..

09 giugno 2011 ore 11:07 segnala
Le gocce di pioggia sul vetro si fanno sempre più rumorose ma non abbastanza da coprire il casino che fanno i miei ricordi. La tua mano è proprio lì, tesa verso me, e riesco a sfiorare la tua bocca, che mille volte mi ha consolato con i suoi baci. I tuoi occhi mi fissano con dolcezza e protezione e sento il tuo profumo sulla mia pelle..un tuono mi scuote dalla malinconia e la tua immagine sparisce, come il fil di fumo di una sigaretta nella brezza estiva. Giro la testa in un cuscino umido e salato e mi stringo in un letto troppo grande per una sola persona.

Un anno fa..

07 giugno 2011 ore 19:51 segnala
Mi piace girare sola per la città. Secondo me la vivi in maniera diversa rispetto a quando ti fa i tuoi giri in compagnia; in quel caso sei preso dalla gente, quando cammini solo sei catturato solo da lei, da tutti i suoi colori, suoni, dettagli che solitamente sfuggono all’attenzione. Non parlo del tragitto fatto per andare a lavoro o all’università, lì il mix sonno-idea di andare a rompersi le scatole crea quel giramento di coglioni che rende impossibile sentire quello che la città ti offre. Parlo di un giro senza pensieri, senza commissioni da fare, di tempo solo per te. Magari ogni tanto ti fermi, ti prendi un bel caffè e poi riparti. Che c’è di meglio del caffè per riflettere? Anche qui, non la mattina, quando se non fai attenzione il tipo accanto a te ti rifila una gomitata nel fianco e quello dietro sporge la mano mostrando lo scontrino e guardandoti storto se rimani qualche minuto in più al bancone con la tazzina vuota. E’ il caffè della riflessione, quando hai quella mezz’ora tutta per te, ti siedi ad un tavolino e con la tazzina tra le dita cominci a riflettere sulla tua vita, osservando il tram tram nella strada di fronte a te. La vita, il futuro, i sogni, le speranze, le delusioni, i fallimenti. Tutte cose infinitamente grandi quanto spaventosamente brevi. I filosofi discutono dalla notte dei tempi sulla vita, ma cazzo, quel ragazzo che aveva la tua età e che è morto l’altra mattina in un incidente in moto sai dove se le può mettere le riflessioni filosofiche? Lui dal al di là (se ne esiste uno, ma piace pensare di si) penserà “Quante cose avrei voluto e/o potuto fare!”. A volte manca il tempo altre volte le palle per prendere delle decisioni o delle scelte che potrebbero renderci felici. Meglio accontentarsi ma avere la certezza o rischiare rischiando di spiaccicarci al suolo? Cazzo, ma siamo sicuri che sia solo caffè? Magari ha sbagliato e invece di macchiarmelo me lo ha corretto!!
Raccolgo con il cucchiaino la schiuma dal fondo della tazzina e intanto continuo i miei trip mentali. 23 anni a settembre, quasi laureata (tra una settimana quindi attualmente fancazzista), ho lasciato il mio ragazzo dopo 4 anni sull’onda di qualcosa che razionalmente nemmeno la mia mente malata riesce a capire bene. Non riesco a capire nemmeno adesso se sono sempre innamorata di lui o meno. Mi manca questo si. E tanto. Ma poi nella mia mente riaffiorano le emozioni provate un mese prima con una persona che conoscevo da 3 giorni cazzo. 3 miseri giorni che fanno crollare un castello costruito in 1460 giorni..e poi parlano degli Spartani va. Qui lo smacco è clamoroso e un perchè ci deve essere. Sbandata? Noia? Non era vero amore? Mi rimbombano in testa le parole di mia madre “ Ma come fai a dire che lo ami se non hai avuto altri ragazzi prima? Con cosa lo fai il confronto?”.
L’amore o qualsiasi altro sentimento sono confrontabili? Da quando?
Ogni sentimento è legato dall’incontro unico e irripetibile tra due persone, non penso sia confrontabile, in nessuna maniera.
La cosa grave qua è che una persona mi ha sconvolto la vita in 3 giorni e nemmeno lo sa. Nessuno lo sa a parte io. Sono una folle, mollare la certezza, un uomo che mi ama alla follia e sto facendo soffrire come un cane per buttarmi in una cosa che bene che vada durerà 5 giorni. MA CHE TESTA DI CAZZO! Eppure sento che se non lo faccio lo rimpiangerò per tutto il resto della mia vita; io non vorrei accanto a me una persona che dentro di sè pensa che se avesse avuto le palle di mollarmi per un’incertezza non sarebbe a cenare di fronte a me. Non vorrei essere il contentino di nessuno. Voglio essere la scelta quella con la S maiuscola. Quella che fai perchè senti che niente di potrebbe far star bene come quella cosa, che non hai alternative, o così o la notte in bianco a soffrire.
Voglio bene a Giacomo, per questo non farei mai niente per illuderlo. Certo lui ultimamente non è che abbia fatto sto granchè per salvare il rapporto che già si stava piano piano spezzando. Aveva i suoi casini, una malattia difficile con cui lottare ogni giorno che per i medici portava verso una cosetta così, chamata cecità! E te lo dicono con quella faccia “Ti capisco ma che ci vuoi fare. E’ la vita. Se dovevi morire era peggio”. GRAZIE AL CAZZO, se la mettiamo così anche ingoiare la cartavetrata è meglio.
Ma anche per me stare vicino con una persona che è incazzata con il mondo non è stato semplice, ma quando c’è l’amore è come avere in corpo una dose di droga. Ti senti il re del mondo e tutto ti sembra superabile. E non che non fossi consapevole a cosa andavo incontro, tutt’altro..io lo sapevo ma ci credevo in noi e ho lottato con tutta me stessa. Anche quando il genetista mi ha detto che sarebbe stato meglio non avere figli (uno dei miei più grandi desideri) io ho pensato che sarebbe stato peggio una vita senza Giacomo. Ma se sei sola a trascinare un peso che solo in due puoi sopportare piano piano non ce la farai più e ti chiederai anche perchè il tuo compagno non ha continuato a trascinarlo con te. Ti ritrovi sola, stanca e stupida.
Ho una marea di pensieri che si accavallano per la testa ma comincio a pensare che la barista mi prenderà per una squinternata se continuo a fissare il vuoto con il caffè finito da 20 minuti. Mi alzo, pago, ringrazio e ricomincio a camminare.
Qui ci vuole un po’ di shopping terapeutico! E grazie a quel inutile pezzo di carta che per prenderlo ho sputato sangue tre anni mi ritrovo piena di soldi dei parenti: quando si dice il tempismo. Nemmeno il tempo di arrivare nel portafoglio che finiscono tra le mani della commessa stra gentile..ci credo, se la pagano a percentuale sorriderei pure io. Se poi vai nel camerino e di sottofondo becchi Tiziano Ferro che canta “ma l’amavo e l’amo ancora”… “ Scusi, mi passa anche quel paio di pantaloncini? Lo so che avevo detto che ero a posto, ma ora che ci penso quel paio di shorts blu sono troppo belli”. Altri 70 €, facciamo girare l'economia va.
Esco piena di buste, vestiti e infelicità. A volte lo nascondo a volte no, ma non penso che nessuno s’immagini le mille paranoie che mi sto facendo in questo periodo. Le mie coinquiline pensano a prepararmi gli scherzi per la laurea immaginando quanto potrò essere imbarazzata o preoccupata quel giorno. In realtà non me ne può fregare di meno. Mi dispiace anche farmene accorgere e non penso che sospettino niente del genere. Sono brava a nascondere la mia infelicità, merito di anni e anni di repressione onde evitare che mio padre spaccasse piatti nel muro e picchiasse mia madre. dopo un po’ fingere che sia tutto a posto ti viene naturale. Tranne quelle volte che il vaso trabocca e vengono fuori pianti degni di una soap opera e scenate isteriche che Charcot ci avrebbe tenuto minimo 4 lezioni sopra.
Ora come ora sto aspettando solo una cosa: l’aereo per la Sicilia e la mia prova del nove personale.
03e94219-d73b-47bf-98eb-50e0ca02c494
Mi piace girare sola per la città. Secondo me la vivi in maniera diversa rispetto a quando ti fa i tuoi giri in compagnia; in quel caso sei preso dalla gente, quando cammini solo sei catturato solo...
Post
07/06/2011 19:51:06
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
  • commenti
    comment
    Comment
    1