mai tirare i remi in barca

11 gennaio 2017 ore 16:40 segnala



Delle volte sembra sufficiente allungare la mano per raggiungere la felicità ma sono molte più le volte in cui la si ritrae per paura della sofferenza.

Siamo come le Barche di J.Brael che” restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza e che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori
.”

O come quelle “che si graffiano un po' sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco (…) e che tornano in porto lacerate dappertutto, ma più coraggiose e più forti

Poi ci sono le barche “ che tornano sempre quando hanno navigato. Fino al loro ultimo giorno e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti perché hanno un cuore a misura di oceano”
Infine ci sono io che non mi sono mai arreso, che ho sempre affrontato oceani spesso più grandi di me e che per quanto lacero, ho voglia di riprendere a navigare.
Ora , di fronte ad una distesa d’acqua alla quale ho detto pavidamente “addio”, sento l’irrefrenabile desiderio di solcarla e di farla mia…costi quello che costi.
Voglio spiegare le mie ali, grandi o piccole che siano, e dimostrare di avere un cuore.
Forse non sarà più a misura di oceano, ma è pur sempre un cuore.

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« immagine » Delle volte sembra sufficiente allungare la mano per raggiungere la felicità ma sono molte più le volte in cui la si ritrae per paura della sofferenza. Siamo come le Barche di J.Brael che” restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza e che...
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Sehnsucht o struggimento

07 gennaio 2017 ore 12:11 segnala


Desiderio di Nostalgico struggimento


L’anima delle volte vola dove la ragione non arriva.
L’anima vola nel totale disinteresse della gravità.

Ergo l’anima va oltre la ragione e la ragionevolezza.

L'anima va oltre anche quando la ragione si racchiude nel razionale.
La ragione vive di nostalgici ricordi, l'anima di aneliti di futuro.

L’anima risplende nel buio, la ragione ottenebra la luce.

Anima e ragione si compenetrano smorzandosi a vicenda o, sempre a vicenda, legittimandosi
Struggersi è Sehnsucht “vivere il desiderio di qualcuno o qualche cosa che attualizza il qualcuno o qualche cosa che non c’è” . (Freud)

Forse il desiderio di amare è l’esatta rappresentazione dello struggimento anche e soprattutto quando l’anima prende a pugni la ragione.
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« immagine » Desiderio di Nostalgico struggimento L’anima delle volte vola dove la ragione non arriva. L’anima vola nel totale disinteresse della gravità. Ergo l’anima va oltre la ragione e la ragionevolezza. L'anima va oltre anche quando la ragione si racchiude nel razionale. La ragione vive...
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la creatività del capodanno

01 gennaio 2017 ore 22:41 segnala


Quest'anno più che mai per lo scambio di auguri è stato proliferare di video virali.... Tutti uguali, ricevuti più volte da mittenti diversi, auguri in serie nei quali la originalità si è persa.

E' più facile abdicare a pupazzetti con vocine in falsetto,pulsanti con effetti speciali, animaletti doppiati con voci che vorrebbero essere spiritose e nulla'altro.

Ma i begli auguri sentiti, fatti con il cuore, personalizzati , che dimostrano effettivo pensiero ed interessamento personale dove sono finiti?

La rete è arrivata a spersonalizzare anche gli auguri.

Proprio non mi piace!

Se avete qualcuno a cui tenete siete ancora in tempo a scrivere qualche cosa di vero e di sentito che con sia la solita frase di rito che tanto non si avvererà.

Io auguro a chiunque leggerà queste poche righe di avere la forza, il coraggio e la voglia di affermare se stessi sempre comunque e con chiunque, di avere il coraggio di guardare in faccia il mondo sia nei momenti positivi che in quelli negativi.

Ci saranno entrambi come sempre è stato, quello che può cambiare è la nostra capacità di guardarli e di viverli con creatività

Una creatività che generi voglia di vivere positivamente.
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« immagine » Quest'anno più che mai per lo scambio di auguri è stato proliferare di video virali.... Tutti uguali, ricevuti più volte da mittenti diversi, auguri in serie nei quali la originalità si è persa. E' più facile abdicare a pupazzetti con vocine in falsetto,pulsanti con effetti speciali...
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Amare per vivere

26 dicembre 2016 ore 12:34 segnala

L’Arte di Amare.
Ho selezinato due brani arditamente accostati sia temporalmente che “autorialmente”,
Sono tratti da opere che hanno lo stesso titolo: "’arte di Amare": il primo di Ovidio ed il secondo di Dacia Maraini.

Due punti di vista diametralmente opposti con un unico denominatore comune: la vita

Dice Ovidio rivolgendosi alle donne:

"Finché la dea m'ispira, udite, o donne,
da me, liberamente, i miei precetti.
la legge non c'è o pudore che li vieti:
sono vostri di diritto. e già fin d'ora
tenete a mente che verrà vecchiezza:
così passerà senza alcun frutto
il vostro tempo. se potete ancora,
se ancora il vostro tempo è primavera,
godetevi la vita: a somiglianza
fuggono gli anni d'un fuggente rivo."
(Ovidio)

Dice la Maraini senpre rivolta alle donne:
"…..E invece sei morta. La tua vita l’hai persa nel momento che ti sei lasciata spaccare la carne dalla testa molle e lucida del primo figlio adorato che sa di paraffina.
La morte certo è dolce e pudica.
Se poi una morta fa anche le faccende di casa, e lava e stira e cuce e risponde sì signore, ecco trovata la soluzione degli enigmi familiari.
Una morta si può anche venerare e baciare e colmare di tenerezze e ambigue carezze filiali.
Ma se tu per un momento ti guardi allo specchio e ti chiedi: c’è qualcosa di vivo in me?

Se tu fai l’atto di aprire la bocca per gridare, se tu fai un segno rosso di vita sulla tua immagine marmorea di morte, sei subito assalita.

Ti si dirà che sei noiosa e vecchia e stupida ed egoista e vanitosa e inumana.
E tu, per gentilezza d’animo e candida bontà, per un equivoco senso del dovere e per amore, piegherai la testa e ti acconcerai a rimanere quella cosa morta, graziosa e tenera che è una madre serva che gira per la casa come un fantasma indaffarato, silenzioso, ardente."
(Dacia Maraini).

Denominatore comune : Amare è vivere e non esiste una età per farlo. Eros, Desiderio e passione non hanno età.

Vivere amando, farlo per se stessi con sano ed egocentrico egoismo, riconoscendo a se stessi il diritto del libero arbitrio e finalmente la possibilità di “essere” prima ancora che di “esistere”

Trasgressione…..si trasgressione, e quindi trasgressione sia!

Non solo attraversando la strada con il rosso, ma osando l’inosabile: essere se stessi per se stessi.


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« immagine » L’Arte di Amare. Ho selezinato due brani arditamente accostati sia temporalmente che “autorialmente”, Sono tratti da opere che hanno lo stesso titolo: "’arte di Amare": il primo di Ovidio ed il secondo di Dacia Maraini. Due punti di vista diametralmente opposti con un unico denominat...
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Quanto è bello non capirsi

18 dicembre 2016 ore 22:26 segnala



Quanto è bello non capirsi.
Il malitenso ha un fascino unico ed irripetibile.: è parossistico e paradossale, ci paracaduta in un mondo che aleggia fra realtà e fantasia dove quello che viene detto o scritto viene decodificato in modo totalmente diverso e diventa altro da sé.
E’ il gioco del telefono senza fili dove le parole passando di bocca in bocca diventavano tutt’altro.
Nella comunicazione verbale delle chat succede esattamente la stessa cosa : le parole, i concetti e le idee vengono travisate spesso per un semplice asincronismo nel dialogo dove le domande inseguono le risposte e le risposte si incrociano alle domande delle volte con risultati comici (se non fossero spesso umanamente deleteri)
Questo fornisce però un grande alibi: “sono responsabile di quello che dico e non di quello che capisci”

Ritengo che ciò non sia del tutto vero.

Ritengo che nella comunicazione si sia sempre responsabili di come si dicono le cose.
L’incomunicabilità o l’incompresione non è mai solo del recettore, spesso è il trasmittente che non si sintonizza sulla giusta lunghezza d’onda.



In altre parole, se voglio mandare un messaggio devo fare in modo che:
a) Sia comprensibile;
b) Arrivi alle persone giuste.
c) Sia inequivocabile.

Mica facile sapete………
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« immagine » Quanto è bello non capirsi. Il malitenso ha un fascino unico ed irripetibile.: è parossistico e paradossale, ci paracaduta in un mondo che aleggia fra realtà e fantasia dove quello che viene detto o scritto viene decodificato in modo totalmente diverso e diventa altro da sé. E’ il...
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i vampiri del web

13 dicembre 2016 ore 00:40 segnala

I vampiri del web

Si aggirano di giorno e di notte….. non hanno orari prefissati, ma tendono a colpire nelle ore di maggior frequentazione.

Diversamente dai vampiri ematici, quelli del web non temono la folla anzi la cercano.
Sono innamorati dei numeri e delle statistiche.

Si esaltano se il contatore delle loro visite sale vorticosamente.

Li si riconosce perché soffrono di protagonismo che manifestano prevalentemente in spazi non propri.

Come un cuculo si appropriano dei nidi altrui dove poi alloggiano stabilmente.

Conoscono benissimo le abitudini delle loro vittime e spesso si spacciano per loro migliori amici o amiche.

Nel fenomeno del vampirismo mediatico le donne sono quelle più pericolose perchè più inclini al protagonismo e solitamente tendono a colpire altre donne.

Non hanno paura della luce , ne hanno bisogno, la adorano come adorano la visibilità.

Davanti ad uno specchio un vampiro ematico scompare, loro davanti ad uno specchio si sentono rifulgere di luce propria.

Sono perfettamente coscienti dei loro limiti e delle loro debolezze e sono tendenzialmente bulimici soprattutto in campo di visibilità.

La vittima preferita è un personaggio del Web che riscuote consensi ed ha un audience invidiabile (ed ovviamente invidiata) che il vampiro del web con le sue capacità non sarebbe mai in grado di ottenere.

Con fare furtivo quindi, dopo aver individuato la preda ne carpisce la fiducia, si insinua nei discorsi, accondiscende, commenta, blandisce e poi piano piano , carpendo la benevolenza della vittima, si appropria dei suoi spazi relegando il vampirizzato in un angolo dal quale difficilmente riesce ad uscire.

Ecco! Il gioco è fatto : ora il vampiro ha campo libero e può tranquillamente succhiare l’energia della vittima e gioire della luce.

Cosciente del fatto che si tratta di luce riflessa, il vampiro non potrà mai eliminare del tutto la vittima perché è colei che fornisce fonte di sostentamento.

Consiglio ai vampirizzati e alle vampirizzate una scorta di verbena o di biancospino, fiori ad alto potere antivampirizzante.

Anche un po’ di aglio crudo masticato prima di un incontro male non farebbe….



...Leggendo....
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« immagine » I vampiri del web Si aggirano di giorno e di notte….. non hanno orari prefissati, ma tendono a colpire nelle ore di maggior frequentazione. Diversamente dai vampiri ematici, quelli del web non temono la folla anzi la cercano. Sono innamorati dei numeri e delle statistiche. Si es...
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la musa ispiratrice

08 dicembre 2016 ore 01:25 segnala



Da sempre si pensa che un artista per concepire un’opera d’arte abbia bisogno di una Musa ispiratrice.

Nella mitologia greca le muse erano nove: Clio, Euterpe, Talia, Melpomene, Tersicore, Erato, Polimnia, Urania,e Calliope.

Ognuna aveva la sua specializzazione.

Nessuna di queste però era specializzata in blog, ma si sa, nell’antica Grecia non li avevano ancora inventati.

Talia forse poteva avere caratterisitiche inclini al mio modo di scrivere ma anche lei con il passare degli anni,dei secoli e dei millenni è decaduta e,come le sue colleghe, è andata in pensione alla faccia della Legge Fornero.

Le Muse odierne, quelle versione 4.0, hanno nuove e più carnali caratteristiche, sono sbarazzine, scrivono a loro volta, battibeccano, si alterano, insomma interagiscono o addirittura si candidano candidamente al ruolo pur continuando a far cadere dall’alto il dono della loro ispirazione.

Una musa moderna, dice G. Greer (scrittrice e giornalista australiana femminista sfegatata)” è la parte femminile dell’artista maschio, con la quale egli deve avere rapporti, se desidera concepire un nuovo lavoro. E’ l’anima del suo animus, lo yin del suo yang, tranne che per il fatto che è lei, la musa, a penetrare il suo artista, in una completa inversione dei ruoli di genere, ed è lui, l’artista, a portare avanti la gestazione, a partorire il suo lavoro, dall’utero della mente.

Mamma mia, ma se veramente è così vuol dire che per avere l’ispirazione giusta e scrive un blog decente devo farmi penetrare dall’ispiratrice e partorire dall’utero della mia mente?

E' un effetto collaterale al quale non avevo pensato e che un pochino mi inquieta!

Ma se l’ispiratore fosse un uomo?….
Se volessi scrivere che so, di Renzi e del Referenzium ?
Se fosse lui ad ispirare un mio blog cosa succederebbe?…..

Meglio non pensarci!

Per fortuna mi salvano due cose:
1) Non sono un artista
2) I miei post non sono opere d’arte

Quindi posso stare tranquillo e lasciare al loro posto” muse” e “musi” continuando a rapportarmi con chi più mi aggrada.

Scampato pericolo……


Leggendo.....
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« immagine » Da sempre si pensa che un artista per concepire un’opera d’arte abbia bisogno di una Musa ispiratrice. Nella mitologia greca erano nove: Clio, Euterpe, Talia, Melpomene, Tersicore, Erato, Polimnia, Urania,e Calliope. Ognuna aveva la sua specializzazione. Nessuna di queste però...
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straordinario.....sono vivo

05 dicembre 2016 ore 21:01 segnala


Straordinario: sono vivo….

Oggi mi sono chiesto perché le strade delle nostre vite si incrocino e si intersechino con il destino in modo così casuale da sembrare già scritto.

L’altro giorno scrivevo del mio desiderio di andare all’inferno ed oggi, per una frazione di secondo, non ci sono andato davvero.

Pensavo: Sei tranquillo che viaggi in auto e ti crolla un ponte sulla testa, dormi nel tuo letto e resti sepolto dalle macerie della tua casa per un terremoto improvviso; viaggi su una funivia ed un aereo “alleato” trancia i cavi della funivia dove stai viaggiando e ti trovi spiacciato in fondo valle, stai giocando a carte e una frana ti seppellisce o un alluvione ti spazza via.

Cosa hai fatto per essere così puntuale all’appuntamento con il tuo destino?

Io non lo so, so solo che io fino ad ora sono stato in ritardo……in ritardo, mai in anticipo.

Evidentemente fino ad ora oltre che ai vari appuntamenti di lavoro sono arrivato in ritardo anche a quelli con il destino.

Appuntamenti ne ho avuti molti e di tutti i tipi prima di oggi.

Ma oggi è bastata una frazione di secondo, una esitazione al semaforo che ha fatto la differenza fra la vita e la morte, quella esitazione grazie alla quale ora sono qui a scrivere invece di essere all’obitorio schiacciato da un camion impazzito.

Allora mi chiedo:
perché si o perché no?

Perché vivi o perché muori ? chi e cosa definisce che questo è o non è il tuo momento?

Il fato o semplicemente la sfiga?
Eppure qualcuno parla ancora di libero arbitrio…… sarà…..ma non certo il nostro…..

Altri sono arbitri della nostra esistenza….. vorrei solo sapere chi!
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« immagine » Straordinario: sono vivo…. Oggi mi sono chiesto perché le strade delle nostre vite si incrocino e si intersechino con il destino in modo così casuale da sembrare già scritto. L’altro giorno scrivevo del mio desiderio di andare all’inferno ed oggi, per una frazione di secondo, non c...
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voglio andare all'inferno

03 dicembre 2016 ore 09:49 segnala



Voglio andare all’inferno

Si voglio proprio andare all’inferno e non prendetemi per matto.

Perché non c’è nulla di meglio che entrare negli inferi di se stessi, scoprirsi e scavarsi andando "sotto" , andando a ciò che è..."inferior" ed entrando in noi stessi come dice l’etimologia latina della parola :
"in -fero":”portare dentro”

La parola inferno per la cultura cattolica ha assunto un significato punitivo grazie all’oscurantismo ecclesiastico.

In origine non era così, per la cultura "pagana" gli inferi erano semplicemente il regno dei morti, l'Ade dove non c’era distinzione fra buoni e cattivi, fra bene e male, il luogo della ricongiunzione con se stessi.

Voglio andare all’inferno, voglio semplicemente andare verso me stesso.

Qualcuno mi vuole seguire?
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« immagine » Voglio andare all’inferno Si voglio proprio andare all’inferno e non prendetemi per matto. Perché non c’è nulla di meglio che entrare negli inferi di se stessi, scoprirsi e scavarsi andando "sotto" , andando a ciò che è..."inferior" ed entrando in noi stessi come dice...
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Parole e musica

01 dicembre 2016 ore 23:36 segnala


Il divertimento di scrivere senza sapere cosa scrivere parte proprio dallo scrivere senza sapere come andrà a finire.

Tutto parte dal voler aprire la porta dei propri pensieri e lasciarli fluire verso il nulla o verso il tutto o forse là dove il nulla diventa tutto.

Scrivere per non parlare non potendo o non volendo parlare, scrivere per manifestare la propria muta sordità.

Improvvisare con le parole è come improvvisare con le note, una tastiera di un PC in luogo di una tastiera di pianoforte o di corde di una chitarra: vocali e consonanti messe in fila esprimono pensieri che fino a pochi attimi prima non esistevano, esattamente come note armonizzate fra di loro creano nuova musica.

La scrittura resta, vive o morte che siano le parole che la compongono resta.
La musica di solito non si registra e svanisce nel momento stesso in cui è stata eseguita.

Penso…..Se dovessi scegliere non saprei se vorrei essere “scrittura” permanente ed immota o “musica” immediata ed evanescente, non saprei se sarebbe meglio sopravvivere su un foglio o vivere in un’anima…..
Anzi pensandoci bene lo so……eccome se lo so!
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