La leggenda di Teodorico

11 febbraio 2011 ore 11:44

Su ’l castello di Verona
Batte il sole a mezzogiorno,
Da la Chiusa al pian rintrona
Solitario un suon di corno,
5 Mormorando per l’aprico
Verde il grande Adige va;
Ed il re Teodorico
Vecchio e triste al bagno sta.

Pensa il dí che a Tulna ei venne
10Di Crimilde nel conspetto
E il cozzar di mille antenne
Ne la sala del banchetto.
    Quando il ferro d’Ildebrando
Su la donna si calò
15E dal funere nefando
Egli solo ritornò.


[p. 695]


Guarda il sole sfolgorante
E il chiaro Adige che corre,
20Guarda un falco roteante
Sovra i merli de la torre;
    Guarda i monti da cui scese
La sua forte gioventú;
Ed il bel verde paese
25Che da lui conquiso fu.

Il gridar d’un damigello
Risonò fuor de la chiostra:
— Sire, un cervo mai sí bello
Non si vide a l’età nostra.
30 Egli ha i pie d’acciaro a smalto,
Ha le corna tutte d’òr. —
Fuor de l’acque diede un salto
Il vegliardo cacciator.

— I miei cani, il mio morello,
35Il mio spiedo — egli chiedea:
E il lenzuol quasi un mantello
A le membra si avvolgea.
    I donzelli ivano. In tanto
Il bel cervo disparí,
40E d’un tratto al re da canto
Un corsier nero nitri.


[p. 696]


Nero come un corbo vecchio,
E ne gli occhi avea carboni.
45Era pronto l’apparecchio,
Ed il re balzò in arcioni.
    Ma i suoi veltri ebber timore
E si misero a guair,
E guardarono il signore
50E no ’l vollero seguir.

In quel mezzo il caval nero
Spiccò via come uno strale,
E lontan d’ogni sentiero
Ora scende e ora sale:
55 Via e via e via e via,
Valli e monti esso varcò.
Il re scendere vorria,
Ma staccar non se ne può.

Il piú vecchio ed il piú fido
60Lo seguía de’ suoi scudieri,
E mettea d’angoscia un grido
Per gl’incogniti sentieri:
    — O gentil re de gli Amali,
Ti seguii ne’ tuoi be’ dí,
65Ti seguii tra lance e strali.
Ma non corsi mai cosí.


[p. 697]


Teodorico di Verona,
Dove vai tanto di fretta?
70Tornerem, sacra corona,
A la casa che ci aspetta? —
    — Mala bestia è questa mia,
Mal cavallo mi toccò:
Sol la Vergine Maria
75Sa quand’io ritornerò. —

Altre cure su nel cielo
Ha la Vergine Maria:
Sotto il grande azzurro velo
Ella i martiri covria.
80 Ella i martiri accoglieva
De la patria e de la fe’ ;
E terribile scendeva
Dio su l’ capo al goto re.

Via e via su balzi e grotte
85Va il cavallo al fren ribelle:
Ei s’immerge ne la notte,
Ei s’aderge in vèr’ le stelle.
    Ecco, il dorso d’Apennino
Fra le tenebre scompar,
90E nel pallido mattino
Mugghia a basso il tósco mar.


[p. 698]


Ecco Lipari, la reggia
Di Vulcano ardua che fuma
95E tra i bombiti lampeggia
De l’ardor che la consuma:
    Quivi giunto il caval nero
Contro il ciel forte springò
Annitrendo; e il cavaliere
100Nel cratere inabissò.

Ma dal Calabro confine
Che mai sorge in vetta al monte?
Non è il sole, è un bianco crine;
Non è il sole, è un’ ampia fronte
105 Sanguinosa, in un sorriso
Di martirio e di splendor:
Di Boezio è il santo viso,
Del romano senator.





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Su ’l castello di Verona Batte il sole a mezzogiorno, Da la Chiusa al pian rintrona Solitario un suon di corno, 5 Mormorando per l’aprico Verde il grande Adige va; Ed il re Teodorico Vecchio e triste al bagno sta. Pensa il dí che a Tulna ei venne 10Di Crimilde nel conspetto E il cozzar di mille...
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