idraulica applicata alla mente: idraulicamente

10 novembre 2016 ore 10:53 segnala


Mi affaccio sul torrente , l’acqua scorre limpida quieta, il gorgoglio trasmette pace e serenità posso udire lo stormire delle foglie ed il cinguettio degli uccelli , qualche tronco tagliato fa percepire la presenza dell’uomo , fa capire che nulla è incontaminato e che l’antropizzazione è presente anche dove non sembra.

Cammino nell’acqua, mi bagno fino ai polpacci, mi rendo partecipe, divento fiume, vivo placidamente in mente placida.

L’apparente silenzio viene rotto…da lontano percepisco brontolii che fanno presagire un imminente temporale, il vento si alza, le fogli si agitano e poco dopo inaspettatamente violenti scrosci di pioggia mi sferzano il viso.

E’ tempesta, inaspettata e violenta!

Bastano pochi minuti e quello che era un placido ruscello diventa un mostro dalla forza incontrollabile, si trasforma, esonda e urla , le acque prima limpide diventano melmose, scure, agitate, incontrollabili.



Guardo atterrito e sbigottito, ho solo il tempo di uscire prima che la piena mi travolga.

E già…noi siamo così, siamo come l’acqua, contenibili, gestibili, regimentabili e usufruibili se in stato di quiete o di turbolenza controllata.

Diventiamo invece violenti, limacciosi e ingestibili se una tempesta si scatena nella nostra mente.

Idraulica - mente allora penso che quando la tempesta si scatena in noi dobbiamo lasciare che segua in suo corso, nessuna opera “idraulica” potrà contenere o regimentare il fiume in piena dei nostri sentimenti, positivi o negativi che siano.

Prima o poi tornerà la quiete e se avremo costruito argini adeguati il ruscello tornerà a scorrere placido come prima.

L’acqua in ogni caso troverà sempre la sua strada ed il destino si compirà.

Leggendo..
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« immagine » Mi affaccio sul torrente , l’acqua scorre limpida quieta, il gorgoglio trasmette pace e serenità posso udire lo stormire delle foglie ed il cinguettio degli uccelli , qualche tronco tagliato fa percepire la presenza dell’uomo , fa capire che nulla è incontaminato e che l’antropizzazi...
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10/11/2016 10:53:37
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Commenti

  1. vagarsenzameta 10 novembre 2016 ore 12:24
    Il pensiero visto come un fiume dotato di forza propria,bellissimo.
    Speriamo che non lo leggono quelli di radio radicale senno poi vanno dicendo che il pensiero scatena le intemperie :-(
  2. Etty73 10 novembre 2016 ore 12:25
    SPESSO è PREFERIBILE UNA TEMPESTA CHE TI SPAVENTA, TI FA SALIRE L'ADRENALINA A MILLE, CHE LA QUIETE CONTINUA. IL NOSTRO SISTEMA IDRAULICO E' COMUNQUE PRONTO AD ARGINARE LE TEMPESTE, ANCHE CON ENORMI SOFFERENZE E TORMENTI. OGNUNO DI NOI SA PEFETTAMENTE QUANTE TEMPESTE PUO' AFFRONTARE, E DECIDERE SE AFFRONTARLE O FARSI TRAVOLGERE.
  3. leggendolamano 10 novembre 2016 ore 12:28
    @vagarsenzameta. sempre meglio quelli di radioradicale rispetto a quelli di radio maria, per loro la mente è già causa di apocalisse. grazie
  4. leggendolamano 10 novembre 2016 ore 12:32
    @etty73. Io sono le le turbolenze controllate, per le condotte forzate , per le cascate tumultuose, per le rapide da affrontare con un canotto alternate alla quiete di un lago o alle onde che si sciabordano sulla spiaggia.
    Ognuno di noi sa cosa è disposto ad affrontare ma non è certo di non farsi travolgere.
    grazie per il commento.
  5. bialy 10 novembre 2016 ore 13:32
    Le tempeste non risparmiano nessuno, ogni fiume ha la sua piena da smaltire. Però in quello scorrere c'è già la promessa che tornerà un giorno la quiete... :-)
  6. leggendolamano 10 novembre 2016 ore 13:39
    @bialy : Hai ragiono....Quinid non facciamo del nostro "io" ambito di dissesto idrogeologico.
    grazie per il commento
  7. ombra.dargento 10 novembre 2016 ore 18:17
    conosco bene le tempeste in mare aperto e meglio ancora l'acqua incessante che travolge il bosco... temo, rispetto e accolgo come un dono l'imprevedibilità del vento e dei temporali. il cattivo tempo della mia mente conosce solo la mia tana, la solitudine di rabbia e sofferenza che brama il ritorno del sole.

    un saluto...
  8. leggendolamano 11 novembre 2016 ore 07:26
    Allora non resta che aspettare il "giorno della marmotta" che sarà il segnale di una nuova primavera di vita
  9. ombra.dargento 11 novembre 2016 ore 11:57
    belle le marmotte, sentinelle dei territori del nord e dei giorni di primavera che sbocciano in autunno... :-)
  10. leggendolamano 11 novembre 2016 ore 12:50
    Bella la primavera che sboccia in autunno
  11. cuspides 01 maggio 2018 ore 07:40
    Non condivido, l'essere umano in tempesta non deve agire senza limitazioni senza raziocino, non penso che lasciare devastazione dietro di se possa essere una cosa positiva.
  12. leggendolamano 01 maggio 2018 ore 08:07
    La natura non ha mai devastato che se stessa é l'uomo la caausa dei prorpi mali costrundo dove non deve
    Nei rapporti umani succede la stessa cosa.
    Sono le costruzioni abusibe screare i problemi non quelle regolari.
  13. cuspides 01 maggio 2018 ore 08:15
    una tempesta può distruggere anche quelle regolari.
  14. leggendolamano 01 maggio 2018 ore 13:52
    purtroppo si, ma purtroppo siamo in balia degli eventi.
    Non dimenticare che siamo passeggeri di una piccola astronave che viaggia nel cosmo all'interno della via lattea a quasi 800.000 km/h. una tempesta sulla terra è meno di un moscerino che si spiaccia sul parabrezza di un'auto.
    dobbiamo imparare a relativizzare il tutto.
    l'importante è non perdere la voglia di costruire e ricostruire.
  15. cuspides 01 maggio 2018 ore 14:15
    "Idraulica - mente allora penso che quando la tempesta si scatena in noi dobbiamo lasciare che segua in suo corso" è questa tua frase che non condivido
  16. leggendolamano 01 maggio 2018 ore 14:22
    ho capito ma ciò deve essere fatto per minimizzarne il danni.Può opporti ad una slavina? no ma devi cercare di metterti in salvo.
    Puoi opporti ad una aggressione qualunque essa si? forse si ma è sempre meglio farlo badando a se stessi.

    In un litigio furibondo spesso reagire vuol dire solo aumentare il livello di scontro mentre lasciar defluire e costruire nuovi argini consente interventi riparatori più gestibili.
  17. cuspides 01 maggio 2018 ore 14:40
    io mi metto nei panni della tempesta e preferisco che resti entro gli argini.

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