invidia e gelosia

21 aprile 2020 ore 15:41 segnala


Invidia e gelosia
Sono due sentimenti che spesso vanno di pari passo e che in alcuni casi si sovrappongo.
Non parlo gelosia sentimentale ,che parte dal presupposto di temere la perdita di una relazione sentimentale, quanto di gelosia relazionale e di leadershep, quella che si prova quando si teme di perdere la propria supremazia di gruppo, la propria posizione “alfa” all’interno di una comunità o di un rapporto di coppia.
Questa gelosia è tipica delle donne o degli uomini coloro che vedono la loro presunta superiorità minata da rivali ritenuti inferiori ma che, nonostante ciò, ottengono successi a loro negati.
In questo caso la gelosia si trasforma in invidia.
Purtoppo l’invidia è dolorosa e non può essere accettata come tale , perché è una sensazione di velenosa inadeguatezza che l’invidioso non può accettare.
Quindi automaticamente l’invida nei confronti dell’invidiato si trasforma in astio e l’astio in odio nei confronti, non tanto dell’invidiato, quanto del soggetto/oggetto del contendere.
In altre parole:
La donna A) e la donna B) desiderano entrambe l’uomo C.)
La donna A) considera la donna B) inferiore e quindi si sente vincitrice della sfida
L’uomo C si mostra maggior interesse nei confronti della Donna B rispetto alla donna A)
Automaticamente la donna A) proverà gelosia nei confronti dell’uomo C) che considera già suo ed invidia nei confronti della donna B) che sembra ottenere quello che a lei viene negato. In questo modo alimenta odio ed astio nei confronti entrambi che manifesterà attraverso le armi del dileggio, dell’insulto e della denigrazione.
Ecco perché qui dentro pullulano incroci di malelingue e di cattiverie reciproche, ecco perché invece di essere un luogo di aggregazione questo diventa un luogo di disgregazione.
Credo che a tutti voi sia capitato di imbattervi in situazioni simili.
Riconoscerle consente di mantenere il dovuto distacco fisico ed emotivo.
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gli esibizionisti: lettera aperta.

18 aprile 2020 ore 16:04 segnala

Gli esibizionisti

Recenti letture in bacheca mi hanno spinto a riproporre un mio vecchio post che avevo rimosso ma la cui attualità vedo essere immutata.
Gli esibizionisti della rete sono sempre presenti e forse, questa forzata quarantena ha stimolato ulteriormente pulsioni che di erotico nulla hanno ma che altro non fanno se non alimentare i pregiudizi (spesso fondati) sul popolo maschile.

Lettera aperta agli esibizionisti della rete

Questa lettera è indirizzata a voi, so che siete in tanti, tanti quanto pochi sarete a leggere questo post.

Scrivo a Voi uomini che ritenete che il miglior mezzo di eroticizzazione di una donna sia mostrare il Vostro membro eretto qual segno di indiscussa ed indiscutibile virilità.

Ebbene a Voi vorrei raccontare una storiella, quella di un certo Tiresia che per un incantesimo di Giove fu tramutato in donna e da donna visse per 7 anni al termine dei quali dopo averne fatte di ogni, per un sortilegio opposto, fu ritramutato in uomo.

Ebbe cosi la possibilità di scoprire che la sessualità femminile è almeno sette volte superiore a quella maschile.

Avendo svelato questo segreto a Giove, Era, arrabbiatissima, lo fece diventare cieco.
Storiella da non prendere sotto gamba perché proprio questo mito è alla base della regola islamica dell’infibulazione (rescissione totale o parziale dalla clitoride) che verrebbe operata per riportare equilibrio fra l’appetito sessuale maschile e quello femminile, regola barbarica ancora ampiamente praticata.

Perché raccontarvi questo?

Semplicemente per ricordare che la donna è sessualmente superiore all’uomo cosa che, unita ad una evidente superiorità intellettiva, rende l’uomo superiore unicamente per costituzione fisica.

A questo punto vi chiedo: siete proprio sicuri che per conquistare una donna sia necessario mostrare i propri attributi fisici?

Non attendo la Vostra risposta ma vi do la mia!

Assolutamente falso: una donna si conquista dimostrando di avere una testa e non di “essere” una“ testa di ….” Una donna è sottile, è attenta ai particolari, è fantasiosa, è fine, è elegante nei suoi bisogni.

Voi esibizionisti di bassa lega puntate all’organo sessuale della donna ma sappiate che se puntate a quello, a quello vi fermate. Dalla vagina non si arriva al cuore o al cervello, mentre dal cervello si arriva dappertutto.

Una vagina si compera al mercato del sesso per poche decine di euro da qualsiasi meretrice, una donna non è in vendita, una donna si conquista.

Pertanto, piccolo consiglio spassionato, evitate di inondare le povere femminucce di selfi infoiati e cercate forme di corteggiamento e di erotizzazione più raffinate.

Lavorate sulla fantasia non sulla esplicità.

Avrete sicuramente più successo.

Lasciate ai parafiliaci patologici queste pratiche, ne guadagnerete in autostima ed in successo seduttivo.



Leggendo
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« immagine » Gli esibizionisti Recenti letture in bacheca mi hanno spinto a riproporre un mio vecchio post che avevo rimosso ma la cui attualità vedo essere immutata. Gli esibizionisti della rete sono sempre presenti e forse, questa forzata quarantena ha stimolato ulteriormente pulsioni che di er...
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senza peli sulla lingua

17 aprile 2020 ore 14:05 segnala


Non mi piace avere peli sulla lingua, questo mi sembra si sia capito da quello che scrivo e da come lo scrivo.
Scrivo quello che penso e penso quello che scrivo.

Mi piace cercare il pelo nell’uovo anche se spero sempre di non trovarlo.

Non mi piace cavarmela per un pelo e non credo ai peli che tirano più dei buoi.

Gli unici peli che ammetto sono quelli sul mio stomaco.

Amo la nuda verità, la nudità esplicita, senza veli e non esiste nudità più nuda di quella che oltre ad essere senza veli è anche senza peli (quanto vale alle volte una consonante…..).

Non ho peli sulla lingua e non voglio averne, quindi evviva la depilazione hollywoodiana.

Chi ha orecchie per intendere intenda…
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« immagine » Non mi piace avere peli sulla lingua, questo mi sembra si sia capito da quello che scrivo e da come lo scrivo. Scrivo quello che penso e penso quello che scrivo. Mi piace cercare il pelo nell’uovo anche se spero sempre di non trovarlo. Non mi piace cavarmela per un pelo e non credo...
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la bellezza collaterale

13 aprile 2020 ore 14:37 segnala

Mai come in questi giorni di emergenza sanitaria ho sentito la necessità di trovare nella vita la bellezza collaterale, bellezza che cerco anche nel prossimo pur continuando a trovare solo cattiveria e perfidia.

La cattiveria spesso è la conseguenza diretta di un senso di ingiustizia più o meno legittimamente provato, la reazione di chi si sente privato di un proprio preteso leso diritto di avere dalla vita amore, salute, soldi o altro.

Di cattiveria qui ne se trova molta e sotto varie forme, ma questa la lascio a chi la proprina e a chi si riconoscerà nel leggere questo post.

La bellezza collaterale che dobbiamo cercare è quella trattata nel film "collateral beauty", quella che esiste anche nelle vicende più dolorose della vita.
Tempo, amore e morte… le tre componenti che stiamo sperimentando in questi giorni di dolore ed angoscia:
Tempo:
troppo lungo ed infinito per chi si sente chiuso in casa ed imprigionato dalla quarantena, tempo troppo breve per chi conta le ore che restano da vivere ai propri cari intubati ad una macchina di ventilazione assistita;

Amore:
lacerato e lacerante, bistrattato e violentato dalla distanza e dal distacco

morte
compagna quotidiana ed impietosa alla quale chiediamo pietà che impietosamente non viene concessa.

Tuttavia, anche se sembra incredibile, la bellezza collaterale la possiamo trovare anche in questi giorni:
esiste nella solidarietà, nel senso di unione, esiste nella resilienza del nostro essere italiani e nell’amore che per quanto violentato e lacerato non si fa vincere dalla morte e dal tempo.
"La bellezza collaterale non è qualcosa che si può capire o analizzare, bisogna aprirsi, lasciarsi andare, sentirla e viverla"(dal web)

Accogliere la bellezza collaterale nella nostra vita comporta la necessità possedere una buona dose di predisposizione alla algolagnia (vedi http://blog.chatta.it/leggendolamano/post/algolagnia-masochismo-positivo.aspx e soprattutto la capacità di non focalizzare la nostra visuale unicamente sugli aspetti negativi della vicenda.
Il dolore porta alla focalizzazione della visuale solo su di esso, diventa una sorta di paraocchi che ci impedisce di guardare oltre e di avere una visione panoramica della vita che vada al di là dell’oggetto o del soggetto focalizzato.
Il dolore ci fa vedere solo il dolore ma non di solo dolore è fatta la vita.
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« immagine » Mai come in questi giorni di emergenza sanitaria ho sentito la necessità di trovare nella vita la bellezza collaterale, bellezza che cerco anche nel prossimo continuando a trovare solo cattiveria e perfidia. La cattiveria spesso è la conseguenza diretta di un senso di ingiustizia più...
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eppur si muore..di meno

09 aprile 2020 ore 14:18 segnala


sembrano dati incredibili dopo i numeri di morti che ogni giorno ci vengono propinati.
Eppur si muore di meno.
Lo si vede nell'articolo che allego ma lo si vede soprattutto nelle statistiche sui decessi raffrontate nei medesimi mesi del 2019 e del 2020.




Secondo adn cronos nel marzo 2019 sono morte 15000 persone per malattie respiratorie e polmoniti varie, un numero quindi più alto rispetto a quello di quest'anno.



Come dire che il virus non ha inciso in maniera significativa sulla mortalità nazionale ma ne ha semplicemente spostato la casistica demografica.

Sembra che la natura (o l'uomo se si volesse dare retta alle ipotesi complottistiche) abbia voluto fare una sorta di selezione di specie eliminanto i soggetti più deboli
Così muoiono prevalentemete uomini vecchi e malati.
Le donne che sono più utili al mantenimento della specie in quanto soggetti riproduttori hanno una mortalità decisamente più bassa con il 30% contro il 70% degli uomini.

Che avesse ragione Totò?

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« immagine » sembrano dati incredibili dopo i numeri di morti che ogni giorno ci vengono propinati. Eppur si muore di meno. Lo si vede nell'articolo che allego ma lo si vede soprattutto nelle statistiche sui decessi raffrontate nei medesimi mesi del 2019 e del 2020. « immagine » Secondo adn ...
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sante o ninfomani

08 aprile 2020 ore 10:03 segnala

Sante o ninfomani: non esiste via di mezzo

Tabù ed ipocrisia: non dico ma faccio e desidero..

Una frase estrapolata da un piacevolissimo ed educato dialogo in privato mi ha dato spunto per questo post:

“le donne della nostra generazione (40-50enni) hanno molti tabù sessuali” (come se non lo sapessi) sottintendendo il fatto che fosse per me sconveniente affrontare in modo esplicito temi di tipo sessuale nel mio blog.
Questo perché” pur sembrando intelligente” agli occhi di queste donne posso apparire come una persona perversa rendendo la mia intelligenza solo presunta.
A parte il fatto che collegare il concetto di intelligenza alla natura dei temi trattati è già di per sé limitante e fuorviante, quello che colgo, e mi stupisco nel trovarla qui, è una latente ipocrisia di fondo.
In questo sito, come nella stragrande maggioranza dei social,l’80% della popolazione maschile e femminile cerca più o meno apertamente sesso o relazioni finalizzate al soddisfacimento sessuale, il restante 20% sembra non farlo ma alla fine se dovesse capitare l’occasione non la disdegnerebbe.

Quindi Il sesso lo abbiamo tutti nella testa ma guai a parlarne.. della serie: si fa ma non si dice.

Siamo, che lo si voglia riconoscere o no, tutti schiavi della cultura vetero cattolica che ci è stata inculcata fin dai primi anni della nostra vita dove la donna è santa o puttana: non esistono le vie di mezzo.
Lo diceva Freud che la negazione dei tabù porta alla santità: quindi la negazione del sesso rende "santi"

Nonostante le apparenti recenti aperture papali sul fatto che il sesso non sia più un tabù, la chiesa non potrà mai ammettere la libertà sessuale, il suo carattere ludico, espressivo, creativo e fantasioso.
Farlo significherebbe riconoscere agli esseri umani libertà di coscienza e di pensiero, cosa che li allontanerebbe dai precetti della istituzione e dal controllo del clero esercitato tramite i sacramenti.
E’ una questione di potere, potere che è stato esercitato e potenziato nei secoli a partire dall’invenzione del peccato originale operata da Paolo di Tarso che, guarda caso, è sempre stato rappresentato come peccato “libertino di natura sessuale”.
Da quando in qua la libertà è peccato? Da quando in qua la conoscenza è peccato?
Conoscere il proprio corpo e la propria fisiologia sessuale è sconveniente e peccaminoso?
Per me no!
Per me conoscere se stessi , esplorarsi senza tabù ancestrali fornisce la libertà che serve per poter scegliere e scegliersi.
Solo chi conosce è veramente libero di essere e di scegliere.
Poi ditemi l'immagine dell'opera del Bernini che ho messo nel post è da Santa o da meretrice ?
Mi sembra chiaro che la donna debba e possa essere entrambe le cose contemporaneamente : angelo e demone.
Tornerò sull'argomento.


nell'immagine l'estasi della beata Ludovica Albertoni (Bernini)
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« immagine » Sante o ninfomani: non esiste via di mezzo Tabù ed ipocrisia: non dico ma faccio e desidero.. Una frase estrapolata da un piacevolissimo ed educato o dialogo in privato mi ha dato spunto per questo post: “le donne della nostra generazione (40-50enni) hanno molti tabù sessuali” (com...
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il cornavirus

07 aprile 2020 ore 11:47 segnala


ATTENZIONE IL CORONAVIRUS STA MUTANDO IN CORNAVIRUS.

Le prima mutazioni attese sono state rilevate in ambito scientifico.
Il coronavirus non sta perdendo una molecola, sta perdendo una vocale e diventa Cornavirus.

Anche il cornavirus come il corona virus ha i suoi sintomi.

Il corona virus si trasforma in cornavirus perché i coniugi forzatamente conviventi 24/7 non trovano più gli spazi per alimentare segretamente le loro relazione adulterine o alternative.
Mano a mano il soggetto portatore sano di cornavirus diventa più audace, il bisogno lo spinge ad osare, le precauzioni cadono e l’errore fatale è dietro l’angolo.
La sintomatologia si manifesta con un morboso attaccamento al cellulare che sembra incollato alla mano del portatore e con uno strano e non giustificato aumento delle necessità corporali non certamente riconducibili ad ipertrofia prostatica.
La sintomatologia è ingravescente con il passare dei giorni tanto da destare preoccupazioni nel partner che comincia a fare domande “impertinenti” che nascondono prima stupore, poi inquietudine e alla fine diffidenza.
Quando si arriva allo stadio della diffidenza c’è il rischio che il corna virus esploda in tutta la sua virulenza e che i sospetti trovino riscontro pratico in un sexting conclamato.
Purtoppo quando si arriva a questo stadio non esiste terapia intensiva che tenga. Il rapporto diventa asfittico e si arriva al decesso relazionale.
Paradossalmente se il corna virus colpisce uomo e donna contemporaneamente l’effetto è meno deleterio e la malattia resta in uno stadio quasi asintomatico dove si vive e si lascia vivere..
Potere dell’immunologia ?
A questo punto propongo un minuto di silenzio per i malati di cornavirus come è stato proposto in un commento al mio post precedente.
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« immagine » ATTENZIONE IL CORONAVIRUS STA MUTANDO IN CORNAVIRUS. Le prima mutazioni attese sono state rilevate in ambito scientifico. Il coronavirus non sta perdendo una molecola, sta perdendo una vocale e diventa Cornavirus. Anche il cornavirus come il corona virus ha i suoi sintomi. Il coro...
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sexting da quarantena

06 aprile 2020 ore 15:11 segnala


sexting da quarantena

Nei blog scorsi ho invitato chi può a dedicarsi alla scoperta dell’altro/a attraverso l’esplorazione di stimoli, sensazioni e corporalità. In altre parole ho cercato di stimolare chi può vivere una sessualità convivente, ad andare oltre il consueto per trovare nuovi stimoli e rendere questo momento di crisi una opportunità per rinsaldare un rapporto.
Purtroppo molte coppie non conviventi si sono trovate forzatamente separate e private di una componente basilare della loro relazione: la fisicità e la sensorialità.
Di colpo sono diventati vietati gli odori, la pelle, la tattilità, sono vietati baci, vietate carezze, vietato ogni tipo di contatto fisico
Quello che normalmente era “ in-timità” di fatto diventa una sorta di “ex-timità,” intimità esterna, un ossimoro esistenziale insomma.
Sono giorni in cui molte coppie corrono il rischio di scoppiare, non tanto per il picco di contagio, quanto per il picco di insoddisfazione e di infelicità sessuale e relazionale.
Ecco allora che la tecnologia diventa protesi sessuale, diventa prolungamento del nostro corpo in una sorta di nevrotico miscuglio fra assenza fisica e presenza virtuale.
Quindi evvivai sexting. termine "derivato dalla fusione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (inviare messaggi elettronici), è un neologismo utilizzato per indicare l'invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti, principalmente tramite il telefono cellulare o tramite altri mezzi informatici" wikipedia

Quello che prima era un gioco erotico oggi è diventata una sorta di necessità che ci aiuta a non sprofondare nella paura dell’abbandono.
La trasgressione verbale ed immaginifica in questo caso aiuta, aiutano le videochiamate anche a sfondo erotico, aiutano le condivisioni simultanee di filmati erotici, aiutano testi e frasi provocanti.


Aiuta tutto ciò che si consente di restare legati ivi compresi contenuti espliciti che magari non avremmo mai pensato di utilizzare in condizioni ordinarie.
Ma dobbiamo essere coscienti che questa forma di autoerotismo assistito non può durare in eterno, ma deve essere lo stimolo per riscoprirsi, ad emergenza finita, più uniti e più dinisibiti di prima.
Anche questo periodo di quarantena, se saremo capaci di superare la crisi, sarà una opportunità per rinsaldare rapporti arrugginiti o per interrompere quelli esauriti.
Ne usciremo comunque più forti e comunque diversi.
L’importante è che il sesso virtuale non diventi una forma di dipendenza perché nulla e dico nulla può sostituire il rapporto umano e reale.
L’importante è farlo con il proprio partner perché il sexting potrebbe facilmente sconfinare in un reato ed essere utilizzato in malo modo.
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« immagine » sexting da qurantena Nei blog scorsi ho invitato chi può a dedicarsi alla scoperta dell’altro/a attraverso l’esplorazione di stimoli, sensazioni e corporalità. In altre parole ho cercato di stimolare chi può vivere una sessualità convivente, ad andare oltre il consueto per trovare n...
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come un girasole

05 aprile 2020 ore 15:01 segnala

Essere “ bella” ed esser “girasole”
Essere “bestia” ed essere ”sole”
Essere corpo ed essere mente
Essere anima ed esser desiderio.
essere Sole ed essere girasole.

adoro i girasoli:
fiori pieni che danno vita
fiori alteri e svettanti
fiori umili che vivono di luce

Ah! Girasole! Stanco del tempo,
che conti i passi del Sole
alla ricerca di quel dolce clima dorato
dove il percorso del viaggiatore è finito
(W. Blake)

Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,(...) portami il girasole impazzito di luce. (E. Montale)


Schiava mia, temimi. Amami. Schiava mia!
Sono con te il tramonto più ampio del cielo e in esso la mia anima spunta come una stella fredda, (Neruda)


Amo il Girasole, fiore schiavo della sua luce,
fiore schiavo della sua stella fredda
fiore....

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« immagine » Essere “ bella” ed esser “girasole” Essere “bestia” ed essere ”sole” Essere corpo ed essere mente Essere anima ed esser desiderio. essere Sole ed essere girasole. « immagine » adoro i girasoli: fiori pieni che danno vita fiori alteri e svettanti fiori umili che vivono di luce Ah! ...
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50 sfumature di benessere

03 aprile 2020 ore 15:21 segnala


50 sfumature di benessere

In questo periodo non facile per tutti noi , oltre a cercare di metabolizzare il dolore in modo catartico e positivo come ho scritto nel mmio blog precedente, sarebbe opportuno cercare anche di positivizzare le nostre eperienze andando alla ricerca di fonti di possibile benessere.
Come ho già avuto modo di scrivere la sessualità matura e consapevole in ciò gioca un ruolo molto importante.
Non demonizzate quindi eventuali pulsioni nascoste ma provate ad esplorarle.

Cito dal Web
A dispetto degli stereotipi, secondo una ricerca condotta su 1.300 volontari, di cui 900 dediti al sesso BDSM, pubblicata sul “Journal of sexual medicine”, i praticanti BDSM non godrebbero affatto di cattiva salute psicologica, anzi: "sono meno nevrotici, più estroversi, più aperti a nuove esperienze, più coscienziosi, meno sensibili al rifiuto, hanno un benessere soggettivo più elevato, ma caratterialmente meno accondiscendenti".
Conclusione
Concludiamo che il BDSM può essere pensato come uno svago ricreativo, piuttosto che come espressione di processi psicopatologici. Wismeijer AAJ e van Assen MALM. Caratteristiche psicologiche dei professionisti del BDSM. J Sex Med 2013; 10: 1943-1952.

Se qualcuno volesse approfondire può verificare a questo link
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/jsm.12192

Una sessualità libera e disinibita rende la vita stessa nel suo complesso libera e disinibita anche al di fuori della sfera sessuale perché aumenta l’autostima, migliora la conoscenza di se e degli altri, affina le capacità di analisi di se stessi e degli altri, porta ad un maggior soddisfacimento relazionale ed esistenziale.
Il praticante non è un morto di f..a, semplicemente perché non è interessato alla sessualità vanilla. (sesso ordinario).

Vero quindi che praticare BDSM renda meno accondiscendenti e disponibili a facili rapporti perché chi prova emozioni “forti” poi non si accontenta più di rapporti facili e leggeri.
Quindi pensare che chi si avvicina a questa pratica sia un perverso sessuomane è rimasto legato a pregiudizi quanto meno desueti.
Il praticante “vero” è al contrario una persona che ha raggiunto un livello di autodeterminazione tale da consentirgli il superamento di convenzioni , educazioni e pastoie morali di vario genere .
Poi esistono anche i millantatori, ma questo è un altro discorso.
Si sa che a domanda corrisponde offerta, quindi a tante donnine in cerca di emozioni forti corrispondono altrettanti ometti pronti a promettere di soddisfarle. Che poi ne siano veramente capaci è tutto da dimostrare.
Lo stiamo vedendo in questi giorni: così come esistono le mascherine tarocche esistono anche i masterini altrettanto tarocchi.

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« immagine » 50 sfumature di benessere In questo periodo non facile per tutti noi , oltre a cercare di metabolizzare il dolore in modo catartico e positivo sarebbe opportuno cercare anche di positivizzare le nostre eperienze andando alla ricerca di fonti di possibile benessere. Come ho già avuto...
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