Dirty talk , parliamo sporco.....

23 febbraio 2017 ore 16:08 segnala

Parlar sporco

Il sesso se visto al di là del suo mero aspetto riproduttivo o godereccio, è una grande forma di comunicazione, quella più intima e completa alla quale due esseri umani possano ambire, una forma di comunicazione sostanzialmente non verbale che si basa comunque su aspetti prevalentemente visivi 55% (nudo, pornografia).

I cinestesici (legati all'olfatto, al tatto ed al gusto) rappresentano il 25%.

Solo un 20 % ha un approccio uditivo legato alla sfera dell’ascoltato (gemiti, sospiri, urla, esclamazioni).

Vista tatto, odorato ed olfatto sono sensazioni contingenti, reali ed immediate, non lasciano spazio alla fantasia, l’udito, e le parole in particolare , mettono in moto la fantasia e ti fanno volare oltre il reale e l'immanente.

E' la medesima differenza che esiste fra leggere un libro e vedere un film del medesimo racconto:
nel libro partecipi attivamente, la tua fantasia crea situazioni , ambienti e fisionomie, nel film assisti supinamente a quello che il regista e sceneggiato hanno pensato per te.

Nell'amplesso le parole hanno una forza evocativa formidabile e siccome ci innamoriamo o siamo attirati dal lato scuro delle persone, ecco che le parole scure sono quelle che hanno il maggior effetto.

Parole che devono essere forti e decise, che devono arrivare come un pugno nello stomaco o come una carezza inaspettata.

Il Dirty talk, il parlar sporco, è una gran bella cosa!

Se sapientemente gestito ed utilizzato è una delle forme di seduzione erotica e di eccitazione più efficaci.

Amiamo chi riesce a penetrare in quella parte di noi che non riusciamo a manifestare liberamente per pudore, per paura per timidezza o per vergogna.

Amiamo chi riesce a farci essere noi stessi senza giudicarci per quello che siamo

amiamo chi ci completa dove abbiamo sempre temuto di poter essere completati.

Il Dirty talk non è necessariamente trivialità, non necessariamente scurrilità, deve essere un modo colloquiale libero, disinibito e privo di censure il cui scopo è quello di stimolare la fantasia ed il desiderio di trasgressione che tutti, più o meno latentemente abbiamo.

Si può essere elegantemente allusivi spudoratamente diretti, romanticamente ammiccanti e volgarmente triviali purchè lo si faccia nel modo e nei tempi giusti.

Non facile dosare le parole ma il risultato è garantito:
O vi beccate uno schiaffo o …… apoteosi..

Grazie Dirty talk.
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« immagine » Parlar sporco Il sesso se visto al di là del suo mero aspetto riproduttivo o godereccio, è una grande forma di comunicazione, quella più intima e completa alla quale due esseri umani possano ambire, una forma di comunicazione sostanzialmente non verbale che si basa comunque su aspett...
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23/02/2017 16:08:25
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Cahier des doleances: i post lagna

19 febbraio 2017 ore 11:56 segnala


Ultimamente è un gran proliferare di post lagna.
Per capire cosa è un post lagna dobbiamo partire dalle definizioni:

Post: messaggio testuale, con funzione di opinione o commento o intervento, inviato in uno spazio comune sul web per essere pubblicato. Tali spazi possono essere newsgroup, forum (o board), blog, guestbook, shoutbox, social network e qualunque altro tipo di strumento telematico (con esclusione delle chat e dei sistemi di messaggistica istantanea) che consenta a un utente generico di Internet di lasciare un proprio messaggio pubblico.L'etimologia della parola deriva dall'inglese "to post" ovvero spedire, inviare. (fonte wikipedia)

Lagna s.vo f.le
1– Lamento insistente e noioso: finiscila con quella lagna!; per estens., di discorso o faccenda lunghi, interminabili, noiosi: che lagna questa conferenza!; protesta o lamento ripetuto, insistente | (estens.) testo, discorso, brano musicale lento, prolisso, noioso;
fig. anche riferito a persona lagnosa: quella l. di mio marito; sei proprio una lagna!
2 -anche cosa molesta, che dia motivo di lagnarsi: Lèvati quinci e non mi dar più lagna (Dante). Quanto all’etimo è un deverbale del lat. lania(re) 'dilaniare', poi 'dolersi, lamentarsi', dall'abitudine delle prefiche di graffiarsi e strapparsi i capelli in segno di dolore.

Piccola statistica di classificazione dei post pubblicati.
Su un campione di 24 post esaminati in ordine rigorosamente cronologico, a mio insindacabile giudizio 13 appartengono alla categoria della lagna mentre i restanti 11 sono classificabili in modo etereogenicamente differente.

Ne consegue che sul campione esaminato il 54% è risultato appartenente alla categoria dei post lagna.

E’ lagnoso un post dove l’autore:
1) si sfoga della sua sfiga
2) Si lamenta delle lamentele
3) Si crogiola sul crogiouolo del malessere
4) Ama non sentirsi amato
5) Enfatizza la frustrazione
6) Cerca benevolenza nella malevolenza
7) Parla con odio dell’amore
8) Mortifera la vita o vivifica la morte

Che chatta sia diventato un cahier des dolenaces?

Leggendo
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« immagine » Ultimamente è un gran proliferare di post lagna. Per capire cosa è un post lagna dobbiamo partire dalle definizioni: Post: messaggio testuale, con funzione di opinione o commento o intervento, inviato in uno spazio comune sul web per essere pubblicato. Tali spazi possono essere news...
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caccia alle streghe:

13 febbraio 2017 ore 19:51 segnala

Essere demonio o essere diavolo: cosa vuol dire oggi?

Siamo in tanti qui a paragonarci a Demoni e tante a richiamare Lilith.

Stiamo forse giocando col fuoco?
Se leggiamo le scritture della chiesa sembrerebbe di si!

Riporto alcuni stralci alla rinfusa presi da una Enciclica di Paolo VI e dal Malleus Maleficarum invitandovi a capire quali passi siano stati scritti nel 1487 e quali nel 1972 ….

Sono passati 5 secoli ma per la chiesa sembra che nulla sia cambiato.

Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Non vi stupisca come semplicista, o addirittura come superstiziosa e irreale la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male, che chiamiamo il Demonio. (….) Troviamo il peccato, perversione della libertà umana, e causa profonda della morte, perché distacco da Dio fonte della vita (Rom. 5, 12), e poi, a sua volta, occasione ed effetto d’un intervento in noi e nel nostro mondo d’un agente oscuro e nemico, il Demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa.

Il Demonio è all’origine della prima disgrazia dell’umanità; egli fu il tentatore subdolo e fatale del primo peccato, il peccato originale (Gen. 3; Sap. 1, 24).

E per quanto riguarda la volontà dei demoni, il lettore troverà che essa tende immutabilmente al male e che continuamente essi peccano di superbia, invidia, avarizia e sozza lussuria e che non vi è alcun potere sulla terra che possa essere paragonato a lui (Satana), che è stato creato tale da aver paura di nessuno. (Giobbe XLI).

(….) E così vedrà che i diavoli eseguono tutte le loro opere in modo consapevole e volontario, poiché la natura intelligente che era stata loro conferita prima della caduta non è stata cambiata.
.

Siamo ancora alla caccia delle streghe? Parrebbe di si se è vero come è vero che le streghe sono il tramite fra l’uomo ed il Demonio perché la donna è diabolica di natura.

Interessante leggere come veniva descritta la donna nel 1487 :

(...) essa è più carnale di un uomo, come si evince dalle sua molte abominazioni carnali.
E va notato che c'era un difetto nella formazione della prima donna, poiché essa venne formata da una costola curva, cioè da una costola del seno, che si piega come se fosse in una direzione contraria all' uomo.

E poiché attraverso questo difetto essa è un animale imperfetto, si inganna sempre.
Per cui Catone dice: Quando una donna piange, sta tessendo insidie. E ancora:
Quando una donna piange, sta lavorando ad ingannare un uomo.

E questo è dimostrato dalla moglie di Sansone, che lo ingannò, convincendolo a rivelarle la risposta all'enigma che egli aveva proposto ai Filistei.

Ed è evidente nel caso della prima donna (Eva) che aveva poca fede, perché quando il
serpente le chiese perché, con Adamo, non mangiassero di ogni albero del Paradiso, lei
rispose: Di ogni albero, ecc - forse perché si muore.

In tal modo dimostrò di dubitare, e di confidare poco nella parola di Dio.

E tutto questo è indicato dall'etimologia della parola, poiché Femina proviene da Fe (fede) e Minus, in quanto è sempre più debole nel mantenere e conservare la fede.

(....) Si può dire che il diavolo fa uso di una strega non perché ne abbia effettivamente bisogno, ma perché vuole ottenere la perdizione dell'anima della strega.


Quindi donne voluttuose della rete, donne seduttive, donne lussuriose, donne intriganti, donne peccaminose sappiate che siete strumento del Demonio e che se foste vissute solo qualche secolo prima sareste finite al rogo.

Siete esseri imperfetti oggetto di abominio carnale….ma……

Fortuna che ci siete e che rendete la vita degna di essere vissuta.

Siete voi a rendere questo inferno di vita un paradiso.

Leggendo...
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« immagine » Essere demonio o essere diavolo: cosa vuol dire oggi? Siamo in tanti qui a paragonarci a Demoni e tante a richiamare Lilith. Stiamo forse giocando col fuoco? Se leggiamo le scritture della chiesa sembrerebbe di si! Riporto alcuni stralci alla rinfusa presi da una Enciclica di Paolo...
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vivere esistere o esistere per vivere?

11 febbraio 2017 ore 09:17 segnala


La difficoltà di esprimere se stessi spesso porta ad eccessi che servono solo a legittimare il proprio ego di fronte a evidenti forme di insicurezza interiore.

Esteriorizzare se stessi al punto di farne delle icone rappresenta una forma di narcisismo virtuale che rasenta il patologico.

L’iper-esposizione mediatica serve solo a se stessi per poter affermare “io esisto” in un mondo dove “esistere” equivale ad “apparire”.

SE non vieni visto , se non ti manifesti, se non ti esponi prevalendo sulla massa non “esisti.”

MA vivere non è sinonimo di esistere pur essendo due aspetti complementari necessari ma singolarmente non sufficienti.

Ritengo che noi si debba vivere ed esistere per noi stessi, e per coloro con i quali vale la pena relazionarsi, senza però prostituire la propria immagine, i propri ideali o il proprio corpo sull’altare della visibilità.

Contegno!

Questo manca in questo sito ed in tutti i siti virtuali.

Eleganza!

Questo manca in questo sito ed in tutti i siti virtuali.

Fortunatamente le eccezioni non mancano ed è per queste che continuo ad esserci ed a leggere non solo la mano.

Mi piace essere un Diogene che gira con la lanterna per la rete alla ricerca dell’”uomo” o della “donna”….

Fortunamente ogni tanto qualcuno si trova e quando capita è come trovare una pepita d’oro in un fiume.

...Leggendo...
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« immagine » La difficoltà di esprimere se stessi spesso porta ad eccessi che servono solo a legittimare il proprio ego di fronte a evidenti forme di insicurezza interiore. Esteriorizzare se stessi al punto di farne delle icone rappresenta una forma di narcisismo virtuale che rasenta il patologi...
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la voce della coscienza

08 febbraio 2017 ore 22:03 segnala


Non si blocca la voce della coscienza.

Tanto più la si vuole tacitare tanto più essa urlerà in noi.
La coscienza se imbavagliata si dimena,
la coscienza se schiacciata rinasce da se stessa,
la coscienza è come acqua: esce dalle fessure portando con se le morchie di noi stessi,
la coscienza va oltre i buoni propositi....

Non si blocca la voce della coscienza

ma si sa... l'amore è incosciente e fa sempre a pugni con la coscienza.
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amare per non fare scelte amare

05 febbraio 2017 ore 21:48 segnala


Tutti ci riempiamo la bocca con la parola amore.

Ma sappiamo cosa significa veramente amore? E sappiamo cosa significa veramente amare?

Io credo di no e lo dico analizzando prima di tutto me stesso.

Quando impareremo ad amare senza scegliere la persona da amare allora , forse, saremo sulla buona strada per capire il vero significato della parola amore.

Forse allora sapremo amare senza amareggiare.

Leggendo
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« immagine » Tutti ci riempiamo la bocca con la parola amore. Ma sappiamo cosa significa veramente amore? E sappiamo cosa significa veramente amare? Io credo di no e lo dico analizzando prima di tutto me stesso. Quando impareremo ad amare senza scegliere la persona da amare allora , forse, sar...
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ho imparato

04 febbraio 2017 ore 08:53 segnala


Ho imparato a non porre più "se" e "ma" ,
ho imparato a vivere per quello che do e per quello che prendo;
ho imparato che il condizionale nel tempo passato è imperfetto e non deve condizionarmi,
ho imparato che guardarsi indietro e rimpiangere una scelta o al contrario santificarla è sempre operazione inutile;
ho imparato che il cuore deve guardare avanti anche quando la mente tende a voltarsi;
ho imparato che ogni dolore genera conoscenza e che ogni conoscenza genera consapevolezza;
ho imparato che nulla deve essere lasciato al caso ma che il caso se ne frega di te;
ho imparato a sorridere alla vita anche quando la morte mi fa l'occhiolino;
ho imparato che non si smette mai d'imparare.


Leggendo
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« immagine » Ho imparato a non porre più "se" e "ma" , ho imparato a vivere per quello che do e per quello che prendo; ho imparato che i condizionale nel tempo passato è imperfetto non deve condizionarmi, ho imparato che guardarsi indietro e rimpiangere una scelta o al contrario santificarla è se...
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il labirinto

04 febbraio 2017 ore 00:18 segnala



Pensierino della sera

Quando si entra in un labirinto lo si fa perché si va alla ricerca del centro di se stessi e lo si fa per affrontare il Minotauro che dobbiamo sconfiggere…il nostro lato oscuro, le nostre paure, le nostre angosce.

Ma non si entra in un labirinto per restarvici prigionieri, si entra per uscirne vincitori dopo aver sconfitto il mostro che alberga in noi.

E’ impresa ardua che senza aiuto rischia di fallire.

Come nel mito di dedalo, Teseo affronta il labirinto e ne esce vincitore, io spero di trovare la mia Arianna e quel benedetto filo rosso che ci unirà.
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« immagine » Pensierino della sera Quando si entra in un labirinto lo si fa perché si va alla ricerca del centro di se stessi e lo si fa per affrontare il Minotauro che dobbiamo sconfiggere…il nostro lato oscuro, le nostre paure, le nostre angosce. Ma non si entra in un labirinto per restarvic...
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siamo tutti masochisti

02 febbraio 2017 ore 22:32 segnala


La strada si inerpica con tornanti tortuosi, mano a mano che si sale il paesaggio cambia e l’aria si fa più frizzante.

Il respiro affannoso cerca di cattura quanta più aria possibile mentre le gambe sempre più affaticate risentono dell’acido lattico che piano piano si accumula nelle fibre muscolari.

Tanto più le gambe diventano pesanti tanto più il cervello si alleggerisce e le idee si fanno chiare.

E’ fantastico accorgersi di come la fatica fisica possa alleggerire quella mentale e di come l’anima riesca a interiorizzarsi esteriorizzandosi, donandosi all’esterno per godere del proprio interno.

L’animo umano è così. Lavora per ossimori, si muove per opposti e ragiona per contrasti.

Nulla è più nitido di ciò che è contrastato.



Tanto più la luce battaglia con le ombre, tanto più l'insieme viene percepito in tutta la sua profondità.

Tanto più il corpo fatica tanto più la mente riposa.

Tanto più il cuore ama e tende alla felicità, tanto più troverà dolore e passione.

Quindi tanto più cercherà dolore tanto più troverà piacere?

Sembra assurdo ma forse proprio assurdo non è.

Non ho mai pensato di essere un masochista e ritengo di non esserlo perché non amo il dolore , ma una riflessione sul fatto che io non lo sia veramente credo di doverla fare.

Certe fatiche fisiche al limite dell’epico alle quali mi sottopongo non sono forse forme di masochismo?

Come è possibile dire che chi si ammazza di fatica in bicicletta o camminando in montagna, chi corre maratone al limite della sopravvivenza non abbia un substrato masochistico?

Non lo so, e non so dare una risposta perché non so cosa sia effettivamente cosa sia il masochismo.

O meglio….. lo so benissimo ma, l’ho sempre visto in una chiave sessuale e non ho mai pensato che io, da cultore di sport “faticosi”, possa inconsciamente essere masochista.

Anche chi vuole innamorarsi è sostanzialmente un masochista.



Ricordo una canzone di Baccini che diceva “ho voglia di innamorarmi, ho voglia di stare male….”

Ebbene trovatemi una dichiarazione più masochista di questa se siete capaci.

Quindi devo dedurre che, cercando l’amore, siamo tutti masochisti e , che essendo tutti chi più chi meno seduttori, viviamo una tutt’altro che latente condizione opposta di sadismo.

Ecco perché siamo ossimori viventi.

Per fortuna!

...Leggendo...
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« immagine » La strada si inerpica con tornanti tortuosi, mano a mano che si sale il paesaggio cambia e l’aria si fa più frizzante. Il respiro affannoso cerca di cattura quanta più aria possibile mentre le gambe sempre più affaticate risentono dell’acido lattico che piano piano si accumula nell...
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sedurre: capire la preda

01 febbraio 2017 ore 14:02 segnala

Lasciando perdere il pensiero di Robert Green che individua 13 tipologie diverse di seduttori, io penso che esista “il seduttore” e non “enne” seduttori diversi.

La caratteristica principale che caratterizza il seduttore con la S maiuscola è quella di essere camaleontico e di sapersi adattare alla preda di volta in volta individuata

La prima regola per un seduttore libertino quindi è quella di scegliere accuratamente la preda cercando di individuarne preliminarmente la tipologia.

In altre parole la preda va studiata e non individuata a caso.
La prima macrocategoria a cui fare riferimento è fra:
• donna dominante
• donna sottomessa.

In funzione della prima caratterizzazione principale va individuata la tecnica di approccio.

Ovviamente con la sottomessa ci si proporrà da uomini che non devono chiedere mai tipo macho da pubblicità e con la dominante ci si dimostrerà schiavetto remissivo e tappetino devoto.

Nell’uno o nell’altro caso mai essere mediocri ma dimostrare ( e non promettere) di essere in grado di fornire emozioni forti e di poter stimolare il demone, la” Lilith “ che alberga più meno nascosta in ogni donna.

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Mai portare la donna fuori dal suo contesto e dal suo campo d’azione erché solo in esso si sente sicure. Forzarle ad uscire dal loro habitat vuol dire perderle in partenza.

Pertanto alla donna colta non potrai mai proporre arcomenti frivoli, a quella frivola mai discussioni impegnate, alla elegante rispondere con eleganza, alla avventurosa con avventura ecc.
Le eccezioni sono proprio tali e statisticamente irrilevanti.

Per individuare le varie tipologie di donne ci si potrebbe rifare ai miti greci e romani che , secondo Jung, sono le rappresentazioni archetipiche dell’io femminile.
Studiate le dee dell’olimpo e capirete le donne.
Ma di questo parleremo più avanti.
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