesco la sgridò per aver principalmente dedicato l’attenzione in Chiesa alla sua statua piuttosto che al Crocifisso.


Altrettanti ammonimenti, assieme ad un grande numero di frasi bibliche, provennero dalle sudorazioni ematiche: la mistica difatti, in determinate occasioni, sudava sangue, e tale sangue andava poi a formare frasi ed immagini sui fazzoletti usati per asciugare le sudorazioni.
Gesù, la Madonna e i loro Cuori Immacolati trafitti da croci furon speso i protagonisti delle misteriore raffigurazioni; vi si potevano inoltre trovare simboli riconducibili allo Spirito Santo, simoboli dei martiri e di San Luigi Gonzaga (1568 – 1591).
Le frasi potevano invece variare dal greco antico al latino, dal francese all’italiano, dal tedesco allo spagnolo, seguendo tuttavia una ben precisa logica biblica neotestamentaria.
Tra le numerosissme donate, quella più ricorrente – ed emblematica – secondo la testimonianza dei presenti fu un passo del Vangelo di Marco (8:36), chiaro invito di Dio all’uomo moderno a non bramare smodatamente ricchezze e potere, ma ad impegnarsi piuttosto nel proprio cammino spirituale:




Che giova all’uomo se guadagna il mondo ma perde l’anima sua?
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« immagine » "Ciao Loris, sono Paolo da Savona e ho 35 anni, prima di tutto complimenti per il vostro portale che è superlativo. Il mio racconto è piuttosto normale per chi si occupa di esoterismo e paranormale, ma a me ha scosso l'anima. Sono un sensitivo. Nel 2004 mia nonna materna, alla quale ...
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