orgasmo a comando

23 dicembre 2018 ore 12:06 segnala


Provocare un orgasmo a comando? Possibilissimo!!

Si è possibile provare un orgasmo senza stimolazione fisica ma solo con eccitazione mentale, è possibile perché tutto parte dalla testa.
Non importa da dove abbiano origine gli stimoli, l'importante è che arrivino a posto giusto: al cervello!

Se è possibile provare un orgasmo nel sonno, è ovviamente fisiologicamente possibile provarlo da svegli, con le giuste stimolazioni mentali e,possibilmente, sotto la guida di parole adeguate che sappiamo eccitare e coinvolgere.
La mente farà il resto...

Orgasmo a comando…Si

Vi invito a guardare il video allegato, ma fatelo fino in fondo, dura circa 4 minuti, avrete una sorpresa.

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« immagine » Provocare un orgasmo a comando? Possibilissimo!! Si è possibile provare un orgasmo senza stimolazione fisica ma solo con eccitazione mentale, è possibile perché tutto parte dalla testa. Non importa da dove partono le stimolazioni, l'importante è che arrivino a posto giusto, al cerve...
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comunicare con il sesso

25 novembre 2018 ore 21:47 segnala


Il sesso è una forma di comunicazione che va usato quando le parole non bastano e che non va più usato quando le parole non servono.

Avevo scritto questo mio aforisma qualche tempo fa in bacheca, lo voglio riprendere in questo post come naturale prosieguo dei miei ultimi interventi sullamore oblativo e sui preliminari, che sono veri e propri approcci comunicativi.

Perché dico questo?

Per il semplice fatto che relegare il sesso a mera carnalità e soddisfacimento di desiderio fisico è come pensare che lo champagne sia una semplice bibita dissetante.

Il corpo parla, il corpo dialoga il corpo esprime e l'immagine spiega come iniziare un discorso....

Provare , se ci riuscite a descrivere a parole la sensazione di un bacio, di una carezza, di una penetrazione, di un orgasmo…..impossibile….
Le parole occupano alcuni spazi, il sesso ne occupa altri ed occupa proprio quelli che le parole non potranno mai riempire.

Ma nel momento in cui le parole si perdono senza lasciare traccia, nel momento in cui non lavorano e non danno più emozioni, allora il sesso non solo non serve, ma diventa controproducente perché si perde nel vuoto dell’anima generando vuoto su vuoto.

Quindi come tutte le forme di comunicazione il sesso va usato e non abusato, va valorizzato e non svilito a mera carnalità
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« immagine » Il sesso è una forma di comunicazione che va usato quando le parole non bastano e che non va più usato quando le parole non servono. Avevo scritto questo mio aforisma qualche tempo fa in bacheca, lo voglio riprendere in questo post come naturale prosieguo dei miei ultimi interventi ...
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edging.. il miglior preliminare

24 novembre 2018 ore 10:22 segnala


Di post in post.... dall'amore captativo o oblativo, sono passato, con un'ardita picchiata, a parlare di preliminari cercando di far capire come donare al proprio partner piacere sessuale faccia parte dell'amore oblativo.
In altre parole ho cercato di far capire come pensare al piacere altrui prima che al proprio costituisca fonte di sicuro successo in campo sessuale e, conseguentemente, relazionale.

Oggi farò un piccolo cenno all'Edging, (portare al limite ) ovvero la tecnica di stimolare il/la compagno/a fino a al limite dell'orgasmo per poi bloccare la stimolazione e riproporla reiteratamente ma sempre evitando l'appagamento totale.

Certo ma fino a quando?
Semplice, fino a quando l'orgasmo esploderà incontrollato e violentissimo senza possibilità di ulteriore controllo.

Sembra una forma di crudeltà ma vi assicuro che ha un effetto travolgente e non è neppure difficile da praticare.

Per farlo serve una grande attenzione verso l'altro ed un grande controllo di se stessi.

Ma tanto più sarà elevata l'attenzione verso il piacere dell'altro/a tanto più sarà elevato il controllo esercitato su se stessi e tanto più sarà garantito il risultato.
Ma mi raccomando niente fretta perchè in questo caso più si dona più si riceve.

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« immagine » Di post in post.... dall'amore captativo o oblativo, sono passato, con un'ardita picchiata, a parlare di preliminari cercando di far capire come donare al proprio partner piacere sessuale faccia parte dell'amore oblativo. In altre parole ho cercato di far capire come pensare al piace...
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l'amore oblativo: l'importanza dei preliminari

23 novembre 2018 ore 15:12 segnala


Dopo una parentesi sull'amore oblativo e quello captativo è facile capire come un cattivo assortimento di coppia possa essere causa di mancato soddisfacimento di aspettative e come ad esempio, due "captativi" non saranno mai una buona coppia in quanto entrambi si aspetteranno dall'altro quello che non avranno mai.

Anche un captativo ed un oblativo funzioneranno male perchè l'oblativo, per quanto "oblante", difficilmente sopravviverà al bisogno di essere a sua volta amato e, tanto più il suo amore sarà oblativo, tanto più sarà ignorato dal captativo che aumenterà il suo bisogno di ricevere .

In questo modo la coppia non potrà che scoppiare.



Ma un'altro parametro importante per stabilire la stabilità e la felicità di una coppia è (ma chi lo avrebbe mai detto....?) il soddisfacimento sessuale.

da studi condotti che riporto nelle tabelle seguenti, risulta evidente come con il crescere del soddisfacimento sessuale cresca statisticamente la felicità della coppia stessa e i conseguenza la durata del rapporto.



Ma nella tabella seguente vediamo anche come la durata dei preliminari sia direttamente proporzionale alla percentuale di raggiungimento di orgasmi femminili.
Pertanto è assodato come le "sveltine" non facciano bene alla coppia.


da "psicologia nell'amore coniugale" di R Mucchielli ed. Città Nuova

Quindi sembra logico concludere che se l'aumento dei divorzi in Italia è direttamente collegato alla incapacità di intrattenere rapporti sessuali soddisfacenti e alla fretta, spesso maschile, di arrivare all'orgasmo.
Se imparassimo a trarre piacere dal dare piacere ( anche questa forma di "amore oblitaivo) le cose andrebbero meglio per tutti.
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« immagine » Dopo una parentesi sull'amore oblativo e quello captativo è facile capire come un cattivo assortimento di coppia possa essere causa di mancato soddisfacimento di aspettative e come ad esempio, due "captativi" non saranno mai una buona coppia in quanto entrambi si aspetteranno dall'a...
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Un amore o tanti amori?

19 novembre 2018 ore 15:10 segnala


Non fatevi ingannare dal titolo, non è un post sul "poliamore" che pure sarebbe argomento interessante, è un post che è il seguito naturale di quello sulla Donna Alcesti.

Un amore o tanti amori in questo caso è da intendersi nel senso semantico della parola "amore" .

Ci sono parole che identificano in modo univoco un oggetto: se dico "elefante" bene o male tutti associamo a questa parola un significato univoco, ma se entriamo nelle parole che hanno un significato astratto ecco che le cose si complicano.

A parole come Amore, Dolore e molte altre ognuno di noi assegna un significato diverso che dipende dal proprio vissuto e dalla propria esperienza di vita.

Per quanto attiene la parola amore ci viene in aiuto il termine "agape" che ha un significato abbastanza preciso ma di cui praticamente nessuno fa uso. Per agape di intende un amore di tipo caritatevole come quello che si può provare nei confronti di un "prossimo " indistinto, una sorta di amore universale che però poco ha a che vedere con l'"amore" interpersonale.

Diciamo allora che esistono almeno due modi di amare diversi:

L'amore captativo e l'amore oblativo.

La differenza fra i due modi d'amare è insita nella stessa definizione.

L'amore captativo è il sentimento di coluiche sente il bisogno di avere, di catturare amore come esigenza primaria. In qursi soggetti l'oggetto dell'amato/amante è il soggetto stesso. L'amore captativo vive quindi di bisogno egoistico, pretende di ricevere e non è propenso a dare, è un amore possessivo e geloso.
L'amore oblativo è l'amore in cui il sentimento si riversa sull'altro senza la ricerca di una contropartita. Si ama in modo oblativo quando si è in grado di rinunciare a qualche cosa nel nome dell'altro/a.

Ecco che quindi in un rapporto di coppia il modo di amare diventa basilare l'equilibrio della coppia stessa perchè un cattivo assortimento d"amore, può portare, anzi porterà sicuramente alla rottura del rapporto.
Il resto al prossimo post
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« immagine » Non fatevi ingannare dal titolo, non è un post sul "poliamore" che pure sarebbe argomento interessante, è un post che è il seguito naturale di quello sulla Donna Alcesti. Un amore o tanti amori in questo caso è da intendersi nel senso semantico della parola "amore" . Ci sono parole...
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Le donne Alcesti e l'amore sacrificale

17 novembre 2018 ore 12:57 segnala

Le donne sono più raffinate e complesse di quanto immaginiate. Da virtuose incomparabili, da artiste supreme del dolore come sono, preferiscono lo spettacolo della sofferenza a quello della morte, le lacrime al sangue. (Mirbeau)


Jung nel suo studio sui miti e sugli archetipi ha messo in luce come i caratteri e le caratteristiche umane siano rionducibili a stereotipi caratteriali tipici di personaggi mitologici. Queste caratteristiche sono facilmente individuabili negli Dei e per quanto mi riguarda, soprattutto nelle Dee.

Esiste la donna Demetra, madre per eccellezza, la donna Persefone profonda ed intima, la donna Baubo carnale e ammiccante, la donna Afrodite bella ed irraggiungibile, la donna Atena saggia ed emancipata, la donna Artemide , tipica donna in carriera, la donna Era, moglie fedele ed infine la donna Alcesti, quella “perfetta” che sacrifica tutto di se per amor e per il proprio uomo.

Potremmo parlare poi delle donne Medea e delle donne Fedra, che come eroine negative incarnano la crudeltà e lo spirito vendicativo del femminile.

Oggi vorrei dedicarmi alla donna Alcesti, quella “perfetta”, quella che tutti gli uomini vorrebbero ma che pochi uomini possono essere in grado mi meritarsi perché è la quintessenza dell’amore oblativo e di quello sacrificale.

Alcesti sacrificò la sua vita al posto di quella del marito Admeto quando anche i genitori del giovane rifiutarono il sacrificio. Ercole venuto a conoscenza della vicenda si commosse a tal punto da recarsi di persona nell’Ade per riportare in vita Alcesti.

Questo mito incarna quelle donne che sono disposte a sacrificare se stesse, la propria immagine, la propria personalità, il proprio lavoro, financo la propria vita per amore. Donne forti che dimostrano come la capacità di amare di una donna possa essere illimitata.
Donne che spesso amano persone che non le meritano.
Sono poche e rare,e quelle poche spesso vivono l’amore in modo talmente profondo da incarnare qualche cosa di inarrivabile per la maggior parte degli uomini.

Spero solo che le donne Alcesti che tanto sacrificano, possano trovare un “Ercole” che le riporti in vita.

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« immagine » Le donne sono più raffinate e complesse di quanto immaginiate. Da virtuose incomparabili, da artiste supreme del dolore come sono, preferiscono lo spettacolo della sofferenza a quello della morte, le lacrime al sangue. (Mirbeau) Jung nel suo studio sui miti e sugli archetipi ha messo...
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exitus

14 novembre 2018 ore 18:19 segnala


Exitus
Sembra una parola tratta da un racconto di Harry Potter, una parola latino che richiama “esito” , “uscita” e che di fatto di avvicina molto a questo significato.
Exitus è un termine latino che in gergo medico significa fine vita di un organismo, in altre parole “morte”
Esito finale, uscita dalla vita, mettetela come vi pare, ma è un modo elegante per eludere il termine “morte” esattamente come quando si usa la metonimia “arresto cardiaco”
L’esito finale di una vita dipende da tante scelte o da tante casualtà che qui non voglio esaminare, a me interessa la scelta volontaria di fine vita.

Sono convinto che tutti quanti noi almeno una volta nella nostra vita abbiamo fatto le prove generali per un “exitus” o abbiamo pensato ad inscenarlo, per cui credo che a tutti un pochino il problema tocchi anche perché (senza toccarci) ci toccherà.

Personalmente più volte nella vita mi è capitato di restare in vita per un attimo, più volte ho immaginato il mio suicidio e più volte mi trovo a pensare che in caso di malattia terminale vorrei una morte pietosa e consolatrice.
Il vero dubbio che ho è legato a quando sia lecito scegliere di terminare la propria esistenza e quanto e quando, in paesi dove l’eutanasia è legalizzata, ciò sia effettivamente etico.

Dico questo perché l’esito finale di persone a me molto vicine ultimamente ha colpito duramente per ben due volte, entrambe per scelta volontaria ed entrambe per mezzo di una corda.

Che sia una corda o una pillola depositata sul comodino di una clinica svizzera poco cambia perché l’”exitus” è il medesimo.

Mi chiedo: solo le malattie del corpo sono da considerarsi di tipo terminale o lo sono anche quelle dell’anima? Ed ancora: non siamo forse tutti malati terminali da quando veniamo al mondo visto che l’unica vera variabile, oltre alla qualità della vita, è il tempo ?
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« immagine » Exitus Sembra una parola tratta da un racconto di Harry Potter, una parola latino che richiama “esito” , “uscita” e che di fatto di avvicina molto a questo significato. Exitus è un termine latino che in gergo medico significa fine vita di un organismo, in altre parole “morte” Esito f...
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l'invidia del pene

11 novembre 2018 ore 15:41 segnala


Sapete una cosa? Girando per le bacheche in certe donne vedo atteggiamenti che mi fanno ricordare la teoria di Freud della invidia del pene.

Questa invidia dice Freud, si svilupperebbe in una fase prepuberale della crescita per poi essere superata con la maturazione sessuale .

“Abraham distingue due tipi di reazione nelle donne che non hanno superato l’invidia del pene: l’appagamento del desiderio e la vendetta.
La donna del primo tipo è dominata dalla fantasia inconscia che essa possiede il pene, e cerca quindi di assumere la parte virile. (…) La donna intellettuale, specialmente, con la sua tipica sopravvalutazione dei valori intellettuali, appartiene a questa categoria. Secondo Abraham essa cerca di realizzare qualcosa d’importante o comunque di virile nel campo intellettuale, per compensare il fatto d’essere priva del pene.
Il tipo vendicativo è spinto dal desiderio di prendersi una rivincita sull’uomo che è in possesso di questo privilegio; molte difficoltà nella vita erotica e vari sintomi di nevrosi sono manifestazioni di quest’attitudine vendicativa” (cit)


Ebbene , qui assistiamo ad un vasto campionario di entrambe.
volendo potrei citare molti nick, ma tanto chiaro è il loro profilo che lascio a voi il piacere di farlo.

Il primo tipo non è tanto presente nelle bacheche, il suo livello culturale la spinge a disertarle ritenendole poco consone al proprio status culturale.




Il secondo tipo, solitamente dichiaratamente o no omosessuale, rifiuta il contatto con gli uomini o nella migliore delle ipotesi si relaziona con essi solo per tentarne la vituperazione.

Questo secondo tipo abbonda e prolifera forse anche grazie al ricorso di identità multiple.

Ora .....pensate cosa potrebbe succedere se una rappresentante di questo secondo tipo ,invaghendosi di una donna irrimediabilmente eterosessuale, vedesse quest’ultima interessarsi ad un uomo…..
Ebbene l’invidia per il pene non sarebbe più solo invidia diventerebbe odio vendicativo… esattamente come dice Abraham.
però.....
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« immagine » Sapete una cosa? Girando per le bacheche in certe donne vedo atteggiamenti che mi fanno ricordare la teoria di Freud della invidia del pene. Questa invidia dice Freud, si svilupperebbe in una fase prepuberale della crescita per poi essere superata con la maturazione sessuale . “Abr...
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mefistofelica mente

09 novembre 2018 ore 20:16 segnala

Quando comprendi che il mondo della luce non è fatto per te perché devi vivere in un mondo misterioso e crepuscolare , quando ti accorgi che la natura diventa un rifugio confidenziale, quando ti accorgi che non esiste un Dio al contempo misericordioso , tremendo ed ambiguo, buono e malvagio, paradisiaco ed infernale, luce e oscurità, portatore di una incomprensibile crudeltà verso le proprie creature, tanto da indurre Abramo a sacrificare Isacco, da permette a Satana di tentare Giobbe, o da lasciar condannare Cristo alla crocifissione.

Quando ti accorgi di questo allora capisci che è il momento di fare una riflessione sulla tua vita e capisci di essere abitato da un dèmone per seguire il quale sei disposto ad offendere, a rompere amicizie, a proseguire una vita solitaria a non riconoscere le tue paure e le tue incertezze eleggendo tutto ciò a forza.

Allora ti accorgi che non vi è nulla di veramente sicuro, ti accorgi di non avere convinzioni definitive e di mascherarti dietro archetipi religiosi alternando toni mefistofelici e illuministi, rozzi, grevi, a toni aulici e paradisiaci".
E si, sono tentato dalla paradossale unione dei contrari e degli opposti, mi piace usare un linguaggio teologico per indagare la mefistofelica vocazione della mente.
Mi chiedo:

“Come è possibile essere insieme buoni e malvagi, luminosi e tenebrosi, coscienti e incoscienti, aria e pietra, acqua e fuoco?”

Non lo so e lo chiedo a voi anche se Calvino qualche risposta in merito ha provato a darla

Io so solo che l’uomo vive nella continua metamorfosi degli opposti e credo che l’uomo giusto sia colui che è in grado di realizzare se stesso come in una sorta di essere androgino ed alchemico.

Intanto vivo e non mi piego alla ipocrisia dei più, orgoglioso di essere, di dire e di fare ciò che ritengo giusto.
Leggendo
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« immagine » Quando comprendi che il mondo della luce non è fatto per te perché devi vivere in un mondo misterioso e crepuscolare , quando ti accorgi che la natura diventa un rifugio confidenziale, quando ti accorgi che non esiste un Dio al contempo misericordioso , tremendo ed ambiguo, buono e ma...
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tempesta perfetta

03 novembre 2018 ore 22:44 segnala


Generalmente amo guardare avanti, oltre gli ostacoli del cuore e della mente, non amo avere siepi che tanta parte dell’ultimo orizzonte lo sguardo occludano.

Non amo porre limiti alla mia fantasia e alle mie ambizioni lasciando che la vita fluisca incanalata nei rivoli e nei canali che ho creato.

Il problema si verifica quando le condizioni ambientali vanno oltre “il prevedibile “ a causa di un mutamento climatico inatteso.


Ecco allora che i rivoli, i canali, gli argini non bastano più a regimentare la furia delle emozioni, ecco che la tempesta con consente più di guardare oltre e che ha già del miracoloso riuscire a non mettere i piedi in fallo nell'immediato.

Tempesta perfetta, tempesta dei sensi
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« immagine » Generalmente amo guardare avanti, oltre gli ostacoli del cuore e della mente, non amo avere siepi che tanta parte dell’ultimo orizzonte lo sguardo occludano. Non amo porre limiti alla mia fantasia e alle mie ambizioni lasciando che la vita fluisca incanalata nei rivoli e nei canali ...
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