exitus

14 novembre 2018 ore 18:19 segnala


Exitus
Sembra una parola tratta da un racconto di Harry Potter, una parola latino che richiama “esito” , “uscita” e che di fatto di avvicina molto a questo significato.
Exitus è un termine latino che in gergo medico significa fine vita di un organismo, in altre parole “morte”
Esito finale, uscita dalla vita, mettetela come vi pare, ma è un modo elegante per eludere il termine “morte” esattamente come quando si usa la metonimia “arresto cardiaco”
L’esito finale di una vita dipende da tante scelte o da tante casualtà che qui non voglio esaminare, a me interessa la scelta volontaria di fine vita.

Sono convinto che tutti quanti noi almeno una volta nella nostra vita abbiamo fatto le prove generali per un “exitus” o abbiamo pensato ad inscenarlo, per cui credo che a tutti un pochino il problema tocchi anche perché (senza toccarci) ci toccherà.

Personalmente più volte nella vita mi è capitato di restare in vita per un attimo, più volte ho immaginato il mio suicidio e più volte mi trovo a pensare che in caso di malattia terminale vorrei una morte pietosa e consolatrice.
Il vero dubbio che ho è legato a quando sia lecito scegliere di terminare la propria esistenza e quanto e quando, in paesi dove l’eutanasia è legalizzata, ciò sia effettivamente etico.

Dico questo perché l’esito finale di persone a me molto vicine ultimamente ha colpito duramente per ben due volte, entrambe per scelta volontaria ed entrambe per mezzo di una corda.

Che sia una corda o una pillola depositata sul comodino di una clinica svizzera poco cambia perché l’”exitus” è il medesimo.

Mi chiedo: solo le malattie del corpo sono da considerarsi di tipo terminale o lo sono anche quelle dell’anima? Ed ancora: non siamo forse tutti malati terminali da quando veniamo al mondo visto che l’unica vera variabile, oltre alla qualità della vita, è il tempo ?
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« immagine » Exitus Sembra una parola tratta da un racconto di Harry Potter, una parola latino che richiama “esito” , “uscita” e che di fatto di avvicina molto a questo significato. Exitus è un termine latino che in gergo medico significa fine vita di un organismo, in altre parole “morte” Esito f...
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l'invidia del pene

11 novembre 2018 ore 15:41 segnala


Sapete una cosa? Girando per le bacheche in certe donne vedo atteggiamenti che mi fanno ricordare la teoria di Freud della invidia del pene.

Questa invidia dice Freud, si svilupperebbe in una fase prepuberale della crescita per poi essere superata con la maturazione sessuale .

“Abraham distingue due tipi di reazione nelle donne che non hanno superato l’invidia del pene: l’appagamento del desiderio e la vendetta.
La donna del primo tipo è dominata dalla fantasia inconscia che essa possiede il pene, e cerca quindi di assumere la parte virile. (…) La donna intellettuale, specialmente, con la sua tipica sopravvalutazione dei valori intellettuali, appartiene a questa categoria. Secondo Abraham essa cerca di realizzare qualcosa d’importante o comunque di virile nel campo intellettuale, per compensare il fatto d’essere priva del pene.
Il tipo vendicativo è spinto dal desiderio di prendersi una rivincita sull’uomo che è in possesso di questo privilegio; molte difficoltà nella vita erotica e vari sintomi di nevrosi sono manifestazioni di quest’attitudine vendicativa” (cit)


Ebbene , qui assistiamo ad un vasto campionario di entrambe.
volendo potrei citare molti nick, ma tanto chiaro è il loro profilo che lascio a voi il piacere di farlo.

Il primo tipo non è tanto presente nelle bacheche, il suo livello culturale la spinge a disertarle ritenendole poco consone al proprio status culturale.




Il secondo tipo, solitamente dichiaratamente o no omosessuale, rifiuta il contatto con gli uomini o nella migliore delle ipotesi si relaziona con essi solo per tentarne la vituperazione.

Questo secondo tipo abbonda e prolifera forse anche grazie al ricorso di identità multiple.

Ora .....pensate cosa potrebbe succedere se una rappresentante di questo secondo tipo ,invaghendosi di una donna irrimediabilmente eterosessuale, vedesse quest’ultima interessarsi ad un uomo…..
Ebbene l’invidia per il pene non sarebbe più solo invidia diventerebbe odio vendicativo… esattamente come dice Abraham.
però.....
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mefistofelica mente

09 novembre 2018 ore 20:16 segnala

Quando comprendi che il mondo della luce non è fatto per te perché devi vivere in un mondo misterioso e crepuscolare , quando ti accorgi che la natura diventa un rifugio confidenziale, quando ti accorgi che non esiste un Dio al contempo misericordioso , tremendo ed ambiguo, buono e malvagio, paradisiaco ed infernale, luce e oscurità, portatore di una incomprensibile crudeltà verso le proprie creature, tanto da indurre Abramo a sacrificare Isacco, da permette a Satana di tentare Giobbe, o da lasciar condannare Cristo alla crocifissione.

Quando ti accorgi di questo allora capisci che è il momento di fare una riflessione sulla tua vita e capisci di essere abitato da un dèmone per seguire il quale sei disposto ad offendere, a rompere amicizie, a proseguire una vita solitaria a non riconoscere le tue paure e le tue incertezze eleggendo tutto ciò a forza.

Allora ti accorgi che non vi è nulla di veramente sicuro, ti accorgi di non avere convinzioni definitive e di mascherarti dietro archetipi religiosi alternando toni mefistofelici e illuministi, rozzi, grevi, a toni aulici e paradisiaci".
E si, sono tentato dalla paradossale unione dei contrari e degli opposti, mi piace usare un linguaggio teologico per indagare la mefistofelica vocazione della mente.
Mi chiedo:

“Come è possibile essere insieme buoni e malvagi, luminosi e tenebrosi, coscienti e incoscienti, aria e pietra, acqua e fuoco?”

Non lo so e lo chiedo a voi anche se Calvino qualche risposta in merito ha provato a darla

Io so solo che l’uomo vive nella continua metamorfosi degli opposti e credo che l’uomo giusto sia colui che è in grado di realizzare se stesso come in una sorta di essere androgino ed alchemico.

Intanto vivo e non mi piego alla ipocrisia dei più, orgoglioso di essere, di dire e di fare ciò che ritengo giusto.
Leggendo
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« immagine » Quando comprendi che il mondo della luce non è fatto per te perché devi vivere in un mondo misterioso e crepuscolare , quando ti accorgi che la natura diventa un rifugio confidenziale, quando ti accorgi che non esiste un Dio al contempo misericordioso , tremendo ed ambiguo, buono e ma...
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tempesta perfetta

03 novembre 2018 ore 22:44 segnala


Generalmente amo guardare avanti, oltre gli ostacoli del cuore e della mente, non amo avere siepi che tanta parte dell’ultimo orizzonte lo sguardo occludano.

Non amo porre limiti alla mia fantasia e alle mie ambizioni lasciando che la vita fluisca incanalata nei rivoli e nei canali che ho creato.

Il problema si verifica quando le condizioni ambientali vanno oltre “il prevedibile “ a causa di un mutamento climatico inatteso.


Ecco allora che i rivoli, i canali, gli argini non bastano più a regimentare la furia delle emozioni, ecco che la tempesta con consente più di guardare oltre e che ha già del miracoloso riuscire a non mettere i piedi in fallo nell'immediato.

Tempesta perfetta, tempesta dei sensi
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« immagine » Generalmente amo guardare avanti, oltre gli ostacoli del cuore e della mente, non amo avere siepi che tanta parte dell’ultimo orizzonte lo sguardo occludano. Non amo porre limiti alla mia fantasia e alle mie ambizioni lasciando che la vita fluisca incanalata nei rivoli e nei canali ...
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pace

01 novembre 2018 ore 11:06 segnala


Le albe si susseguono ai tramonti
le stagioni si susseguono a stagioni.
Quando le stagioni non avranno stagione
e i tramonti non avranno alba..
allora sarà pace.

Le ore si susseguono alle ore
ed i pensieri generano pensieri.
Quando le ore non avranno ore
ed i pensieri non avranno pensieri
allora sarà pace ... la pace del nulla
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« immagine » Le albe si susseguono ai tramonti le stagioni si susseguono a stagioni. Quando le stagioni non avranno stagione e i tramonti non avranno alba.. allora sarà pace. Le ore si susseguono alle ore ed i pensieri generano pensieri. Quando le ore non avranno ore ed i pensieri non avranno pe...
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mi manchi..ma quanto mi manchi?

29 ottobre 2018 ore 16:14 segnala


Quando qualcuno ci manca cosa ci manca?

Ci manca Lei/lui in quanto essere vivente o ci manca ciò che Lei/lui rappresentano per noi?

In altre parole ci manca l’essere umano o ciò che l’essere umano rappresenta per noi in termini di soddisfacimento di bisogni primari?

Da qui un’altra domanda: Cosa sono i bisogni primari? Esiste una gerarchia dei bisogni?

Paradossalmente si e quelli meno nobili legati al ciclo fisiologico sono quelli primari per eccellenza.

Mangiare bere, urinare defecare…Sono decisamente primari… ma qualcuno si sentirebbe di metterli prima di Amare?

Amore mio ti amo….. ma amo di più il mio cesso…… perché ho più bisogno di lui che di te…..suonerebbe male non trovate?

L’amore è il bisogno primario più nobile ma senza amore si vive e si vive pure benissimo.

Da dove arriva allora il primato dell’amore?

Forse dal bisogno istintivo delle procreazione della specie? Risposta :
Sicuramente si ma non solo…

E l’amore come lo decliniamo in tutte le sue varie sfaccettature che vanno dall’agape al desiderio, alla passione, alla devozione alla adorazione e via discorrendo?

Tante domande poche risposte perché ognuno di noi avrebbe la sua risposta che alla fine si racchiude in due parole:
“mi manchi”


Ma di certo è meglio mancarsi dentro che mancare in qualche cosa. perche anche la presenza può essere assenza e l'assenza chiude definitivamente il cerchio della mancanza
Leggendo
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mimosa: la donna pudica

21 ottobre 2018 ore 16:17 segnala

La mimosa pudica
È una pianta perenne con fusto semilegnoso, i cui rami dotati di spine, soprattutto quelli più prossimi alle radici, tendono ad uno sviluppo sempre più legnoso con l'avanzare dell'età della pianta.
Una caratteristica immediatamente evidente di questa pianta è la contrazione immediata delle sue foglie al minimo stimolo tattile, che causa anche un abbassamento dei rami più sottili. Questo movimento è definito tigmonastia.
I movimenti serali e notturni delle foglie si conoscono come nictinastia, e sono un esempio ben descritto di un ritmo circadiano vegetale regolato dalla luce.
Il meccanismo si presenta ottimale come difesa contro i predatori ma è anche funzionale alla limitazione di perdita di liquidi utili durante le ore di caldo eccessivo o per proteggersi dal vento riducendo la superficie esposta. ( fonte wikipedia)

La donna pudica
E’ una donna adulta spinosa da trattare con precauzione per non pungersi.
La donna pudica se “toccata” ha la caratteristica di chiudersi immediatamente su se stessa , ma a seguito di stimolazioni tattili adeguate presenta contrazioni di altro tipo definite “contrazioni pelviche orgasmiche”.
I movimenti serali e notturni si riconoscono da pigiami totalbody e da aspetto trasandato collegato al ritmo circadiano.
Il meccanisco si presenta ottimale come difesa contro i “mdf” (mortidifiga) ma è funzionale anche alla limitazione della perdita di liquidi vaginali e alla loro secrezione riducendo la superficie di pelle esposta.
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« immagine » La mimosa pudica È una pianta perenne con fusto semilegnoso, i cui rami dotati di spine, soprattutto quelli più prossimi alle radici, tendono ad uno sviluppo sempre più legnoso con l'avanzare dell'età della pianta. Una caratteristica immediatamente evidente di questa pianta è la contr...
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slow life e sorpasso

09 ottobre 2018 ore 21:32 segnala


Procedere piano piano non sempre è la soluzione migliore che essere sicuri di arrivare a destinazione o per raggiungere un obiettivo, si corre sempre il rischio del "sorpasso"

La lentezza e la parsimonia nei pensieri e negli affetti possono delle volte essere confuse con "micragneria" sentimentale o con povertà d'animo e pavidità.

In un mondo di facile consumo chi viaggia piano, chi applica non solo lo slow food ma anche la slow life o lo slow sex non sempre trova lo spazio che merita.

Viene scavalcato dai cavalieri della velocità e del"tutto e subito", in una forma di futurismo post litteram.

Io non mi preoccupo dei sorpassi, io sono cosciente dei miei limiti e delle mie possibilità, io adoro prendermi i miei tempi e non solo.
Sono Mio e il primo modo di dimostrarlo è non cedere alle pressioni esterne, qualuque esse siano.
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a che gioco giochiamo

17 settembre 2018 ore 23:57 segnala


La vita è come una partita a carte : prima o poi ti troverai a fare i conti con le carte che hai in mano e decidere cosa mettere sul piatto:

dama di quadri o dama di cuori?
Fante o Re?

Qual è la posta in gioco? Alcune fiche(s) o qualche cosa che può cambiare il corso di una vita?

Basta il coraggio od occorre un pizzico di azzardo?

Richiamo una frase di Dostoevskij

“È forse possibile accostarsi al tavolo da gioco senza farsi immediatamente contagiare a superstiziosi presentimenti?”

Io aborro le superstizioni quindi....

meglio richiamare il motto riportato sulla bicicletta di un famoso ciclista

Take the risk or lose the chance


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« immagine » La vita è come una partita a carte : prima o poi ti troverai a fare i conti con le carte che hai in mano e decidere cosa mettere sul piatto: dama di quadri o dama di cuori? Fante o Re? Qual è la posta in gioco? Alcune fiche(s) o qualche cosa che può cambiare il corso di una vita? ...
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l'importanza della punteggiatura

13 settembre 2018 ore 09:20 segnala


Per l’appunto, ho deciso di puntualizzare senza fare contrappunti ciò che mi ero appuntato dopo averla spuntata nei confronti di chi mi aveva fatto un appunto sul mio comportamento,

Appunto, contrappunto, puntualizzare, appuntare, spuntare..

Quanti punti nella vita di tutti i giorni.
Ho letto qui una frase che mi ha colpito e che ha lato il là a questo post: “troppe virgole dove bastava un punto”.
Nella vita come in letteratura un errato utilizzo della punteggiatura altera il senso delle frasi, modifica i concetti ed è causa di fraintendimenti.
Tralascio grammatica e sintassi che sono ineluttabili tanto nella stesura di un testo quanto nella scrittura della propria vita.
La punteggiatura è basilare nell’analisi del periodo, serve per creare frasi principali, subordinate, coordinate, serve per mettere ordine.
Nella quotidianità sappiamo mettere la punteggiatura al punto giusto?
Usiamo i punti di domanda? Usiamo i punti esclamativi? Usiamo i due punti?
ma soprattutto sappiamo usare il punto G?
Se si lo facciamo a proposito e di proposito?
Credo proprio che ogni tanto dovremmo fermarci a fare una bella analisi del periodo ed una analisi logica....per capire se siamo in un buon periodo e per capire quanto siamo logici o illogici nel nostro comportamento
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