l’ipocrisia delle tombe

01 novembre 2016 ore 09:21 segnala


"Qual fia ristoro a dì perduti un sasso che distingua le mie dalle infinite ossa"


e sempre il Foscolo....

“Vero è ben Pindemonte, anche la speme ultima dea lascia i sepolcri”

E io dico….. lasciamo che la lasci.

Speranza nel futuro? Speranza di rinascita e resurrezione?

NO

Sono materialista e ateo convinto, non sono così presuntuoso da pensare che noi uomini, in quanto esseri pensanti si possa ambire a qualche cosa di diverso rispetto che so,….ad uno scarafaggio…

Vive lui viviamo noi

Muore lui moriamo noi.

Ciò che (forse) ci rende diversi è il ricordo…. Ammesso che uno scarafaggio non abbia ricordi.

In questo caso non un ricordo attivo ma un ricordo passivo.

Non parlo dei nostri ricordi ma del ricordo che noi lasciamo nella memoria altrui.

SI

Questa è la nostra vera tomba e la nostra vera resurrezione, essere stati capaci in vita di lasciare un segno del nostro passaggio nella memoria o nella vita di qualcuno.

Le tombe sono ipocrite.

Illudono e tengono legata la memoria a quello che era il corpo di una persona, al suo aspetto materiale e non a quello più vero:
quello sentimentale, emozionale, educativo, animistico.

Le tombe servono ai vivi e non ai morti.

Se potessi esprimere un desiderio vorrei che la mia tomba fosse nella memoria delle persone che mi amano e mi hanno amato, di quelle che mi odiano e mi hanno odiato, di quelle che mi hanno apprezzato e disprezzato.

Finchè vivrà il mio ricordo in loro io sarò vivo alla faccia di tombe, lapidi e crisantemi.

Polvere, cenere sparsa ai quattro venti per tornare a concimare il mondo.
Ma purtroppo anche in questo campo ci si mette la burocrazia con divieti, limitazioni, distinguo e cavilli vari..

Ma è possibile che non si possa essere liberi neppure da morti?
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« immagine » "Qual fia ristoro a dì perduti un sasso che distingua le mie dalle infinite ossa" e sempre il Foscolo.... “Vero è ben Pindemonte, anche la speme ultima dea lascia i sepolcri” E io dico….. lasciamo che la lasci. Speranza nel futuro? Speranza di rinascita e resurrezione? NO Sono ...
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01/11/2016 09:21:03
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Commenti

  1. Evelin64 01 novembre 2016 ore 13:01
    La morte altro non è che l'inizio della vita...si', poichè si nasce per morire, tutto il resto è e rimane nel mondo fino a che l'universo avrà luce ... e non importa dove si è stati, come si ha vissuto....importa che si è nati e si era figli :rosa
  2. leggendolamano 01 novembre 2016 ore 13:05
    importa che anche solo come cenere, quello che ci è stato dato venga in un modo o nell'altro restituito o consegnato a chi viene dopo di noi quanto meno come ci è stato dato.
  3. Etty73 01 novembre 2016 ore 18:16
    La morte porta via il corpo, ma l'anima resta, nel cuore nella mente di tutti quelli che ti hanno amato, odiato, Il tuo ricordo passa di bocca in bocca, e fino a quando questo succederà sarai VIVO.
  4. leggendolamano 01 novembre 2016 ore 18:20
    E' quello che penso io. vita oltre la morte
    Grazie
  5. overwhelming 01 novembre 2016 ore 19:07
    la liberta e' una condizione sconosciuta all'essere umano...
    essere umano gia' vuol dire essere condizionato!
  6. leggendolamano 01 novembre 2016 ore 19:12
    Almeno dopo la morte........ neppure li?
    sorrido
  7. overwhelming 01 novembre 2016 ore 19:12
    neppure li...
  8. Njlo 01 novembre 2016 ore 22:58
    Le tombe servono ai vivi, è vero. E' lì che lasciano un segno tangibile, fiori lumi preghiere, a chi amarono e credo che per molti sia di consolazione sapere che lì riposano, per cui non la considero un'ipocrisia. E' anche vero che è il ricordo ad eternarci, generazione dopo generazione. Io per esempio amo i bisnonni, i nonni, persino il trisavolo di cui mi parlava sempre con trasporto il nonno materno e ne parlerò ai miei figli quando e se... E non sarei così netta nel dire che gli uomini non sono liberi né in vita né dopo. Al contrario, tu sei libero di non credere ed io di credere. In questa vita. Nessuno ci costringe in una determinata direzione, scegliamo noi, in base a tante cose che non sto qui ad elencare altrimenti si fa notte.
    Si nasce, si muore, si vive oltre. Direi, si nasce per vivere fino alla morte che ci aprirà un'altra vita nella quale non saremo più soggetti a recarci in un cimitero per esempio perché la morte l'avremo sconfitta. Si chiama fede e la fede contiene la speranza. Fede e speranza sono atti di suprema libertà.
    Comunque è bello vagabondare alla ricerca del tutto vero? O del nulla. Ma il fatto stesso che vagabondiamo alla ricerca di qualcosa significa che nel tutto ci speriamo eccome.

    Scusa se mi dilungo sempre, cerco di argomentare.
  9. leggendolamano 01 novembre 2016 ore 23:11
    Non posso contraddire quello che dici perchè c'è molto di vero nelle tue parole. Il vero che si fonda su aspetti fideistici e che quindi non giudico veri in se ma veri per le ripercussioni che hanno sui fedeli.
    Rispetto chi crede, ne rispetto le scelte e ne rispetto i riti. Rispetto che vive la morte oltre la morte come chi si porta la sedia al cimitero per parlare comodamente con il congiunto defunto, rispetto chi si tiene le urne del defunto in casa come un genio nella lampada, ma resto dell'idea che tutto ciò che è fede deve restare in ambito difeisstico.
    Mi vedrai sempre vagabondare alla ricerca del vero con o senza lampada perchè l'unica cosa che so è quella di non sapere e che pertanto, forse, più che ateo dovrei definirrmi agnostico convinto.

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